mercoledì
22 Aprile 2026

Un libro per raccontare il Niballo Palio di Faenza e le sue figure storiche

L’opera promossa da Aldo Ghetti e Benedetta Diamanti è stata presentata a Palazzo Laderchi davanti a una platea di oltre 120 persone

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Un libro per presentare il Niballo Palio di Faenza e le sue figure tradizionali: l’opera promossa da Aldo Ghetti (esperto di rievocazioni storiche) e Benedetta Diamanti (dirigente dell’area cultura dell’Unione Faentina e Presidente della deputazione per il Niballo) è stata presentata mercoledì 29 dicembre negli spazi del Museo di Palazzo Laderchi.

“Il Niballo Palio di Faenza attraverso le figure del Corteo storico”, edito grazie al contributo della Regione, è articolato in due sezioni principali: la prima è dedicata alla realizzazione dei costumi e degli accessori, frutto di approfondite ricerche iconografiche, mentre la seconda focalizzata sulle figure che compongono il Corteo storico del Niballo Palio di Faenza. Alla stesura del volume (il cui progetto editoriale è stato coordinato dall’Ufficio Palio), hanno contribuito i membri della Deputazione per il Niballo e l’ex Maestro di Campo Antonio Lolli.

All’evento di presentazione hanno partecipato oltre e 120 persone, tra gli ospiti istituzionali presenti, il sindaco di Faenza Massimo Isola (anche in qualità di Magistrato dei Rioni), e una serie di illustri esperti di costumistica, tra cui Paola Fabbri, storica del costume e figura di riferimento nel panorama della rievocazione storica italiana.

Mercato Coperto è il nuovo sponsor del Ravenna: «Partnership di valore per la città»

Oltre a occuparsi dell’hospitality del Benelli, il locale di via Costa organizzerà una serie di eventi a tema come aperitivi per tifosi, visione delle trasferte sul maxischermo e incontri speciali

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In prima fila il presidente del Ravenna Ignazio Cipriani (a destra) e il vice Ariedo Braida con Beatrice Bassi, Ceo di Mercato Coperto. Il direttore generale del Ravenna Paolo Scocco è a sinistra nella seconda fila a partire dall’alto
Il Mercato Coperto è nuovo sponsor del Ravenna Fc: «Una partnership prestigiosa – commentano i giallorossi -. che permette al club di legarsi a una delle realtà più dinamiche e apprezzate della città, in un connubio tra eccellenza gastronomica e passione sportiva»
La realtà gestita da Molino Spadoni, azienda leader nel settore agroalimentare, curerà l’offerta culinaria nell’area hospitality dello Stadio Benelli, dove gli ospiti potranno gustare una selezione di prodotti di qualità in un contesto esclusivo. La struttura del Mercato Coperto sarà poi protagonista di una serie di eventi speciali legati al mondo Ravenna FC.
Il locale di via Costa ha già ospitato in questa stagione un pop up store di merchandising giallorosso e nel prossimo mese verrà organizzata una giornata di incontri tra gli sponsor del Ravenna. «Stiamo programmando numerose iniziative insieme alla squadra – commenta Beatrice Bassi, Ceo di Mercato coperto -. Dall’aperitivo dedicato ai tifosi del Ravenna alle domeniche con lasagna e partita, con la possibilità di seguire le trasferte in diretta al piano superiore del nostro locale. Non mancheranno eventi temporanei e momenti di aggregazione per sostenere il club e rafforzare il legame con la nostra comunità nei prossimi mesi».
«Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione con un partner di così alto livello – dichiara Paolo Scocco, Direttore Generale del Ravenna FC -. Siamo certi che questa partnership porterà valore non solo ai nostri tifosi, ma all’intera comunità ravennate. Il Mercato Coperto è una realtà di riferimento per il nostro territorio, un simbolo che incarna tradizione e innovazione nel cuore della città. Siamo impazienti di dare il via a nuove iniziative che avvicineranno ancora di più i nostri sostenitori e arricchiranno il nostro progetto sportivo».

Maltrattamenti di animali e evasione: chiesti 13 anni per il veterinario Guerra

La requisitoria del pubblico ministero passa in rassegna gli episodi di presunte eutanasie non giustificate. Nel 2020 in un controllo vennero trovati 615mila euro in contanti in una scatola

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Mauro Guerra nel suo studio veterinario a Sant’Antonio

La procura di Ravenna ha chiesto una pena di 13 anni e 4 mesi di reclusione per il 51enne Mauro Guerra, noto veterinario con ambulatorio nella frazione di Sant’Antonio: sette anni per reati fiscali, sei anni e quattro mesi, oltre a 100mila euro di multa, per maltrattamenti e uccisioni di animali. La notizia è riportata dall’edizione odierna, 30 gennaio, dei quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna che ripercorrono la requisitoria del pubblico ministero Marilù Gattelli.

Una trentina i capi d’accusa fra eutanasie ritenute non necessarie e praticate senza sedare gli animali, interventi senza anestesia, evasione fiscale e altri illeciti riguardanti farmaci e gestione dei rifiuti speciali dell’ambulatorio.

Il processo è iniziato a settembre 2023 dopo la richiesta del giudizio immediato presentata dai legali dell’imputato, gli avvocati Antonio Vincenzi e Claudio Maruzzi. Il periodo del dibattimento (120 testimoni in 16 udienze) è stato caratterizzato dalle frequenti manifestazioni di clienti del veterinario a favore dello stesso professionista, a volte in strada di fronte al tribunale.

A far partire l’inchiesta nell’estate 2020 – condotta da polizia locale, carabinieri forestali e guardia di finanza – fu la morte di Balto, cane labrador di 16 anni di proprietà dell’ex direttrice del carcere di Ravenna, Carmela De Lorenzo (assolta dall’accusa di maltrattamenti perché “il fatto non sussiste”). L’animale era rimasto senza acqua né cibo durante un periodo di assenza dei proprietari, che contattati dal veterinario dopo l’intervento della municipale, ne concordarono l’eutanasia.

Secondo la pm i sopralluoghi effettuati dalle autorità a partire dal 2020 nella clinica proverebbero che Guerra non aveva cura degli animali: un metodo di lavoro che si basava sulla mancanza di ricevute, sul mancato utilizzo di anestetici, sull’impiego di farmaci a uso umano consegnati in nero, meno costosi rispetto ai medicinali per animali, sui quali, secondo l’accusa, lucrava.

C’è poi da tenere in considerazione il giro di affari del medico mai dichiarato al Fisco: furono scovati e sequestrati oltre 615mila euro in contanti occultati in casa.

Nella storica ex sede di Ca’ di Claudio a Camerlona inaugurerà “Osteria Reale”

La proposta spazierà tra cucina romagnola e pizza, a cura degli ultimi titolari dell’ex Ca’ Bruna (Ristorante Betta 1975)

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Nuova apertura a Camerlona: in via Lumiera 2, al posto del ristorante Ca’ di Claudio (trasferitosi in via Faentina alla fine del 2023), arriva l’Osteria Reale, con una proposta di cucina tipica romagnola e pizzeria. Le porte dell’osteria si apriranno domani (venerdì 31 gennaio) con una serata karaoke, ma l’inaugurazione ufficiale è in programma per domenica 2 febbraio: si cenerà alla carta accompagnati dall’intrattenimento musicale di Renato Ricci.

La gestione è affidata agli ultimi titolari dell’ex Ca’ Bruna di via San Vitale, nota negli ultimi tempi come ristorante Betta 1975. Il ristorante proponeva una formula simile, con cucina tradizionale e musica dal vivo.

Furto al Pala De André, la società calabrese attacca: «Neanche una pattuglia in A2?»

Da Ravenna è partita una lettera di scuse. «Dalla prossima domenica sarà attivo un servizio di sorveglianza e sicurezza»

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La finestra dello spogliatoio del Pala De André forzata dai ladri

La società OmiFer Palmi, sui social, ha lamentato sui social di aver ricevuto «poco sostegno nelle immediatezze e nei momenti successivi» al furto subìto domenica scorsa negli spogliatoi del Pala De André di Ravenna, durante la partita (valevole per il campionato di A2 di volley) tra gli stessi calabresi e i padroni di casa della Consar.

«Oltre al rammarico per aver subito questo furto – dichiara il presidente Pino Carbone – volevo evidenziare che nel 2025, in una gara di Serie A2, non è possibile che non ci fosse la presenza di almeno una pattuglia delle forze dell’ordine. C’è stato detto che, in concomitanza, erano organizzati altri due grossi eventi in città che riguardavano anche le locali squadre di basket e calcio e la decisione sarebbe stata quella di spostare più forze negli altri due eventi. Questo conferma che oggi c’è poca attenzione nei confronti del nostro sport e quindi l’appello principale che faccio al nostro presidente della Federazione italiana pallavolo, è quello di farsi sentire. Non è concepibile, ripeto, che non ci fosse nessuno, nemmeno la vigilanza privata. In una partita tiratissima davanti ad oltre due mila persone durata 2 ore, i ladri hanno avuto la strada facile per fare quello che hanno fatto. Sarebbe bastato un minimo di controllo».

Il presidente di Palmi ringrazia comunque la pattuglia intervenuta dopo la denuncia «e che c’è stata accanto anche quando un nostro giocatore era riuscito a far geolocalizzare il suo telefonino, andando a recuperarlo fino al luogo indicato (zona via Gulli, ndr). Senza nulla togliere alla bravura e alla disponibilità dei due carabinieri, non penso però sia normale che debbano essere i giocatori a trovare chi li ha derubati, con tutto il rischio che ciò comporta. Per questo sono stati poi richiamati da me per andare via da quella zona poco raccomandabile di Ravenna…».

Carbone conclude poi con una polemica nei confronti della società ravennate. «Nessuno si è premurato di chiedere “avete bisogno di qualcosa” o “cosa possiamo fare per voi”. No, hanno soltanto detto che era la prima volta in 35 anni che succedeva una cosa del genere. Questa freddezza verso una squadra che arriva da 1.300 chilometri di distanza mi è sembrata poca cosa».

La reazione da Ravenna, arriva il giorno dopo, oggi (30 gennaio): in una nota inviata alla stampa, infatti, il Porto Robur Costa 2030 informa di aver inviato una lettera alla società di Palmi, in cui il presidente Matteo Rossi «dopo averlo fatto domenica sera nell’immediatezza dell’episodio», ha voluto ribadire «il proprio dispiacere e disorientamento per il furto messo a segno nello spogliatoio del Pala De Andrè occupato dalla squadra calabrese». Sentimenti che si accompagnano «alla piena vicinanza e solidarietà espresse alla società calabrese da tutto lo staff ravennate, che continua a restare a disposizione per ogni esigenza o necessità che l’OmiFer Palmi dovesse manifestare», si legge nella nota.

E mentre proseguono le indagini delle autorità competenti per cercare di dare un volto agli ignoti che hanno commesso il furto domenica, durante la partita del campionato di A2, il Porto Robur Costa 2030, per evitare il ripetersi di episodi di questo tipo, peraltro mai verificatisi al Pala De Andrè, comunica di essersi dotato di «un servizio di sorveglianza e sicurezza, che sarà già attivo dalla partita di domenica 2 febbraio contro l’Evolution Green Aversa, il cui orario di inizio è fissato alle 18».

Un documentario sull’alluvione in Romagna tra consumo di suolo e crisi climatica

Appuntamento alla Sala Ragazzini con la prima tappa di un ciclo di iniziative dell’associazione culturale Pondus Libra

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“Romagna Tropicale”, il documentario che testimonia l’alluvione da un punto di vista esterno e con uno sguardo critico sui legami fra alluvioni e consumo di suolo in un territorio sempre più fragile per le conseguenze del cambiamento climatico, sarà proiettato giovedì 6 febbraio alla Sala Ragazzini di Largo Firenze, a Ravenna, in un incontro curato dall’associazione Pondus Libra Aps.

L’appuntamento è alle 20.30 e la proiezione (gratuita con offerta volontaria) sarà preceduta da un breve momento di presentazione a cui parteciperà da remoto il regista Pascal Bernhardt, l’architetta paesaggista Adele Fiorani e la referente del comitato Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna Francesca Santarella.

La proiezione di “Romagna Tropicale” è la prima tappa di ciclo di iniziative e azioni civiche dell’associazione nata dai soci della cooperativa Stadera di Ravenna, con l’obiettivo di approfondire, sensibilizzare ed agire sulla sostenibilità ambientale, il consumo consapevole e la cittadinanza attiva. All’interno di Pondus Libra Aps è incardinata infatti anche la Brigata Stadera, che durante le alluvioni del 2023 e 2024 ha organizzato squadre di volontarie e volontari per il supporto alla popolazione colpita, e che a breve ha in programma la partecipazione al corso base di Protezione Civile insieme alla VAB (Vigilanza Antincendi Boschivi).

Il Comune stanzia 60mila euro per sostenere gli eventi pubblici proposti da privati

Fino al 28 febbraio si può fare domanda solo online per i contributi della pubblica amministrazione per iniziative da inserire nel calendario tra marzo e novembre 2025

Lugo progetta il calendario di eventi pubblici di intrattenimento e tempo libero tra marzo e novembre 2025. Si apre un avviso pubblico rivolto ad associazioni, enti del terzo settore e consorzi attraverso il quale il Comune intende costruire un calendario di appuntamenti condiviso con le realtà cittadine, tra il centro e le frazioni, che si affianchi a quello degli eventi organizzati dal Comune.

Il bando sostiene iniziative di intrattenimento, animazione, aggregative e culturali: l’Amministrazione comunale ha stanziato 60mila euro complessivi; ogni proposta accolta potrà contare sull’esenzione del pagamento del canone per l’occupazione temporanea di spazi e aree pubbliche per l’intera durata delle iniziative e su un contributo, che può arrivare a un massimo del 50 perncento delle spese sostenute e documentate, da un minimo di 500 euro a un massimo di 7mila euro. I progetti dovranno essere opportunamente rendicontati e il contributo sarà erogato a iniziativa conclusa. Ogni soggetto proponente potrà presentare un solo progetto. L’avviso pubblico, pubblicato sul sito del Comune, resterà aperto fino a venerdì 28 febbraio 2025. Le domande devono essere presentate esclusivamente online, tramite la piattaforma ElixForms, utilizzando le credenziali Spid.

«Questo avviso pubblico conferma l’impegno dell’amministrazione nei confronti delle associazioni e degli enti del terzo settore – commenta l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato -. Sostenere le iniziative culturali e di promozione urbana è il modo concreto attraverso il quale si può realizzare un fitto calendario di iniziative che abbracciano tutto l’anno, stimolando così la progettualità delle associazioni. Mi piace sottolineare anche il fatto che tra i criteri di valutazione del bando venga data particolare importanza alla capillarità delle iniziative su tutto il territorio comunale: il coinvolgimento delle realtà cittadine è tanto più prezioso quanto più è diffuso».

Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Eventi del Comune di Lugo (0545 299378 – 299466, mail lugocittamercato@comune.lugo.ra.it).

Fondazione Cassa: Alfieri conclude il secondo mandato, Falconi è la nuova presidente

La prima donna dopo tre uomini in oltre trent’anni. La professoressa originaria di Bagnacavallo è coordinatrice del corso di laurea in Medicina a Ravenna e anche alla guida della Fondazione Flaminia

29—01 2025 Ravenna Fondazione Cassa Di Risparmio Di Ravenna Nuova Presidente Mirella Falconi E Nuovi Consiglieri , Insieme Al Presidente Uscente Alfieri E Al Vice Presidente Uscente DomenicaliLa professoressa Mirella Falconi Mazzotti è la nuova presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Si tratta della prima donna alla guida della Fondazione dopo la prima presidenza di Sergio Bandini, la lunga guida di Lanfranco Gualtieri (1993-2017) e la recente presidenza Enesto Giuseppe Alfieri.

Vicepresidente è stato eletto Franco Gabici, ravennate, scrittore e giornalista, laureato in Fisica, già direttore del Planetario, presidente del comitato ravennate della Società Dante Alighieri, vincitore nel 2007 del Premio Guidarello per il giornalismo d’autore, collaboratore di quotidiani e cultore della storia nazionale e locale.

Presidente del collegio sindacale è stato eletto Roberto Fabbri, ex presidente dell’ordine degli Avvocati di Ravenna. Segretario Generale è stato confermato Giancarlo Bagnariol.

Nata a Bagnacavallo, Falconi Mazzotti è laureata in Medicina all’Università di Bologna: professoressa ordinaria di Anatomia all’Università di Bologna, per l’Ateneo bolognese ha anche ricoperto i ruoli di presidente del corso di laurea in Controllo di Qualità dei Prodotti per la Salute, presidente del corso di laurea in Farmacia, vice presidente vicaria della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie dell’Alma Mater, e coordinatrice dei corsi di laurea in Logopedia ed in Medicina del Campus di Ravenna. Socia della Fondazione, fino al 2020 è stata componente dell’Organo di Indirizzo. È anche presidente della Fondazione Flaminia che promuove l’insediamento universitario in Romagna.

Si è quindi concluso il secondo quadriennio del presidente Alfieri, del vice Alberto Domenicali e del presidente del collegio sindacale Ermanno Cicognani, incarichi non rinnovabili per legge. «Sotto la presidenza Alfieri – si legge in una nota divulgata dalla Fondazione – è arrivata l’apertura dei Musei Byron e del Risorgimento a Palazzo Guiccioli, l’apertura e il consolidamento del corso di laurea in Medicina, la crescita del Festival Dantesco e dell’attività culturale ai Chiostri Danteschi, oggi anche giacimento librario di grandissimo valore, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna».

Il sindaco facente funzioni, Fabio Sbaraglia, si congratula con la nuova presidente: «Un riconoscimento che premia la professionalità, la serietà e la passione con cui la professoressa Falconi ha sempre operato in questi anni nella nostra città, a cominciare dal suo straordinario impegno nel mondo universitario. Un sentito e doveroso ringraziamento va al presidente uscente Ernesto Giuseppe Alfieri, per la sensibilità e la grande attenzione dedicate ai bisogni della nostra comunità, e per il grande impulso che negli anni della sua presidenza la Fondazione Cassa ha saputo imprimere alla città in un dinamico rapporto di confronto e condivisione con le sue istituzioni».

Un 48enne arrestato per tentato omicidio aggravato: «Ha speronato la moglie in auto»

La donna lo ha denunciato alcuni giorni dopo quello che sembrava essere un normale incidente

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Foto di repertorio

Un 48enne del Faentino, tecnico specializzato in impianti, è stato arrestato con l’accusa di avere speronato la moglie in auto nel tentativo di farla finire fuori strada per ucciderla. L’uomo – come riferito dai quotidiani locali – martedì sera è stato raggiunto a Brescia, dove si trovava per lavoro, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Janos Barlotti del Tribunale di Ravenna su richiesta del Pm Angela Scorza per tentato omicidio aggravato.

La coppia, dopo un periodo di crisi e tensioni, a dicembre era tornata assieme. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Faenza, i fatti risalgono al pomeriggio del 19 gennaio quando l’auto della donna era finita fuori strada sulla Provinciale tra Sarna e Brisighella. Era stato l’uomo a chiamare il carroattrezzi e ad accompagnare la consorte in ospedale (per lei prognosi di cinque giorni). La donna in quel momento non si era confidata con nessuno dei sanitari su quanto presumibilmente accadutole: lo aveva fatto qualche giorno dopo davanti ai carabinieri trasformando così un urto accidentale tra coniugi in uno speronamento volontario compiuto forse per motivi di gelosia.

Domani mattina (31 gennaio) per l’indagato, difeso dall’avvocato Lorenzo Valgimigli, sarà la volta dell’interrogatorio di garanzia. (fonte Ansa.it)

È morto Giampaolo Grisandi, campione mondiale di ciclismo su pista negli anni ’80

Ravennate, aveva 60 anni ed era appena andato in pensione

Giampaolo Grisandi

Il mondo del ciclismo piange la scomparsa del ravennate Giampaolo Grisandi, conosciuto affettuosamente come il “Griso” o “Grisù”. È morto il 29 gennaio, a soli 60 anni, dopo una lunga malattia.

Come ricorda in un articolo InBiciNews24, la sua carriera sportiva è stata segnata da numerosi successi, tra cui la vittoria del campionato del mondo 1985, quando a soli 19 anni riuscì a vincere l’inseguimento a squadre (disciplina in cui si era già laureato campione italiano “individuale” due anni prima) al velodromo di Bassano del Grappa. L’anno precedente aveva rappresentato l’Italia alle Olimpiadi di Los Angeles.

Dopo aver chiuso la carriera agonistica nel 1994, Grisandi ha continuato nel mondo del ciclismo come tecnico fino al 2008. Il 12 ottobre 2021, è stato insignito del Collare d’Oro al merito Sportivo, un riconoscimento prestigioso consegnatogli dal presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Al di fuori del mondo sportivo, Grisandi è entrato nel Corpo Forestale dello Stato alla fine degli anni Ottanta; dal 2010 ha lavorato nella Sezione di Polizia Giudiziaria, passando nel 2017 all’aliquota dei Carabinieri. Proprio il 5 dicembre scorso – ricorda “InBiciNews24” – dopo aver festeggiato il suo sessantesimo compleanno, aveva raggiunto il traguardo della pensione.

Sui social in tanti lo ricordano per le sue qualità umane, oltre che per le imprese sportive.

La cooperativa replica alle accuse dei migranti: «I nostri centri sono in regola»

Il presidente di Aurora: «Non c’è cura da parte loro in casa, stiamo cercando di rieducarli»

Protesta migranti piazza Ravenna

«Abitazioni fatiscenti, infestazioni di insetti, mancanza di medicinali e assistenza medica»: i richiedenti asilo domiciliati nei centri di accoglienza straordinaria della provincia sono scesi in piazza lunedì 27 gennaio per denunciare la presunta malagestione della cooperativa sociale Aurora di Bologna, ente gestore di 33 Cas in provincia e realtà attiva sul territorio dal 2015, con 213 dipendenti a livello regionale.

A rispondere alle accuse mosse al megafono è Maurizio Spinelli, presidente di Aurora, con una versione dei fatti che contrasta con quanto riportato dai manifestanti. Spinelli rigetta fermamente le accuse sottolineando la responsabilità di Prefettura e Ausl come enti di supervisione: «Le strutture sono sottoposte a controlli periodici da parte di Ausl e Prefettura, l’ultima visita risale a non più tardi di un paio di mesi fa. Se durante i controlli si evidenziassero queste gravi negligenze i nostri centri sarebbero già stati chiusi». Secondo il presidente poi, lo scontento sarebbe solo di pochi: «Su oltre 300 ospiti dei Cas, sono scesi in piazza in una decina: l’astensionismo non può derivare dalla paura di eventuali ripercussioni perché non siamo noi a stabilire i percorsi interni, ma la Prefettura. Questi gesti plateali sono inutili perché non si rivolgono a nessuno. Se c’è qualcosa da cambiare bisogna rivolgersi agli enti competenti».

Se durante il presidio i migranti lamentavano la mancanza o il malfunzionamento di alcuni elettrodomestici di base, come lavatrici e piastre per cucinare, per Spinelli la causa non è da ricercarsi nel disinteresse dei gestori ma nell’incuria degli inquilini: «Sono stati sostituiti 30 fornelli in sei mesi, danneggiati a causa degli usi impropri. Ci sono tempi tecnici da rispettare per la sostituzione o la riparazione degli elettrodomestici e una ditta specializzata è incaricata delle manutenzioni periodiche. È anche in atto un processo di rieducazione che aiuti i migranti nella gestione delle case: nel corso del 2024 abbiamo pagato come cooperativa oltre 74mila euro di gas perché anche nei mesi più freddi c’è chi lasciava le finestre aperte facendo lavorare le caldaie al massimo, giorno e notte. Non c’è cura».

Per quanto riguarda l’erogazione di medicinali, servizi sanitari e kit di vestiario Spinelli rimarca «una totale adesione a quanto stabilito dal capitolato d’appalto. Tutti gli ospiti delle case hanno un medico di famiglia assegnato, o un pediatra se si tratta di bambini. Se i farmaci da banco sono troppo costosi, è compito del medico di base assegnare l’alternativa. Il capitolato chiede di assicurare il servizio sanitario, ed è quello che facciamo tramite il servizio pubblico nazionale. In Romagna, fortunatamente, funziona ancora molto bene, quindi perché caricare di costi aggiuntivi la Prefettura?». Il presidente sottolinea più volte infatti il ruolo centrale del Ministero degli Interni, anche e soprattutto nell’erogazione di buoni pasto (20 euro settimanali a persona) e pocket money (75 euro mensili con cui coprire spese accessorie, mediche e personali), due delle criticità sollevate nel corso della manifestazione: «L’importo non è stabilito da noi, ma dalla Prefettura, a cui andrebbero indirizzate eventuali lamentele. Se 20 euro di buoni pasto sono pochi, possono essere integrati con i pocket money. Quante persone al di fuori dei Cas ricevono 75 euro mensili per sé e per i propri figli da spendere come si vuole, con vitto, alloggio e beni di prima necessità già pagati? Se comunque non bastano si può sempre andare lavorare (per un richiedente asilo, però, non sempre fattibile, ndr)».

Quattro incontri sulla letteratura per presentare la scuola di scrittura Invèl

Il progetto, realizzato in collaborazione con il ministero della Cultura e curato da Matteo Cavezzali, coinvolgerà anche Lugo e Faenza. A settembre partirà il corso annuale di narrativa

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Invèl, un termine romagnolo di origine latina (da In ubi velle, in nessun luogo) evocativo e difficilmente traducibile in italiano: prende spunto da qui la nuova scuola di narrazioni diffusa tra Ravenna, Lugo e Faenza, realizzata dalla Biblioteca Classense, in collaborazione con Il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura e diretta da Matteo Cavezzali.

Il progetto, che alternerà corsi di scrittura, cultura letteraria, traduzione, sceneggiatura e drammaturgia, prenderà il via l’8 febbraio con la prima delle quattro lectio magistralis a partecipazione gratuita che apriranno il corso.

Gli incontri si terranno nella Sala Muratori della Biblioteca Classense. Sabato 8 si inizierà alle 11 con un approfondimento su William Shakespeare a cura di Andrea Pennacchi. L’ultimo libro dell’autore si intitola  “Se la rosa non avesse il suo nome” (Marsilio), e ha per  protagonista un inedito Shakespeare.

Si prosegue il 26 febbraio con un racconto psicologico del corpo umano curato da Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista, e professore ordinario di Psicologia dinamica dell’Università La Sapienza di Roma, oltre che Senior Research Fellow della Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza (Ssas). Il 7 marzo sarà la volta di Silvia Pareschi, con un incontro sulla traduzione, da Hemingway a Franzen. Pareschi è una delle più note e apprezzate traduttrici dall’inglese, fra i tanti autori da lei tradotti ci sono Jonathan Franzen, Don DeLillo, Cormac McCarthy, Zadie Smith, Jamaica Kincaid e Junot Díaz.

Gli incontri introduttivi si chiuderanno il 10 aprile con l’intervento di Riccardo Falcinelli sulla storia del volto, dall’antichità al selfie. Falcinelli (1973) è uno dei piú apprezzati graphic designer italiani, autore di  diversi titoli per Einaudi (Critica portatile al visual design (2014), Cromorama (2017), Figure (2020), Visus. Storie del volto dall’antichità al selfie (2024) e ha curato Filosofia del graphic design). I suoi libri sono tradotti in inglese, spagnolo, russo, cinese, coreano e giapponese.

A maggio Invèl presenterà due lezioni tra Lugo e Faenza, il corso annuale di scrittura narrativa alla Biblioteca Classense di Ravenna inizierà invece a settembre.

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