venerdì
17 Aprile 2026

Scatta la 40ª Coppa delle Viole: in campo a Ravenna più di 400 tennisti in erba

Tennis / Da oggi fino a domenica 23 aprile si svolge sui campi del Ct Zavaglia la competizione giovanile che come tradizione nel periodo pasquale richiama i migliori baby italiani a Ravenna. Negli otto tabelloni di singolare sono 433 gli Under al via, con un incremento di 160 ragazzi rispetto alla scorsa edizione. I nomi dei giovani ravennati partecipanti

Squadra Trofeo Micheli Ct Zavaglia Con Dirigenti
Alcuni giovani tennisti del Ct Zavaglia con i dirigenti

Scatta oggi sui campi del Circolo tennis Dario Zavaglia, con un piccolo “esercito” di tennisti in erba armati di racchetta e tanta voglia di emergere, la  40ª edizione della Coppa delle Viole, competizione giovanile che come tradizione nel periodo pasquale richiama i migliori baby italiani a Ravenna (nell’albo d’oro figurano anche i nomi di Andrea Gaudenzi e Simone Bolelli). Si tratta di una “classicissima” del tennis giovanile che quest’anno è anche terza tappa del Circuito nazionale Fit-Babolat, torneo di macroarea Nord-Est osservato dai tecnici federali. Nel complesso sono 433 i giocatori al via nei tabelloni di singolare Under 10-12-14-16 maschile e femminile, oltre 160 in più rispetto al 2016, senza dimenticare che una delle novità di questa edizione è anche la disputa dei doppi a rendere tecnicamente ancora più interessante la manifestazione. Grandi numeri che, oltre a quelli del circolo di via Marani, vedono svolgersi le prime fasi di gara anche al Circolo Tennis Enrico Mattei e al Tennis Club Comune di Ravenna. Il Panathlon Club Ravenna, inoltre, assegnerà un premio Fair Play per il partecipante della Coppa delle Viole più corretto.

Tra gli attesi protagonisti in quella che è una vetrina di assoluto rilievo per il movimento tennistico giovanile, che catalizzerà le attenzioni di appassionati e addetti ai lavori fino a domenica 23 aprile, ci sono tutti i portacolori del club organizzatore. Ecco i giocatori del Ct Zavaglia che figurano nella entry list, suddivisi per fasce di età. Tabellone maschile – Under 10: Francesco Campestri, Rafael Campacci, Mattia Di Bari, Luigi Valletta, Filippo Velotti, Nicolò Satta. Under 12: Federico Bondioli, Leone Spadoni, Claudio Celaj, Christian Capacci, Dario Matteucci, Michele Beggio. Under 14: Gian Maria Migliardi, Enrico Lanza Cariccio, Edoardo Lanza Cariccio, Giovanni Martino, Nicholas Gambi, Filippo Giulianini. Under 16: Pietro Pollini, Claudio Vivani, Federico Caroli. Tabellone femminile – Under 10: Ekaterina Cazac, Sara Aber. Under 12: Aurora De Vita, Margherita Naglia. Under 14: Emma Valletta, Perla Fabbri, Jennifer Lai, Olimpia Bergonzoni, Gaia Ravaioli, Andrea Guarino, Elena Mandich.

L’Under 13 3×3 del Porto Robur Costa fa suo il titolo di campione provinciale

Volley giovanile / Nuove soddisfazioni arrivano per il club ravennate dai suoi giovani, dalla vittoria degli Under 13, categoria 3×3, del campionato provinciale fino ai passi in avanti verso la Final Four regionale per l’Under 14 e l’Under 18

Under 13 3x3
La squadra Under 13 3×3 della Bunge Cmc Romagna In Volley Ravenna

Continuano ad arrivare grandi soddisfazioni dalle giovanili del Porto Robur Costa, che si stanno comportando molto bene sia nei campionati regionali, sia in quelli provinciali. La gioia più grande arriva dai più piccoli, e cioè dagli Under 13, categoria 3×3, che lunedì si sono laureati campioni provinciali. Alla fase finale disputata alla palestra Montanari erano presenti ben tre formazioni su quattro provenienti dal vivaio giallorosso e alla fine ha vinto la Bunge Cmc Romagna In Volley Ravenna B, formazione composta da giocatori del Porto Robur Costa (Lorenzo Tomassini e Alessandro Bovolenta), del Volley Club Cesena (Mattia Orioli) e della Dinamo Bellaria (Andrea Armellini e Filippo Mancini). I baby allenati da Valerio Minguzzi si sono aggiudicati tutti e tre i match disputati, battendo 2-1 il Romagna Ravenna A, 3-0 i lughesi dell’Involley Blu e 2-1 il Porto Robur C. Grazie a questo successo la Bunge Cmc Romagna In Volley parteciperà alla fase finale regionale in programma il 1° maggio ad Argenta. In campo scenderanno le migliori formazioni 3×3 dell’Emilia Romagna, divise in quattro gironi da tre squadre. Le vincenti dei raggruppamenti disputeranno le semifinali e le finali per il primo e il terzo posto. La vincitrice della fase regionale accederà alla fase nazionale.

Si continua con la Under 18 allenata da Marasca, che ieri sera nella palestra dell’Itis ha superato in quattro set il Modena Volley (parziali 25-21, 23-25, 25-14 e 25-13), blindando la prima posizione del girone in vista della Final Four regionale: nelle prossime tre gare alla Bunge Cmc Romagna In Volley basterà infatti guadagnare un solo punto per non essere raggiunta dall’Anderlini Modena e dallo Stadium Mirandola. Il prossimo impegno è in programma il 23 aprile a Carpi, contro la Univolley, ormai tagliata fuori dalla lotta per i primi quattro posti.

Altre soddisfazioni giungono infine dalla formazione Under 14 dei coach Minguzzi e Forte, che sempre ieri sera a Cesena hanno sconfitto in quattro frazioni la Dinamo Bellaria (20-25, 25-11, 26-24 e 25-17) nello scontro diretto per il primato in classifica. La Bunge Cmc Romagna In Volley conserva così la vetta a punteggio pieno, con tre punti di vantaggio sugli stessi riminesi, che affronteranno in trasferta venerdì 21 aprile in quella che sarà la partita decisiva per il primo posto che vale la Final Four regionale.

Undici metri di amarezza per il San Zaccaria, fuori dalla Coppa Italia ai rigori

Calcio femminile / In casa delle altoatesine dell’Unterland Damen le biancorosse recuperano con Principi l’iniziale svantaggio. In parità al termine dei tempi regolamentari, la squadra di Lorenzini viene eliminata dalla competizione dopo la sequenza dei penalty, dove è decisivo l’errore di Diaz

Unterland Damen-San Zaccaria 5-4
(1-1 dopo i tempi regolamentari)
UNTERLAND DAMEN: Schroffenegger, Menegoni, Amort, Barbacovi, Pasqualini, Ernandes, Erlacher, Vuerich, Muco, Targa, Marmentini. A disp.: Peer, Dallagiacoma, Bon. All.: Trentini.
SAN ZACCARIA: Dolan, Quadrelli, Filippi, Tucceri Cimini, Casadio, Pondini, Principi, Baldini (32′ st Razzolini), Diaz, Barbaresi (1′ st Cimatti), Peare. A disp.: Parrella, Cinque, Burbassi, Giovagnoli, Muratori. All.: Lorenzini.
ARBITRO: Santarossa di Pordenone.
RETI: 18′ pt Muco, 30′ pt Principi.
NOTE – Amm. Tucceri Cimini e Principi. Sequenza rigori: Filippi palo; Ernandes gol; Tucceri Cimini gol; Erlacher gol; Razzolini gol; Dallagiacoma gol; Principi gol; Barbacovi sbagliato; Cimatti parato; Schroffenegger sbagliato; Diaz parato; Peer gol.

San Zaccaria
L’organico del San Zaccaria allenato da Lorenzini

Si ferma ai rigori l’avventura in Coppa Italia del San Zaccaria, sconfitto dal dischetto dalle altoatesine dell’Unterland Damen. La squadra allenata da Fausto Lorenzini dopo aver recuperato l’iniziale gol di svantaggio segnato da Muco poco prima della metà dei 45′ con il gol di Principi, non riesce poi a sfruttare alcune buone occasioni, mentre nella ripresa viene annullato un gol alle padrone di casa. Terminati dunque sull’1-1 i tempi regolamentari sono poi i rigori a sancire il passaggio del turno delle avversarie, mentre ora alla squadra biancorossa resta da concentrarsi sul prosieguo del campionato e in una difficile ma possibile corsa salvezza.

Piena di ragazzine promosse dalla Primavera di Piolanti, il San Zaccaria va sotto al 18′ quando su un lancio Muco salta più in alto di tutte e deposita in rete. Le biancorosse provano subito a reagire allo svantaggio, ma al 23′ su calcio d’angolo di Principi è Filippi a incornare fuori di poco. Il pareggio del San Zaccaria arriva comunque alla mezz’ora quando un bell’assist di Casadio trova Principi al limite dell’area, con il rasoterra della numero 10 biancorossa che non lascia scampo all’estremo difensore dell’Unterland. A inizio ripresa Lorenzini prova a mettere nella mischia Cimatti, ma all’8′ l’Unterland segna il secondo gol, che però viene annullato per fuorigioco. Nonostante l’ingresso di Razzolini in avanti, la sfida resta inchiodata sull’1-1 fino al termine dei novanta minuti. Dal dischetto, invece, si rivela decisivo l’errore all’ultimo tiro di Mariana Diaz, che consente a Peer di siglare il penalty che regala il definitivo passaggio del turno all’Unterland.

L’Under 14 della Conad SiComputer cala il pokerissimo e vola verso la Final Four

Giovanili / Grazie a cinque vittorie in altrettante partite le baby giallorosse si qualificano per la Final Four in programma a Imola il 30 aprile che mette in palio, oltre al titolo regionale, anche due pass per partecipare alle finali nazionali

Teodora Under 14
Le baby dell’Under 14 della Conad SiComputer

Continua la bella marcia dell’Under 14 femminile della Conad SiComputer, che si sta trova in vetta alla graduatoria del suo raggruppamento regionale. Con ancora una gara da disputare (mercoledì 19 aprile contro il Romagna In Volley Cesena, palestra Montanari, inizio alle ore 19.45) e cinque vittorie su cinque all’attivo, l’ultima delle quali a Imola e peraltro tutte ottenute col punteggio di 3-0, la squadra condotta da Maria Grazia Montevecchi e Mattia Focchi è già certa del primo posto nel girone D, quindi del diritto a partecipare alla Final Four regionale in calendario domenica 30 aprile a Imola. In palio ci sarà il titolo di campione dell’Emilia Romagna, nonché il pass per le finali nazionali, in calendario dal 16 al 21 maggio a Treviso,  per le due compagini che approderanno alla finalissima. Oltre alla Conad SiComputer, le partecipanti saranno le piacentine del Rivergaro, la Liu Jo Modena e la Masi Bologna. Per il sodalizio bizantino si tratta della terza partecipazione in quattro anni alla Final Four di categoria. Questa le giovani ravennati che compongono la rosa: Vittoria Balducci, Elena Ballardini, Giorgia Candolfini, Elisa Casadei, Beatrice Gardini, Anna Gbola, Alexandra Gitan, Francesca Gordini, Sofia Greggi, Jessica Maioli, Alessia Masotti e Ginevra Palmiotto.

Le giacche degli amici nell’auto del 19enne morto: ipotesi omissione di soccorso

Il corpo era sul sedile del passeggero. Lo studente non è rientrato a casa dopo una serata in discoteca in compagnia: il padre aveva denunciato la scomparsa. Gli investigatori ipotizzano un’overdose

Era privo di vita nella sua auto parcheggiata ma riverso sul sedile del passeggero e non al posto di guida e a bordo della vettura c’erano giubbotti e altri effetti personali non suoi: sono questi i principali elementi che sin dai primi momenti successivi al ritrovamento del cadavere di uno studente 19enne a Lugo, verso le 17 del 12 aprile in un piccolo parcheggio in via San Giorgio nel quartiere Stuoie, hanno fatto sorgere il dubbio che negli ultimi momenti di vita il ragazzo non fosse solo.

Un’ipotesi che se confermata aprirebbe lo scenario di un’omissione di soccorso o, in base a quella che verrà accertata essere la causa della morte (disposta l’autopsia), anche accuse più gravi a carico di chi potrebbe averlo abbandonato anziché accompagnarlo in ospedale.  L’ispezione cadaverica del medico legale avrebbe sì escluso la morte violenta ma secondo i carabinieri che stanno seguendo il caso potrebbe trattarsi di un’overdose o comunque la tragica conseguenza dell’ingestione di qualche sostanza.

Quando una persona residente nella zona è andata a riprendere la propria auto e ha notato il corpo del giovane in una parcheggiata accanto, i militari erano già alla ricerca del 19enne da qualche ora: secondo quanto si legge sulle pagine di Resto del Carlino e Corriere Romagna, il padre aveva denunciato la scomparsa non avendolo visto rientrare a casa dopo la serata trascorsa con gli amici in discoteca e non riuscendo a contattarlo al telefono. La morte risale a diverse ore precedenti il ritrovamento. Il genitore e diversi conoscenti dello studente sono stati convocati immediatamente in caserma per essere ascoltati: le loro versioni verranno incrociate per avere un quadro delle sue ultime ore di vita. Lo scenario ipotizzato è che il ragazzo sia stato abbandonato in auto dagli amici, spaventati dall’idea di rivolgersi al pronto soccorso.

Fabio Sbaraglia nuovo capogruppo del Pd in consiglio comunale

Prende il posto di Barattoni, diventato di recente segretario comunale del partito

Fabio.SbaragliaFabio Sbaraglia sarà il nuovo capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Ravenna. È stato scelto oggi dal gruppo consiliare. Prende il posto di Alessandro Barattoni, diventato di recente segretario comunale del Pd.

32 anni, laureato in Lettere e filosofia, al secondo mandato da consigliere, è presidente della commissione Cultura Immigrazione e Politiche giovanili.

«Sono onorato – ha detto il nuovo capogruppo – dell’incarico che i miei colleghi consiglieri hanno scelto di affidarmi e li ringrazio per la fiducia. È un impegno di grande responsabilità che potrò svolgere insieme a una squadra coesa ma fatta di competenze ed esperienze  diverse».

Più fondi alle scuole cattoliche: in consiglio comunale un solo voto contrario

L’unico “no” è arrivato da Ravenna in Comune. Astenuti Sinistra per Ravenna e CambieRà. Tutto il centrodestra sta invece con la maggioranza

AsiliUn solo voto contrario, due astensioni, tutti gli altri favorevoli. Quello che anni fa rappresentava uno dei temi più caldi del consiglio comunale, la convenzione con cui il Comune di Ravenna contribuisce a finanziare le scuole materne cattoliche, è ormai diventato un tema che invece unisce una fetta sempre più ampia di maggioranza e opposizione. La notizia del resto era stata data ancora prima della riunione del consiglio comunale.

Le novità della delibera
E così le 15 scuole, con 41 sezioni di scuola dell’infanzia e 10 sezioni primavera, aderenti alla Fism nel territorio del comune di Ravenna, per un totale di oltre mille posti, vedranno aumentare i fondi ricevuti dal Comune. Il contributo annuo a sezione di scuola dell’infanzia sarà di 14mila euro per gli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018 e di 15mila per l’anno scolastico 2018/2019. Il contributo annuo per le sezioni primavera sarà di 13mila euro e a scuola sarà di 4.500 euro. In tutto il contributo  corrisponde a 820.700 euro per il 2017 e il 2018 e a 861.700 euro per il 2019, per un totale di 2.503.100 euro. Rispetto alla convenzione precedente, si registra un aumento di circa 50mila euro nel contributo nei primi due anni e di 95mila in quello relativo al terzo anno. La convenzione ha validità triennale rinnovabile per ulteriori tre anni. Tra le novità l’impegno delle scuole aderenti ad adottare un regolamento su rette e modalità di pagamento che permetta di richiedere l’abbattimento della retta sulla base dell’Isee. Inoltre, dicono ancora dal Comune, «per sostenere maggiormente le scuole di dimensioni ridotte, riconosciamo un contributo annuo a scuola, e per garantire l’accoglienza di minori con disabilità, trasferiamo in questa convenzione quanto prima era previsto da una convenzione con Asp, cioè un contributo di 8.200 euro annui per ciascun bambino con certificazione per l’integrazione scolastica, tenuto conto di una stima di sei bimbi in questa situazione».

Il dibattito e il voto in consiglio
A difendere la scelta in primis naturalmente il Partito Democratico che in una nota dichiara: «Noi crediamo fortemente nell’integrazione dei servizi tra pubblico e privato a patto che, come avviene, l’amministrazione mantenga il ruolo di guida e vigilanza; nel nostro territorio il sistema integrato tra scuole statali, Fism e Paritarie Comunali pone l’offerta all’avanguardia nazionale». Ma a gioire c’è anche Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che vota per la prima volta a favore e sottolinea uno degli aspetti cruciali della delibera, il risparmio per le casse del Comune qualora Palazzo Merlato dovesse invece sostenere in toto le spese di altrettante scuole (alle Fism, va ricordato, le famiglie pagano una retta che invece non è rischiesta dalle scuole comunali). «La nuova convenzione – scrive Ancisi – abbatte uno steccato storico: quello che confinava le scuole per l’infanzia non comunali e non statali in una specie di sottoserie parrocchiale, ripiego per le famiglie che non trovavano altro posto per i loro figli». E aggiunge che bisogna  preoccuparsi che non chiudano altre scuole Fism «perché enormi sono le difficoltà a far quadrare i conti».

Va detto che negli ultimi anni sono state chiuse invece sezioni di materne comunali in città. Un dato evidenziato solo da Raffaella Sutter di Ravenna in Comune, unica forza a esprimere un voto contrario, in linea anche con le posizioni di atei e agnostici del circolo Uaar: «Invece di chiudere – commenta Sutter –, i servizi comunali dovrebbero essere ampliati per garantire libertà di scelta alle famiglie». E ancora: «In una città in cui la laicizzazione è diffusa, in cui i matrimoni civili sono il doppio di quelli religiosi, in cui sempre meno sono gli alunni iscritti all’ora di religione, come si può non garantire la possibilità di scegliere ovunque e per tutti una scuola non religiosa?».

Tra le file dell’opposizione si è astenuto il gruppo  CambieRà che in una nota scrive: «Ritenendo comunque molto alta la qualità dell’offerta complessiva del nostro territorio e constatando oggettivamente la situazione di fatto attuale, che non prevede alternativa rispetto a quella adottata a oggi tramite le convenzioni con le scuole paritarie Fism, ma, di contro, non potendo sottovalutare né ignorare il problema economico e restrittivo in cui si ritrovano alcune famiglie, soprattutto del forese, nel momento in cui non possono scegliere tra almeno due opzioni, abbiamo scelto la strada dell’astensione».  Un’astensione anche in maggioranza, di Sinistra per Ravenna che tuttavia rivendica un ruolo: «Per chi, come noi, sta dalla parte della scuola pubblica non è possibile votare a favore di questa delibera che attua il finanziamento delle scuole materne confessionali. Vogliamo però sottolineare gli aspetti positivi che vengono introdotti dai nostri emendamenti». Tra questi in particolare la possibilità per il consiglio comunale di «svolgere controlli più puntuali e frequenti sull’operato e sui risultati raggiunti nelle scuole che la delibera finanzia e l’introduzione di regole più cautelanti nell’individuazione degli operatori che educheranno i bambini delle scuole materne convenzionate». Dal Pri, che in passato ne aveva fatto una bandiera di laicità, è invece arrivato un voto favorevole così spiegato dai due consiglieri Gianantonio Mingozzi e Chiara Francesconi: «Il voto di un partito laico a sostegno delle materne Fism può apparire antitetico rispetto ai principi e agli ideali che fanno parte della nostra storia; ma in questa occasione ci è sembrato giusto anteporre le esigenze di mille famiglie che iscrivono i figli nelle 15 scuole per lo più cattoliche». Favorevoli anche i gruppi di opposizione di centro destra come quello di La Pigna, Lega Nord, Forza Italia, che non ha mancato l’occasione per rilevare come il tema della laicità sia rivolto rivolta soprattutto verso la religione cattolica ma non tanto verso le altre confessioni, mentre Massimiliano Alberghini, unico membro dell’omonimo gruppo, ha espresso un giudizio positivo sull’atto deliberativo che, a suo avviso, è migliorativo del precedente, ritenendo l’approccio ideologico preistorico e un falso problema. Al plauso si aggiungono anche l’alleato Pd Ama Ravenna con Daniele Perini e dal neonato gruppo Mdp composto dalla consigliera Mariella Mantovani (ex Pd).

Lascia l’auto in piazzola e scende: investito da un camion nella notte, muore 66enne

Il camionista negativo a tutti i test. La vittima è un croato residente a Ravenna

ZANI9725È stato travolto e ucciso da un camion nella notte tra mercoledì e giovedì mentre si trovava a piedi sulla Classicana, alle porte di Ravenna. La vittima è un croato di 66 anni, D. M., residente a Ravenna. Nulla hanno potuto i sanitari del 118, chiamati direttamente dal camionista che lo ha investito, circa alle 2.30 di notte.

Stando a una prima ricostruzione a opera della polizia stradale, intervenuta per i rilievi, l’uomo aveva momentaneamente parcheggiato l’auto (una Toyota Yaris) in una piazzola nella carreggiata nord dell’Adriatica, tra l’incrocio con la Dismano e quello della Ravegnana, e stava camminando con le chiavi in mano lungo la Classicana, per motivi non ancora chiari.

Il camionista ha collaborato attivamente con le forze dell’ordine, risultando negativo a tutti i test. Alla polizia ha dichiarato di non aver avuto il tempo di schivare l’uomo, che si sarebbe come buttato in mezzo alla strada.

Carta igienica sporca di feci in una busta inviata al figlio del ministro Poletti

L’autore è un vigile in pensione di Milano, già noto per precedenti del tutto simili

Manuelpoletti
Manuel Poletti

Una nuova lettera minatoria, contenente in questo caso anche carta igienica sporca di feci. A riceverla è stata Manuel Poletti, figlio del ministro del Lavoro Giuliano e direttore del settimanale ravennate SettesereQui. Lo rende noto il Carlino Ravenna in edicola questa mattina, rivelando anche come il mittente sia stato già individuato. Si tratta di un pensionato milanese, ex vigile 71enne, già noto per precedenti simili, lettere inviate a politici o altri personaggi da lui ritenuti privilegiati.

Poletti era già finito nel mirino di esagitati a causa in particolare di alcune dichiarazioni del padre: prima di Natale aveva denunciato offese e minacce di morte su Facebook (anche in quel caso era stato individuato l’autore, un altro pensionato milanese); poi aveva ricevuto nella sua redazione una busta di minaccia con proiettili.

Abbigliamento cinese, ma con l’etichetta “Made in Italy”. Sequestri anche a Lugo

Il negozio faceva parte di una catena commerciale legata a tre società di Bologna, denunciati i titolari

FinanzaTutto è nato dalle segnalazioni al 117 di cittadini che, dopo aver acquistato articoli di abbigliamento pubblicizzati come “Made in Italy” in un negozio di Lugo, si sono resi conto che in realtà si trattava di capi di produzione cinese. Il trucco consisteva nell’apporre sull’abbigliamento e sugli accessori importati dalla Cina un ben visibile cartellino con la scritta, anche in lingua inglese, “Fabbricato in Italia – Questo capo è stato prodotto interamente in Italia”, con tanto di immagine dello stivale della penisola o della bandiera tricolore a rafforzare il convincimento che si trattasse proprio di un capo di esclusiva sartoria italiana. Un vero e proprio raggiro a scapito dei consumatori che, grazie a queste false indicazioni di origine, venivano indotti ad acquistare capi di abbigliamento di provenienza cinese come se fossero di qualità tutta italiana.

Sulla base dei primi riscontri, dunque, i finanzieri hanno sviluppato una serie di approfondimenti investigativi che hanno consentito di appurare che il negozio di Lugo faceva parte di un’ampia catena commerciale, formata da 14 punti vendita ubicati anche nelle centralissime vie dello shopping di Bologna, Genova, Firenze, Treviso, Pisa e Lucca.

Dagli approfondimenti svolti dalla Guardia di Finanza di Lugo è emerso che questi punti vendita facevano capo a tre società di Bologna operanti nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso di abbigliamento, calzature ed accessori, tutte gestite da tre cittadini cinesi residenti nel capoluogo emiliano, una delle quali è risultata anche disporre di un grande deposito nel quale venivano stoccati i prodotti di importazione prima di essere dotati del falso cartellino “Made in Italy” e di essere distribuiti per la vendita negli esercizi commerciali della catena di abbigliamento.

Nel corso dell’operazione le Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno perquisito le abitazioni dei tre indagati, le sedi delle società di distribuzione dei capi di abbigliamento e tutti i punti vendita presenti sul territorio nazionale, sequestrando, oltre a circa 2.500 capi che presentavano la duplice origine di provenienza (Italia e Cina), anche 100 mila cartellini attestanti la fabbricazione “100% Made in Italy” dei prodotti, molti dei quali ancora conservati nelle loro scatole e pronti per essere applicati alla merce da porre in vendita al pubblico.

L’insolito spettacolo del trasferimento della torre dell’arrampicata di Marina

Ora è in programma una raccolta fondi per riallestirla nel campo d’atletica. I ringraziamenti di Assoraro

Torremarina
Il trasferimento della torre dell’arrampicata

La parete attrezzata da 43 tonnellate per la pratica sportiva dell’arrampicata ha offerto spettacolo anche nel momento in cui è stata trasferita. Nella tarda serata di mercoledì è stata infatti rimossa dalla sua venticinquennale collocazione, nell’area della taverna Bukowski di Marina di Ravenna, per essere collocata in adiacenza al campo di atletica leggera sempre di Marina, gestito dall’Atletica Mercurio.

TorretrasferimentoTra i primi a lanciare l’appello per far restare la parete a Marina l’associazione Assoraro i cui rappresentanti erano lì per il trasferiemnto, «per salutare gli amici dell’Istrice, l’associazione sportiva che dal 1992 promuove questa disciplina sul territorio e per conto dei quali lanciammo un appello ai mezzi di informazione per evitare quel silenzioso abbattimento della parete di arrampicata. Da quell’appello, ben ripreso dai mezzi di informazione, si sono riattivate le istituzioni e soprattutto una rete di conoscenze che hanno interagito per trovare una soluzione. Ieri sera eravamo lì – si legge ancora nella nota – anche per rendere omaggio ad Ariano Amici, il presidente dell’Istrice, una persona che nel 2013 ha ricevuto una medaglia al valore sportivo dal Presidente del Coni e che, in venticinque anni, tanto ha dato per la diffusione di questo sport sul territorio ravennate, coinvolgendo nuovi atleti e realizzando questa parete verticale che nel periodo estivo ha portato a Marina di Ravenna appassionati da tutta la Romagna ed oltre».

Assoraro, nella nota inviata alla stampa, ringrazia anche i gestori e i tecnici della Darsena Pop Up, «dove l’insediamento del climbing avrebbe reso ancora più suggestivo questo angolo di città. Percorso rivelatosi poi impraticabile a causa dei costi davvero proibitivi per il trasferimento di questa struttura dal lido a Ravenna. Ringraziamo il titolare di Meno4aranta e, attraverso di lui, prima Marinara e poi l’Atletica Mercurio che ha accolto la struttura. Impegno e importanti risorse vanno anche riconosciute all’attuale concessionario delle aree, e a coloro che si insedieranno a breve nell’area per avviare la nuova attività di ristorazione e di intrattenimento in quanto, pur in condizioni di diritto, hanno saputo attendere, non senza sforzi, questo trasferimento».

L’ultimo strappo per arrivare al top, «utilizzando il linguaggio del climbing», sarà ora quello «di raccogliere dei fondi per coprire una parte dei costi del trasferimento e per il riallestimento dei pannelli che dovranno ricoprire la parete verticale. L’Istrice promuoverà iniziative in tal senso. Dal canto nostro speriamo sia davvero possibile la ripresa dell’arrampicata nella sua sede estiva e storica che è Marina di Ravenna».

Tra natura e cultura, visite guidate ed escursioni tra musei, fiumi e orchidee

Dall’Antico Porto di Classe a Sant’Alberto, alcune proposte per la Pasqua e la Pasquetta

Anticoporto

Per turisti e ravennati, il week end di Pasqua può essere un’occasione per visitare I luoghi d’arte del territorio o le bellezze naturalistiche, tante infatti sono le proposte.

Domenica 16 e lunedì 17 aprile, per esempio, presso l’Antico Porto di Classe, RavennAntica propone lo Speciale visite guidate, con due turni di visita: alle ore 11 ed alle ore 16, ma in questi giorni saranno aperti anche gli altri siti gestiti da RavennAntica (Domus dei Tappeti di Pietra, Museo TAMO e Cripta Rasponi – Giardini pensili) con orario continuato dalle 10 alle 18.30.

Sempre in centro a Ravenna, dalle 10 alle 18 sarà visitabile Il Museo Dantesco, nella suggestiva cornice degli Antichi Chiostri Francescani a pochi passi dalla Tomba del Sommo Poeta, che nei festivi osserverà l’apertura dalle 10 alle 19. Il MAR Museo d’Arte della città di Ravenna è aperto invece dalle 14 alle 19 di lunedì 17 aprile, giorno di Pasquetta; un’occasione per scoprire o riscoprire le Collezioni permanenti del Museo nel recentissimo allestimento della Collezione Moderna della Pinacoteca (il corridoio Guidarello e la Collezione antica sono in corso di riallestimento), la Collezione dei Mosaici Contemporanei e la mostra, in versione ridotta La casa di Nostra Donna [Dante Alighieri, Paradiso XXI, 12-123] immagini e ricordo di Santa Maria in Porto Fuori.

Inoltre, domenica 16 e lunedì 17 aprile in occasione delle festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i principali musei, aree archeologiche e luoghi della cultura statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario.

E in particolare a Faenza il Museo dell’età neoclassica in Romagna in Palazzo Milzetti sarà aperto domenica dalle 12.30 alle 18.30 e lunedì 17 dalle 8.30 alle 18.30. A Ravenna la Basilica di Sant’ Apollinare in Classe sarà visitabile a Pasqua dalle 13 alle 19.30 e lunedì dalle 8.30 alle 19.30. Apertura continuata 8.30-19.30 nelle due giornate per il Battistero degli Ariani e Il Museo Nazionale, mentre il Mausoleo di Teodorico chiude alle 19 e il palazzo di Teodorico alle 13.30.

Per chi invece fosse in cerca di contatto con la natura domenica 16 e lunedì 17 aprile alle ore 16 al Centro visite Cubo Magico Bevanella si svolgeranno le escursioni in barca elettrica nel fiume Bevano,  un’importante area di circa 40 ettari, che testimonia, con la sua foce naturale, le dune costiere e le lagune retrodunali, come doveva essere l’intera fascia costiera regionale prima dei massicci interventi dell’uomo. Per tutto il weekend pasquale Centro Visite resterà 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

Tutte le informazioni sono reperibili nella pagina delle Iniziative nel sito www.atlantide.net/bevanella.

A Sant’Alberto, invece, il Museo NatuRa sarà aperto dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, per tutta la giornata sarà possibile visitare il Museo e scoprire le collezioni dedicate agli animali e alla natura.

Domenica 16 aprile alle ore 9.15 partirà dall’Agriturismo Tenuta Augusta la passeggiata guidata Natura e sapori: alla scoperta delle orchidee selvatiche che si svolgerà tra le acque della Valle Mandriole e i sentieri del prato del Bardello, con il suo incredibile mosaico di fioriture e profumi. Il percorso, di interesse botanico e ornitologico, si concluderà con un aperitivo a base di piadina, pane, affettati, formaggi e dolcetti all’agriturismo Tenuta Augusta.

Lunedì 17 aprile alle ore 10 partirà poi dal Museo un tour in bicicletta alla scoperta dei Fenicotteri che permetterà di immergersi nel cuore del Parco del Delta del Po tra il fiume Reno e la Valli Meridionali di Comacchio, alla scoperta dei paesaggi, della flora e della fauna del Parco. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione.

 

 

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