giovedì
07 Maggio 2026

«Perché la Regione non ha avuto ruoli nella decisione di commissariare Ap?»

L’Altra Emilia Romagna chiede spiegazioni al presidente Bonaccini
sulla decisione del ministero alla scadenza del mandato di Di Marco

Perché la Regione Emilia Romagna non ha avuto ruoli ufficiali, come invece previsto dalla legge, nella decisione del ministero di commissariare l’Autorità portuale di Ravenna al termine del primo mandato da presidente per Galliano Di Marco? È la sintesi dell’interrogazione presentata dal capogruppo regionale dell’Altra Emilia Romagna, Piergiovanni Alleva, alla giunta Bonaccini.

Alleva si chiede se sia fondato il dubbio che l’urgenza della nomina di un commissario, nella figura del contrammiraglio Giuseppe Meli, «sia stata determinata dalla volontà di rimuovere il presidente dell’Autorità portuale uscente, a seguito delle denunce di violazioni dallo stesso effettuate nei confronti di Comune e Provincia e dei poteri economici locali».

E visto che il commissariamento sarà limitato nel tempo, «quali azioni intende mettere in atto la giunta nei confronti del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per garantire il rispetto del procedimento di rinnovo del presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, unico porto di carattere internazionale presente nella regione».

Scaricabile dal link in fondo alla pagina il testo integrale dell’interrogazione firmata da Alleva.

In cinque anni sono raddoppiate le imprese che vendono online

Analisi Confcommercio alla vigilia di un incontro dedicato al tema
In provincia 118 aziende che usano principalmente l’e-commerce

In cinque anni è raddoppiato il numero di imprese in provincia di Ravenna che svolgono, come attività principale, commercio online: si è passati dalle 43 del 2010 alle 92 attuali che diventano 118 se si aggiungono le imprese che vendono anche per corrispondenza o per telefono (nel 2010 si arrivava a 71). È il rilevamento di Confcommercio. Che organizza il convegno dal titolo “Il negozio nell’era di internet: Cosa fare sul web e nel negozio quando il tuo concorrente si chiama Amazon”: appuntamento alle 15 di giovedì 24 marzo alla sala Bini di Confcommercio in via Oriani 14 a Ravenna per fare il punto sulla situazione locale.

Tra i Comuni della provincia, Ravenna con 50 imprese e-commerce (su 118) detiene quasi la metà del mercato, seguita da Faenza (18), Cervia (14) e Lugo (8). A parte Bagnacavallo (5 imprese che vendono online), Massa Lombarda, Russi e Alfonsine (con 4 imprese a territorio), in tutti gli altri Comuni sono presenti una o due imprese che vendono esclusivamente tramite internet. A livello territoriale è Cervia il Comune che negli ultimi anni ha registrato il più consistente aumento di aziende e-commerce (da 4 a 14), seguita da Faenza (da 6 a 18). «Allargando ulteriormente l’orizzonte alle imprese che adottano sia la vendita cosiddetta tradizionale che quella e-commerce – scrive Confcommercio –, i dati aumentano sensibilmente, anche se qui non è possibile avere un riscontro statistico in quanto si propongono attraverso portali di vendita online e non sono misurabili».

All’incontro odierno Fabio Fulvio (responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo di Confcommercio Nazionale) illustrerà la guida “Il negozio nell’era di internet” che contiene suggerimenti sulle strategie offline (cosa fare nel negozio) e online (cosa fare sul web) che un negozio dovrebbe mettere in atto per esaltare l’esperienza di acquisto dei propri clienti e sopravvivere con successo nell’era di internet. All’interno della pubblicazione sono illustrati, inoltre, indici per la misurazione della performance di un negozio, e suggerimenti per la selezione, gestione e formazione del personale, l’asset più importante in una attività di servizio come il commercio al dettaglio. Nel corso dell’incontro verrà presentato il nuovo sito di e-commerce www.compracomodo.it da parte di Francesco Carugati (direttore Ascom Confcommercio Faenza). Le conclusioni sono affidate a Paolo Caroli (presidente Confcommercio provincia di Ravenna).

Si presentano i candidati Pd al consiglio comunale E Bonaccini parteciperà alla cena di autofinanziamento

Appuntamento al comitato elettorale alle 20.30. Il 31 marzo alla Campaza tutti a tavola

I candidati per il Pd al consiglio comunale di Ravenna si presentano questa sera, 24 marzo, alle 20.30 al comitato elettorale di Michele De Pascale in via San Mama 73. L’iniziativa è aperta al pubblico per conoscere gli aspiranti consiglieri comunali (alcune info nell’articolo correlato). Sarà presente anche il candidato sindaco.

È invece in programma per il 31 marzo al ristorante la Campaza di Fosso Ghiaia una cena di autofinanziamento a sostegno della campagna elettorale del centrosinistra. A tavola con De Pascale ci sarà anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione.

Ravenna Holding, quale futuro per la cassaforte del Comune?

Gli aspiranti primi cittadini a confronto sul tema
delle partecipate e del patrimonio azionario

In vista delle amministrative di giugno, continuiamo a rivolgere le nostre domande settimanali ai candidati in campo. Per quanto riguarda questa pagina, intanto, sottolineamo che rispetto a quanto avete letto sul settimanale del 10 marzo, non troverete la risposta di Michela Guerra: il meetup ravennate del Movimento 5 Stelle l’aveva indicata come candidata ma in parallelo si era presentata un’altra lista con Francesca Santarella Portavoce. In attesa della certificazione dallo staff centrale avevamo chiesto a entrambe di rispondere alla nostra domanda ma solo Guerra aveva accettato a patto che fosse precisato come non potesse essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna. Nel frattempo è arrivata la scelta dello staff di non presentare nessuna lista. Per suggerire quesiti da sottoporre ai candidati: redazione@ravennaedintorni.it.

Il Comune di Ravenna partecipa per il 77,08% a Ravenna Holding, quella che viene definita in gergo giornalistico, la “cassaforte” del Comune. Nella holding infatti (che è partecipata anche dal Comune di Cervia, dalla Provincia, dal Comune di Faenza e in minima quota anche il Comune di Russi) Palazzo Merlato ha affidato tutti i pacchetti di partecipazioni a società di vario genere, si va dalla Sapir a Ravenna Farmacie, da Start Romagna a Romagna Acque fino ad Azimut e al pacchetto di azioni Hera. Secondo l’ultimo bilancio tutte queste società sono in pareggio e alcune (in particolare Hera, Romagna Acque, Azimut e Sapir) assicurano dividendi che ogni anno effettivamente Ravenna Holding ha restituito agli enti soci. Dalla sua creazione al 2014 ha distribuito 57 milioni di utili. Questo il quadro oggi delle quote di possesso: 100% Aser s.r.l.; 92,4% Ravenna Farmacie; 60% di Ravenna Entrate, 59,8% di Azimut spa, 29,13% di Romagna Acque, 28,9 di Sapir, 24,42% di Start Romagna SpA, 5,55% Hera SpA e 0,04% di Tper per un valore complessivo di 353.867.642 euro. La domanda ai candidati è la seguente: come immaginate l’assetto delle partecipate di Ravenna Holding e quindi del Comune al termine del vostro eventuale mandato da sindaco? Come avrete modo di leggere nelle risposte, l’argomento segna un vero spartiacque tra le forze politiche in campo. Per quanto riguarda le stime che alcuni candidati fanno rispetto ai possibili introiti in caso di vendita delle azioni, vogliamo solo ricordare ai lettori che sono appunto stime fatte dai candidati. Per capire eventualmente su quali basi le abbiano formulate, così come per approfondire questo e altri temi, un’occasione potrebbe essere rappresentata proprio dagli aperitivi con i candidati a cui la redazione di R&D invita i lettori: cominceremo il 24 marzo intervistando Maurizio Bucci. A breve i dettagli per luogo e orario.

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord e Lista per Ravenna): «Holding addio, e vendita di azioni per 40mln»
«Ravenna Holding non gestisce nessun servizio, ma un capitale da Paperopoli prodotto dai cittadini: 432 milioni di euro tra azioni (329 milioni, soprattutto di Hera), partecipazioni (25) e immobili (79). Nel budget 2016 i fantastici utili sono solo l’1,9%, nonostante i cittadini paghino alte tariffe per acqua, rifiuti, gas, servizi cimiteriali, parcheggi, ecc. e il Comune alte quote per la gestione dei bus, verde pubblico, disinfestazioni, toilette, ecc. Di tutto, oggi incontrollabile, si occuperà il servizio finanziario del Comune, con risparmio di costi politici e recupero di trasparenza. Proporrò, con la dovuta tempistica, all’assemblea dei soci l’accantonamento di Ravenna Holding. Il numero delle società partecipate sarà nettamente ridotto. Il Comune rinuncerà ai ruoli di imprenditore, malamente affidati a manager di partito, mantenendo quello proprio di principale proprietario: programmazione, indirizzo, controlli rigorosi, fissazione delle tariffe più eque. Vuol dire vendere le quote di capitale eccedenti a imprenditori capaci, scelti con gare pubbliche vere, senza privilegi alle grosse cooperative speculative. Ne ricaverò almeno 40 milioni, per risanare strade scassate, scuole malandate o a rischio di sicurezza, ponti malmessi, ecc., incrementando anche il budget ordinario per le nuove opere pubbliche da troppi anni promesse invano».

Michele De Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali e una lista di sinistra in via di formazione): «Un’azienda sempre più vasta in scala romagnola»
«L’Amministrazione comunale attraverso Ravenna Holding razionalizzato e ridotto i costi del sistema delle partecipate, che a Ravenna sono ben gestite e godono di ottima salute. Pensiamo sia importante andare sempre più nella direzione di una scala romagnola. È quindi fondamentale il processo di allargamento di Ravenna Holding: da poco sono entrati a farne parte la Provincia e il Comune di Russi, e noi immaginiamo una realtà sempre più attrattiva e più grande, con l’obiettivo di fare squadra anche con altri comuni. Lavoreremo per attribuire un ruolo sempre maggiore a Romagna Acque, pensando di accentrare al suo interno le reti idriche, che al momento sono ancora in capo ai singoli Comuni. Anche per Ravenna Farmacie immaginiamo un’aggregazione più ampia, ragionando su una possibile fusione con S.F.E.R.A Farmacie, per ottimizzare e risparmiare. Confermiamo la volontà di rafforzare il ruolo d’indirizzo pubblico all’interno di Hera e ci impegniamo a destinare i dividendi esclusivamente a progetti sociali e a opere di risanamento ambientale. Inoltre proprio grazie al fatto che il Comune di Ravenna riveste un ruolo tanto importante nella compagine sociale di Hera, garantiremo la chiusura dell’inceneritore nel 2018. Per Sapir scorporeremo e privatizzeremo la parte terminalistica e manterremo la proprietà pubblica delle aree per determinarne le prospettive di sviluppo nell’interesse di tutta la collettività».

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd): «Gestione diretta del Comune e ciclo dell’acqua pubblico»
«Il Comune gestirà le proprie partecipazioni direttamente, senza utilizzare società ad hoc: gestione in comune dei beni comuni, no alla privatizzazione. Nella holding oggi l’assemblea dei soci decide le politiche, i comuni non decidono in base alla percentuale che hanno della stessa Ravenna il 77,08 ma la convenzione tra comuni potrebbe, sulla falsariga di quella attuale, prevedere deliberazioni con il voto favorevole di almeno tre enti su cinque che rappresentino almeno l’81% del capitale sociale. Se vinciamo disponiamo del voto di 2 enti (Comune e Provincia) con 84,09% del capitale non riusciamo comunque a cambiare la politica impostata dagli attuali enti soci, il conferimento delle azioni di Russi (0,66%) blinda il potere del Pd per almeno tre anni. Niente ci assicura che il patrimonio pubblico conferito non sia ulteriormente alienato. Si pensi alla vendita delle azioni Hera già effettuata da Ravenna Holding e alla riduzione del capitale sociale di 20 milioni di euro per consentire investimenti ai comuni allora soci. No alla ulteriore privatizzazione di Hera, attuazione delle volontà emersa dal referendum sull’acqua, gestione del ciclo integrato dell’acqua da parte di un soggetto di diritto pubblico (Romagna acque), missione pubblica delle partecipate a partire da Sapir».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore, consigliere comunale del gruppo misto, dopo essere uscito da Forza Italia, è il candidato della lista civica La Pigna): «La Holding? Un costoso poltronificio per il Pd»
«La Pigna per la Rinascita di Ravenna è per la cessione totale del capitale delle società detenute da Ravenna Holding, a eccezione di Romagna Acque, di Start Romagna e di Ravenna Entrate, e per chiudere Ravenna Holding. Il sistema delle società di proprietà pubblica serve solo per strapagare politici del Pd senza né arte, né parte, e che quindi farebbero fatica a trovarsi un lavoro. Questo “poltronificio”, di cui si contano almeno 200 posizioni, lo paga ogni cittadino: Ravenna Holding costa 1,5 milioni di euro all’anno e in dieci anni è costata quindi almeno 15 milioni di euro. Soldi che potevano essere utilizzati per le strade, per incentivare l’economia o per contrastare la povertà. Noi venderemo le partecipazioni in Sapir, Ravenna Farmacie, Hera, Aser e Azimut Spa al fine di ricavarne almeno 350 milioni di euro che investiremo in infrastrutture, in incentivi all’economia e all’occupazione, per sostenere progetti contro le povertà, a cominciare dagli anziani con redditi minimi e ai disabili, e per la diminuzione del costo dell’acqua e dei servizi comunali, della tassa rifiuti e della tassa sulla casa. Con i soldi della vendita, a cui si sommano 200 milioni del porto, 60 milioni di liquidità e almeno 25 milioni di riduzione di costi, oltre ad altre risorse pubbliche, realizzeremo un grande progetto di rilancio di Ravenna».

Delitto di Passogatto: nuove perizie su capelli in auto, vestiti e telecamere

Quarto processo per Cantini, unico imputato per omicidio della moglie In aula saranno ascoltati di nuovo il medico legale e un investigatore

A distanza di otto anni dalla morte della 23enne Yanexy Gonzales Guevara, trovata cadavere in un pozzo vicino all’abitazione di Passogatto di Lugo nel 2008, in tribunale torneranno ad essere ascoltati il medico legale e uno dei carabinieri che indagarono sul caso e saranno svolte nuove perizie sull’impianto di videosorveglianza, sui vestiti della vittima e su tre capelli trovati nell’auto del marito, l’imprenditore Marco Cantini unico imputato per omicidio: la corte d’assise d’appello di Bologna, a cui la Cassazione aveva disposto il rinvio degli atti dopo l’annullamento della condanna a 23 anni e mezzo, ha disposto la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale. Questo significa che invece di una sentenza potenzialmente in arrivo già domani, si apre un nuovo procedimento che richiederà mesi.

Il prossimo 11 aprile verranno ascoltati la dottoressa Valentina Vasino e il maresciallo Tullio Gianani. In quella stessa giornata verranno nominati i periti della corte per accertare e comparare le caratteristiche chimiche della tintura sui tre capelli rinvenuti nel bagagliaio dell’auto di Cantini (e ricondotti alla vittima) e quelli sulla federa del letto di Yanexy. Sotto esame anche i vestiti indossati dalla donna quando è stato recuperato il cadavere. Un perito dovrà poi passare al setaccio l’hard disk su cui venivano memorizzate le riprese delle telecamere di sorveglianza dell’abitazione per riscontrare interventi manuali ed eventuali sovrascrizioni di file.

Via libera della giunta per una residenza universitaria ai giardini Speyer

Ospiterà 85 posti letto, sale studio, mensa, lavanderia. Ma Comune,
Ravenna Holding e Fondazione Flaminia dovranno trovare le risorse

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato ieri su proposta del vicesindaco Giannantonio Mingozzi l’accordo quadro per la realizzazione di una residenza per studenti universitari nella zona dei giardini Speyer.

La delibera dovrà ora essere approvata dal consiglio comunale e verrà discussa con i consiglieri nel corso di una riunione congiunta delle commissioni 7 e 5 mercoledì 30 marzo.

«Si tratta di un atto molto importante – commenta Mingozzi – che sarà stipulato tra Comune, Fondazione Flaminia e Ravenna Holding e che verterà sulla valorizzazione patrimoniale dell’immobile attualmente sede degli uffici comunali davanti alla stazione, in piazzale Farini, di proprietà della stessa Ravenna Holding. Come noto, tali uffici si trasferiranno nel nuovo polo in costruzione nella zona di viale Berlinguer. L’immobile al centro dell’accordo, con una superficie di circa 3.300 metri quadri, sarà ristrutturato al fine appunto di ospitare circa 85 posti letto per studenti universitari, con stanze da due o tre posti. Comprenderà inoltre sale studio, mensa, lavanderia e altri servizi. Ma soprattutto riqualificherà la zona di viale Farini e dei giardini Speyer, grazie alla presenza dei numerosi studenti che ospiterà».

È previsto che il Comune metta a disposizione le risorse che attualmente impegna per i posti letto destinati agli universitari aventi diritto; Ravenna Holding partecipa mettendo a disposizione l’immobile di viale Farini e Fondazione Flaminia curerà il progetto definitivo dell’intervento, in conformità alle norme di legge in materia di edilizia universitaria. «Tutti i soggetti firmatari – si legge in una nota del Comune – si impegnano ad agevolare la riqualificazione della struttura e a sostenere il piano economico finanziario attraverso la ricerca di fonti di finanziamento pubbliche e private».

«Abbiamo già chiesto il sostegno della Regione e dell’Università, che ci hanno assicurato la loro disponibilità – assicura Mingozzi –. Voglio altresì ricordare che questo intervento viene deliberato in un momento di ulteriore crescita della presenza universitaria a Ravenna. Stiamo per raggiungere la cifra di quattromila studenti tra matricole, iscritti e partecipanti a corsi di laurea, master e scuole di perfezionamento. È imminente l’inaugurazione delle nuove aule di Scienze ambientali, mentre crescono i servizi in via Baccarini, a palazzo Corradini e nelle sedi di Giurisprudenza e Ingegneria».

Via libera della giunta per una residenza universitaria ai giardini Speyer

Ospiterà 85 posti letto, sale studio, mensa, lavanderia. Ma Comune, Ravenna Holding e Fondazione Flaminia dovranno trovare le risorse

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato ieri su proposta del vicesindaco Giannantonio Mingozzi l’accordo quadro per la realizzazione di una residenza per studenti universitari nella zona dei giardini Speyer.

La delibera dovrà ora essere approvata dal consiglio comunale e verrà discussa con i consiglieri nel corso di una riunione congiunta delle commissioni 7 e 5 mercoledì 30 marzo.

«Si tratta di un atto molto importante – commenta Mingozzi – che sarà stipulato tra Comune, Fondazione Flaminia e Ravenna Holding e che verterà sulla valorizzazione patrimoniale dell’immobile attualmente sede degli uffici comunali davanti alla stazione, in piazzale Farini, di proprietà della stessa Ravenna Holding. Come noto, tali uffici si trasferiranno nel nuovo polo in costruzione nella zona di viale Berlinguer. L’immobile al centro dell’accordo, con una superficie di circa 3.300 metri quadri, sarà ristrutturato al fine appunto di ospitare circa 85 posti letto per studenti universitari, con stanze da due o tre posti. Comprenderà inoltre sale studio, mensa, lavanderia e altri servizi. Ma soprattutto riqualificherà la zona di viale Farini e dei giardini Speyer, grazie alla presenza dei numerosi studenti che ospiterà».

È previsto che il Comune metta a disposizione le risorse che attualmente impegna per i posti letto destinati agli universitari aventi diritto; Ravenna Holding partecipa mettendo a disposizione l’immobile di viale Farini e Fondazione Flaminia curerà il progetto definitivo dell’intervento, in conformità alle norme di legge in materia di edilizia universitaria. «Tutti i soggetti firmatari – si legge in una nota del Comune – si impegnano ad agevolare la riqualificazione della struttura e a sostenere il piano economico finanziario attraverso la ricerca di fonti di finanziamento pubbliche e private».

«Abbiamo già chiesto il sostegno della Regione e dell’Università, che ci hanno assicurato la loro disponibilità – assicura Mingozzi –. Voglio altresì ricordare che questo intervento viene deliberato in un momento di ulteriore crescita della presenza universitaria a Ravenna. Stiamo per raggiungere la cifra di quattromila studenti tra matricole, iscritti e partecipanti a corsi di laurea, master e scuole di perfezionamento. È imminente l’inaugurazione delle nuove aule di Scienze ambientali, mentre crescono i servizi in via Baccarini, a palazzo Corradini e nelle sedi di Giurisprudenza e Ingegneria».

«Moschea problema per la sicurezza, pronto a chiuderla se diventerò sindaco»

Il candidato di Lista per Ravenna e Lega Nord Massimiliano Alberghini
interviene in maniera dura il giorno dopo gli attentati di Bruxelles

«La moschea delle Bassette è un problema serio per la sicurezza della città e del territorio romagnolo». Lo dichiara il candidato a sindaco di Lista per Ravenna e Lega Nord, Massimiliano Alberghini, che poi si dice pronto anche a chiudere la moschea, qualora diventasse il sindaco di Ravenna alle prossime amministrative.

«Quella che l’islam integralista ha dichiarato all’occidente – scrive in una nota inviata alla stampa – è a tutti gli effetti una guerra senza esclusione di colpi, con da una parte dei fanatici che uccidono in nome di un dio come nei periodo bui del medioevo e dall’altra un occidente molle e flaccido intontito da una sottocultura buonista alla Saviano (facile per lui che vive scortato fare il paladino del buonismo…) che invoca accoglienza indiscriminata e il dialogo con un Islam moderato mai prevenuto. Ecco, esiste una risposta diversa rispetto alle visioni terzomondiste della sinistra e di certi ambienti interessati al business dell’accoglienza dei clandestini (vedi i casi di Mafia Capitale) ed è una risposta colpo su colpo agli attacchi infami che in nome dell’Islam una massa di fanatici sempre più ampia sta portando all’occidente».

«Non mi sono candidato a fare il Premier – continua Alberghini –, il Ministro dell’Interno o della Difesa, ma molto più orgogliosamente a governare Ravenna, la mia città, come sindaco. Come tale non posso quindi esimermi dal considerare, anche alla luce degli splendidi risultati ottenuti dalla Procura di Ravenna e dalla Digos in termini di contrasto al terrorismo, che la Moschea delle Bassette è un problema serio per la sicurezza della città e del territorio romagnolo in generale. Pertanto deve essere chiaro a tutti fin da ora che, compatibilmente con i poteri affidati ad un sindaco e nel rispetto delle legge vigenti, attiverò ogni iniziativa possibile per monitorare e controllare quella struttura al fine di garantire la sicurezza dei cittadini, fino ad arrivarne a decretare la chiusura se questo dovesse rendersi necessario per allontanare da Ravenna persone potenzialmente pericolose per i mie concittadini. Il tempo del buonismo e del “volemose bene” è finito: o ci rendiamo conto che una cultura a noi estranea – ripeto, non una religione, una cultura, di odio, qual è quella del fanatismo islamico – ci ha dichiarato guerra e ci comportiamo di conseguenza o saremo destinati ad essere spazzati via insieme alla nostra società laica, alle nostre chiese ed alle nostre libertà individuali che faticosamente ci siamo guadagnati passando per quei periodi bui del medioevo, gli stessi nei quali qualcuno vuol farci ripiombare».

I ravennati Doormen in gara per salire sul palco del Primo Maggio

Tra le 100 band selezionate: ora saranno decisivi
anche i “mi piace” on line. Ecco come votarli

I ravennati The Doormen sono tra i cento artisti selezionati tra le centinaia di iscritti provenienti da ogni parte d’Italia che possono così ora partecipare al contest per emergenti che mette in palio tre posti sul palco del concertone del Primo Maggio di piazza San Giovanni, a Roma.

I Doormen – band che si ispira al brit-rock e che ha pubblicato l’anno scorso il terzo album, dal titolo “Abstract [Ra]” – hanno partecipato con il video di “Kill me right now” (vedi articoli correlati), che postiamo anche qui in fondo all’articolo.

Il 22 marzo si sono aperte le votazioni on line del contest (si chiama 1M Next), che termineranno il 4 aprile. Alla scadenza, i più votati (con tanto di coinvolgimento di una giuria di qualità) finiranno nella lista di semifinalisti (almeno ottoi) che poi si sfideranno in performance dal vivo per guadagnare i tre posti che daranno l’accesso al palco del concerto del Primo Maggio.

È possibile votare per i ravennati The Doormen cliccando “Mi piace” con il proprio profilo Facebook a questo link: http://www.1mnext.it/index.php/gli-artisti/the-doormen

L’ex presidente di Ap: «Ravenna non merita l’attuale classe dirigente»

Di Marco firma la petizione online per chiedere a Grillo e Casaleggio
di fare un passo indietro e presentare il simbolo M5s alle Comunali

C’è anche quella di Galliano Di Marco, ex presidente dell’Autorità portuale, tra le quasi cinquecento firme raccolte in una sola notte a sostegno di una petizione lanciata sul sito internet Change per chiedere il dietrofront del duo Grillo-Casaleggio e avere il simbolo del Movimento 5 Stelle in corsa alle elezioni comunali di giugno a Ravenna.

Ieri sera, 22 marzo, un militante ha lanciato la petizione rivolta ai vertici del movimento e in un paio d’ore sono arrivate quasi duecento firme, salite a 500 stamani: «Sottoscrivano la presente per chiedere allo Staff di Milano di ritornare sui suoi passi, e permettere ad almeno una delle due liste presentate di competere per le prossime amministrative. Io credo che il Movimento Cinque Stelle abbia tra i suoi principali pregi quello di essere il più ricettivo alle parole dei suoi elettori».

Al momento della sottoscrizione è possibile lasciare un proprio commento. Ed ecco cosa ha scritto Di Marco: «Firmo perché Ravenna non merita di essere trattata così e perché non merita l’attuale classe dirigente. E anche perché la decisione di Grillo e Casaleggio impedisce a molti ravennati di andare a votare il che rappresenta sempre una ferita per la democrazia. Sulla classe dirigente del M5s di Ravenna mi sono dovuto ricredere profondamente. Sono seri, genuini, e pensano al bene comune molto più di altri che dicono di farlo».

Dopo gli attentati di Bruxelles distrutta la porta del centro islamico

Atto vandalico a Faenza. «Noi non c’entriamo nulla coi terroristi»

Dopo gli attentati di Bruxelles, una persona non ancora identificata ha lanciato una tegola contro la porta del centro islamico di Faenza, frantumando la vetrata. Un atto di vandalismo molto probabilmente realizzato sull’onda emotiva degli attacchi terroristici. Non ne ha dubbi il presidente del centro, che ha denunciato il fatto al Carlino – sul giornale in edicola oggi, mercoledì 23 marzo – ancor prima di formalizzare la querela.

Il custode, presente in quel momento, ha visto solo un’auto dileguarsi, senza riuscire a leggere la targa, ma dal centro confidano di poter sfruttare le immagini delle telecamere. «Qualcuno ha voluto colpire cio che è islamico, ma quello che è successo a Bruxelles non ha niente a che vedere con noi», ha dichiarato ancora il presidente del centro islamico al Carlino.

Ora la comunità musulmana sta valutando l’ipotesi di approntare un servizio di sicurezza interno in occasione della preghiera di venerdì.

Dalla moschea di Ravenna la condanna agli attacchi di Bruxelles: «Sconcertati»

Il centro islamico delle Bassette: «Noi siamo per la pace, basta odio»

Arriva nelle redazioni dei giornali nella tarda serata di martedì 22 marzo, che sarà ricordato come quella degli attentati terroristici a Bruxelles, la nota di solidarietà della moschea di Ravenna. Le notizie giunte dal Belgio lasciano «sbalorditi e sconcertati» i membri del Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, che gestiscono il luogo di culto delle Bassette, ribattezzata moschea “La Pace”.

«Da musulmani, persone contro la violenza e per la pace, contro il terrorismo e per la solidarietà e i diritti umani, contro l’odio e per l’amore, la nostra chiara e ferma condanna contro questa violenza», si legge nella nota in cui moschea e «tutta la la comunità musulmana» di Ravenna esprimono solidarietà ai famigliari delle vittime e alla città di Bruxelles «e a tutta la società civile».

«Con la speranza – termina la nota – che finisca tutto questo odio e termini ogni tipo di violenza, ovunque».

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