Grattacielo Ala. Un pezzo di storia locale riletto attraverso un progetto visionario

Ideato dall’ingegnere Berardi nel 1966, doveva sorgere a Lido Adriano ma non fu mai costruito. Mezzo secolo dopo un libro ne ripercorre le vicende. Ne parla l’architetto Mollura, autore della ricerca assieme a Carnoli e Albertano

Schizzo Grattacielo Ala BerardiNel 1966 l’ingegnere lughese Eugenio Berardi, pioniere del grattacielo balneare, decise di investire le proprie risorse di imprenditore e progettista in un’opera che per dimensioni, carattere innovativo e potenziale richiamo turistico, avrebbe certamente superato le sue due prime torri edificate a Milano Marittima e Cesenatico.

Il libro L’Ala di Berardi. Storia di un grattacielo mai costruito a Lido Adriano (Edizioni del Girasole) ripercorre la cronaca di un edificio visionario che divise la politica ravennate, anticipando per molti versi le future tensioni di quella nazionale, richiamando l’attenzione sull’urbanizzazione della costa.

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Il grattacielo doveva essere l’edificio principale di un complesso edilizio modernamente concepito con ristorante, negozi, campi da gioco, accesso diretto (ed esclusivo) alla spiaggia: 41 piani, 120 metri di altezza, 4 ascensori, una terrazza belvedere con una fascia perimetrale illuminata di notte e un impianto di risalita per il collegamento tra la cima della torre e il molo della nuova darsena.
Un programma funzionale, e un nome – Ala, per l’appunto – di grande respiro che si presentava già come elemento iconico di una località ancora da costruire.

Per riportare alla luce questa storia è stato necessario consultare archivi, testimoni diretti, le riviste d’epoca che dettavano le linee del dibattito architettonico e politico, trovando in moltissimi casi dei vuoti dovuti al tempo trascorso e alla mancanza di conseguenzialità tra il progetto e l’opera compiuta. È stata, pertanto, una ricerca avventurosa che ha messo insieme tre diversissime esperienze: Saturno Carnoli (curatore del volume e protagonista diretto – insieme ad Elios Andreini – della vicenda politica che accompagnò il progetto di Berardi), Cesare Albertano (che ha curato la parte politica) e il sottoscritto (per la parte architettonica), entrambi “estranei”, per origini (rispettivamente piemontesi e siciliane) e anagrafica, a quelle vicende.

Il libro narra anche «la storia di una dialettica ideologica forte e qualche volta addirittura distruttiva, la storia degli errori che la lettura ideologica della realtà sempre porta con sé, la dimostrazione – spiega Albertano – che chi vive l’attimo storico contingente non può avere la visuale di chi vedrà quegli accadimenti cinquant’anni dopo e che pertanto è destinato a sbagliare e a non capire cosa gli sta succedendo. Proprio in questi aspetti mi ha coinvolto questa narrazione: poter descrivere la fatica del vivere, le illusioni e le delusioni, gli errori, la casualità degli accadimenti, l’improvvisa impennata dei destini».

La rottura causata dalle diverse posizioni assunte nel PCI ravennate in merito alla grande opera ha portato molti risultati: «ha anticipato – racconta Carnoli – un diverso modo di fare politica che diventerà prassi normale l’anno dopo (1968); un più agguerrito spirito critico per vivere la lotta politica come forma collettiva di creatività e progettualità sociale. Non credo – prosegue – che la nostra lotta contro il grattacielo di Berardi sia stata determinante a impedirne la realizzazione; né penso che la sua realizzazione avrebbe veramente cambiato il destino di Lido Adriano. Sicuramente ritengo che allora non valutammo per nulla il valore complessivo dell’opera soprattutto dal punto di vista tecnico ed estetico, prigionieri forse del pregiudizio antiborghese speculativo e infastiditi dalla doppiezza del partito a difesa degli interessi delle cooperative».

Ricostruire le vicende di un progetto, inedito, a mezzo secolo della sua elaborazione non è semplice e lo è ancora meno se a quel progetto non è seguita la costruzione dell’opera. L’edifico e il suo geniale progettista, tuttavia, meritavano che quella storia fosse riscoperta e raccontata. Con questo volume, pubblicato a quarant’anni dalla morte del suo ideatore, abbiamo tentato di far volare l’Ala di Berardi, dandole una forma visibile, seppur di carta.

Il volume viene presentato dagli autori Saturno Carnoli e Cesare Albertano, lunedì 11 dicembre (ore 17.30) alla Libreria Feltrinelli di Ravenna. All’incontro – coordinato dall’editore Ivan Simonini (Edizioni del Girasole) – partecipano l’onorevole Elios Andreini e il presidente della Pro Loco di Lido Adriano, Gianni De Lorenzo

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