martedì
05 Maggio 2026

Tre giorni di calcio in centro a Ravenna con campetti, maxischermo e stand

Partite a calcetto e nella gabbia, ma anche la proiezione della finale di Champions. Appuntamento da venerdì 27 a domenica 29 maggio  

Appena chiusa con successo la prima edizione della Festa del Cappelletto, è in arrivo un’altra novità nel cuore di Ravenna. Piazza del Popolo si prepara infatti a ospitare una tre giorni di calcio a cinque, da venerdì 27 a domenica 29 maggio, organizzata dall’associazione Ravenna Football Club, a pochi giorni dalla salvezza conquistata dal Ravenna nel campionato di serie D di calcio, dal titolo “Ravenna, il calcio nel cuore”.

Il programma prevede il calcio d’inizio alle 18.30 di venerdì 27 maggio con il toreno dei mestieri, che vedrà impegnati calciatori delle varie categorie professionali; si prosegue sabato 28 con un programma denso di appuntamenti. Dalle 10 alle 15.30 spazio a ragazzi e ragazze di tutte le età (si può prenotare una partita chiamando il numero 345 5602246 oppure direttamente ai desk di registrazione che saranno sempre presenti in piazza del Popolo); dalle 16 ecco invece il torneo delle associazioni per finire alle 20 con l’immancabile esibizione delle “Leggende GialloRosse” e alle 20.45 la proiezione della finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid in un maxi schermo allestito per l’occasione in piazza. Domenca 29, infine, si terrà il “Torneo della Cantera Bizantina”, la sfida tra varie selezioni giovanili del territorio ravennate.

La manifestazione sarà resa ancora più divertente grazie alla presenza della “Gabbia” per calcio a 3, sempre in piazza, dove chiunque ne abbia interesse può divertirsi in sfide organizzate all’istante.

Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre presente uno stand gastronomico per allietare sia gli sportivi che il pubblico.

Tre giorni di calcio in centro a Ravenna con campetti, maxischermo e stand

Partite a calcetto e nella gabbia, ma anche la proiezione della finale di Champions. Appuntamento da venerdì 27 a domenica 29 maggio  

Appena chiusa con successo la prima edizione della Festa del Cappelletto, è in arrivo un’altra novità nel cuore di Ravenna. Piazza del Popolo si prepara infatti a ospitare una tre giorni di calcio a cinque, da venerdì 27 a domenica 29 maggio, organizzata dall’associazione Ravenna Football Club, a pochi giorni dalla salvezza conquistata dal Ravenna nel campionato di serie D di calcio, dal titolo “Ravenna, il calcio nel cuore”.

Il programma prevede il calcio d’inizio alle 18.30 di venerdì 27 maggio con il toreno dei mestieri, che vedrà impegnati calciatori delle varie categorie professionali; si prosegue sabato 28 con un programma denso di appuntamenti. Dalle 10 alle 15.30 spazio a ragazzi e ragazze di tutte le età (si può prenotare una partita chiamando il numero 345 5602246 oppure direttamente ai desk di registrazione che saranno sempre presenti in piazza del Popolo); dalle 16 ecco invece il torneo delle associazioni per finire alle 20 con l’immancabile esibizione delle “Leggende GialloRosse” e alle 20.45 la proiezione della finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid in un maxi schermo allestito per l’occasione in piazza.
Domenca 29, infine, si terrà il “Torneo della Cantera Bizantina”, la sfida tra varie selezioni giovanili del territorio ravennate.

La manifestazione sarà resa ancora più divertente grazie alla presenza della “Gabbia” per calcio a 3, sempre in piazza, dove chiunque ne abbia interesse può divertirsi in sfide organizzate all’istante.

Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre presente uno stand gastronomico per allietare sia gli sportivi che il pubblico.

Il giro del mondo dei due ciclisti al bivio: uno continua, l’altro si ferma per amore

Grandi cambiamenti nel MaGio Bike Tour: Giovanni Gondolini
prosegue da solo, Marco Meini diventerà invece canadese…

Il MaGio Bike Tour non esiste più. O forse, come dicono loro, continua. Ma di certo Marco e Giovanni (da cui il nome MaGio) non sono più in viaggio insieme. Loro sono Marco Meini e Giovanni Gondolini, i due giovani partiti il 17 febbraio del 2013 dalla loro Ravenna con l’obiettivo di compiere il giro del mondo in bicicletta in cinque anni. Il programma era già stato aggiornato prevedendo il ritorno a Ravenna non nel 2018 ma nel 2019 ma ora di aggiornamento ce n’è un altro, ben più importante.

Meini, infatti, dopo oltre 40mila chilometri e quattro continenti attraversati in bici, dopo quasi tre anni e mezzo di avventura, ha deciso di fermarsi. Nei giorni scorsi è tornato a Ravenna per stare un po’ con la sua famiglia e prepararsi in vista di diventare… canadese. La sua decisione, infatti, è una scelta di cuore: Meini si è innamorato di una ragazza in Vietnam e con quella ragazza, Sheena, ha deciso di vivere, in Canada, ultima tappa del loro MaGio Bike Tour che, partito dall’Italia, ha attraversato l’Europa verso est per poi passare dall’Asia e dall’Australia, fino al volo dal Giappone a Vancouver.

Nonostante l’abbandono dell’amico, Giovanni Gondolini ha deciso coraggiosamente di proseguire il viaggio da solo. Salutato Meini al confine con gli Stati Uniti, ora, come ci scrive in una mail, «ho iniziato il mio viaggio in solitaria con lacrime e felicità. Il Magio Bike Tour continua ed è tutto confermato nei modi e nei tempi», assicura Giovanni che per ora ha già attraversato lo stato del Washington e dell’Oregon, in procinto di visitare la California. Noi, naturalmente, continueremo a seguirlo con piccoli reportage sul sito internet e sul nostro settimanale.

Sul prossimo numero di Ravenna&Dintorni cartaceo, in distribuzione da giovedì 19 maggio, le loro testimonianze dirette.

Il giro del mondo dei due ciclisti al bivio: uno continua, l’altro si ferma per amore

Grandi cambiamenti nel MaGio Bike Tour: Giovanni Gondolini prosegue da solo, Marco Meini diventerà invece canadese…

Il MaGio Bike Tour non esiste più. O forse, come dicono loro, continua. Ma di certo Marco e Giovanni (da cui il nome MaGio) non sono più in viaggio insieme. Loro sono Marco Meini e Giovanni Gondolini, i due giovani partiti il 17 febbraio del 2013 dalla loro Ravenna con l’obiettivo di compiere il giro del mondo in bicicletta in cinque anni. Il programma era già stato aggiornato prevedendo il ritorno a Ravenna non nel 2018 ma nel 2019 ma ora di aggiornamento ce n’è un altro, ben più importante.

Meini, infatti, dopo oltre 40mila chilometri e quattro continenti attraversati in bici, dopo quasi tre anni e mezzo di avventura, ha deciso di fermarsi. Nei giorni scorsi è tornato a Ravenna per stare un po’ con la sua famiglia e prepararsi in vista di diventare… canadese. La sua decisione, infatti, è una scelta di cuore: Meini si è innamorato di una ragazza in Vietnam e con quella ragazza, Sheena, ha deciso di vivere, in Canada, ultima tappa del loro MaGio Bike Tour che, partito dall’Italia, ha attraversato l’Europa verso est per poi passare dall’Asia e dall’Australia, fino al volo dal Giappone a Vancouver.

Nonostante l’abbandono dell’amico, Giovanni Gondolini ha deciso coraggiosamente di proseguire il viaggio da solo. Salutato Meini al confine con gli Stati Uniti, ora, come ci scrive in una mail, «ho iniziato il mio viaggio in solitaria con lacrime e felicità. Il Magio Bike Tour continua ed è tutto confermato nei modi e nei tempi», assicura Giovanni che per ora ha già attraversato lo stato del Washington e dell’Oregon, in procinto di visitare la California. Noi, naturalmente, continueremo a seguirlo con piccoli reportage sul sito internet e sul nostro settimanale.

Sul prossimo numero di Ravenna&Dintorni cartaceo, in distribuzione da giovedì 19 maggio, le loro testimonianze dirette.

Martinelli (Albe) eletto presidente onorario della consulta universitaria del teatro (Cut)

La Cut promuove studi, scambi di esperienze, incontri manifestazioni scientifiche

Marco Martinelli, drammaturgo e regista del Teatro delle Albe di Ravenna, è stato nominato presidente onorario della Cut, la consulta universitaria del teatro formata dai docenti di Storia del Teatro che insegnano nelle università italiane. La Cut «ha l’obiettivo di affermare e di sviluppare il valore dell’insegnamento, della ricerca e della cultura teatrali nell’ambito dell’Università e della società italiana».

La missione della Cut di natura culturale promuove studi, scambi di esperienze, incontri e manifestazioni scientifiche. Per questa ragione, oltre agli organi direttivi di gestione, presidente e direttivo, da qualche anno è prevista la carica di presidente onorario, da attribuire a una figura del teatro italiano particolarmente rilevante sia sul profilo artistico che su quello culturale. A nominare Martinelli è stata l’assemblea della Cut che si è tenuta sabato 7 maggio all’Università di Bologna.

Presidente della Cut è Lorenzo Mango (Univ. Di Napoli), il direttivo è formato da Claudio Longhi (Univ. Bologna), Armando Petrini (Univ. Torino), Simona Brunetti (Univ. Verona) e Arianna Frattali (Univ. Milano Cattolica). Il presidente onorario precedente era stato Giuliano Scabia, di cui Martinelli raccoglie oggi l’eredità. «I docenti di tutta Italia – si legge in un comunicato – hanno voluto con questa nomina rimarcare l’autorevolezza della figura di Martinelli come emblema di incontro tra fertile pratica artistica e studio accademico, data l’ampia progettualità teatrale sviluppata da Martinelli sul piano della ricerca scenica e pedagogica, capace di unire al livello più alto sperimentazione e Tradizione».

Esce dalla disco e stende un ubriaco con un pugno: arrestato ex vigilante

A scatenare l’aggressione di un 23enne pugile amatoriale forse il fatto che l’altro, ora in prognosi riservata, stava urinando in strada

Ha visto quell’uomo pesantemente ubriaco che urinava in strada ed è scoppiata una discussione e con un solo pugno in faccia, tirato a mani nude, l’ha steso mandandolo in ospedale in prognosi riservata. Un 23enne italiano di origini tunisine, residente a Zola Predosa, è stato arrestato all’alba di oggi, 15 maggio, dai carabinieri a Milano Marittima dopo l’aggressione ai danni di un 40enne forlivese all’esterno di una discoteca della località cervese.

L’aggressore è incensurato e ha un trascorso da guardia giurata all’aeroporto di Bologna e pratica pugilato a livello amatoriale. Proprio per quest’ultima circostanza, secondo il pubblico ministero, il 23enne doveva essere consapevole della pericolosità di un suo colpo. Per questo motivo il sostituto procuratore Lucrezia Ciriello sta valutando la posizione del 23enne e per lui potrebbe profilarsi un’accusa pesante.

Non sono ancora del tutto chiare le circostanze che hanno portato al colpo. Potrebbe trattarsi di un “knock out game”, assalti casuali a persone ignare di tutto in strada, ma secondo i carabinieri l’ipotesi più plausibile è che tutto sia nato quando il 23enne ha visto l’altro che urinava per strada. 

Meno veicoli senza assicurazione ma aumentano quelli senza revisione

I controlli su strada ora possono contare sul Targa System: una telecamera che inquadra il mezzo e scopre le irregolarità

Nonostante un paio di giorni fa la polizia municipale ne abbia trovati ben cinque in poche ore di controlli, sono in calo le infrazioni per veicoli senza assicurazione: nei primi quattro mesi del 2016 la municipale ne ha trovati 113 mentre nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati 135. Delle multe di quest’anno un 22 percento circa sono state scoperte grazie al Targa System, il nuovo strumento di controllo di cui la Municipale si è dotata, dal febbraio 2016: una telecamera che inquadra la vettura in transito e dalla lettura della targa è in grado di comunicare agli agenti se è in regola con assicurazione e revisione.

Nello specifico i servizi attuati con il Targa hanno consentito di rilevare, complessivamente, oltre 200 infrazioni, di cui 25 relative alla mancanza di assicurazione, risultata scaduta o inesistente, e 176 all’omessa revisione. Per quanto riguarda quest’ultima irregolarità, nel 2016 sono state, dall’inizio dell’anno, 283 le infrazioni contestate (256 per omessa revisione; 18 per ripetuta omessa revisione; 8 per guida di veicolo sospeso dalla circolazione e una, per falsa attestazione di revisione) contro le 247 violazioni complessivamente riscontrate nel medesimo periodo del 2015.

Vandalismo e una lettera di insulti contro l’associazione donne musulmane

Attacco a chi chiese le scuse del Pd per i comandamenti consegnati da un militante. Missiva inviata anche a De Pascale

Una lettera anomina contenente frasi dal tono diffamatorio è stata recapitata a Marisa Iannucci, candidata al consiglio comunale per Ravenna in Comune e presidente dell’associazione culturale di donne musulmane denominata Life. La missiva, indirizzata per conoscenza anche all’attuale sindaco di Ravenna e al candidato sindaco del Pd, è stata consegnata nello stesso giorno in cui la tenda berbera montata nel giardino dell’associazione in via Caorle è finita nel mirino di un atto vandalico.

Il testo della lettera fa riferimento a quanto accaduto un mese fa allegando anche articoli di cronaca di quegli stessi episodi con insulti aggiunti a penna: tramite il suo profilo Facebook, Iannucci criticò duramente quelle che venivano chiamate “regole universali di civiltà” consegnate dal Partito democratico alla moschea di via Spadolini (la piccola sala di preghiera frequentata dai musulmani dissidenti rispetto a chi gestisce invece il più grande luogo di culto delle Bassette) in occasione di un tour in bicicletta in darsena organizzato dal Pd con il candidato sindaco Michele de Pascale. Il segretario provinciale si dichiarò ignaro di tutto e un militante, Guerrino Gatta, si prese la responsabilità del gesto fatto in totale autonomia. Non uccidere, non rubare, non utilizzare droghe ed alcolici e non dire bugie: questi alcuni dei nove comandamenti contenuti nella pergamena incorniciata. 

Il centro islamico di via Spadolini e il comitato “Una moschea per la città“ rendono nota la circostanza della lettera e dell’atto vandalico da Facebook aggiungendo che avevano richiesto spiegazioni a proposito dei nove comandamenti con una lettera indirizzata alla segreteria provinciale del Pd: «Una email che non ha mai avuto risposta ed una raccomandata che è stata rifiutata. La risposta non è mai arrivata così come un necessario chiarimento».

«Ogni istituto scolastico deve avere un dirigente» I sindaci scrivono al ministro e chiedono il concorso

L’appello dei diciotto Comuni ravennati per coprire le posizioni: «Oggi ogni preside si divide su due realtà»

Con una lettera indirizzata al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), all’ufficio scolastico regionale e all’ufficio scolastico provinciale, i sindaci e gli assessori alle politiche educative dei diciotto Comuni della provincia di Ravenna hanno portato all’attenzione delle istituzioni competenti la grave situazione causata dall’insufficiente numero di dirigenti scolastici presenti sul territorio. I sindaci e gli assessori alle politiche educative dei Comuni della Provincia di Ravenna sollecitano le Istituzioni competenti affinché affrontino il problema al più presto bandendo il nuovo e promesso concorso per la nomina dei dirigenti scolastici, «oppure ricorrendo, in via straordinaria, all’istituto dei Presidi incaricati, come già avvenuto in tempi passati, dando così una risposta coerente con le linee improntate alla qualificazione del sistema scolastico impostate dal Governo Italiano».

«Da diversi anni a fronte dei pensionamenti che hanno visto collocati a riposo diversi dirigenti, non si e verificata la doverosa sostituzione con nuove nomine – sostengono gli amministratori locali –; si e quindi provveduto all’assegnazione di reggenze che dovevano essere una risposta emergenziale al problema, ma sono invece diventale la regola. Nell’anno scolastico 2015/16 sono state assegnate 20 reggenze, questo si traduce nel fatto che ogni dirigente deve gestire due istituti, a volte anche distanti fra loro». Sindaci e assessori guardano ai numeri: «Dai dati dell’ufficio scolastico regionale risultano 173 dirigenze assegnate sul territorio regionale, a oggi nessun concorso e stato bandito e sappiamo che a settembre la situazione peggiorerà con i nuovi pensionamenti previsti».

I sindaci vogliono esprimere la loro preoccupazione per le conseguenze che questa scelta comporta: «Il dirigente ha la necessità di mantenere rapporti costanti e quotidiani non solo con il personale scolastico, ma con le famiglie, con gli alunni stessi e con il territorio, sia che si tratti dell’Amministrazione comunale che delle forme associative che sul territorio agiscono e con in scuola collaborano. Il disagio provocato da questa situazione viene avvertito e segnalato dai dirigenti stessi, che avvertono la frustrazione per non poter svolgere al meglio la loro funzione di stimolo all’innovazione didattica ed educativa, dai docenti e da quanti hanno a cuore la scuola».

Nella lettera si ricorda la normativa per cui il dirigente deve «promuovere interventi a garanzia del successo formativo; attivare forme di collaborazione con le realtà culturali, professionali, sociali, economiche del territorio; curare l’attuazione del piano formativo e il perseguimento degli obiettivi didattico formativi dell’istituzione».

Laicità e politica, tra scuole e crocifissi

Le risposte degli aspiranti sindaci a confronto su materne e oneri di urbanizzazione. Chi metterà simboli religiosi in ufficio come Matteucci?

Un’altra puntata della nostra rubrica nata con il primo numero del 2016 del giornale per mettere a confronto i candidati sindaci con una domanda settimanale scelta dalla redazione, o proposta dai nostri lettori, a cui ognuno deve rispondere avendo a disposizione lo stesso spazio prestabilito.

Ci sono due temi, sopra gli altri, che hanno a che fare con i rapporti con la curia e che attengono a precise scelte politiche della maggioranza. Il primo riguarda le scuole dell’infanzia Fism a cui il Comune concede un contributo di 14mila euro l’anno per sezione in convenzione (sezioni che ricevono anche contributi statali, al pari di quelle comunali). Queste scuole fanno parte di quel sistema misto vanto delle ultime amministrazioni in cui convivono comunali, statali e appunto Fism. Con la differenza che le Fism prevedono un pagamento della retta e non prevedono esenzioni Isee per i pasti. Negli ultimi anni, tuttavia, i bambini della fascia di età delle materne hanno subito un calo e in un’ottica di riorganizzazione sono aumentate le sezioni statali e calate quelle comunali in zone, come il borgo San Biagio, dove ci sono sezioni Fism e dove comunque ci sono liste d’attesa per le scuole comunali presenti (mentre altri posti liberi sono rimasti nelle scuole della periferia). Nel 2017 la convenzione Comune e Fism è in scadenza. Cosa accadrà se vincerà le elezioni?

E una seconda domanda che sempre ha a che fare con i rapporti con la chiesa: la Regione Emilia Romagna ha di recente chiarito che ogni Comune è libero di versare o meno gli oneri di urbanizzazione secondaria alla Curia per la realizzazione di lavori nelle parrocchie. Tra il 2000 e il 2013 erano stati poco più di tre milioni. Cosa intende fare in futuro?

Infine, una curiosità più simbolica che di sostanza: il sindaco Matteucci aveva appeso un crocefisso nel suo ufficio regalatogli dal vescovo. Pensate di fare lo stesso?

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord , Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia)
«SENZA LE FISM DIFFICOLTA’ DI BILANCIO PER IL COMUNE»
«Innanzitutto, i rapporti con la Curia qui non c’entrano. Ravenna copre quasi tutte le domande di scuola materna pubblica grazie alle scuole Fism convenzionate col Comune, che ne certifica il servizio pubblico di alta qualità. Un bimbo che frequenta le scuole materne comunali, a parità di servizio costa oltre cinque volte più al Comune stesso rispetto a un bimbo che frequenta le scuole Fism. Pertanto, se il Comune dovesse accogliere centinaia di bambini in più in mancanza di questi istituti paritari, il bilancio ne risentirebbe in termini molto pesanti. La legge consente di utilizzare il 7% degli oneri di urbanizzazione per costruire o ristrutturare edifici di culto delle religioni riconosciute dallo Stato. La Regione ha chiarito pochi mesi fa che è «necessaria la preventiva approvazione e pubblicazione di atti che predeterminino i criteri e le modalità di riparto dei contributi tra i soggetti esponenziali dei diversi orientamenti confessionali o filosofici presenti nell’ambito comunale, tenendo conto dell’effettiva rappresentatività di tali soggetti esponenziali, nell’ambito della popolazione comunale, in coerenza con i principi costituzionali sull’imparzialità dell’azione amministrativa e sulla libertà di religione». Io mi atterrò a queste indicazioni. Per quanto riguarda il crocifisso, resterà al suo posto».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore turistico, consigliere comunale del gruppo misto dopo essere uscito da Forza Italia, è il candidato della lista civica La Pigna)
«INTRODURRE IL CRITERIO ISEE PER LE SCUOLE FISM»
«Le scuole materne della Fism svolgono un ruolo fondamentale nell’offerta didattica in quanto colmano un vuoto dato dall’incapacità, non solo finanziaria ma soprattutto politica, organizzativa e progettuale di queste amministrazioni del Pd ravennati che privilegiando scelte e investimenti su aspetti clientelari (vedasi compagnopoli, poltronificio e altro) si dimenticano di garantire a ogni bambino e quindi ad ogni famiglia il diritto di frequentare la scuola materna. Sono scuole riconosciute e accreditate in regola con i requisiti previsti dalla legge e che a Ravenna accolgono 1.100 bambini, che sarebbero rimasti esclusi dal servizio, e occupano almeno 200 insegnanti. Scuole presenti anche nel forese in certe frazioni che sono escluse da qualsiasi scuola materna pubblica. Il sistema misto, comunale, statale e privato garantisce inoltre la possibilità di una scelta più ampia e libera da parte della famiglia. In caso di vittoria rivedremo la convenzione per prevedere l’esenzione Isee per i pasti e una retta che dovrà essere differenziata in base al reddito, fino all’esenzione. Chiederemo garanzie perché la Curia copra con l’8 per mille la differenza economica. Sugli oneri di urbanizzazione secondaria ci avvarremo del parere regionale: ogni decisione va valutata, pubblicamente, nel merito del progetto presentato e della validità sociale. Il Crocefisso è un simbolo di Fede, si può riconoscere o meno. Non fa di certo male a nessuno».

Michele de Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali, Sinistra per Ravenna con Valentina Morigi e Ravviva Ravenna che ha come capolista Giovanni Crocetti)
«SISTEMA MISTO DA MANTENERE. MAI ESPOSTO SIMBOLI RELIGIOSI»
«Si deve sostenere il sistema integrato che garantisce il 97% della richiesta; il nostro obiettivo sarà liste d’attesa zero, attivando sezioni comunali dove necessario, spronando lo Stato e sostenendo le scuole Fism. Il 25% dell’offerta dipende dalle Fism, più di 900 bambini in 15 scuole di cui 11 nel forese. È bene trattare il tema con concretezza: la convenzione attribuisce 50 euro al mese per iscritto a una scuola Fism, il costo medio di un bimbo nelle comunali è di 550 euro, quindi il Comune finanzia meno del 10% del costo. Nella convenzione andranno concordate modalità di sostegno a chi per mancanza di servizio comunale o statale sul territorio si trova a restare escluso dai meccanismi di tariffazione bastai sul reddito e continueranno le verifiche contabili e qualitative. I Comuni, a tutela della laicità e secondo l’art.19 della Costituzione, devono tenere conto delle esigenze religiose della popolazione per quanto riguarda costruzione e manutenzione di edifici di culto e dei servizi di interesse sociale annessi compatibilmente con le risorse disponibili. Prendersi cura di una comunità significa anche avere attenzione per le diverse fedi e l’esercizio di tutti i culti, come dichiarò Andrea Maestri, per esempio, nel 2010, allora Capogruppo Pd, quando il tema fu discusso in Consiglio Comunale a Ravenna. Il crocefisso che è nell’ufficio del sindaco è un dono che Matteucci porterà con sé. Per quanto mi riguarda, non ho mai esposto simboli religiosi nel mio ufficio».

Michela Guerra (43 anni, avvocato, è il candidato sindaco della lista Movimento Civico CambieRà)
«REFERENDUM COMUNALE SULLE CONVENZIONI FUTURE»
«Referendum comunale sulle convenzioni future» «Il Comune è la casa di tutti e, sebbene io sia cattolica, ritengo che la mia fede in quanto appunto mia, e non della città tutta, debba rimanere cosa privata. Nel mio ufficio ci saranno solo il tricolore e la Costituzione la quale, agli articoli 33 e 34, è il mio punto di partenza. Analizzando la situazione del nostro territorio ravennate si capisce che esistono zone senza strutture scolastiche per l’infanzia pubbliche e che in tali località la presenza delle scuole paritarie rappresenta l’unico servizio disponibile in grado di garantire risposte alle famiglie con bambini/e in età 3/6 anni. Senza queste convenzioni diverse famiglie sarebbero in difficoltà, anche considerando che sono proprio le scuole paritarie a offrire più facilmente orari più flessibili. Bisognerà quindi mettere in atto progetti e investimenti con l’obiettivo di creare alternative alle scuole paritarie nelle zone dove non esistono alternative. Il Comune deve stanziare le risorse, anche diminuendo progressivamente gli oneri di urbanizzazione secondari alle realtà religiose. Parallelamente si devono apportare modifiche alle convenzioni, aggiungendo persempio esenzioni Isee per i pasti. Fatto questo utilizzerei lo strumento del referendum comunale, come hanno fatto a Bologna. La decisione di procedere o meno con le convenzioni mi piacerebbe fosse presa dalla cittadinanza, in linea con i principi della democrazia diretta».

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd)
«BUONI SCUOLA E NIENTE PIù ONERI PER EDIFICI RELIGIOSI»
«Buoni scuola e niente più oneri per edifici religiosi» «Rivedremo l’attuale sistema di convenzione con le scuole dell’infanzia Fism che già usufruiscono, come paritarie, di contributi statali e regionali, con l’obiettivo di reinvestire risorse nel potenziamento delle scuole materne comunali per garantire a tutte le famiglie la possibilità di scegliere una scuola pubblica. Consapevoli che in parte del territorio comunale sono presenti ora solo scuole Fism, modificheremo la convenzione, collaborando per garantire la qualità pedagogica e l’integrazione nel sistema dei servizi, come previsto dalla normativa regionale, non intervenendo invece per quanto riguarda le risorse comunali con finanziamenti a pioggia, ma con buoni scuola per singolo bambino frequentante, da erogarsi in base alla situazione reddituale Isee. La Regione ha ritenuto non più applicabili le disposizioni che prevedono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiosa, quindi non verseremo tali oneri, reinvestendoli sul patrimonio pubblico con priorità per quello scolastico. Inoltre solleciteremo l’Ausl a rivedere i costi dell’assistenza religiosa negli ospedali. Non esporrei un crocifisso come simbolo religioso, ma come opera d’arte sì, così come farei per altri eventuali simboli di identità religiose».

«Dopo due mesi di cantiere il parcheggio ex Aci non è ancora pronto. Quanto ci vuole?»

Spadoni (Udc) critica la tempistica per la riqualificazione dell’area di sosta in via Port’Aurea

«Dopo due mesi il cantiere è ancora aperto come se si trattasse di una complessa opera di recupero urbanistico». Insomma, quanto ci vuole per aggiustare un parcheggio? Questo il senso delle parole di Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale Udc, a proposito dell’area di sosta in via Port’Aurea che il Comune sta riqualificando dopo esserne entrato in possesso dalla Provincia.

«I ritardi sommati alle note vicende riguardanti la chiusura di piazza Kennedy, pur con il nuovo parcheggio sito nell’area ex Robur, stanno rendendo molto difficoltosa la situazione generale del sofferente centro storico. Nell’ex parcheggio Aci si può immaginare non vi siano reperti archeologici né tantomeno si suppone che Azimut abbia un progetto così ambizioso da impedire una rapida apertura al pubblico per la sosta di auto».

Caos rifiuti, il dilemma della Ciclat E la Lega segnala l’appalto a Cantone

Il 16 maggio la decisione sull’eventuale subentro nell’appalto Un centinaio di lavoratori in bilico e il servizio raccolta appeso a un filo

Prendere o lasciare, non c’è margine di trattativa. Lunedì 16 maggio le quattro cooperative romagnole (la capogruppo Ciclat di Ravenna poi Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena) riunite nel raggruppamento temporaneo di imprese arrivato secondo nella gara di Hera per l’appalto dei servizi di raccolta e smistamento rifiuti in provincia di Ravenna (40 milioni in due anni) decideranno se subentrare o meno a Ambiente 2.0, il raggruppamento che ha firmato una risoluzione contrattuale con la multiutility per uscire di scena dopo appena un mese dall’entrata in servizio. Il gruppo Ciclat, come prevede il codice degli appalti, potrà subentrare solo se accetta le stesse condizioni del contratto firmato l’8 aprile da Ambiente 2.0 e cioè con un ribasso del 14 percento e non del 7 come avevano offerto le coop in fase di gara. Insomma ballano 2,75 milioni di euro, parlando in soldoni. Ma va anche detto che l’offerta presentata da Ambiente 2.0, più economica di quella di Ciclat, prevedeva comunque un utile teorico dello 0,78 percento. La decisione per Ciclat si presenta delicata e con importanti conseguenze in entrambi i casi.

Scenario A: Ciclat prende. Nell’arco di una settimana (in cui Ambiente 2.0 dovrà continuare a fornire il servizio con il supporto di mezzi e uomini di Hera) potrebbe essere garantita la piena operatività e quindi la situazione dovrebbe tornare alla piena normalità dal punto di vista dei servizi, come era prima del 16 aprile quando l’appalto era nelle loro mani. Il raggruppamento Ciclat riprenderebbe alle sue dipendenze i suoi ex lavoratori passati al rivale. Ma ci sarebbero le posizioni di un centinaio di posti da chiarire, cioè quelli assunti da Ambiente 2.0 per coprire le posizioni rimaste scoperte in quanto un terzo dei 350 lavoratori impiegati fino a metà aprile ha scelto di non cambiare casacca e quindi è rimasto a disposizione di Ciclat e le altre tre aziende. I sindacati hanno già chiesto il mantenimento dei livelli occupazionali.

Scenario B: Ciclat lascia. Hera dovrà avviare da zero le procedure per un nuovo bando o spacchettare i servizi su più bandi. In ogni caso servirebbero mesi e mesi. Durante i quali chi raccoglierà il rusco? La risoluzione contrattuale con Ambiente 2.0 prevede la permanenza in servizio fino all’arrivo di un nuovo fornitore ma continuare in queste condizioni per Ambiente 2.0, con carenze di mezzi e organici che Hera continua a ribadire, vorrebbe dire il rischio concreto di accumulare nuove penali. Insomma difficile pensare che Ambiente 2.0 possa voler continuare a lungo un appalto che non è più suo.

E non si può dimenticare che tutto ciò sta accadendo quando siamo ormai a venti giorni dalle elezioni amministrative di Ravenna. Non è certo dietrologia dire che la coalizione Pd preferirebbe tutto risolto prima possibile. Non a caso il fuoco dell’opposizione è contro il Pd, da sempre vicino al mondo Hera. E infatti non a caso subito dopo la notizia della risoluzione del contratto si è accesa la polemica politica. Ha cominciato Alberto Ancarani (Forza Italia): «Non cambiano di una virgola le responsabilità politiche del Pd e di Michele De Pascale che è il suo massimo dirigente provinciale. Sa bene, De Pascale, quanto Hera sia intrisa di politica e di politica di un solo colore/partito e come quel colore/partito sia proprio il suo». Il segretario provinciale Pd Michele De Pascale aveva detto che «Quanto accaduto non può passare sotto silenzio. Vanno accertate le responsabilità professionali e vanno corrette radicalmente le modalità di espletamento delle gare. Se sarò eletto lavorerò con tutte le mie energie per aprire, di concerto con gli altri sindaci, una nuova fase dell’azienda che recuperi lo spirito e gli obiettivi per cui è stata costituita: servizi pubblici di qualità a prezzi equi con sviluppo sostenibile del territorio». Il segretario provinciale Pri e futuro vicesindaco in caso di vittoria del Pd, Eugenio Fusignani, chiede che «si accertino le responsabilità di Hera quanto meno per non aver verificato che la società che aveva vinto l’appalto fosse realmente in grado di rispondere al capitolato e di dare i servizi richiesti. Certo rimane il conflitto di interessi già più volte denunciato dei comuni che dovrebbero vigilare e che sono contemporaneamente soci e controllori». Invece Gianluca Pini, deputato della Lega Nord di Fusignano e tra i registi della coalizione alle spalle di Alberghini, prova a puntare più in alto e scrive una lettera all’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) di Raffaele Cantone per segnalare presunte irregolarità nell’appalto: «Il consorzio Ambiente 2.0 è stato costituito a fine 2014 e alla data di emanazione del bando aveva un’anzianità di circa sei mesi, troppo breve per essere a pieno regime con la provata esperienza di almeno tre anni richiesta dal bando».

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