sabato
25 Aprile 2026

Autorità portuale, in agenda per il 2017 Marinara, trasparenza e crociere  

Non solo i dragaggi tra i temi da affrontare nel nuovo corso di via Antico Squero guidato dal presidente Daniele Rossi

Porto ZanniSulla scrivania di Daniele Rossi nel suo nuovo ufficio che si affaccia sulla Darsena di città non mancano i faldoni di pratiche da affrontare nelle vesti di presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale. La questione dei fondali è di certo la più nota e la più urgente perché ha ricadute su tutto il sistema porto. E non è casuale che il suo primo discorso pubblico, appena dopo due settimane dall’investitura, sia stato tutto incentrato su questo tema (vedi articolo correlato). Avrebbe potuto traccheggiare: sarebbe bastato dire che era appena arrivato e quindi aveva bisogno di tempo per conoscere a fondo la materia e parlare con cognizione di causa. Si sarebbe preso gli applausi comunque e nessuno l’avrebbe tirato per la giacchetta.

Ma il manager è fresco di nomina solo formalmente: la politica infatti lo aveva scelto da tempo e lui ha potuto arrivare alla prima uscita forte di una solida sintonia con il sindaco (non è sfuggito che Michele de Pascale tre giorni prima in consiglio comunale avesse già abbozzato la stessa linea: calcoliamo quanto fango possiamo ammucchiare e scaviamo quel volume) e tracciare subito la rotta per marcare la distanza dai dieci mesi di letargo commissariale, dal caos finale dell’era Di Marco e rassicurare gli animi.
Non si pensi però che i fondali siano l’unica patata bollente per Rossi. Tra i dossier impilati sulla scrivania c’è di certo quello di Marinara. Il porto turistico continua a inseguire un decollo che non ha mai conosciuto. Lo scenario odierno fatto di poche vetrine accese non è certo quello immaginato da costruttori e promotori un decennio fa.

RossiTra le questioni ereditate dai dieci mesi di commissariamento c’è la gestione del personale. Il caso Antonellini, con il licenziamento di un capo area dopo una tumultuosa vicenda di tensioni e arresti, ha portato il tema trasparenza alla ribalta. Basta partire dal sito internet dell’Autorità portuale. La denuncia, politica, è del decano dell’opposizione Alvaro Ancisi: troppe informazioni relative a retribuzioni e premi al personale non si trovano sul sito, come invece prevede e impone la legge per le pubbliche amministrazioni. Non significa necessariamente che ci siano irregolarità nella macchina del personale ma se il palazzo non è di vetro si alimentano i sospetti. Andrà fatta chiarezza sulla pianta organica, su quali criteri abbiano portato all’attribuzione dei premi al personale nell’ultimo periodo.

Poi le crociere. Quanta fiducia c’è nel terminal passeggeri di Porto Corsini? I crocieristi sono ancora un business su cui puntare per dare una mano al turismo ravennate? (Ironia della sorte, nel cda della società di gestione del terminal ci sarà Galliano Di Marco. Sì, l’ex presidente cacciato da Ravenna: ora è direttore di Vtp, la società che gestisce il terminal crociere di Venezia e che ha una partecipazione a Ravenna).

Ci sono poi altre questioni secondarie ma comunque delicate, come ad esempio il caso Fabbrica Vecchia (vedi articolo correlato). E non si può pensare che possa ignorare la partita dello scorporo di Sapir, visto quanto il terminalista pubblico ha pesato nell’esonero di Di Marco.
Insomma l’agenda è fitta. Di questi temi avremmo parlato con Rossi in una intervista. Ma il presidente, finora concentrato sull’urgenza dei fondali, ha chiesto alcune settimane di tempo per prendere confidenza con la stanza dei bottoni. A gennaio andremo a bussare di nuovo alla porta del suo ufficio.

Autorità portuale, in agenda per il 2017 Marinara, trasparenza e crociere  

Non solo i dragaggi tra i temi da affrontare nel nuovo corso di via Antico Squero guidato dal presidente Daniele Rossi

Porto ZanniSulla scrivania di Daniele Rossi nel suo nuovo ufficio che si affaccia sulla Darsena di città non mancano i faldoni di pratiche da affrontare nelle vesti di presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale. La questione dei fondali è di certo la più nota e la più urgente perché ha ricadute su tutto il sistema porto. E non è casuale che il suo primo discorso pubblico, appena dopo due settimane dall’investitura, sia stato tutto incentrato su questo tema (vedi articolo correlato). Avrebbe potuto traccheggiare: sarebbe bastato dire che era appena arrivato e quindi aveva bisogno di tempo per conoscere a fondo la materia e parlare con cognizione di causa. Si sarebbe preso gli applausi comunque e nessuno l’avrebbe tirato per la giacchetta.

Ma il manager è fresco di nomina solo formalmente: la politica infatti lo aveva scelto da tempo e lui ha potuto arrivare alla prima uscita forte di una solida sintonia con il sindaco (non è sfuggito che Michele de Pascale tre giorni prima in consiglio comunale avesse già abbozzato la stessa linea: calcoliamo quanto fango possiamo ammucchiare e scaviamo quel volume) e tracciare subito la rotta per marcare la distanza dai dieci mesi di letargo commissariale, dal caos finale dell’era Di Marco e rassicurare gli animi.
Non si pensi però che i fondali siano l’unica patata bollente per Rossi. Tra i dossier impilati sulla scrivania c’è di certo quello di Marinara. Il porto turistico continua a inseguire un decollo che non ha mai conosciuto. Lo scenario odierno fatto di poche vetrine accese non è certo quello immaginato da costruttori e promotori un decennio fa.

RossiTra le questioni ereditate dai dieci mesi di commissariamento c’è la gestione del personale. Il caso Antonellini, con il licenziamento di un capo area dopo una tumultuosa vicenda di tensioni e arresti, ha portato il tema trasparenza alla ribalta. Basta partire dal sito internet dell’Autorità portuale. La denuncia, politica, è del decano dell’opposizione Alvaro Ancisi: troppe informazioni relative a retribuzioni e premi al personale non si trovano sul sito, come invece prevede e impone la legge per le pubbliche amministrazioni. Non significa necessariamente che ci siano irregolarità nella macchina del personale ma se il palazzo non è di vetro si alimentano i sospetti. Andrà fatta chiarezza sulla pianta organica, su quali criteri abbiano portato all’attribuzione dei premi al personale nell’ultimo periodo.

Poi le crociere. Quanta fiducia c’è nel terminal passeggeri di Porto Corsini? I crocieristi sono ancora un business su cui puntare per dare una mano al turismo ravennate? (Ironia della sorte, nel cda della società di gestione del terminal ci sarà Galliano Di Marco. Sì, l’ex presidente cacciato da Ravenna: ora è direttore di Vtp, la società che gestisce il terminal crociere di Venezia e che ha una partecipazione a Ravenna).

Ci sono poi altre questioni secondarie ma comunque delicate, come ad esempio il caso Fabbrica Vecchia (vedi articolo correlato). E non si può pensare che possa ignorare la partita dello scorporo di Sapir, visto quanto il terminalista pubblico ha pesato nell’esonero di Di Marco.
Insomma l’agenda è fitta. Di questi temi avremmo parlato con Rossi in una intervista. Ma il presidente, finora concentrato sull’urgenza dei fondali, ha chiesto alcune settimane di tempo per prendere confidenza con la stanza dei bottoni. A gennaio andremo a bussare di nuovo alla porta del suo ufficio.

Il renziano Fagnani: «Ravenna sia d’esempio per il Pd nazionale»

A tu per tu con il politico ravennate intervenuto all’assemblea generale del partito, dopo il controverso esito del referendum

FagnaniÈ stato l’unico dei ravennati a intervenire all’assemblea nazionale del Pd del 18 dicembre, l’infuocato primo incontro-scontro all’interno del partito dopo l’esito del referendum e le dimissioni di Matteo Renzi da premier. Roberto Fagnani, assessore comunale nella giunta De Pascale, è quello che si dice un renziano doc, della primissima ora, e tale è rimasto. Un’assemblea che è salita alla ribalta della cronaca anche per la famosa frase del renziano Roberto Giachetti a Roberto Speranza della minoranza che aveva votato no: «Hai la faccia come il culo» (in riferimento nello specifico al tema del Mattarellum ndr).

Assessore, cominciamo da qui. Come commento l’uscita di Giachetti?
«Sicuramente non posso approvare quei toni, ma nella sostanza… La notte del 4 dicembre abbiamo visto scene davanti alle quali è difficile far finta di niente: membri del Pd che brindavano per la sconfitta del proprio partito…»

Per il no c’erano anche illustri esponenti del partito ravennate, però.
«Sì, ma qui non si è visto nessuno brindare. Credo anzi che il modello Ravenna sia davvero da esportare perché qui, anche se ci sono visioni diverse, le persone ragionano con la propria testa e comunque non vengono meno alla lealtà verso il partito. E comunque, vorrei anche ribadire che qui il sì ha vinto, il partito di fatto si è compattato».

Durante il suo intervento ha dichiarato che secondo lei non si deve andare a congresso subito. Eppure, non è paradossale che Renzi si sia dimesso da premier (laddove non si votavano le politiche) e non da segretario del Pd dopo una sconfitta di una battaglia che era proprio del Pd?
«Non credo che un segretario debba dimettersi dopo l’esito di un referendum. Ed è vero che lui si è dimesso da presidente del Consiglio pur avendo la fiducia del Parlamento. Ma questo era quanto aveva annunciato. Sono per posticipare il congresso perché il rischio sarebbe quello di parlare tra di noi, mentre dobbiamo affrontare la campagna elettorale e parlare al Paese. E raccontare anche tutte le cose buone che in questi mille giorni sono state fatte e che la campagna sul referendum ha un po’ offuscato. Perché è vero che il sì ha ottenuto 13 milioni di voti, ma alle elezioni si riparte sempre da 0 a 0».

Il Jobs Act è una di queste buone cose?
«È una delle cose che possiamo correggere, così come la “Buona Scuola“, e per cui credo che possa arrivare un input importante dai territori. Sono contento che il segretario abbia detto di voler coinvolgerci di più, anche per quanto riguarda noi amministratori».

Cosa ne pensa delle parole del ministro Poletti sui giovani fuggiti all’estero per trovare lavoro che «ci saremmo tolti dai piedi»?
«È stata sicuramente una battuta infelice e di cui il ministro si è scusato. Credo che dobbiamo piuttosto cercare di capire e parlare ai giovani che non ci votano. Perché è sicuramente vero che dagli anni Novanta sulle nuove generazioni è stato scaricato un peso eccessivo».

ll congresso nazionale è rinviato a data da destinarsi. Quello comunale? Non doveva essere imminente l’elezioni di un nuovo segretario?
«Abbiamo voluto aspettare la fine della campagna del referendum, ma, come ho detto, credo che da dopo le feste si possa tornare a parlarne, come era stato annunciato quando Gianandrea Baroncini (attuale segretario, ndr) è entrato nella giunta di De Pascale».

Denunciato il borseggiatore seriale Ecco come colpiva al supermercato

Una minaccia per chi faceva la spesa: fingendosi cliente tra le corsie sfilava i portafogli dalle borse. I consigli utili dei carabinieri

Sapeva confondersi tra i clienti nelle corsie dei supermercati, in slalom tra i carrelli fino a fiutare l’occasione giusta per il borseggio perfetto: vittima ignara e ladro in fuga con il portafoglio. I carabinieri di Faenza hanno identificato e denunciato un 45enne di Catanzaro, L. A. residente nel Forlivese, ritenuto un borseggiatore seriale in azione soprattutto nei supermercati.

Le indagini della stazione principale di Faenza, al comando del luogotenente Giulio Vitti, sono iniziate alla fine del mese di novembre quando una 66enne faentina aveva telefonato al 112 per chiedere l’intervento di una pattuglia all’interno di un supermercato del centro città dove le era stato sfilato il portafogli dalla borsa lasciata per un attimo incustodita sul carrello della spesa. La donna aveva riferito ai militari che nel portafogli c’erano circa 350 euro oltre ai documenti fra cui le carte di credito. Le immagini della videosorveglianza installata all’interno del supermercato hanno filmato chiaramente un uomo alto e ben vestito che si era appropriato del portafogli della casalinga, approfittando del momento in cui si era voltata per fare la spesa. I carabinieri hanno confrontato i fotogrammi del volto dell’uomo con le fotografie archiviate nel sistema informatico in uso all’Arma contenente migliaia di immagini di pregiudicati e persone fotosegnalate dagli organi di polizia su campo nazionale.

Il 45enne attualmente si trova in carcere a Forlì: dopo il furto commesso a Faenza è stato già arrestato per un’altra serie di borseggi commessi nei supermercati ed ospedali del Forlivese ma anche nel Pesarese.

Il comandante della compagnia carabinieri di Faenza, il capitano Cristiano Marella, fornisce qualche utile consiglio: «Un portafogli pieno di soldi, se aperto davanti a tutti in luoghi a rischio come i negozi affollati, potrebbero ingolosire qualche malintenzionato. Per questo motivo non bisogna mai far notare agli altri quanto denaro si possiede e dopo un pagamento bisogna evitare di tenere il borsellino aperto a lungo davanti a tutti mentre si attende il resto. È opportuno tenere i soldi divisi in più tasche senza metterli nella borsa che è il primo posto dove un borseggiatore cerca di pescarli oppure meglio utilizzare borse a tracolla a condizione che siano sempre chiuse. soprattutto sotto natale, durante lo shopping nei posti affollati è meglio utilizzare carte di credito e il bancomat». E un consiglio specifico per il periodo natalizio: «È consigliabile prestare massima attenzione anche quando si caricano e scarico i regali dall’auto: mai dare retta a sconosciuti che si avvicinano mentre si ha l’auto aperta per riempire il bagagliaio, può essere una scusa per distrarci, così come non bisogna mai lasciare in vista nell’abitacolo la borsa, la spesa oppure i regali appena acquistati: è un invito a nozze per i malintenzionati».

Ristorante e b&b: a Pasqua rinasce l’antico convento di San Francesco

Aggiudicata la concessione, 12mila euro di canone annuo per sei anni: «L’obiettivo è riattivare il complesso in modo giovane e innovativo»

È prevista per Pasqua del 2017 la riapertura di alcuni spazi dell’ex convento di San Francesco a Bagnacavallo: troveranno sede un ristorante e un bed&breakfast con diciannove camere. La gestione sarà di Fulvia Damiani e Paolo Camprini che si sono aggiudicati la gara indetta per la concessione in gestione di parte del complesso, cioè l’ex ostello, l’ex ristorante e la porzione di chiostro prospiciente gli ingressi interni dell’ex ostello, in via Cadorna. La struttura conserverà il nome di Antico Convento di san Francesco. La concessione avrà una durata di sei anni, rinnovabili per ulteriori sei, con un canone annuo di 12.100 euro più Iva per i primi sei anni. Il progetto è stato presentato questa mattina, 23 dicembre, in municipio.

Per quanto riguarda l’ostello si prevede un servizio di alloggio per soggiorni di breve o lunga durata con la valorizzazione degli spazi comuni, un servizio di prima colazione. L’apertura andrà da Pasqua a metà ottobre; nel restante periodo dell’anno sarà possibile soggiornare su prenotazione e in occasione delle festività. Le diciannove camere a disposizione saranno predisposte per offerte diversificate: sono previsti interventi di arredo e arricchimento per accogliere anche famiglie con bambini accanto a gruppi numerosi e scolaresche. Si effettuerà un restyling dello spazio ristoro e delle aree comuni. Inoltre verranno organizzati corsi e laboratori didattici sulle tradizioni romagnole e approfondimenti sui prodotti locali con realtà aziendali e artigiane. Il chiostro, importante collegamento tra interno ed esterno, sarà arricchito da elementi d’arredo per diventare una zona di aggregazione e relax nel periodo di apertura della struttura ricettiva. Il ristorante, che necessita di interventi di adeguamento alle norme di legge, nelle intenzioni dei concessionari sarà affidato a un professionista della ristorazione per tornare a svolgere la propria funzione originaria.

«Siamo felici per il buon esito della gara, che vede assegnata la gestione di uno dei più importanti spazi del nostro territorio – ha esordito il sindaco Eleonora Proni – a due giovani imprenditori che hanno presentato un progetto in grado di valorizzare il patrimonio del Comune, dialogare con la città e mettere al centro l’offerta turistica di qualità». «Per noi, un sogno che si avvera – hanno affermato con soddisfazione Damiani e Camprini. – L’obiettivo è quello di riattivare in modo giovane e innovativo il complesso mettendo in connessione i tre macroambienti concessi dal bando di gara. Più servizi collegati tra loro in un’unica struttura ricettiva polifunzionale ad alto valore storico culturale».

Lido di Dante: Carira chiude il bancomat e i residenti pensano al boicottaggio

Il comitato cittadino: «Non faremo opera di persuasione nel far desistere chi chiuderà il conto. Non resta che affidarsi a un’altra banca»

La Cassa di Risparmio di Ravenna ha chiuso il suo sportello bancomat a Lido di Dante, l’unico presente nella località costiera, e il comitato cittadino accarezza l’idea di un boicottaggio verso la banca: «Di sicuro non saremo noi a sollecitare la chiusura dei conti correnti – scrive il presidente Pasquale Minichini – ma non faremo neanche opera di persuasione nel far desistere chi ha deciso, o deciderà, in tal senso. A questo punto non resta che affidarsi ad altro istituto di credito».

Una lettera aperta del comitato aveva sollevato il tema a fine novembre: «Ci eravamo un po’ illusi della pacata e cordiale risposta del presidente Patuelli e dell’incontro con il direttore commerciale ma non avevamo tenuto conto che potevano essere solo parole di circostanza. Ora c’è la certezza. In un contesto del genere, come si fa ad essere fieri di avere a Ravenna una banca che non tiene in considerazione che la mancanza di uno sportello bancomat diventa un problema sociale, prima che grave disservizio dal punto di vista turistico?». La chiusura dello sportello ha scatenato molte lamentele tra i cittadini, anche sui social network, che ora hanno il bancomat più vicino a Lido Adriano.

Minichini definisce «non ricevibile» la proposta di Cassa di Risparmio come contropartita: sostituire lo sportello bancomat con l’erogazione di alcuni servizi gratuiti per la propria clientela di Lido di Dante, dal bancomat, alla dotazione del Pos a tutte le attività commerciali, compreso gli ambulanti, all’on-banking, in modo di evitare al massimo il fabbisogno del contante.

Il comitato tira in ballo anche il sindaco Michele de Pascale: «Avevamo sperato nel suo intervento. Aveva preso a cuore la situazione ed ha cercato in tutti i modi di risolverla positivamente. Ma, ahinoi, neanche la sua autorevolezza è stata in grado di far addivenire a più miti consigli i vertici della banca, quindi Comitato Cittadino, cittadini e imprenditori turistici se ne faranno una ragione. Ma saranno in diversi a porsi gli interrogativi, specialmente coloro che non hanno tenuto conto del disagio sociale che provocherà all’intera comunità la mancanza dell’unico servizio presente da tanti anni, senza contare il grave disservizio che interesserà il comparto turistico».

«Dalle forze economiche e politiche vorrei più attenzione ai giovani»

Negli auguri di Natale del vescovo Ghizzoni un pensiero per chi sta vivendo in maniera più drammatica il periodo di crisi

«Vorrei che ci fosse un’attenzione particolare da parte delle forze economiche e politiche della città ai giovani e alle giovani famiglie». Questo l’auspicio per il 2017 formulato dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, nel messaggio di auguri di Natale «ai ravennati credenti e non credenti». Il pensiero per le giovani famiglie nasce da una riflessione: «Mi sembra che vivano in modo più drammatico la crisi che tutti stiamo attraversando. Ci si sposa meno, sempre più avanti, nascono meno figli di quanti se ne desidererebbero a causa di questa situazione. E questo vuol dire che la società non cresce ma diventa più debole e più fragile, non si guarda al futuro».

Ghizzoni invita quindi le forze locali a fare ciascuna la propria parte: «Su questo bisogna che proviamo tutti a mettere in atto meccanismi diversi. Occorre riequilibrare le opportunità tra chi è tutelato da un lavoro fisso e chi non lo è dando spazio a chi per mancanza di lavoro non riesce a trovare casa, a sposarsi, e a dare il suo contributo alla società. Vorrei che questo Natale permettesse un salto di qualità in questa direzione».

L’arcivescovo celebrerà la veglia e la messa della notte di Natale sabato 24 dicembre a partire dalle 23 in cattedrale a Ravenna. Il 25 dicembre, alle 10 sarà alla casa circondariale di via Port’Aurea per la messa con i detenuti e alle 18 del 25 dicembre celebrerà anche nella Concattedrale di Cervia.

«Porto, chimica, turismo, cultura Pensiamo in grande per il 2017»

Gli auguri di fine anno di Michele de Pascale, sindaco di Ravenna da sei mesi

In un breve video girato dal suo ufficio, gli auguri di fine anno del sindaco di Ravenna Michele de Pascale a tutti i ravennati. Il 31enne, in carica da sei mesi, elenca i temi delle priorità 2017: «Porto, turismo, cultura, chimica: pensiamo in grande per la città»

Compra due Iphone con carte di credito clonate: arrestato all’uscita dal negozio

L’uomo ha un lungo curriculum di precedenti per truffa e sostituzione di persona: aveva usato documenti falsi

Non è nemmeno riuscito a tirare fuori dalla scatola i due Iphone 7 nuovi appena comprati perché si è trovato le manette ai polsi all’uscita del negozio: i carabinieri della compagnia di Ravenna nel primo pomeriggio di ieri 22 dicembre hanno arrestato un campano residente nel Ravennate da tempo per truffa, possesso e utilizzo di documenti falsi. Nella mattinata odierna il giudice, accettando i termini a difesa richiesti dal legale di fiducia dell’arrestato, ha convalidato l’arresto disponendo l’obbligo di dimora.

L’intervento dei militari è partito accorgendosi della presenza dell’uomo in un negozio di telefonia in centro città. L’uomo è già noto per i suoi trascorsi giudiziari e specifici. All’uscita dal negozio è scattato il controllo e si è scoperto che aveva proceduto all’attivazione di alcune sim, acquistando con formula rateizzata, due Iphone 7 mediante l’utilizzo di documenti di identità falsificati e carte di credito clonate.

Mezzo milione di euro per ristrutturare in centro a Ravenna le vie Pascoli e Oriani

Sarà realizzato anche un breve tratto di percorso ciclabile

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, la giunta del Comune ha approvato il progetto definitivo esecutivo, del valore di 550mila euro, relativo alla ristrutturazione in centro a Ravenna di via Giovanni Pascoli e via Alfredo Oriani, una in proseguimento dell’altra per una lunghezza complessiva di 550 metri.

«È necessario – ricorda Fagnani – riorganizzare e razionalizzare la sede stradale di entrambe le vie, per raggiungere il duplice obiettivo di garantire un’adeguata offerta di sosta per i veicoli e la circolazione in sicurezza delle utenze deboli. Era un’esigenza molto sentita, che avevamo ben presente e alla quale diamo risposta».

Nella parte di via Pascoli compresa tra via Renato Serra e via Zagarelli alle Mura sarà realizzato un breve tratto di percorso ciclabile bidirezionale, lungo circa 45 metri e largo 2,5, che permetterà il collegamento del percorso ciclo-pedonale esistente di via Renato Serra con via Mazzini, attraverso via Zagarelli alle Mura.

In entrambe le strade saranno rifatti i marciapiedi, mediante la realizzazione di due fasce laterali a raso di larghezza variabile da un metro a un metro e mezzo, protette con la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali presenti. Sarà mantenuta l’unica corsia di marcia a senso unico, come allo stato attuale.
Sia in via Pascoli che in via Oriani sarà rifatta la pavimentazione stradale. A completamento dell’intervento, sarà totalmente rifatta la segnaletica orizzontale e verticale. Si interverrà anche sulla rete fognaria, con la posa di nuove condotte e la realizzazione di nuovi allacci alle utenze private ove necessario, così come per quanto riguarda gli allacci alla rete acquedotto e le tubazioni della rete gas.
Per l’impianto di pubblica illuminazione è prevista la predisposizione della tubazione con pozzetti per l’eventuale futuro interramento dell’esistente linea aerea.

Sempre nella stessa seduta, la giunta ha approvato altri due interventi, il primo da 80mila euro relativo alla manutenzione straordinaria di strade della zona di Roncalceci (riasfaltatura di via Dell’Orso e via Nuova, con rifacimento della segnaletica orizzontale) e il secondo da 40mila euro, che consiste nella realizzazione di un nuovo collegamento pedonale fra via del Drizzagno e via Guerrini a Sant’Alberto; nell’ambito di questo intervento si realizzerà anche una linea fognaria, al fine di raccogliere le acque piovane, e un impianto di pubblica illuminazione, così da aumentare il livello di sicurezza.

Cambierà: «Il bando dei capanni natalizi deciso a priori: avevamo previsto il vincitore…»

Il movimento civico contesta l’assegnazione dei 10mila euro
per il nuovo progetto delle feste in piazza del Popolo

Il Movimento civico Cambierà mette nel mirino il bando pubblico che ha assegnato, lo scorso ottobre, la gestione natalizia di piazza del Popolo, a Ravenna, all’agenzia Tuttifrutti, con un contributo di 10mila euro da parte del Comune. Si tratta in particolare dell’allestimento e della gestione del piccolo villaggio natalizio composto quest’anno da capanni che ricordano quelli del mare (vedi articoli correlati): il movimento che alle scorse amministrative ha candidato a sindaco Michela Guerra contesta in particolare la scarsa pubblicità che sarebbe stata fatta al bando da parte del Comune e – portando come prova una mail con indirizzo di posta certificata – da Cambierà rivelano di essere venuti a conoscenza del nome del vincitore del bando prima ancora che venisse assegnato.

Tutta la vicenda è ricostruita nella nota inviata alla stampa dal movimento – che pubblichiamo in maniera integrale qui sotto – e che si conclude così: «La pubblicazione di un bando è stato un pro-forma, l’assegnazione del progetto era stato, visto l’andamento dei fatti, deciso a priori. Sarebbe il caso si ragionasse su un cambio radicale di rotta, quantomeno nel rispetto di quei giovani che, con spirito d’iniziativa imprenditoriale, avrebbero voglia di provarci ma demordono in quanto – in questo modo, senza i giusti contatti – perdenti in partenza».

Cambierà: «Il bando dei capanni natalizi deciso a priori: avevamo previsto il vincitore…»

Il movimento civico contesta l’assegnazione dei 10mila euro
per il nuovo progetto delle feste in piazza del Popolo

Il Movimento civico Cambierà mette nel mirino il bando pubblico che ha assegnato, lo scorso ottobre, la gestione natalizia di piazza del Popolo, a Ravenna, all’agenzia Tuttifrutti, con un contributo di 10mila euro da parte del Comune. Si tratta in particolare dell’allestimento e della gestione del piccolo villaggio natalizio composto quest’anno da capanni che ricordano quelli del mare (vedi articoli correlati): il movimento che alle scorse amministrative ha candidato a sindaco Michela Guerra contesta in particolare la scarsa pubblicità che sarebbe stata fatta al bando da parte del Comune e – portando come prova una mail con indirizzo di posta certificata – da Cambierà rivelano di essere venuti a conoscenza del nome del vincitore del bando prima ancora che venisse assegnato.

Tutta la vicenda è ricostruita nella nota inviata alla stampa dal movimento – che pubblichiamo in maniera integrale qui sotto – e che si conclude così: «La pubblicazione di un bando è stato un pro-forma, l’assegnazione del progetto era stato, visto l’andamento dei fatti, deciso a priori. Sarebbe il caso si ragionasse su un cambio radicale di rotta, quantomeno nel rispetto di quei giovani che, con spirito d’iniziativa imprenditoriale, avrebbero voglia di provarci ma demordono in quanto – in questo modo, senza i giusti contatti – perdenti in partenza».

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