martedì
28 Aprile 2026

Narrativa 2017: quattro titoli tra conferme ed esordi nazionali

I romanzi dei ravennati Cavina, Baroncelli, Bon e Cimatti usciti nel corso dell’anno

LibriTra i libri di narrativa di ravennati usciti per editori nazionali nel corso del 2017 spiccano quattro titoli, con due conferme importanti per editori di indubbio prestigio e due “new entry” per “etichette” che si potrebbero definire “indie”.

Il primo a uscire è stato Fratelli nella notte del casolano Cristiano Cavina, questa volta per Feltrinelli, con Fratelli nella notte, che torna a parlare della sua terra e della sua famiglia incrociando la storia di due fratelli: suo nonno e, appunto, il fratello. In un centinaio di pagine, in questo romanzo breve, Cavina cesella la storia della vita di questi due uomini, aprendo uno squarcio su un luogo, le colline casolane, e un’epoca, quella della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra, modulando stili e registri con grande maturità stilistica. Racconta una storia di eroismo antiretorico, per dar voce, come dice lui, «a uomini di altri tempi che non avevano le parole».

Altra importante firma che si conferma è quella del ravennate Eugenio Baroncelli che in autunno è uscito con Risvolti svelti Breviario amoroso di vite altrui capitolate (sempre per Sellerio) e a cui recentemente Repubblica ha dedicato due intere pagine di intervista, come non accadeva a un ravennate da tempo immemore. Baroncelli è un autore di rara raffinatezza e dipinge i suoi personaggi come acqueforti. I suoi libri sono fatti di spazi bianchi, da riempire con la mente. Risvolti svelti raccoglie risvolti di copertina di libri immaginati e su persone reali della vita letteraria e paraletteraria, ma descritte attraverso estrapolazioni erudite e invenzioni non arbitrariamente distillate dagli archivi della memoria culturale. Ciò che ricerca Baroncelli, in questa e nelle altre sue opere che sfuggono a precise classificazioni, è il momento rivelatore da cui possa baluginare un’essenza del personaggio, che si rivela per lo più nel capriccio e nell’ironia di una vita. Il procedere delle sue pagine trasmette una strana saggezza, contagia uno spassionato distacco dal quotidiano come se si fosse, con la propria esistenza, parte di un romanzo non scritto.

Tra gli esordi c’è quello di Stefano Bon, animatore culturale e scrittore, ha pubblicato quest’anno il romanzo La ragazza che andò all’inferno (Castelvecchi) in cui racconta la storia di Anna, una giovane donna che conduce una vita serena e appagante finché Andrea, il suo compagno, muore. Abbandonata da parenti e amici, e con due figli piccoli da accudire, la sua esistenza si trasforma presto in un incubo. In breve tempo deve gestire una situazione economica difficile che la porta a ulteriori ristrettezze, e in un crescendo parossistico di miseria e violenza Anna si trova ad affrontare una situazione al limite della follia. Per salvarsi deve fare suo malgrado una scelta estrema. La successiva, e per lei inevitabile, discesa all’inferno diventa però un’inaspettata scala per il paradiso, ma le amarezze non finiscono e altre verità terribili vengono a galla: per raggiungere una nuova felicità Anna dovrà prima recuperare tutte «le cose perse per la strada». Stefano Bon sarà il primo autore ospite di una nuova rassegna di incontri letterari che prenderà il via il 18 gennaio al Grinder Coffee Lab di via Roma 178 alle 18, intervistato da Roberta Bezzi.

Infine, dopo alcune raccolte di racconti, ecco il romanzo di esordio di Maximiliano Cimatti, L’uomo di Elcito uscito per MeridianoZero. Cimatti, ravennate, ha scritto un libro che è tante cose insieme: un romanzo storico (è ambientato nel 1866) con uno sguardo anche molto politico intrecciato a un trama che gioca sul mistero di un leggendario brigante e anche, per certi versi, un romanzo di formazione, perché il viaggio del protagonista si rivela anche in qualche modo iniziatico. Decisamente una bella sorpresa per questo anno 2017 con un autore che sarà al circolo Dock 61 il 21 dicembre e tornerà alla Feltrinelli il 28 gennaio.

La Biblioteca Classense aperta la domenica pomeriggio e chiusa il lunedì mattina

La sezione Holden, dedicata agli adolescenti, aperta tutti i giorni dalle 14 alle 18

RAVENNA 28/11/2011. "OPEN SPACE", NUOVA SEZIONE MULTIMEDIATECA DELLA BIBLIOTECA CLASSENSE

Dopo la sperimentazione autunnale introdotta dal nuovo direttore Maurizio Tarantino, la bibliotca Classense ufficializza nuovi orari di apertura al pubblico. E così a partire dal 2018 la storica biblioteca di via Baccarini sarà aperta tutte le domeniche dalle 14 alle 19, stessi orari del lunedì (sarà quindi chiusa la mattina), mentre dal martedì al sabato sarà aperta dalle 9 alle 19 con orario continuato. Attenzione però perché il prestito assistito dai bibliotecari si interrompe alle 18, dopo sarà possibile solo usare le postazioni per l’autoprestito. Nuovi orari di apertura anche per la sezione Holden, quella dedicata ai ragazzi, sempre in via Baccarini, che sarà aperta tutti i giorni dalle 14 alle 18. La biblioteca resterà chiusa nei festivi. Tutti gli altri orari rimangono invariati e per quelli si rimanda al sito istituzionale www.classense.ra.it

Matteo Orfini a Casola Valsenio per i 70 anni della Festa dell’Unità

 

Il presidente dell’assemblea Pd al Cinema Senio il 27 dicembre

OrfiniMercoledì 27 dicembre, al Cinema Senio di Casola Valsenio, ci sarà Matteo Orfini, Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, per una serata dedicata ai 70 anni della Festa de l’Unità che, per la prima volta si è svolta in piazza Alfredo Oriani. In quell’occasione, nella ex Ferramenta Conti il Pd aveva allestito una mostra fotografica che ripercorreva fasi e momenti di quella che è la più longeva delle feste popolari, a contenuto gastronomico, culturale, politico, di intrattenimento e divertimento, che si svolgono a Casola. Quelle stesse immagini, altri documenti e le testimonianze raccolte tra i volontari di ogni età, sono diventate un documentario di oltre 50 minuti – curato e montato da Paride Ridolfi – che verrà proiettato nel Cinema Senio di Casola Valsenio nella serata di mercoledì 27 dicembre.
La proiezione sarà preceduta dall’intervento del segretario del PD di Casola, Marino Fiorentini; seguirà, a fine proiezione, l’intervento dell’on. Matteo Orfini, in uno dei momenti più complicati per i democratici a livello nazionale, con le elezioni alle porte e sondaggi che sembrano darli in costante calo, dopo anche la scissione con Mdp e la nascita di LeU con leader l’ex presidente del Senato Piero Grasso.

 

Non accedere a moli e dighe: allerta meteo fino alla mezzanotte del 27 dicembre

Previsto mare mosso, l’avviso della Protezione civile regionale e Arpae

StormyFino alla mezzanotte del 27 dicembre sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 143, per stato del mare, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.

L’allerta completa si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia Romagna (https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/)  e anche attraverso twitter (@AllertaMeteoRER); sul portale sono presenti anche molti altri materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo, nella sezione “Informati e preparati” (http://bit.ly/allerte-meteo-cosa-fare).

Si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, non accedere a moli e dighe foranee.

 

Colpito il bar Nazionale nella notte di Natale: vetrina sfondata con un sanpietrino

Depredati anche alcuni capanni del Natale in piazza del Popolo

Albero Natale Ravenna 2016Nemmeno la notte di Natale c’è stata tregua in città e questa volta, una delle bande delle spaccate ha colpito in pieno centro. Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio infatti, è stato colpito in piazza del Popolo il bar Nazionale: vetrina spaccata con un sanpietrino e fondo cassa di poche centinaia di euro sparito. I malviventi hanno depredato anche alcuni dei capanni natalizi della piazza. Indagano i Carabinieri.

Giochi di luce anche al quartiere Farini: videomapping su San Giovanni Evangelista

Inaugurazione alle 19 del 29 dicembre, proiezioni in programma fino all’1 gennaio. La rassegna prosegue fino al 7 gennaio

Battisterovidemapping
Videomapping sul Battistero degli Ariani

Si amplia il videomapping in città, in occasione delle feste natalizie, all’interno della rassegna “Ravenna in Luce”, promossa dall’assessorato al Turismo sotto la direzione artistica di Andrea Bernabini. Venerdì 29 dicembre alle 19, al quartiere Farini, si terrà infatti l’inaugurazione di MiRaggi, il progetto  di video mapping a cura di Apparati Effimeri, studio di visual design di Bologna, che crea nuovi legami tra la storia passata della visione e le tecniche e gli approcci contemporanei dell’arte visiva. Ogni loro progetto è site specific e nasce proprio con l’intento di valorizzare la storia e le vicende dell’edificio interessato. Le immagini seguono i contorni e le linee architettoniche dell’abside della Chiesa di San Giovanni Evangelista: giochi di luce ed effetti in 3D saranno visibili dai Giardini Speyer.
Le proiezioni sono in programma tutte le sere, fino all’1 gennaio, dalle 18.30 alle 22 e il 31 dicembre dalle 18 alle 01.00.
Intanto la rassegna prosegue in altri luoghi simbolo della città dove sarà visibile fino al 7 gennaio.
Le proiezioni continuano sul Battistero degli Ariani con Trono d’Oriente, in continuità con il progetto Visioni di Eterno (si tratta del sesto monumento Unesco la cui storia viene raccontata per immagini), tutte le sere dalle 18.30 alle 22; sul Palazzetto Veneziano (lato Prefettura, costruito nel 1534, oggi sede del Comune di Ravenna), in piazza del Popolo, con le Proiezioni Emozionali architetturali dalle 18 alle 19 e dalle 20 alle 21 e Il Cielo di Ravenna, dalle 19 alle 20 e dalle 21 alle 22; sul Palazzo Rasponi Murat, in piazza Kennedy, con una produzione di Chartres en Lumière ogni sera dalle 19 alle 20 e dalle 21 alle 22.

Davanti ai 3500 del Pala De André la Bunge sbatte contro un muro chiamato Perugia

Volley Superlega / I ravennati giocano alla pari con la Sir Safety per un set ma poi si arrendono alla forza degli umbri trascinati dall’mvp Russell, De Cecco e Atanasijevic e vittoriosi con un netto 3-0

Ravenna-Perugia 0-3
(22-25, 16-25, 18-25)
BUNGE RAVENNA: Georgiev 2, Orduna, Marechal 3, Diamantini 6, Buchegger 11, Poglajen 12, Goi (L); Raffaelli 2, Gutierrez 4, Vitelli. Ne: Marchini, Pistolesi, Mazzone. All.: Soli.
SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Anzani 3, De Cecco 5, Zaytsev 10, Podrascanin 5, Atanasijevic 13, Russell 15, Colaci (L); Shaw, Della Lunga, Berger. Ne: Ricci, Cesarini (L), Siirila, Andric. All.: Bernardi.
ARBITRI: Goitre di Torino e Gnani di Ferrara.
NOTE – Ravenna: bs 14, bv 3, errori 10, muri 0; Perugia: bs 9, bv 8, errori 7, muri 7. Spettatori: 3500 (incasso 52.575 euro). Durata set: 29’, 25’, 27’ (tot. 81’). Mvp: Russell.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA SIR SAFETY CONAD PERUGIA.
La panoramica del Pala De André all’inizio del match della Bunge contro Perugia

Si interrompe contro la corazzata Sir Safety Conad la bella serie casalinga della Bunge, che dopo cinque vittorie consecutive a Ravenna non riesce a contrastare la formazione di Bernardi, nuova capolista in virtù del sorprendente ko a Castellana Grotte di Civitanova. In un Pala De André da tutto esaurito, con 3500 spettatori sulle tribune che con il loro entusiasmo regalano lo spettacolo più bello della giornata di Santo Stefano, i perugini sono implacabili in particolare con l’mvp Russell e Atanasijevic, ben diretti al solito dalla regia dell’ispirato De Cecco, e soprattutto a muro fanno sentire il maggior numero di centimetri di altezza. Questa Superlega dà però alla squadra di Soli di riscattarsi quanto prima, con la trasferta di sabato prossimo a Piacenza per la prima giornata del girone di ritorno.

La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli vede il palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, Diamantini e Georgiev al centro, Marechal e Poglajen di banda, Goi in seconda linea. Dall’altra parte della rete il coach della Sir Safety Conad Bernardi si affida alla regia di De Cecco, che orchestra l’opposto Atanasijevic, gli schiacciatori Zaytsev e Russell, i centrali Podrascanin e Anzani (libero Colaci).

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA SIR SAFETY CONAD PERUGIA.
Il muro della Bunge sullo “Zar” Ivan Zaytsev

Il primo break del primo set arriva sul turno al servizio di Russell, con l’americano che firma un ace fortunoso con l’aiuto del nastro e poi costringe all’errore i padroni di casa: 7-9 e Soli chiama time out. Buchegger con due punti di fila pareggia il conto (9-9), ma i perugini accelerano di nuovo con i muri di Atanasijevic (10-13) e Russell: 11-15. La battuta vincente di Diamantini riduce a due le lunghezze di svantaggio (13-15), che però lo statunitense riporta a quattro: 13-17. Zaytsev spara lungo nel boato del Pala De André (18-20) e il divario rimane tale grazie all’errore di Russell: 21-23 con Bernardi che ferma la partita. Buchegger mette a terra la palla del break della speranza (22-23), ma poi spara la battuta lunga e Russell al primo set ball non fallisce: 22-25.

Atanasijevic e Anzani fanno subito scattare sul 6-9 nella seconda frazione la Sir Safety Conad, che con l’ace di Russell e una giocata di Zaytsev allunga in modo ulteriore: 7-12 e Soli chiama i suoi in panchina. Lo statunitense colleziona un’altra battuta vincente (7-13) e Perugia è implacabile in fase di cambio palla, mantenendo le distanze in particolare con Russell: 13-19. Podrascanin realizza i due punti del break conclusivo (16-24), che viene chiuso al primo set ball con l’ace di Zaytsev: 16-25.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA SIR SAFETY CONAD PERUGIA.
Un attacco dell’opposto austriaco Paul Buchegger

Nel terzo periodo Buchegger vanifica il primo tentativo di strappo degli ospiti e Poglajen li supera al termine di un lungo scambio (6-5), ma un ace di Atanasijevic e il break di Russell ribaltano il punteggio: 6-8 e time out Soli. Poglajen al servizio acchiappa gli avversari (8-8), che fuggono in maniera convinta con il muro di De Cecco: 8-12. Entra Raffaelli al posto di Marechal e si presenta interrompendo la serie vincente degli umbri, poi Buchegger mette a terra la palla del 10-12. Si scatena Atanasijevic con tre punti di fila (11-16), il tecnico giallorosso interrompe la partita, ma De Cecco colpisce dalla linea dei nove metri, scavando un solco maggiore: 11-18. Gutierrez sostituisce Buchegger e dà un po’ di entusiasmo sugli spalti, con due punti consecutivi che valgono il -5: 15-20 e Bernardi chiama i suoi in panchina. Al ritorno in campo gli umbri capitalizzano il largo vantaggio, mettendo la parola fine al match alla prima occasione: 18-25.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Il periodo che stiamo attraversando è questo e si vede in modo chiaro, con la squadra che non è in grado di produrre gioco con continuità di rendimento. In parte ci siamo riusciti nel primo set, dove siamo stati in partita a lungo, ma non siamo stati abbastanza furbi nei momenti decisivi. L’organico non è al top della forma e ci vorrà del tempo e della pazienza per riprenderci del tutto e tornare ai livelli della prima parte di campionato».

Risultati (13ª giornata di andata): Diatec Trentino-Gi Group Monza 3-1, Azimut Modena-Kioene Padova 1-3, Wixo LPR Piacenza-Calzedonia Verona 2-3, Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia-Biosì Indexa Sora 0-3, Bunge Ravenna-Sir Safety Conad Perugia 0-3, Taiwan Excellence Latina-Revivre Milano 0-3, BCC Castellana Grotte-Cucine Lube Civitanova 3-2.
Classifica: Perugia 33 punti; Civitanova 32; Modena 30; Verona 26; Padova 23; Trento 22; Milano 21; Piacenza e Ravenna 20; Monza e Latina 12; Vibo Valentia 9; Castellana Grotte 7; Sora 6.

Conad, derby amaro a San Giovanni in Marignano ma rimane in ottava posizione

Volley A2 femminile / Le ravennati cadono in quattro set in terra riminese al termine di un match lottato in particolare nelle prime tre frazioni. Perde anche Collegno, che resta con due lunghezze di ritardo

San Giovanni in Marignano-Ravenna 3-1
(25-20, 21-25, 25-23, 25-18)
BATTISTELLI SAN GIOVANNI IN MARIGNANO: Markovic 19, Caneva 8, Zanette 28, Saguatti 6, Casillo 11, Battistoni 2, Gibertini (L) 1; Gray, Nasari. Ne: Bordignon, Sgarbossa, Giordano. All.: Saja.
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Torcolacci 1, Scacchetti, Bacchi 13, Menghi 11, Kajalina 16, D’Odorico 13, Paris (L); Neriotti 1, Aluigi, Panetoni. Ne: Drapelli, Vallicelli. All.: Angelini.
ARBITRI: Armandola di Pavia e Licchelli di Reggio Emilia.
NOTE – San Giovanni in Marignano: bs 10, bv 4, errori 22, muri 8; Ravenna: bs 7, bv 2, errori 24, muri 7. Durata set: 24′, 27′, 28′, 25′ (tot. 115′).

Kajalina Conad Chieri
L’opposta estone Anna Kajalina

Derby romagnolo amaro per la Conad, che a San Giovanni in Marignano perde in quattro set al termine di un match lottato in particolare nelle prime tre frazioni. Decisivo si rivela il terzo parziale, vinto in volata dalle riminesi della Battistelli, spinte dal tandem di attaccanti formato da Zanette (top scorer con 28 punti) e Markovic (19). Nonostante il ko l’Olimpia Teodora conserva l’ottava posizione, l’ultima utile per poter accedere alla Coppa Italia, in virtù della sconfitta del Collegno nel derby piemontese di Chieri. Il discorso qualificazione si deciderà sabato 30 dicembre, con le ravennati che al PalaCosta sfidano il forte Brescia, mentre le rivali dirette ospitano in casa la penultima della classe Marsala. Con il Collegno distante due lunghezze, alla squadra di Angelini basta un punto per centrare l’obiettivo: in caso di parità di punti, infatti, sono davanti le biancorosse grazie alla migliore media set.

Le padrone di casa di San Giovanni in Marignano del tecnico Saja si presentano dall’altra parte della rete con Battistoni al palleggio, centrali Casillo e Caneva, in attacco Markovic e capitan Saguatti e opposto Zanette. Al fischio d’inizio classico starting six per la Conad di Angelini, con Bacchi e D’Odorico, Scacchetti, Torcolacci, Menghi, Kajalina e Paris libero. Il primo set parte equilibratissimo, si procede punto a punto e con D’Odorico al servizio Ravenna tenta una fuga (10-13) ma le avversarie riagguantano la parità (14-14). Si torna a combattere in campo fino a quando la squadra di casa non prova a capitalizzare via via il proprio vantaggio (18-15). Coach Angelini fa scendere in campo Panetoni, tuttavia le riminesi non concedono più nulla e si aggiudicano la frazione: 25-20.

Ottimo avvio nel secondo periodo della Conad Ravenna, che grazie anche a due muri consecutivi si porta avanti (1-5). Le padrone di casa non ci stanno e si rifanno sotto (7-8), D’Odorico, Kajalina e un pallonetto di Bacchi (9-13) costringono Saja a chiamare il time out. Alla ripresa del gioco è ancora il capitano a mettere a terra una bomba imprendibile (9-14). Quello che segue è uno scambio interminabile chiuso a favore di San Giovanni in Marignano, poi è Menghi a fare punto (10-15). Le padrone di casa di rifanno sotto (13-15), il coach Angelini chiama la sospensione e mette in campo Neriotti che concretizza un muro prezioso (16-18). Un ace di D’Odorico e Ravenna è di nuovo avanti di +4 (16-20). Nel finale Menghi sale in cattedra e, tra murate, pallonetti e fast, trascina le compagne al successo (21-25).

Nel terzo set, dopo un tentativo delle nostre di portarsi avanti (3-6), si torna in parità (7-7). Le padrone di casa, sospinte da un tifo caldissimo a loro favore, riprendono sicurezza (13-10). Bacchi e compagne riconquistano palla e con un bolide di D’Odorico riportano il periodo in equilibrio (13-13). Di nuovo Ravenna prova ad allungare e ancora San Giovanni in Marignano non molla (20-20). Gli ultimi scambi sono al cardiopalmo e sul punteggio di 23 pari la Conad si fa strappare il servizio dalla Battistelli, che chiude con un attacco lungolinea (25-23).

Il quarto parziale parte in salita per l’Olimpia Teodora, che non riesce a riprendere in mano il controllo del gioco e si trova a metà della frazione sotto di otto lunghezze: 14-6. Le riminesi sentono set e match in mano ma le biancorosse ci credono ancora e reagiscono con le ultime forze residue (15-11). Difficile però recuperare il pesante svantaggio iniziale, così la Battistelli amministra e chiude il set 25-18 e fa suo il match col punteggio di 3-1.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini
(allenatore Conad Olimpia Teodora Ravenna): «San Giovanni in Marignano è un’ottima squadra, lo sapevamo e lo ha dimostrato anche questa sera. La nostra caratteristica è battere molto bene e oggi non ci è riuscita al meglio. Un’altra nostra caratteristica è contrattaccare in modo efficace, ma stasera i nostri contrattacchi non andavano giù al primo colpo e infatti ci sono stati tantissimi scambi con passaggi sopra la rete continui. Le avversarie si sono meritate la vittoria e non c’è nulla da recriminare. Dal canto nostro potevamo essere più cinici soprattutto nel set terminato 25-23. Purtroppo i nostri contrattacchi sono stati giocati con palla troppo lontano dalla rete e questo non ci ha portato i frutti sperati».

Risultati (16ª giornata): Battistelli San Giovanni in Marignano-Conad Olimpia Teodora Ravenna 3-1, Savallese Millennium Brescia-Club Italia Crai 3-1, Fenera Chieri-Barricalla Collegno 3-0, Zambelli Orvieto-Bartoccini Gioiellerie Perugia 3-0, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Delta Informatica Trentino 1-3, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-LPM Bam Mondovì 1-3, P2P Givova Baronissi-Golden Tulip Volalto Caserta 3-2, Sigel Marsala-Volley Soverato 0-3. Riposa: Golem Olbia.

Classifica: Cuneo* 35 punti; Mondovì* e Trento 34; Chieri* 33; Soverato* e San Giovanni Marignano* 32; Brescia* 30; Ravenna* 25, Collegno* 23; Orvieto* 21; Club Italia* 18; Montecchio* e Baronissi* 16; Perugia* 13; Olbia* 9; Marsala* 7, Caserta* 6 (*una gara in meno).

Nasce il progetto per i fondali del porto però soffre l’industria offshore

Porto

Lo Stato approva il piano da 230 milioni di euro per arrivare a 12,5 metri di profondità ma nubi si addensano sulle società dell’oil & gas

C’è un  tessuto imprenditoriale che vive di prospettive ma che ancora fatica a schiodarsi dai postumi della crisi economica. Il 2017 di Ravenna dal punto di vista dell’economia ha visto tornare sul tavolo delle priorità il tema del porto e dell’approfondimento dei fondali con l’arrivo del nuovo presidente Daniele Rossi (insediatosi un anno fa) che ha messo fine alla gestione commissariale e agli screzi tra Autorità Portuale, Comune e una fetta di Confindustria. È notizia di pochi giorni fa l’approvazione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici del progetto da 230 milioni di euro presentato ad inizio autunno da Ap. Rispetto alle vecchie idee, si è scelto di partire da un escavo che porti l’asse del canale Candiano a 12,5 metri di profondità per poi ragionare in futuro sui 14,5 metri. Insomma, al porto si procede per step anche perché i privati sembrano ormai stanchi di aspettare.

Ad ottobre, ad esempio, durante l’inaugurazione delle nuove gru di Tcr, Contship con la presidente Cecilia Battistello ha lamentato i ritardi e le promesse non rispettate dalle amministrazioni pubbliche. Contship è il socio privato di Sapir (che ha compiuto sessant’anni e si sta interrogando sul futuro) nel terminal container e la sua opinione ha un certo peso nell’ambiente, anche perché in ballo ci sarebbe anche la realizzazione del nuovo piazzale in Largo Trattaroli. I numeri non sembrano giustificare oggi un investimento di questo tipo. Il traffico container è in forte calo e i dati di ottobre mostrano come la flessione di circa il sei percento di questo vettore abbia portato in negativo l’intero movimento merci sul canale (-0,13 percento). Resta da vedere se gli ultimi due mesi dell’anno possano in qualche modo invertire la tendenza.

PROGETTI Partito il cantiere a Russi per la centrale a biomasse. Via libera al deposito di gas sul Candiano

Intanto gli investimenti ripartono: la seconda parte dell’anno è stata movimentata dal deposito Gnl che Pir vorrebbe costruire – investendo 70 milioni di euro – sulla sponda nord del Candiano, tra Marina di Ravenna e Porto Corsini. Il deposito però non convince i cittadini che si sono movimentati, soprattutto a causa della vicinanza in linea d’aria tra il nuovo sito e le scuole di Marina ma anche per l’aumento del traffico di camion sulla Baiona e di gasiere sul canale. Un caso che ricorda un po’ quello della centrale a biomasse nell’ex Eridania di Russi, dove i lavori sono iniziati all’inizio di quest’anno dopo un lungo e contestato iter. Nel caso del deposito Gnl il processo dovrebbe essere più veloce: a fine novembre il consiglio comunale ha comunque dato l’ok al permesso di costruire. D’altra parte, non sono molte le grandi imprese che a Ravenna se la passano bene.

La crisi dell’offshore dovuta al calo dei prezzi del petrolio sta facendo soffrire il settore: ci sono timori per l’occupazione alla Cosmi e nubi sulla Comart (società del gruppo Tozzi) che ha appena presentato la richiesta del concordato in bianco. Una questione che rischia di creare un pericoloso effetto domino tra una quindicina di società dell’indotto. Sempre in quest’ambito, la Rosetti sta provando a riconvertire parte del business nella costruzione di yacht di lusso e anche Micoperi, la società che ha risollevato la Costa Concordia nel 2014, non se la passa benissimo: ad agosto il Corriere della Sera parlò di un debito difficile da sostenere, pari a 120 milioni di euro.

In questo clima nel 2017 si è tenuto l’Omc e grande attenzione è stata data ad Eni che deve riconvertire alcune piattaforme e ha promesso che non abbandonerà Ravenna e rilancerà sugli investimenti sia nell’ambito della ricerca del gas sia in quello della chimica. Promesse che sono state fatte ad aprile, quando è stato presentato dal Cane a Sei Zampe un piano investimenti da due miliardi nella ricerca di idrocarburi e da 130 milioni a Versalis, la società chimica del gruppo. A novembre è però saltato, per indisposizione di uno dei membri, il cda che si doveva tenere a Ravenna per un primo punto sull’avanzamento dei lavori. Se ne riparlerà nel 2018 ma i sindacati sono sull’attenti.

Le organizzazioni dei lavoratori, del resto, hanno avuto il loro da fare. Oltre ai già citati casi dell’offshore, ha tenuto banco a fine agosto quello della Logistica Ferrari: una vicenda di subappalti all’interno di Marcegaglia (che ha coinvolto anche il gruppo Cofari) con 35 lavoratori a rischio. Alla fine ne sono stati riassorbiti un buon numero. A fare la parte del leone è stato un sindacato di base (Sgb) che è poi stato premiato con un ottimo risultato alle elezioni tra i lavoratori per la Rsu di Marcegaglia.

EDILIZIA In dodoci mesi persi il 6,5 per cento. Crisi delle cooperative di costruzioni: Iter ridotta al lumicino. Acmar in concordato

È del 18 dicembre, invece, lo sciopero dell’edilizia: settore per lungo tempo considerato trainante dell’economia locale ma che in dieci anni ha perso quattromila addetti, il 62,35 percento della forza lavoro. Solo negli ultimi dodici mesi il calo è stato del 6,5 per cento. Nonostante insomma il settore immobiliare cominci a muoversi (lo certificano gli ultimi dati degli agenti Fimaa), l’edilizia non ne vuole sapere di ripartire. Anche perché ad essere venduti sono soprattutto gli “usati recenti”, vale a dire quelli costruiti durante gli ultimi anni pre-crisi, quando il mattone tirava, ma che sono rimasti a lungo senza un compratore. A Ravenna l’invenduto è ancora alto, si costruisce poco e soffrono le grandi aziende che non riescono a fare business con le sole ristrutturazioni. Sul tavolo del 2017 ci sono le crisi di Iter (ormai al lumicino) e di Acmar, in cerca di un rilancio dopo il concordato ma che ha licenziato 66 persone a maggio. A Faenza soffre anche la Cmcf (20 dipendenti licenziati dopo un accordo di mobilità). La Cmc è un colosso che fattura all’estero il 60 percento del suo giro d’affari e che quindi non ha sofferto troppo la crisi nostrana. Ha però rinunciato al progetto in Darsena che coinvolgeva la sua sede e ha chiuso il contestato cementificio Sic, che sarà coinvolto nella riqualificazione della zona nell’ambito del bando periferie. A segnare il 2017 della cooperativa è stato però il cambio al vertice: Alfredo Fioretti è subentrato a Massimo Matteucci a maggio. Matteucci è morto improvvisamente a Ferragosto, a pochi mesi dalla pensione a cui era arrivato dopo oltre vent’anni di presidenza in via Trieste e una vita dentro la coop.

GRANDI OPERE Riaperto dopo tre anni l’incrocio dei Tre Ponti. In ritardo clamoroso la rotonda fra Adriatica e Ravegnana

Non ha aiutato troppo l’edilizia nemmeno l’attività cantieristica degli enti pubblici. Di grandi opere si parla solo, nel 2017 le ruspe hanno scavato soprattutto per migliorare alcuni punti critici della viabilità. È rimasto fermo a lungo il cantiere della rotonda tra via Ravegnana e l’Adriatica, i lavori – pagati da Anas – sono stati riappaltati solo a settembre dopo uno stop di diversi mesi partito a primavera e dovuto a problematiche della società appaltatrice. Ha riaperto ad aprile al traffico il cosiddetto incrocio dei Tre Ponti, a Sant’Alberto, che era chiuso dall’ottobre del 2014 mentre a Bagnacavallo è stato un 2017 di passione per le attività che si trovavano sulla San Vitale, nei pressi del ponte dell’Albergone riaperto a maggio dopo otto mesi di chiusura. Tra i lavori strutturali più importanti troviamo l’apertura della rotatoria e del sottopasso di Cervia tra l’Adriatica e la provinciale 71 bis e il via al cantiere per la Rotonda delle Saline.

IMG 0925A Ravenna la “grande opera” principale è sul fronte del commercio: il raddoppio dell’Esp, inaugurato a giugno. Di certo si tratta di un grosso investimento da parte di Coop Alleanza 3.0 che ha contestualmente ristrutturato anche il supermercato (nel quale è stata inglobata la libreria esterna) inaugurato a dicembre, non più Iper ma Extra. Il raddoppio dell’Esp ha portato 50 nuovi negozi, 3.600 posti auto e un investimento da 50 milioni di euro. Dall’altra parte della barricata c’è il piccolo commercio, da sempre critico verso questi investimenti, che continua a soffrire la crisi. Le imprese iscritte all’albo sono calate in questo settore del 3,4 percento (-294 esercizi), una flessione maggiore anche di quella dell’edilizia. In particolare soffrono abbigliamento e alimentari.

Il calo delle imprese è comunque generico. Gli ultimi dati della Camera di Commercio, aggiornati al 30 settembre, vedono un saldo negativo tra iscrizioni e cancellazioni di 713 unità. Di contro, c’è un buon fermento dell’imprenditoria giovanile: hanno aperto 245 attività di under 35 con il turismo come settore di punta.

Il 2017 ha presentato un buon punto di ripartenza per le attività turistiche. Complessivamente nei primi dieci mesi dell’anno sono cresciuti sia gli arrivi sia i pernottamenti. A comandare la classifica è Cervia (760mila arrivi) seguita da Ravenna (600mila). Tra i comuni non costieri la meta più ambita è Faenza (50mila arrivi). In tutta la provincia gli arrivi sono aumentati dell’8,2 per cento, i pernottamenti del 3,9.

In tema di dati, va  registrato infine quello dell’occupazione che vede Ravenna fare molto meglio della media nazionale ma in difficoltà rispetto al resto della regione. Il tasso di disoccupazione alla fine del secondo semestre 2017 – ultimo dato disponibile – era del 7,4 per cento, 1,3 punti superiore di quello regionale ma inferiore rispetto all’11 per cento sul quale viaggia il resto dello Stivale. Il tasso di occupazione si attesta al 66,9 per cento, mentre i valori medi regionale e nazionale risultano rispettivamente del 68,9 e del 57,6 per cento.

LA NOMINA Dopo ventiquattro anni, il 31 gennaio 2017, si è chiusa la presidenza di Lanfranco Gualtieri alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna: il nuovo presidente è Ernesto Giuseppe Alfieri. Laureato in ingegneria a Bologna, Alfieri è titolare a Ravenna di uno studio di progettazione di ingegneria civile. Ha ricoperto l’incarico di consigliere d’amministrazione della Fondazione Cassa e successivamente è stato anche consigliere d’amministrazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. Già presidente, dal 1991 al 2005, del comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, sezione di Ravenna. Dal 2006 è presidente dell’associazione musicale Angelo Mariani.

DANNI MALTEMPO Oltre 1,6 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico a cui si aggiungono le 519 segnalazioni dei privati – cittadini e aziende – che si quantificano in altri 3,9 milioni di euro. Il maltempo che il 28 giugno si è abbattuto su Ravenna è costato quindi cinque milioni e mezzo. Il vento, che è arrivato a cento chilometri orari, e la grandine ha portato ad una tempesta durata un quarto d’ora che ha gettato nel panico la città. Allagamenti, alberi abbattuti, tetti scoperchiati, illuminazione danneggiata. Questi sono solo alcuni dei danni segnalati. Delle 519 segnalazioni arrivate dai privati, 430 da parte di privati cittadini, 65 da parte di attività produttive, 24 da parte di attività agricole e industriali. Da segnalare anche che anche il 10 agosto il maltempo ha provocato forti disagi, questa volta localizzati maggiormente tra Bassa Romagna e faentino. Il maltempo ha provocato anche un blackout, lasciando le abitazioni al buio. In entrambi i casi la Regione ha attivato lo stato di emergenza.

SICUREZZA INFORMATICA Un attacco hacker che ha colpito le reti informatiche di molte aziende in diverse nazioni nel mondo, in particolare Russia e Ucraina, ha raggiunto anche i computer di alcune imprese a Ravenna nel pomeriggio del 27 giugno. Le realtà che hanno dovuto affrontare i disagi maggiori sono state Sapir e Tcr, operatori del porto, andate in tilt quando ha cominciato a diffondersi il virus Petya. Si tratta di un programma della categoria ransomware: il virus si installa sul computer e blocca tutti i dati in memoria chiedendo il pagamento di un riscatto per il rilascio dei file (il contagio solitamente avviene aprendo un allegato di una email).

Incidente sul lavoro, ancora grave il collega della vittima: è uno studente in stage

Il 18enne è al Bufalini. Il 27 dicembre i funerali del 45enne Giovanni Liverani. I due erano in un cestello sollevato da una gru: la caduta da una decina di metri

carabinieriIl 18enne rimasto gravemente ferito nell’incidente sul lavoro costato la vita a un 45enne, il 21 dicembre alla ditta Sueco di Faenza, è uno studente che stava prendendo parte al programma di alternanza scuola-lavoro, percorso che prevede appunto alcune giornate di stage per chi ancora sta completando il percorso di studi. Le indagini della procura si concentreranno quindi sui macchinari utilizzati, sulla documentazione per il lavoro e sulla posizione della scuola frequentata dal giovane.

La dinamica, come si legge sulle pagine de Il Resto del Carlino, appare ormai chiarita: i due lavoratori erano all’interno di un cestello fissato al braccio di una gru per compiere una manutenzione all’impianto di illuminazione, lavorando per conto di una ditta esterna alla Sueco di cui cui faceva parte la vittima, Giovanni Liverani. Da un’altezza di circa dieci metri è avvenuta la caduta, pare per un cedimento strutturale. I funerali di Liverani si terranno il 27 dicembre a Faenza alle 10 alla chiesa di San Giuseppe.

«Come si può accettare che ragazzi senza formazione siano impiegati in attività pericolose, per di più in condizioni di appalto esterno, magari contribuendo a rendere meno sicura la situazione dei loro compagni più esperti?», si chiede il parlamentare ravennate Giovanni Paglia (Lu-Si). Che si augura che le autorità competenti facciano piena chiarezza «ma non posso dimenticare che anche nell’ultima legge di bilancio il Governo ha tagliato i fondi dell’Inail e che manca qualsiasi ripensamento sull’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro».

Sta meglio il cucciolo di cane trovato in un fosso con il fratello morto di freddo

Due mesi di vita, assistito dell’Enpa: è stato ribattezzato Calippo. Denuncia ai carabinieri per individuare chi li abbandonò

25734247 1804885016202041 3382259740405296075 OSono in via di miglioramento le condizioni di salute del cucciolo di cane di due mesi trovato da un passante in un fosso nella prima periferia di Faenza la mattina del 18 dicembre, abbandonato dentro a una cassetta da frutta accanto al fratello morto assiderato. L’animale è stato affidato alle cure della sezione locale dell’Enpa per un disperato tentati di salvargli la vita: le veterinarie che lo stanno accudendo l’hanno ribattezzato Calippo, giocando proprio sul nome del ghiacciolo. Sulla pagina Facebook dell’Enpa faentina gli aggiornamenti della sua convalescenza: ora la bestiola ha iniziato a mangiare qualcosa da solo. Intanto i responsabili dell’associazione animalista hanno presentato una denuncia alla locale stazione dei carabinieri nel tentativo di risalire al responsabile dell’abbandono.

No ai domiciliari, Cagnoni resta in carcere. I giudici: «Non sa gestire le pulsioni»

Il medico accusato di aver ucciso a bastonate la moglie Giulia Ballestri è in custodia cautelare da 14 mesi. Voleva trascorrere il Natale in un appartamento affittato dal fratello con il braccialetto elettronico

I giudici della corte d’assise di Ravenna hanno respinto la richiesta di domiciliari con braccialetto elettronico presentata il 22 dicembre dalla difesa di Matteo Cagnoni, il 52enne dermatologo presunto uxoricida: l’imputato quindi resterà in carcere a Port’Aurea. È detenuto dal 19 settembre 2016, il giorno dopo il ritrovamento del cadavere della moglie 39enne Giulia Ballestri ammazzata a bastonate nella cantina di una villa disabitata di proprietà della famiglia Cagnoni a ridosso dei giardini pubblici di Ravenna.

Gli otto giudici della corte hanno di fatto sposato la linea del pubblico ministero che aveva espresso un parere negativo alla richiesta avanzata dagli avvocati Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti. Resterebbero insomma validi tutti i presupposti necessari per la custodia cautelare: il rischio di reiterazione del reato, il pericolo di fuga e il rischio di inquinamento probatorio. Nello specifico il rischio di reiterazione viene temuto alla luce di alcuni scatti di insofferenza e ira mostrati in aula: «L’imputato non sa gestire le pulsioni», scrivono i giudici. Il pericolo di fuga viene ricondotto a quella compiuta la notte dell’arresto. Mentre l’inquinamento delle prove sarebbe da individuare nelle tante lettere inviate dal carcere a molte persone cercando di manipolare le future testimonianze. Non è la prima volta che la medesima richiesta di domiciliari viene respinta: nel corso della detenzione cautelare era stata richiesta già diverse volte.

Cagnoni Processo TribunaleNell’udienza del 22 dicembre, la nona del processo, Cagnoni aveva preso la parola per una dichiarazione spontanea a sostegno della richiesta di domiciliari (da scontare in un appartamento in centro a Ravenna preso in affitto dal fratello Stefano): «Non fuggirei mai da una città in cui so che ci sono i miei figli anche se so di non poterli vedere. Ai miei figli ho fatto dichiarazioni ben precise, delle promesse, e anche i peggiori nemici mi riconoscono di essere stato un padre esemplare finché ho potuto. Non sarei mai un fuggiasco davanti a loro a cui ho giurato la mia innocenza. E non capisco perché il tribunale non me li faccia vedere visto che non sono il conte Ugolino».

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