I mutui arrivano a finanziare l’80 per cento del prezzo della casa. Secondo i dati Fimaa 8 compravendite su dieci riguardano l’usato recente

Il mercato locale immobiliare nel 2017 ha visto un ulteriore rafforzamento della domanda, che si è tradotto in un aumento del 9,7%, superando le 2.200 compravendite. Secondo gli agenti immobiliari Fimaa l’offerta rimane abbondante ed è per lo più costituita da prodotto vecchio, in cattivo stato manutentivo. Qui il link con il rapporto immobiliare completo sui prezzi delle case.
Per contro – si legge nel rapporto – le case recenti, di circa 10-15 anni di età, con 2 o 3 camere da letto, 2 bagni, sala, cucina e balcone risultano particolarmente richieste e restano per poco tempo disponibili sul mercato. In media, i tempi di vendita si stanno abbassando, così come sono in calo il numero di appuntamenti per piazzare l’immobile. Gli sconti sono per lo più stabili, con qualche tendenza alla diminuzione.
In città, ogni 10 compravendite, 8 riguardano case “usate” di 10-20 anni. Il resto sono appartamenti da ristrutturare, dato che negli ultimi anni non sono state immesse sul mercato nuove costruzioni. Molto scarso ancora l’acquisto per l’investimento, nonostante la forte dinamica del mercato delle locazioni: acquistano prevalentemente le giovani coppie che accedono alla prima casa, sospinte da una politica di erogazione del credito meno restrittiva rispetto al passato (si arriva oggi a finanziare in media l’80% del prezzo della casa, a differenza di qualche anno fa quando questa percentuale era ferma al 50-60%), ma è anche presente un mercato di miglioramento delle condizioni abitative. In questo secondo caso il nuovo immobile viene pagato per la maggior parte col meccanismo della permuta.
Anche nei comuni della provincia il mercato appare in miglioramento: il 2017 si chiude a preconsuntivo con un incremento del numero di vendite che nel complesso potrebbe determinare un ulteriore rialzo rispetto al 2016 di quasi 20 punti percentuali (la percentuale di incremento 2016 sul 2015 aveva sfiorato il 30%). In molti ambiti territoriali provinciali (come ad esempio il faentino), gli sconti medi sui prezzi non hanno accennato a quella diminuzione evidenziata nel comune capoluogo. Gli acquisti sono governati anche in tal caso dalla politica meno restrittiva delle erogazioni dei mutui, tranne sul mercato turistico dove la fonte principale di pagamento è rappresentata dai risparmi privati.
La superficie media è risultata pari, nel 2016, di 106,8 metri quadrati in provincia (in calo del -1,4% sul dato 2015) e di 97 metri quadri in città (-1,1% sul 2015).Nonostante tutta questa dinamicità, i prezzi di compravendita non sono aumentati nel 2017: in base alla rilevazione, si registra un incremento dello 0,4% nel capoluogo e solamente dello 0,1% nei comuni della provincia rispetto al 2016: in tal modo, i prezzi del 2017 risultano superiori ai dati registrati nel 2004, del 12,9% in città e dell’1,1% nei comuni della provincia (rispetto al 2011, rispettivamente -4,9% e -11%).
Gli affitti – Le difficoltà del mercato della compravendita dal 2012 ad oggi consegnano un mercato della locazione abitativa particolarmente dinamico, tanto nella città, quanto nei comuni minori della provincia e per gli affitti turistici. Non si registrano più gli incrementi in termini di numero di contratti degli anni passati, ma la situazione permane di domanda superiore alle quantità offerte. In città i canoni sono stabili sui 500 euro e più per un bilocale, mentre in provincia si registra qualche sensibile calo.
Il numero di contratti stipulati, anche nel 2017 si conferma sugli alti livelli del 2016, sebbene non ci siano ulteriori percentuale di incremento. Per il 2018 le aspettative degli operatori sono ottimiste sia sotto il profilo della compravendita che della locazione. Non si attendono ancora rialzi né nei prezzi di vendita né sui canoni di locazione.
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