lunedì
27 Aprile 2026

Il Consorzio di Bonifica: «Salvate diverse produzioni agricole durante la siccità»

Oltre 2,2 milioni di metri cubi distribuiti nel bacino del comprensorio collinare e montano che copre il Faentino e arriva fino all’Imolese

Consorzio bonificaNove progetti irrigui per oltre nove milioni di euro di lavori: questo è quanto messo in campo dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale (il cui comprensorio collinare e montano comprende quattro vallate, del Santerno, del Senio, del Lamone e del Marzeno, spingendosi fino al crinale appenninico in territorio toscano). «A differenza dal territorio di pianura, nel distretto collinare e montano – ricorda una nota dell’ente – il Consorzio non è affidatario diretto di un reticolo di opere in gestione».

La tipologia del bacino di accumulo è l’unica realizzabile in questa porzione di territorio dove non è possibile avere una distribuzione diretta dell’acqua del Cer, se non a costi d’esercizio elevatissimi per il consumo energetico che si renderebbe necessario per vincere la differenza di quota altimetrica tra fonte di approvvigionamento e area servita. Nel corso del 2017, l’accumulo effettuato nei soli bacini per i quali è stata richiesta l’assistenza del Consorzio ha superato i 2,2 milioni di metri cubi.

«Si sono così potute preservare le produzioni agricole in una zona caratterizzata dalla presenza di colture frutticole di qualità e idroesigenti quali l’actinidia, l’albicocco, il susino, la vite, il pesco. Questa considerazione ha spinto l’amministrazione del Consorzio a dare un nuovo impulso all’attività di progettazione di invasi con relative reti distributive, da candidare all’assegnazione del sussidio stanziato nell’ambito del PSR regionale in corso»

«La drammatica siccità di quest’anno ha avuto ripercussioni anche su questi impianti, tanto da rendere necessaria in alcuni casi la fornitura tramite autobotti. In più continua a destare preoccupazione l’impoverimento delle sorgenti. Sulla base dei monitoraggi effettuati dal Consorzio in via sistematica, si stima che passeranno alcuni anni prima che si ricostituiscano le portate originarie delle sorgenti. Ad esempio, a seguito della crisi idrica del 2003, il tempo fu di quattro anni».

Determinanti – dice l’ente – sono stati i recenti interventi di adeguamento degli acquedotti rurali eseguiti dal Consorzio nell’ambito del PSR regionale 2007-2013. Si può, infatti, affermare con buon grado di certezza che, senza tali interventi, almeno 350 utenze sarebbero rimaste prive di approvvigionamento idrico durante l’estate appena trascorsa. E’ facile immaginare quale sarebbe stato l’impatto non solo sul tessuto economico, ma anche sul piano sociale.

Dichiara Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale: «Se posso prendere un impegno è che il Consorzio sarà sempre in prima linea nella difesa del proprio territorio. L’alternativa sarebbe il degrado e l’abbandono, contro i quali la sentinella del Consorzio sarà sempre vigile e operativa».

L’incontro nella Bassa Per quanto riguarda l’altra parte del territorio (quello di cui si occupa il Consorzio della Romagna Orientale) martedì 12 dicembre alle 20.30 al centro civico di Giovecca di Lugo, in via Ferrara 7, ci sarà un incontro pubblico dedicato alla sicurezza idraulica del territorio.

Gli esperti relazioneranno sulla situazione attuale dell’alveo fluviale del Santerno, illustrando gli interventi già effettuati e i prossimi interventi di messa in sicurezza, nonché sugli interventi programmati sul canale Bonacquisto. Al termine vi sarà spazio per domande e approfondimenti. Inoltre, saranno illustrati i nuovi criteri sulla base dei quali è in corso di revisione il piano di emergenza e di Protezione civile.

L’iniziativa, aperta a tutti, è stata organizzata dal Comune di Lugo in collaborazione con le Consulte di Voltana-Chiesanuova-Ciribella e Giovecca-Frascata-Passogatto. Sempre nel campo della gestione delle risorse idriche, non va dimenticato nemmeno il ruolo fondamentale svolto dalle reti acquedottistiche rurali in gestione al Consorzio, a servizio attualmente circa 1.700 utenze sparse, prive di allacciamento diretto alle condotte del servizio idrico integrato.

 

 

Grattacielo Ala. Un pezzo di storia locale riletto attraverso un progetto visionario

Ideato dall’ingegnere Berardi nel 1966, doveva sorgere a Lido Adriano ma non fu mai costruito. Mezzo secolo dopo un libro ne ripercorre le vicende. Ne parla l’architetto Mollura, autore della ricerca assieme a Carnoli e Albertano

Schizzo Grattacielo Ala BerardiNel 1966 l’ingegnere lughese Eugenio Berardi, pioniere del grattacielo balneare, decise di investire le proprie risorse di imprenditore e progettista in un’opera che per dimensioni, carattere innovativo e potenziale richiamo turistico, avrebbe certamente superato le sue due prime torri edificate a Milano Marittima e Cesenatico.

Il libro L’Ala di Berardi. Storia di un grattacielo mai costruito a Lido Adriano (Edizioni del Girasole) ripercorre la cronaca di un edificio visionario che divise la politica ravennate, anticipando per molti versi le future tensioni di quella nazionale, richiamando l’attenzione sull’urbanizzazione della costa.

Il grattacielo doveva essere l’edificio principale di un complesso edilizio modernamente concepito con ristorante, negozi, campi da gioco, accesso diretto (ed esclusivo) alla spiaggia: 41 piani, 120 metri di altezza, 4 ascensori, una terrazza belvedere con una fascia perimetrale illuminata di notte e un impianto di risalita per il collegamento tra la cima della torre e il molo della nuova darsena.
Un programma funzionale, e un nome – Ala, per l’appunto – di grande respiro che si presentava già come elemento iconico di una località ancora da costruire.

Per riportare alla luce questa storia è stato necessario consultare archivi, testimoni diretti, le riviste d’epoca che dettavano le linee del dibattito architettonico e politico, trovando in moltissimi casi dei vuoti dovuti al tempo trascorso e alla mancanza di conseguenzialità tra il progetto e l’opera compiuta. È stata, pertanto, una ricerca avventurosa che ha messo insieme tre diversissime esperienze: Saturno Carnoli (curatore del volume e protagonista diretto – insieme ad Elios Andreini – della vicenda politica che accompagnò il progetto di Berardi), Cesare Albertano (che ha curato la parte politica) e il sottoscritto (per la parte architettonica), entrambi “estranei”, per origini (rispettivamente piemontesi e siciliane) e anagrafica, a quelle vicende.

Il libro narra anche «la storia di una dialettica ideologica forte e qualche volta addirittura distruttiva, la storia degli errori che la lettura ideologica della realtà sempre porta con sé, la dimostrazione – spiega Albertano – che chi vive l’attimo storico contingente non può avere la visuale di chi vedrà quegli accadimenti cinquant’anni dopo e che pertanto è destinato a sbagliare e a non capire cosa gli sta succedendo. Proprio in questi aspetti mi ha coinvolto questa narrazione: poter descrivere la fatica del vivere, le illusioni e le delusioni, gli errori, la casualità degli accadimenti, l’improvvisa impennata dei destini».

La rottura causata dalle diverse posizioni assunte nel PCI ravennate in merito alla grande opera ha portato molti risultati: «ha anticipato – racconta Carnoli – un diverso modo di fare politica che diventerà prassi normale l’anno dopo (1968); un più agguerrito spirito critico per vivere la lotta politica come forma collettiva di creatività e progettualità sociale. Non credo – prosegue – che la nostra lotta contro il grattacielo di Berardi sia stata determinante a impedirne la realizzazione; né penso che la sua realizzazione avrebbe veramente cambiato il destino di Lido Adriano. Sicuramente ritengo che allora non valutammo per nulla il valore complessivo dell’opera soprattutto dal punto di vista tecnico ed estetico, prigionieri forse del pregiudizio antiborghese speculativo e infastiditi dalla doppiezza del partito a difesa degli interessi delle cooperative».

Ricostruire le vicende di un progetto, inedito, a mezzo secolo della sua elaborazione non è semplice e lo è ancora meno se a quel progetto non è seguita la costruzione dell’opera. L’edifico e il suo geniale progettista, tuttavia, meritavano che quella storia fosse riscoperta e raccontata. Con questo volume, pubblicato a quarant’anni dalla morte del suo ideatore, abbiamo tentato di far volare l’Ala di Berardi, dandole una forma visibile, seppur di carta.

Il volume viene presentato dagli autori Saturno Carnoli e Cesare Albertano, lunedì 11 dicembre (ore 17.30) alla Libreria Feltrinelli di Ravenna. All’incontro – coordinato dall’editore Ivan Simonini (Edizioni del Girasole) – partecipano l’onorevole Elios Andreini e il presidente della Pro Loco di Lido Adriano, Gianni De Lorenzo

Furti nelle tabaccherie: interrogazione in parlamento del deputato Alberto Pagani

L’onorevole del Pd ha chiesto conto del protocollo che riguarda la prevenzione e la repressione dei fenomeni criminali di tipo predatorio nelle rivendite

Spaccata Bar Lidl RomeaÈ stata presentata dal deputato ravennate Alberto Pagani, insieme all’onorevole Michele Mognato, un’interrogazione in merito al «protocollo quadro per la prevenzione delle criminalità nelle rivendite di generi da monopolio» rinnovato il 7 marzo 2017. Il fenomeno delle spaccate nelle tabaccherie a Ravenna appare in forte crescita nelle ultime settimane.

Il protocollo riguarda la prevenzione e la repressione dei fenomeni criminali di tipo predatorio a danno dei rivenditori di generi di monopolio, introducendo alcuni impegni innovativi per l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, l’installazione di sistemi di sicurezza passiva quali casseforti, allarmi antintrusione, blindature fino all’istituzione di un tavolo tecnico con lo scopo di monitorare i fenomeni di illegalità e mettere a punto azioni e progetti per accrescere la loro sicurezza.

Pagani sottolinea che, secondo i dati dell’osservatorio Ossif, si è assistito a una sostanziale stabilità del numero di reati a danno dei rivenditori di generi di monopolio e anche nel corso del 2017 si sono registrati numerosi episodi di rapine e furti commessi o tentati ai danni dei tabaccai, come ampiamente riportato dagli organi di stampa nazionale e locale.
I due deputati chiedono dunque quali iniziative il Ministro intenda assumere per dare seguito agli impegni previsti nell’ambito del protocollo, auspicando che vengano previste forme di finanziamento per l’attuazione del medesimo.

Auto contro camion, riaperta l’E45 nel tratto tra Mirabilandia e Casemurate

Il traffico era stata deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto

Riaperta l’E45 che nella mattinata di oggi, lunedì 11 dicembre, era stata chiusa a causa di un incidente. In particolare, la carreggiata in direzione Roma della strada statale 3bis “Tiberina” (E45) è stata chiusa tra gli svincoli di Mirabilandia e Casemurate, a Ravenna. l traffico era stato deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto. L’incidente, per cause in corso di accertamento, ha coinvolto un’autovettura e un mezzo pesante.

Nel 2016 in provincia di Ravenna persi 135 milioni di euro con il gioco d’azzardo

Spesi in tutto circa 700 milioni di euro, oltre la metà in slot machine

Ludopatia 1

Tra i settori in cui proliferano storicamente le mafie c’è quello del gioco d’azzardo, sotto la lente di chiunque si occupi di antimafia (e anche di salute pubblica per la verità, visto la crescita delle ludopatie) e in particolare dell’associazione Gruppo dello Zuccherificio che ha diffuso i dati della raccolta (spesa dei giocatori) e vincita per tipo di gioco nella provincia di Ravenna (la fonte sono i Monopoli di Stato) durante due giornate dedicate al tema con workhop e incontri nei giorni scorsi.

I ravennati hanno speso in tutto 700 milioni di euro in gioco d’azzardo nel 2016, cifra che equivale a 391.414 persone, questo significa che ogni cittadino ravennate (neonati compresi), ha giocato in media 1.783 euro nell’ultimo anno.

Si spendono 50 milioni di euro in gratta e vinci, il gioco online ha raggiunto una cifra  pari a 86 milioni di euro, mentre dominano slot e Vlt con un fatturato  pari a 460 milioni di euro, ovvero più della metà della torta della raccolta sulla totalità dei giochi. Resta al palo il grande classico SuperEnalotto con 7,5 milioni di euro, mentre il Lotto si attesta sui 30 milioni. Scommesse ippiche, sportive e sale Bingo continuano ad avere un fatturato molto alto che tocca i 43 milioni di euro totali. A esso vanno aggiunti 7 milioni di euro di scommesse virtuali. I dati 2016 attestano anche il crollo definitivo dei giochi tradizionali come lotterie e Totocalcio.

In ultimo il Gruppo dello zuccherificio evidenzia come a Ravenna con il gioco d’azzardo si siano persi (intesi come differenza tra spesa e vincite) circa 135 milioni di euro.

La Conad impiega quasi due ore di gioco per superare la resistenza del Club Italia

Volley A2 femminile / Avanti di due set, le ravennati vengono raggiunte dalle giovani azzurre, ma al tiebreak riescono a spuntarla. Sugli scudi Kajalina, autrice di 26 punti

Ravenna-Club Italia 3-2
(27-25, 25-21, 24-26, 17-25, 15-13)
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Scacchetti 3, Bacchi 17, Menghi 9, Kajalina 26, D’Odorico 14, Torcolacci 5, Drapelli 1, Paris (L); Neriotti, Aluigi 1, Panetoni (L). Ne: Ceroni, Vallicelli. All.: Angelini.
CLUB ITALIA CRAI: Morello 2, Mangani 1, Fahr 22, Nwakalor 19, Pietrini 24, Lubian 10, De Bortoli (L); Malual, Cortella, Omoruyi 9. Ne: Fucka, Tonello (L), Turco, Bulovic. All.: Bellano.
ARBITRI: Merli di Terni e Mattei di Macerata.
NOTE – Ravenna: bs 11, bv 4, errori 12, muri 6; Club Italia: bs 12, bv 6, errori 20, muri 16. Durata set: 26’, 25’, 27’, 23’, 18’ (tot. 119’). Spettatori 400 circa.

ALF 2998
Anna Kajalina protagonista del match con 26 punti

Di fronte a un PalaCosta gremito la Conad supera al tiebreak un combattivo Club Italia, piegandolo al termine di un match durato quasi due ore. Avanti di due set, le ravennati prestano il fianco alle giovanissime avversarie e vengono raggiunte, ma nella frazione conclusiva riescono a spuntarla grazie alle giocate di Kajalina (top scorer con 26 punti), capitan Bacchi e Scacchetti. Grazie a questi due punti, terzo successo al tiebreak nelle ultime cinque partite, l’Olimpia Teodora mantiene il settimo posto e inizia a pensare al prossimo appuntamento, in programma già mercoledì a Orvieto contro la Zambelli.

Parte con lo starting six titolare la Conad, schierata dal tecnico Angelini con in attacco capitan Bacchi e D’Odorico e Kajalina opposto, al centro Menghi e Torclacci, al palleggio Scacchetti, libero in tandem Paris e Panetoni. Dal lato opposto del taraflex rosa Pietrini, Mangani sulle bande e Nwakalor opposto, Fahr e Lubian centrali, Morello in regia e De Bortoli libero.

All’avvio del primo set Ravenna impone il suo gioco, portandosi avanti sul punteggio di 3 a 0. Le giovani avversarie non tardano a riprendere concentrazione e a riconquistare la parità (5-5). Nella fase successiva le due formazioni si studiano, procedendo punto a punto. Club Italia prende sicurezza ed effettua il primo sorpasso della serata (12-13). Un bel diagonale di Kajalina riporta Ravenna in parità (14-14). Ci provano poi le ospiti a prendere vantaggio (20-22). Due palle a terra di D’Odorico e Bacchi e si torna in parità (22-22). Un ace di D’Odorico e un errore in attacco delle ospiti e Ravenna conduce 24-22. Dopo che Club Italia riacciuffa la parità (24-24) si apre un finale vibrante: Bacchi con un pallonetto riconquista il servizio e Kajalina, con una bomba delle sue, chiude la prima frazione di gioco (27-25).

Partono forte anche nel secondo periodo le ragazze della Conad, con Bacchi al servizio e D’Odorico a mettere palloni a terra (3-0). Nelle battute successive si ripete l’andamento del primo set. Le giovani atlete del Club Italia, per niente intimorite, non cedono il passo e continuano a mantenersi testa a testa con le padrone di casa. Si combatte in campo con attacchi da una parte e dell’altra fino a che Ravenna riesce ad allungare (20-17). Scacchetti, con un suo tipico colpo, sorprende il muro avversario (22-19). Nel finale è capitan Bacchi a prendere in mano le redini del set e a chiudere con due attacchi vincenti (25-21).

Ancora più combattuto la terza frazione di questo incontro la cui cifra sta nell’attacco, sia da un lato che dall’altro del campo. Il Club Italia tenta una manovra di sorpasso (10-11) e il PalaCosta si infiamma. Il punto dell’11-12 è rocambolesco col pallone che rotola sulle braccia di Scacchetti e passa di là dalla rete e con il successivo attacco di Bacchi che non perdona. La fase centrale del set è appannaggio delle ospiti (15-18), ma la reazione della Conad non si fa attendere. Si torna in parità (18-18) e si continua a lottare. Il finale è al calor bianco. L’entusiasmo del pubblico ravennate è alle stelle quando un errore in difesa di Club Italia riporta in vantaggio le biancorosse. Poi il primo match ball su servizio di Scacchetti viene annullato dalle ospite che si portano avanti (24-25) e nel successivo scambio conquistano il set.

L’avvio del quarto parziale vede le giovani ospiti scendere in campo molto determinate. Partono avanti, mantengono le distanze e raggiungono un vantaggio di quattro lunghezze (6-10) che incrementano addirittura a sei nella parte centrale del set (9-15). Le ragazze del Club Italia sono lucide e spietate e non lasciano nulla a Ravenna che si arrende senza riuscire a reagire e a ritrovare la giusta grinta (17-25). E sul 2 pari si va al tiebreak.

Il tiebreak è ricco di emozioni sin dai primi scambi in perfetto equilibrio (4-4). L’Olimpia Teodora prova ad allungare (6-4). Resiste Club Italia ma Ravenna c’è. Una bomba di Bacchi e un muro vincente conducono le padrone di casa al cambio campo sul punteggio di 8-5. Palla a terra di Menghi (9-5) e il vantaggio sale a quattro punti. Reagiscono le ospiti e accorciano (9-7). Coach Angelini chiama il time out. Si torna a giocare con l’Olimpia Teodora che prova ad amministrare il vantaggio acquisito (11-8). Quando le avversarie si riavvicinano (11-10) capitan Bacchi e Kajalina ristabiliscono le distanze (13-10). Club Italia non molla (13-12) ed è di nuovo time out Ravenna. Alla ripresa del gioco Menghi mette a terra un pallone prezioso. Il Club Italia riesce ad annullare un match ball, ma poi con un errore in attacco delle ospiti si chiude a favore di Ravenna una partita interminabile e ricca di emozioni.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Lucia Bacchi (schiacciatrice Conad Ravenna): «A differenza delle altre squadre, le ragazze di Club Italia non le puoi lasciare giocare. Fisicamente sono fortissime e quando si mettono a giocare con entusiasmo, come è successo stasera, possono diventare incontenibili. Dal canto nostro ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo murato come al solito ma loro la prendono 30 centimetri più in alto delle altre. Posso dire che in particolare abbiamo sbagliato a permettere loro di entrare in partita , perché quando entrano in partita possono passare sopra. Per fortuna e con astuzia siamo riuscite alla fine a portare a casa il quinto set e due punti preziosi».

Risultati (13ª giornata): Golem Olbia-Zambelli Orvieto 2-3, Barricalla Collegno-Battistelli San Giovanni in Marignano 2-3, Fenera Chieri-Sorelle Ramonda Ipa Montecchio 3-0, Golden Tulip Volalto Caserta-Volley Soverato 0-3, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Club Italia Crai 3-2, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-P2P Givova Baronissi 3-1, Bartoccini Gioiellerie Perugia-Savallese Millennium Brescia 0-3, Sigel Marsala-Delta Informatica Trentino 0-3. Riposa: LPM Bam Mondovì.

Classifica: Chieri 30 punti; Soverato* e Cuneo* 29; Trento 28; Mondovì* 25; San Giovanni Marignano* 23; Ravenna* 22; Brescia* 21; Collegno* 20; Montecchio* 16; Club Italia* e Baronissi 14; Orvieto* 13; Olbia 9; Perugia* 8; Marsala* 7; Caserta* 4 (*una gara in meno).

Solita rimonta dell’OraSì, che questa volta riesce a scalare il Montegranaro

Basket A2 / Con un quarto finale da 29 punti i giallorossi riescono a superare la seconda della classe Montegranaro, in vantaggio fino a cinque minuti dalla termine

Ravenna-Montegranaro 89-81
(22-25, 42-44, 60-63)
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 7, Rice 28, Sgorbati, Masciadri 16, Grant 13, Montano 16, Chiumenti 6, Raschi, Esposito 3, Vitale. Ne: Scaccabarozzi, Cinti. All.: Martino.
XL EXTRALIGHT MONTEGRANARO: Rivali 9, Corbett 19, Campogrande 3, Amoroso 11, Powell 24, Gueye 9, Zucca, Treier 6, Maspero. Ne: Angellotti. All.: Ceccarelli.
ARBITRI: Masi, Gagliardi e Morassutti.
NOTE – Ravenna: T2 22/42, T3 10/26, TL15/18, rimbalzi 43. Extralight: T2 11/28, T3 13/36, TL 20/23, rimbalzi 35.

RAVENNA 10/12/2017. LNP Serie A2 Undicesima Giornata OraSì Basket Ravenna VS XL Extralight Montegranaro
Il giallorosso Jerai Grant ferma l’ex Rivali

E’ diventato ormai un esaltante clichè, la rimonta vincente dell’OraSì. Questa volta in un Pala De Andrè che sfiora le 3000 presenze a lasciarci le penne è la XL Extralight Montegranaro seconda della classe, che perde 89-81 con un quarto finale da 29 punti propiziato soprattutto da Montano e Masciadri, mentre Rice è ripartito dopo un calo comprensibile nel terzo quarto, Grant è tornato a dominare sotto le plance e la difesa di coach Martino ha fatto la differenza.

Dai blocchi scatta meglio nel primo periodo Montegranaro soprattutto grazie a Powell, che segna 8 punti (con due bombe) nel 7-12 che viene però pareggiato in breve dai due mori ravennati. Si va punto a punto, sia tra le due squadre che nel duello tra Rice e Powell, che realizzano oltre la metà del fatturato offensivo dei rispettivi quintetti. Scambio di triple Esposito-Treier in avvio di secondo quarto (27-30), poi allungano gli ospiti (34-40) che chiudono avanti di due a metà gara nonostante prosegua lo show di Rice, già arrivato a 22 punti.

La XL Extralight riparte alla grande dalla distanza e nella terza frazione Ravenna va anche sotto nettamente sul 49-60, poi Chiumenti e la prima tripla messa da Montano rimettono tutto in gioco. L’OraSì arriva a meno uno ma una tripla casualissima di Powell con fallo la ricacciano a cinque punti. Nell’ultimo quarto reagisce l’OraSì, spinta dal suo grande pubblico e a 5’ dalla fine Montano a rimbalzo firma il pareggio a quota 70. Ancora Montano per il +3, ma impatta Powell. C’è troppa OraSì, però, adesso sul parquet e Rice, a quota 1 punto in 17 minuti, dopo i liberi di Montano mette la tripla decisiva ripetendosi a fil di sirena con la schiacciata che stappa lo spumante al Pala De Andrè.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino (allenatore OraSì Ravenna): «Di sicuro è stata un’altra vittoria importante contro una squadra che ha dimostrato anche qui perchè è seconda in classifica, con un potenziale offensivo eccezionale. Siamo stati bravi ad aspettare anche in questa partita, perchè il primo tempo è stato più in linea con le caratteristiche di Montegranaro che con le nostre, nel terzo quarto abbiamo avuto un grande rendimento difensivo ma loro hanno fatto comunque 19 punti. Però quando abbiamo messo la testa avanti, come contro Verona, abbiamo giocato una bella pallacanestro. Quattro vittorie consecutive sono un risultato molto importante, se penso alla sconfitta di Forlì dico che abbiamo cambiato rotta, è stata la migliore settimana di allenamenti e questa prestazione non è un caso».

Bunge, nulla da fare contro la spietata Azimut: a Modena secca sconfitta in tre set

Volley Superlega / Davanti alle 4mila persone del PalaPanini i ravennati non riescono a impensierire un avversario concentrato e spietato, che non ha risparmiato la sua fortissima rosa aggiudicandosi il match con grande autorità

Modena-Ravenna 3-0
(25-21, 25-19, 25-18)
AZIMUT MODENA: E. Ngapeth 12, D. Mazzone 10, Sabbi 11, Urnaut 15, Holt 5, Bruninho 1, Rossini (L); S. Ngapeth, Marra, Penchev, Tosi (L). Ne: Argenta, Van Garderen, Bossi. All.: Stoytchev.
BUNGE RAVENNA: Poglajen 9, Diamantini 4, Buchegger 7, Raffaelli 14, Georgiev 6, Orduna 1, Goi (L); Vitelli, Gutierrez 5. Ne: T. Mazzone, Pistolesi, Marchini, Marechal. Ne: Soli.
ARBITRI: F. Saltalippi di Perugia e La Micela di Trento.
NOTE – Modena: bs 9, bv 5, errori 3, muri 5; Ravenna: bs 12, bv 4, errori 9, muri 8. Durata set: 27’, 26’, 25’ (tot.: 78’). Spettatori: 4369 (incasso 44.102 euro). Mvp: Urnaut.

Muro Bunge A Modena Rid
Il muro giallorosso della Bunge non è riuscito a contenere l’Azimut

Niente da fare per la Bunge contro un Modena concentrato e spietato, che non ha risparmiato la sua fortissima rosa aggiudicandosi tutti e tre i set disputati in un PalaPanini gremito da più 4mila spettatori. Contro la ‘furia’ gialloblù il tecnico Soli ha provato a controbattere con le armi a sua disposizione, senza gli infortunati Tiziano Mazzone e Marechal e gettando nella mischia l’opposto cubano Gutierrez, positivo nel la seconda frazione. I ravennati hanno cercato di contrapporsi agli avversari soprattutto con Raffaelli (ben 14 punti) e a muro (8 contro i 5 degli emiliani), ma dall’altra parte della rete a fare il buono e il cattivo tempo ci ha pensato in particolare l’immarcabile mvp Urnaut, ben spalleggiato da Sabbi e da Daniele Mazzone e servito alla perfezione dal sempre lucido Bruninho, che ha dato spettacolo con il ‘solito’ Earvin Ngapeth. Orduna e compagni restano comunque al quarto posto in classifica, con un punto di vantaggio su Piacenza, e da domani inizieranno a concentrarsi sulla prossima sfida, in programma a Monza domenica 17 dicembre.

Sestetti titolari Il coach dell’Azimut Stoytchev non vuole scherzi e si affida al sestetto dei titolarissimi, composto da Bruninho in regia in diagonale con Sabbi, dagli schiacciatori Urnaut ed Earvin Ngapeth, dai centrali Daniele Mazzone e Holt e dal libero Rossini. In panchina gli ex Van Garderen e Bossi. Senza Marechal e Tiziano Mazzone, il tecnico giallorosso Soli risponde con il palleggiatore Orduna, l’opposto Buchegger, Diamantini e Georgiev al centro, Poglajen e Raffaelli in posto 4 e Goi in seconda linea.

Primo set L’inizio è durissimo, con Modena che nel turno al servizio di Daniele Mazzone (un ace) scatta subito sul 4-0. Soli chiama time out e riceve una bella risposta dai suoi, che pareggiano il conto con Raffaelli e due muri di fila di Georgiev: 4-4. I padroni di casa scattano di nuovo sul 7-5 e gestiscono il minimo vantaggio fino al 12-10, quando vengono raggiunti da Buchegger: 12-12. Holt non ci sta e piazza il muro del 15-12, Poglajen rosicchia due punti (16-15), ma Daniele Mazzone imita il compagno per il 18-15. La Bunge ha grinta da vendere e con il servizio vincente di Orduna si porta a -1 (18-17), ma a questo punto sale in cattedra lo scatenato Urnaut che mette a terra i palloni del 20-17 e del 22-18, dando il via alla vittoria del set dell’Azimut, che arriva alla terza occasione con Holt: 25-21.

Secondo set Si parte punto a punto fino a quando una battuta vincente di Bruninho non scava un primo solco (10-7), che cresce in seguito grazie a Earvin Ngapeth: 16-11. Entra Gutierrez per Buchegger, che si presenta subito con gli attacchi del 16-12 e del 18-14, ma Daniele Mazzone non sbaglia la palla break del 20-14. Urnaut è inarrestabile e firma l’uno-due del 24-17, Gutierrez e Raffaelli annullano i primi due set ball, ma sul terzo sono i tifosi gialloblù a esultare: 25-19.

Terzo set L’Azimut vola sulle ali dell’entusiasmo e con Sabbi scatta sul 6-2, ma la Bunge reagisce con Georgiev, che la riporta a una sola lunghezza: 7-6. Poglajen pareggia il conto (8-8), ma sul 9-9 i padroni di casa realizzano un terribile break di 6-0, sul turno in battuta di Daniele Mazzone (un ace), che porta la firma di Urnaut e Holt: 15-9. Sabbi fa scappare in modo definitivo Modena (17-10), che gestisce l’ampio vantaggio con Earvin Ngapeth (22-13), per infine porre fine a suo vantaggio la partita grazie a Sabbi, che sfrutta al meglio il quarto match point: 25-18.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Sapevamo di trovare una squadra arrabbiata e che sarebbe entrata in campo per dimostrare che tutto ciò che è successo esternamente al discorso pallavolo fa parte del passato e per confermare che è tra le top del campionato. Contro un Modena così era molto difficile farcela. Noi qualcosa abbiamo provato a fare, ma stiamo vivendo una situazione particolare a causa degli infortunati. Abbiamo giocato alla pari per buona parte del primo set, poi non c’è stata più partita, anche perché non siamo stati in grado di difendere come era successo nelle ultime gare. Sono un po’ preoccupato, in quanto di fronte a noi adesso c’è una sfida, quella di Monza, alla nostra portata, che però non affronteremo nelle condizioni migliori».

Risultati (undicesima giornata di andata): BCC Castellana Grotte-Biosì Indexa Sora 2-3, Cucine Lube Civitanova-Kioene Padova 3-2, Azimut Modena-Bunge Ravenna 3-0, Wixo LPR Piacenza-Gi Group Monza 3-0, Tonno Callipo Vibo Valentia-Diatec Trentino 2-3, Taiwan Excellence Latina-Sir Safety Perugia 1-3, Revivre Milano-Calzedonia Verona 0-3.

Classifica: Civitanova° 31 punti; Perugia 30; Modena 27; Ravenna 20; Piacenza° 19; Verona* 18; Padova 17; Trento 16; Milano 15; Latina 12; Vibo Valentia e Monza 9; Castellana Grotte* 5; Sora 3 (*una gara in meno, °una gara in più).

Oil&gas: nubi sulla Comart del gruppo Tozzi, 71 dipendenti a rischio?

Sindacati convocati d’urgenza dalla proprietà. Si parla di concordato in bianco

OilGasBannerGrande preoccupazione tra i 71 dipendenti della Comart di Mezzano, società del gruppo Tozzi che starebbe pensando a un concordato in bianco con quindi conseguente blocco di qualsiasi attività proprio a pochi giorni dal Natale. La comunicazione è arrivata ai dipendenti dai vari responsabili delle divisioni aziendali e non direttamente dalla proprietà, che ha invece convocato i sindacati a un incontro urgente in programma il 13 dicembre.

L’azienda è attiva nell’ambito della progettazione nel comparto oil&gas e a pesare sarebbe in particolare – come riporta il Carlino Ravenna di domenica, 10 dicembre – una commessa di svariati milioni di euro acquisita un paio d’anni fa negli Emirati Arabi.

Il Faventia torna a sorridere grazie al successo sui marchigiani dell’Eta Beta

Calcio a 5 B / I manfredi conquistano il quinto successo stagionale dopo un match molto equilibrato e salgono di nuova in zona playoff

Faventia-Eta Beta Fano 4-3
FAVENTIA: Conti, Gatti, Tampieri, Bezzi, Cavina, I. Barbieri, S. Barbieri, Lesce, Hassane, Caria, Mazzoni, Tronconi. All.: Castellani.
ETA BETA FANO: Carpinelli, Iacucci, Pietrelli, Capotosti, Severini, Molini, Ettaj, Peverini, Cirillo, Bei, Palazzi, Bacciaglia. All.: Aiudi.
RETI: 2’ pt I. Barbieri, 15’ pt Pietrelli, 18’ pt e 13’ st Cavina, 2’ st Bei, 6’ st Lesce, 17’ st (aut.) Cavina.
NOTE: amm. Capotosti, Pietrelli, Ettaj, Tampieri, Lesce. Espulsi: Tampieri al 14’ pt ed Ettaj al 19’ st. Al 18’ st Conti para un rigore a Bei.

Esultanza Faventia
L’esultanza a fine partita dei giocatori del Faventia

Il Faventia esce dalla crisi e raccoglie il quinto successo stagionale grazie a una prestazione determinata. La “banda” di Castellani, infatti, supera per 4-3 reti l’ostacolo Eta Beta Fano tra le mura casalinghe dimostrandosi più forte dei problemi. In particolare i manfredi fin dai primi minuti imprimono il proprio ritmo alla gara, passando in vantaggio al 2′ grazie al capitano Ilie Barbieri. L’Eta Beta cerca di uscire dalla propria metà campo e al 15’, in superiorità numerica, Pietrelli riequilibra il risultato. Verso la conclusione della prima frazione il Faventia torna di nuovo in vantaggio grazie a uno schema su calcio d’angolo ben sfruttato da Cavina.

Nella ripresa l’Eta Beta insiste e trova il pari con Bei, ma la formazione di casa non demorde e 4 minuti dopo Lesce risponde a suo modo. Al 13’ Cavina allunga ancora per i manfredi e mister Aiudi propende per il portiere di movimento, i cui frutti si vedono pochi minuti dopo quando Cavina devia nella sua stessa porta una conclusione di Bei. L’Eta Beta sogna il recupero che potrebbe anche avvenire un minuto dopo, ma Conti respinge il rigore di Bei mantenendo il risultato inchiodato sul 4-3. Sul finire della partita Ettaj colleziona due cartellini gialli e il Faventia gioisce rientrando in zona playoff.

Risultati girone D (decima giornata): Alma Juventus Fano-Corinaldo 0-1, Buldog Lucrezia-Ated 2 Forlì 7-0, Cus Ancona-Futsal Cobà 5-5, Faventia-Eta Beta Fano 4-3, Tenax Castelfidardo-Futsal Cesena 6-4. Riposa: Gadtch Perugia.

Classifica: Castelfidardo 26 punti; Lucrezia* 19; Cus Ancona* 16; Faventia* 15; Cobà* 14; Eta Beta* e Cesena* 13; Corinaldo* 11; Alma Fano* 7; Gadtch* 4; Forlì* 3 (* una gara in meno).

Il mosaico che non ti aspetti: tra le opere più curiose della mostra al Mar

Ovvero: “Stranger things” al Mar, a caccia di pezzi che se non fossero in un museo…

Pubblichiamo una panoramica tra le opere più curiose della mostra in corso (fino al 7 gennaio nell’ambito della biennale Ravenna Mosaico) al Mar di Ravenna sulla scultura in mosaico “Montezuma, Fontana, Mirko”.

Potremmo chiamarle “Montezuma’s stranger things”, in omaggio alla fortunata serie, o “Non tutto è mosaico quel che luccica” (e viceversa). Comunque le si dica, una cosa resta certa: tra le grandi lezioni di questa nutrita Biennale del Mosaico (oltre a quella sempre valida di recensire le mostre dopo, e non prima, di averle visitate) c’è anche ribadito, anzi urlato direttamente dall’ugola vibrante della testa di Mirko – “uomo immagine” del progetto – un assunto fondamentale del contemporaneo, ovvero guardare con la mente prima che con gli occhi. E se si vuole vedere bene, anche la mente dev’essere aperta: accantonate le tessere classiche, siamo quindi andati a caccia di opere (vedi gallery qui sotto) che, se non fossero inserite in una mostra sulla scultura musiva, probabilmente non a tutti sarebbero parse subito di mosaico. E invece…

È buono qui, è buono là
Questa bustona di tè (foto 1 nella gallery qui sopra) che vogliamo pensare aromatizzato è dell’ucraina Zhanna Kadyrova e si chiama proprio Tea Bag. Fa bene agli occhi e fa bene al cuore come il celebre tè deteinato di un vecchio spot, perché, citando Maria Rita Bentini, qui il mosaico composto da grandi piastrelle spezzate è «de-costruttivo, anti-retorico e non senza ironia».

Sovranità vischiosa
Apre la sezione animalier questo memento mori di chiocciole (foto 2) che però sono (erano?) vivissime. I pervicaci animaletti vengono composti dall’artista in una Corona, ma giustamente appena possono se ne vanno a zonzo scoprendo presto di essere chiusi dentro una teca. Opera del pugliese Massimo Ruiu, questo mosaico vivente ci ricorda che anche i gusci hanno un’anima (e non sempre sono di buon umore).

Vedo non vedo
Nicola Bolla oltre che artista e figlio d’arte è anche oculista, ma il suo Ostrich Player – uno struzzo mosaicato a carte da gioco (3), proprio non vuole vedere e caccia la testa in un sacco di rifiuti. Alla straordinaria creatività del Nostro, che si divide tra Saluzzo e Torino, dobbiamo anche un paio di ossari brillanti di hirstiana memoria, tra cui la Vanitas still life (4) dove le “tessere” sono cristalli Swarovski.

Gattini, lupi per agnelli e “porci-cani”
La fattoria musiva prosegue con le mille “vite” del gatto (5) di Pietro D’Angelo che a quanto pare ama gli oggetti acuminati e lo ribadisce con il Ritratto di ragazza con coda di cavallo (6) realizzata con puntine da disegno, e con L’albero della vita (7) dove due fanciulli sorreggono simbolicamente un bonsai (tutto fatto di graffette).
Attenzione a non confonderli, dato che sono A un rio medesimo dalla sete spinti il lupo e l’agnello della ravennate Roberta Maioli (8): in comune hanno il vello mosaicato a conchiglie e malta cementizia. Sempre in area ravennate, la poetica del frammento porta gli animali fantastici di Giuliano Babini tra l’arte e il design: il cornutissimo Bucranio (9) ad esempio camuffa il mosaico tra materiale organico, lapideo e legno combusto. A voi l’arduo compito di scovarlo.
Chiudiamo in bellezza lo zoo con un bel Porcocane (10) che ci sta sempre: Gianluca Malgeri usa frammenti ceramici come due grandissimi, il modernista Antoni Gaudí e l’impronunciabile Friedensreich Hundertwasser.

Warm bodies
Umani, simulacri o arrendevolmente “cosi” come il criptico Corpo musivo ravennate (11) di Marcelo De Melo in cui possiamo riconoscerci tutti noi uniti sotto lo stemma dei leoni giallorossi. Siamo “dolcemente complicati” e ci piace esserlo: ben ci rappresenta questa ricettina facile-facile composta da “paste vitree, materiale lapideo, metallo, plastica, legno, gomma, latex, rete metallica, vernice, gesso, schiuma espandibile, materiale organico, cavi, oggetti di recupero”.

Venere in posticcia, rubik e cappucci
É fatta di unghie finte e porta uno straccio da pavimenti in testa la Venere (12) di Enrica Borghi: nulla da invidiare in quanto a colori ai pixel di cubi di Rubik firmati Invader (13) e al pattern di cappucci spray di Hassan (14).

(Anche) Tutto questo, signori, è mosaico.

La My Mech supera in tre set il Campagnola e spezza un digiuno lungo quattro gare

Volley B2 femminile / Le cervesi tornano al successo al termine di una prestazione accorta e coraggiosa e riprendono la loro corsa verso la zona tranquilla della classifica

Cervia-Campagnola Emilia 3-0
(25-14, 25-20, 25-23)
MY MECH CERVIA RIV: Giulianelli 2, Agostini 8, Calisesi 14, Magnani 10, Altini 1, Mendola 13, Furi 7, Vanzolini 1, Ginesi, Marchi (L). Ne: Carati, Tarlassi, Colombo, Fabbri (L). All.: Braghiroli.
TIRABASSI E VEZZALI CAMPAGNOLA EMILIA: Scalabrini 7, Viani, Menozzi 1, Bonetti 10, Ballasini, Bini 6, Bellucci 4, Pishchak 9, Turci, Garuti, Ferrari (L), Ferretti (L), Bignardi 1. All.: Panini.
ARBITRI: Argirò e Cervellati di Bologna.

Azione Difesa Cervia
Bella prova in seconda linea per le gialloblù della My Mech

Con un perentorio 3-0 casalingo rifilato al Campagnola Emilia, la My Mech Cervia è tornata alla vittoria nel campionato di B2 femminile. Grazie a una gara accorta e coraggiosa, il sestetto del coach Braghiroli ha quindi spezzato un digiuno di successi che durava da quattro giornate, che aveva frenato la corsa verso la zona centrale e tranquilla della classifica.

Il tecnico delle gialloblù è partito con Ginesi in regia, Magnani opposta, Agostini e Calisesi schiacciatrici di banda, Furi e Mendola al centro, Marchi libero. In avvio del primo set la My Mech mette subito in chiaro le cose (8-4 e 10-6), per poi dilagare con un break di 5 punti, costringendo il coach ospite al secondo timeout (15-8). Il muro delle cervesi è insuperabile e la difesa fa il resto. I quattro cambi delle ospiti servono a poco (20-14). Il set termina così 25-14.

Il secondo parziale è più combattuto. Cervia parte col turbo inserito, e prende il comando delle operazioni (11-4). Il timeout ospite propizia un ‘mini break’ (11-7) che Braghiroli ferma però sul nascere (11-7). Le distanze si accorciano, ma Cervia rimane al comando nonostante una piccola esitazione. Sul 24-19 il tecnico di casa non vuole correre rischi e chiama il secondo timeout, che anticipa di poco il punto vittorioso di Vanzolini (25-20).

La terza frazione è quella più equilibrata, con Reggio Emilia che tira fuori tutte le ultime risorse e rimane in gioco fino al termine, anche se la My Mech mantiene il controllo delle operazioni sempre con almeno un punto di margine (16-15, 18-16 e 21-17) fino al 21-21. Il match sembra riaprirsi, ma gli ingressi in campo di Altini e Giulianelli sono linfa vitale per le cervesi, che imprimono l’accelerazione decisiva per arrivare al definitivo 25-23. Sabato prossimo, alle 17, per l’ultima giornata prima della pausa natalizia, la My Mech Cervia sarà ospite della Stella Rimini in un derby che promette agonismo bel gioco.

I risultati (nona giornata): V. Calerno Sant’Ilario d’Enza-Volley Spezia 0-3, Vemac Vignola-Idea Volley Bologna 3-0, My Mech Cervia-Tirabassi e Vezzali Campagnola Emilia 3-0, Fanball Italia Carrara-Bionatura Nottolini Capannori 0-3, Csi Clai Imola-Gramsci Pool Reggio Emilia (in programma domenica 10 dicembre), Lunezia Volley Sarzana-Texcart Mondial Carpi, Libertas Forlì-Caf Acli Stella Rimini 3-0.

Classifica: Capannori 26 punti; Forlì 24; Imola* 18; Vignola 16; Stella Rimini, Cervia e Carpi 14; Spezia e Campagnola Emilia 13; Reggio Emilia* e Sarzana 12; Bologna 10; Sant’Ilario d’Enza e Carrara 0 (*una gara in meno).

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