giovedì
21 Maggio 2026

Una bolgia a Salerno: attese 20mila persone contro il “nemico” Andrea Mandorlini

Domenica sera l’Arechi si annuncia una bolgia. Per l’andata del secondo turno della fase nazionale playoff tra Salernitana e Ravenna, la prevendita (bloccata nella mattinata di oggi per un problema tecnico) sta viaggiando a ritmi altissimi: sono già stati staccati circa 12mila biglietti (oltre 100 quelli già acquistati dai ravennati) e a Salerno l’obiettivo dichiarato è superare quota 20mila spettatori sugli spalti dell’Arechi (contro la Casertana, mercoledì scorso, si è tocato il record stagionale di 19mila).

L’ambiente granata, già caldissimo per il ritorno nei playoff, ha individuato in Andrea Mandorlini uno dei grandi “nemici sportivi” della piazza. L’attuale allenatore del Ravenna torna infatti a Salerno a quasi quindici anni dall’episodio che incrinò definitivamente il rapporto con la tifoseria campana. Nel luglio 2011, pochi giorni dopo la finale playoff di C1 vinta dal suo Hellas Verona contro la Salernitana, Mandorlini durante la presentazione della squadra gialloblù prese il microfono e intonò il coro “Ti amo terrone”, rivolto ai salernitani. L’episodio scatenò enormi polemiche e portò anche al deferimento da parte della Procura Federale.

Negli anni successivi Mandorlini provò a ridimensionare l’accaduto, definendolo una “goliardata” e parlando di “ironia fuori luogo”, ma a Salerno quella ferita non si è mai rimarginata. Per questo il tecnico giallorosso domenica troverà un clima incandescentе: l’Arechi si prepara a una notte da playoff con una cornice da categoria superiore e con un’accoglienza tutta rivolta all’ex allenatore del Verona.

Il sindaco Barattoni e il bilancio del suo primo anno di mandato

A un anno dall’elezione a sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni sarà protagonista di un incontro pubblico promosso dal circolo Pd D’Attorre, in programma lunedì 18 maggio alle ore 20.30, alla sala Strocchi, in via Maggiore 71 a Ravenna. L’iniziativa, dal titolo “Un anno da sindaco. Le sfide per la città”, sarà l’occasione per ripercorrere il primo anno di mandato dell’amministrazione comunale e approfondire i principali temi che riguardano il presente e il futuro di Ravenna.

Nel corso della serata, Alessandro Barattoni dialogherà con la giornalista Federica Angelini di R&D – Ravenna&Dintorni. L’incontro è aperto alla cittadinanza.

Alla parrocchia di San Paolo nasce il “Muro della Gentilezza”: abiti appesi al cancello per i bisognosi

Un luogo dove lasciare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno e, allo stesso tempo, promuovere una cultura della condivisione e della solidarietà. È il nuovo “Muro della Gentilezza” inaugurato alla parrocchia San Paolo Apostolo di Ravenna, in piazzale Sighinolfi.

L’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, prevede la possibilità di appendere sulla cancellata del mercatino parrocchiale abiti e accessori in buono stato, che potranno essere liberamente presi da chi si trova in difficoltà. “Condividere è prendersi cura” è il messaggio che accompagna il progetto, nato con l’obiettivo di offrire un sostegno materiale ma anche un segno di vicinanza verso le persone più fragili.

«Sulla cancellata del mercatino saranno appesi abiti in buono stato, giacche, maglie e altri indumenti che chiunque potrà liberamente prendere in base alle proprie necessità», spiega Teresa Morello, referente della Caritas della Parrocchia San Paolo Apostolo. «Allo stesso tempo, cittadini e famiglie potranno contribuire lasciando, nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 14 alle 18, capi puliti e decorosi, trasformando un piccolo gesto in un grande aiuto per la comunità».

La scuola materna “Felici Insieme” piange la maestra Rita

Cordoglio al “Felici Insieme”, scuola dell’infanzia comunale di Ravenna, per la morte nei giorni scorsi di una delle sue maestre, Anna Rita Maioli. Aveva 58 anni. I funerali – come scrive il Corriere Romagna – sono in programma martedì 19 maggio con partenza dalle 14.30 alla camera mortuaria e messa alla chiesa di San Vittore.

Cordoglio sui social anche nel mondo sportivo. A ricordarla sono i tifosi “Leoni bizantini” del basket Ravenna e la stessa società, di cui era grande tifosa. Mentre in un post sui social anche la squadra di basket femminile della città, Capra Team, ricorda Rita, che era la sorella del presidente Alberto Maioli.

Sconvolti i genitori dei bambini della scuola e le colleghe, che la ricordano come una persona di grande sensibilità e dolcezza.

Cordoglio nel mondo della scuola e dell’associazionismo per la morte di Daniele Morelli

Il mondo della scuola, dell’associazionismo e della cultura ravennate piange Daniele Morelli, docente di diritto e presidente del Cammino di San Romualdo, scomparso nei giorni scorsi all’età di 67 anni. Figura molto conosciuta in città e nel territorio romagnolo, Morelli lascia la moglie Elena, due figlie e quattro nipoti.

Per molti anni insegnante al liceo classico “Dante Alighieri” e negli indirizzi economico-sociali, Morelli è ricordato da colleghi, studenti e amici come una persona mite, appassionata e profondamente impegnata nel sociale. Accanto all’attività scolastica aveva sviluppato un intenso impegno culturale e associativo, legato in particolare al monastero di Camaldoli e alla valorizzazione del territorio appenninico.

È stato tra gli ispiratori del Cammino di San Romualdo, percorso spirituale e naturalistico che collega Ravenna a Fabriano attraversando le Foreste Casentinesi e i luoghi camaldolesi. Un progetto al quale aveva lavorato per anni e che, grazie anche alla collaborazione con Trail Romagna e altre realtà associative, è diventato un punto di riferimento per il turismo lento e per la promozione culturale del territorio.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore. Le associazioni legate al Cammino hanno ricordato “l’impegno, la passione e la dedizione autentica” con cui Morelli aveva guidato il progetto, sottolineando come fosse riuscito a trasformare il cammino “in una comunità viva, capace di accogliere persone diverse unite nel riscoprire valori profondi come la natura, la fraternità e il desiderio di conoscenza”.

Anche il vicepresidente del Cammino di San Romualdo, Ciro Costa, ne ha tracciato un ricordo commosso in dichiarazioni raccolte dal settimanale diocesano Risveglio Duemila. «Daniele era una persona piena di entusiasmo, di passione e di impegno anche nel sociale – ha raccontato Costa –. Si era speso tanto per questo progetto, nel quale credeva profondamente». Costa ha ricordato inoltre il lungo lavoro necessario per portare il Cammino alla sua fase conclusiva e di promozione pubblica, fino alla costituzione dell’associazione dedicata.

Dal mondo della scuola è arrivato il ricordo dell’ex dirigente scolastica Patrizia Ravagli, che ha sottolineato il suo impegno civile e umano: «Perdiamo una persona speciale e impegnata». Ravagli – sulle pagine del Carlino Ravenna – ha ricordato anche un episodio simbolico della sua sensibilità: la piantumazione nel giardino della scuola della rosa “Bella Ciao”, donata dal partigiano Giulio Pantoli.

Guide turistiche: 138 disponibili a Ravenna. Il nuovo esame di abilitazione fa flop

Il sito web Ravenna Tourism, gestito dal Comune, censisce 138 guide turistiche in città. Sono elencate in ordine alfabetico per cognome e si tratta dei professionisti che hanno superato l’esame di Stato per essere abilitati ad accompagnare i visitatori in centro storico e illustrare la storia e le caratteristiche dei monumenti.

Ma presto il numero delle guide potrebbe aumentare in modo significativo. Il settore è infatti stato incluso nella direttiva europea Bolkestein del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi, che ha imposto una maggiore quantità ed estensione territoriale delle licenze. Il governo si è adeguato nel 2023 con la legge 190, che dallo scorso anno ha introdotto una radicale riforma del settore. In precedenza gli esami di abilitazione erano rari e gestiti a livello provinciale o regionale. Questo implicava un’approfondita conoscenza del territorio da parte delle guide, poiché l’esame riguardava soprattutto la regione in cui si intendeva operare. Dall’altra parte, la scarsità di esami non garantiva un numero sufficiente di professionisti rispetto alla domanda.

In Italia ci sono circa 14mila guide ufficiali, a fronte di oltre 140 milioni di turisti che visitano la nostra penisola ogni anno. Si tratta in media di una guida ogni 10mila turisti. Tuttavia ogni professionista è specializzato solo per un’area geograca limitata, perciò il rapporto può variare molto a seconda del territorio. Di conseguenza c’è un alto numero di persone che esercitano il mestiere in modo illecito, senza avere l’abilitazione, soprattutto nelle grandi città d’arte. Per esempio a Roma, a fronte di 2.617 guide turistiche abilitate, ce ne sarebbero circa 3.500 abusive secondo Federagit, la federazione delle guide turistiche in seno a Confesercenti. Non esistono analoghe stime sull’Emilia-Romagna, ma la presidente regionale di Federagit Elena Scheda afferma che «il fenomeno è molto diffuso».

Scheda opera principalmente a Bologna e dice di essere «circondata da guide abusive che approfittano dell’assenza di controlli regolari». Una guida che opera senza patentino rischia una sanzione da 3mila a 12mila euro; mentre le agenzie di viaggi e i tour operator che se ne avvalgono sono passibili di multe da 5mila a 15mila euro. In seguito alla riforma, dallo scorso anno per diventare una guida turistica è necessario essere maggiorenni, possedere un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, avere un certificato B2 su almeno una lingua straniera, e infine sostenere un esame di abilitazione che viene bandito ogni anno dal ministero del Turismo. Le domande d’esame riguardano tutto il Paese. Una volta superato lo scritto e l’orale, le nuove guide abilitate si iscrivono nell’apposito elenco nazionale tenuto dal ministero e possono operare su tutta la penisola. Dunque non esistono più gli elenchi locali.
Questo aspetto viene criticato da Federagit: «La professione di guida turistica è stata erroneamente inserita nella Bolkestein, che di fatto ha creato la figura della guida nazionale, ma non ha molto senso in un Paese come l’Italia che possiede un patrimonio artistico enorme e variegato», afferma Scheda. «Una guida non può essere preparata indistintamente su tutta l’Italia. La maggior parte delle guide che conosco operano al massimo su quattro o cinque città della stessa regione. Questo ampliamento è stato un errore».

La prova scritta del primo concorso di abilitazione nazionale si è tenuta lo scorso 18 novembre. Si erano iscritti in 30mila, ma dopo la pubblicazione del programma di studio – che prevedeva una lista di oltre 500 siti archeologici e musei da conoscere a fondo – hanno deciso di affrontare la prova solo 12mila persone. Di queste, sono stati ammessi agli orali appena 230 candidati. Per loro i colloqui sono terminati lo scorso venerdì 8 maggio: 222 promossi che ora affronteranno una prova pratica, una sorta di simulazione in cui dovranno fare da guida alla commissione. L’Associazione nazionale guide turistiche (Angt) ha riferito che in seguito alla disfatta della prova scritta, giudicata molto nozionistica e difcile da superare, i commissari d’esame sono stati clementi con i pochi superstiti agli orali. Tuttavia il piccolo numero di nuove guide abilitate non basterà a soddisfare la domanda e ad attenuare il fenomeno dell’abusivismo.

Il ministero del Turismo ha già pubblicato il bando del concorso per il 2026, a cui è possibile iscriversi entro il 19 maggio. Le prove scritte si terranno il prossimo giugno. Non è ancora noto se il programma di studio sarà più semplice rispetto al precedente. Secondo Scheda «una riforma era necessaria, perché effettivamente la carenza di guide ufficiali era significativa. Gli ultimi corsi di abilitazione risalivano al 2018, nel frattempo i turisti sono molto aumentati», passando da 128 a 140 milioni a fronte dello stesso numero di guide. «Tuttavia la legge approvata non ha tenuto conto delle proposte avanzate dai sindacati», prosegue la presidente regionale Federagit, riferendosi in particolare alle competenze richieste: «Il diploma di istruzione secondaria di secondo grado e il livello di competenza B2 della lingua straniera sono insufficienti. Avevamo chiesto il vincolo della laurea triennale e il possesso di due lingue straniere di cui almeno una di livello C1, ma il ministero non ci ha ascoltato».

Ravenna, pubblicato il bando per riaprire l’ex ostello di via Nicolodi: concessione di 25 anni

A Ravenna prende ufficialmente il via il percorso per la riapertura dell’ex ostello di via Nicolodi 12. Il Comune ha infatti pubblicato l’avviso di asta pubblica per l’affidamento in concessione d’uso della struttura, con l’obiettivo di recuperare e rifunzionalizzare il complesso immobiliare e restituire alla città un presidio dedicato all’accoglienza turistica giovanile e sociale.

La procedura prevede una concessione della durata di 25 anni, con un canone annuale posto a base d’asta pari a 30mila euro, oltre alle imposte di legge. L’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che terrà conto sia dell’offerta economica sia della qualità del progetto gestionale presentato dai concorrenti.

L’immobile, noto come ex ostello “Dante Alighieri”, abbandonato da alcuni anni, viene considerato strategica per sostenere la valorizzazione turistica e culturale del territorio ravennate, in particolare per il turismo giovanile, scolastico, sportivo e sociale. Nel bando si evidenzia come lo stato di conservazione del fabbricato e dell’area esterna sia “mediocre” e richieda importanti interventi di ripristino funzionale. Proprio per questo motivo il canone base è stato ribassato tenendo conto dei lavori necessari alla riqualificazione della struttura. Il concessionario dovrà occuparsi non solo della gestione dell’ostello, ma anche degli interventi di manutenzione, dell’adeguamento edilizio e impiantistico e dell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per la riapertura. L’inizio dell’attività ricettiva dovrà avvenire entro un anno dalla stipula della concessione, salvo eventuali proroghe motivate da cause di forza maggiore.

Particolare attenzione sarà riservata ai contenuti del progetto gestionale. Tra i criteri premianti figurano la qualità dei servizi offerti, l’esperienza nel settore ricettivo, le iniziative di promozione turistica del territorio, i progetti di inclusione lavorativa per persone con disabilità e le attività capaci di generare ricadute positive sul quartiere e sulla rigenerazione urbana dell’area.

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12.30 del 30 luglio all’Ufficio archivio e protocollo del Comune di Ravenna, in piazza del Popolo 1. La prima seduta pubblica dell’asta è fissata per il 3 agosto alle ore 10. Il bando completo e gli allegati tecnici sono disponibili sul sito del Comune di Ravenna

Prosegue lo scontro sul “Piano Estate” di Ausl Romagna: la Uil annuncia una protesta il 25 maggio

Ore movimentate sul fronte Ausl Romagna dopo la pubblicazione del “Piano Estate”. A seguito della segnalazione di Cgil e la pronta replica della stessa Azienda sanitaria, anche Uil si inserisce nella bagarre, annunciando una protesta davanti alla sede di via de Gasperi. «Ausl Romagna si appresta ad affrontare l’estate nel peggiore dei modi: tagliando servizi essenziali e riducendo i posti letto per far fronte a una carenza cronica di personale che ormai non può più essere definita “emergenza” – dichiara la Uil -. Da mesi segnaliamo alla Direzione Generale una carenza di organico insostenibile e un turnover inadeguato che sta portando i professionisti sanitari al collasso».

La Uil attacca anche le Amministrazioni comunali del territorio: «Ciò che appare inaccettabile è la totale assenza di visione strategica e ciò che stupisce è l’assenza su questi temi dei sindaci della Romagna i quali hanno la responsabilità di programmazione che dovrebbero esercitare attraverso la Conferenza Sanitaria e Sociale; o dobbiamo dedurre che i Sindaci sono favorevoli a questo piano di riduzioni di attività? L’estate, con il sacrosanto diritto alle ferie dei lavoratori e l’aumento dei flussi turistici sul territorio, non è un evento imprevedibile che si manifesta all’improvviso. È dunque lecito chiedersi come sia possibile che una Direzione Generale non sia stata in grado di predisporre una programmazione minima, riducendosi a utilizzare il taglio dei posti letto come unico strumento di gestione».

Secondo il sindacato, invece di procedere con le assunzioni necessarie e strutturali, l’Azienda sceglie la strada più breve e dolorosa: «Smantellare i reparti per tappare i buchi altrove, spostando personale già stremato da mesi di turni massacranti. A pagare il prezzo di questo fallimento organizzativo sono i professionisti, costretti a operare in condizioni di insicurezza e stress estremo, ma soprattutto i cittadini romagnoli, ai quali viene sottratto il diritto costituzionale a una sanità pubblica efficiente e capillare. Tutto ciò a fronte di maggiori tasse introdotte proprio per migliorare la sanità che gravano dal 2026 sui cittadini dell’Emilia Romagna».

Per queste ragioni, il prossimo 25 maggio la Uil scenderà in piazza a Ravenna, manifestando davanti alla sede dell’Azienda Usl in via De Gasperi 8. «Invitiamo tutti i lavoratori e i cittadini a unirsi alla protesta: difendere il diritto alla salute e la dignità del lavoro significa pretendere una gestione che smetta di rincorrere le emergenze e inizi finalmente a programmare il futuro della nostra sanità e le maggiori tasse devono tradursi in miglioramenti tangibili e non in riduzioni di attività. Noi non possiamo restare a guardare mentre il sistema sanitario della Romagna viene svuotato dall’interno per incapacità gestionale».

A Cervia torna “L’Endless Summer”, una stagione sospesa nella visione di oltre 30 artisti contemporanei

Un’estate “senza fine”, vista dagli occhi di artisti contemporanei, tra rimandi all’infanzia, indolenza estiva, memento mori e visioni catastrofiche. Torna ai Magazzini del Sale di Cervia “Endless Summer”, la seconda edizione del ciclo espositivo triennale curato da Magma Aps. La mostra inaugurerà domani (16 maggio, ore 18) e resterà visitabile fino al 1 luglio. 

Nel corso dei tre anni del progetto, un gruppo di curatrici e curatori appartenenti a generazioni diverse invita artisti della scena internazionale, emergenti e affermati, a interrogarsi sull’estate come possibile suggestione poetica. «Una stagione in cui il tempo sembra distendersi, la luce ridefinisce ritmi e spazi, e nuove percezioni, visioni e desideri prendono forma dinamicamente». 

E così, tra le volte dei Magazzini sulla darsena cervese trovano spazio l’imponente arazzo di Laure Prouvost, tra ricordo intimo e distopia ermetica e le minuscole visioni vouyeristiche rubate dal cannocchiale del romano Michele Tocca «Un artista molto selettivo – spiegano i direttori artistici di questa edizione, Gioele Melandri e Alex Montanaro . che con la sua partecipazione ci restituisce la misura della qualità di quanto abbiamo proposto».

Ad accogliere il visitatore all’ingresso è l’opera Dance First, Think Later di Marinella Senatore, installazione luminosa ispirata alle luminarie tradizionali del sud Italia, quasi un continuum tra estate e inverno quando, durante le feste di Natale, l’imponente installazione We rise by lifting others di Senatore abbracciava la rotonda primo Maggio di Milano Marittima.

L’estate, nel senso più romantico e spensierato del termine torna nell’opera di Jimmy Milani, un paesaggio marino ritratto con gli occhi di un bambino e infilato in un’enorme busta forata da raccogliotore, come si riserva ai lavoretti preferiti dei figli, o nel “gazebo” di Anna Capolupo, che con le sue pareti dipinte e il tendone invita quasi al gioco, per nascondere all’interno altre opere dell’artista come in un boudoir. Cambiano i toni nell’Agonia dell’anguria della laguna, di Mattia Moreni, mai esposta al pubblico, dove il frutto simbolo dell’estate viene sospeso pennellate sfumate e sfondi plumbei, o nell’espositore di cartoline firmato da Sabine Delafon, che in uno degli oggetti più innocui e kitch dell’estate italiana (il classico espositore su ruote che contiene cartoline) raccoglie una piccola antologica della sua intera produzione fotografica, mossa dalla necessità di tramandare e dall’idea del testamento che sta muovendo la sua ultima produzione.

Si scivola infine nel paradosso di un’estate senza fine che si fa catastrofe e maledizione, tra gli scenari apocalittici delle Rane alle nozze del sole di Chiara Peruch e i piccoli paesaggi alchemici Lucia Leuci, messi in dialogo con i teschi di Massimiliano Fabbri, in un memento mori che torna nel cipresso stabilizzato di Francesco Gennari, quasi un corpo esanime sul pavimento del magazzino. E ancora video, fotografia (dalla serie su Lugo di Guido Guidi alla tranquillità nostalgica dei circoletti di paese di Andrea Magnani. A talenti locali e nomi emergenti del panorama internazionale si affiancano poi la firma di Maurizio Cattelan e quella di Andy Warhol, apposta su una raccolta di bozzetti grafici giovanili «realizzati con la stessa irruenza e ossessione delle più celebri serigrafie».

Ancora, in mostra anche le opere di Riccardo Baruzzi, Sergio Breviario, Stefania Carlotti, Martina Cassatella, Paolo Chiasera, Cuoghi Corsello, Gabriele Ermini, Joana Escoval, Flavio Favelli, Luca Federico Ferrero, Luigi Ghirri, Nan Goldin, Alessandra Giovannoni, Lin Hóng Jìng, Goshka Macuga,Tess Mallavergne, Davide Mancini Zanchi, Eleonora Mariani, Eva Marisaldi, Rachele Maistrello, Matisse Mesnil,  Alessandro Piangiamore, Paola Pivi, Luca Poncetta, Giulia Poppi, Riccardo Previdi, Vincenzo Simone, Roberta Silva, Tommaso Silvestroni & Mihály Mór Kovács,  Gloria Tomasini, Vinicius Jayme Vallorani, Giuditta Vettese, Francesco Vezzoli, Venerdisabato, Giovanni Wetzl, Shafei Xia.

A selezionare le opere capaci di raccontare al meglio la «stagione sospesa», i curatori Viola Emaldi, Antonio Grulli, Milovan Farronato, Cornelia Mattiacci, Saverio Verini. Con l’idea di dare voce anche a chi opera al di fuori di gallerie, musei e istitutzioni, quest’anno sono stati invitati a partecipare alcuni project spaces come Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna), Fertile (Brescia) e Toast Project (Firenze).

La mostra è a ingresso gratuito, con orari variabili a seconda della giornata, consultabili qui.

Test Hiv rapidi, vaccinazioni gratuite e counseling durante la European Testing Week

In occasione della European Testing Week prende il via “Testati! 2026″, il progetto dedicato alla prevenzione e alla salute sessuale. La prima giornata di attività, al Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ di Ravenna, è in programma mercoledì 20 maggio con counseling, test Hiv rapidi e vaccinazioni gratuite in fasce orarie dedicate.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili i percorsi di prevenzione, informazione e diagnosi precoce delle infezioni sessualmente trasmissibili. Nonostante negli ultimi anni il numero delle nuove diagnosi di Hiv in Emilia-Romagna sia progressivamente diminuito, il fenomeno continua, infatti, a rappresentare una questione sanitaria rilevante. Secondo i dati regionali più recenti, nel 2024 sono state registrate 197 nuove diagnosi di HIV in Emilia-Romagna, contro le 221 del 2023. Resta però ancora molto alta la quota di diagnosi tardive: oltre il 53% delle persone scopre l’infezione quando il sistema immunitario è già compromesso. «Fare prevenzione significa creare occasioni concrete in cui le persone possano informarsi, testarsi e prendersi cura della propria salute senza paura e senza stigma – spiega Ciro Di Maio coordinatore dal Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ di Ravenna – Il test HIV resta uno strumento fondamentale di tutela individuale e collettiva, soprattutto tra le persone più giovani e tra chi tende ancora oggi a sottovalutare il rischio».

La prima giornata si svolgerà mercoledì 20 maggio dalle 16 alle 19 presso il Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ di Ravenna (Via Berlinguer 7). Nella fascia oraria 16:00–17:30 sarà possibile accedere a counseling, test e vaccinazioni per tutte le tre Ist: Hpv, Hav e Mpox mentre dalle 17:30 alle 19:00 continueranno le attività di counseling e testing Hiv. L’edizione 2025 del progetto aveva registrato una forte partecipazione, con 51 sessioni di counseling, 24 test Hiv effettuati e 49 vaccinazioni somministrate.

TESTATI! è realizzato grazie alla collaborazione tra il Centro Antidiscriminazioni LGBTI+ di Ravenna e i servizi di Igiene Pubblica, Malattie Infettive, Dermatologia e Consultorio di AUSL Romagna, in una rete territoriale che punta a rafforzare prevenzione, consapevolezza e accesso ai servizi.

Condannati cinque responsabili dell’omicidio di Alessandro Coatti

La giustizia colombiana ha condannato cinque persone coinvolte nell’omicidio del biologo italiano Alessandro Coatti, di Longastrino, assassinato il 5 aprile 2025 a Santa Marta, nel nord del Paese. Lo ha annunciato la Procura generale, precisando che tutti gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità nel corso del procedimento.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, accolta dal tribunale, Coatti fu attirato con l’inganno in una trappola attraverso un’applicazione di incontri e condotto in una casa del quartiere El Pando, nella città caraibica. Qui venne sequestrato dal gruppo che, dopo avergli sottratto telefono e oggetti di valore, lo aggredì fino a causarne la morte per asfissia. Il corpo venne poi smembrato e abbandonato in diversi punti della città, in un caso che suscitò forte impressione sia in Colombia sia in Italia.

Tre degli imputati – Isaac Enrique Marquez Charris, Brayan Augusto Cantillo Salcedo e Oswall Moises Ospino Navarro – sono stati condannati a 25 anni e 10 mesi di carcere per omicidio aggravato, rapina aggravata e occultamento o distruzione di prove materiali. Jose Angel Lizcano è stato invece condannato a due anni e mezzo di carcere per avere distribuito le parti del corpo in sacchi di plastica in diverse aree di Santa Marta. Andrea Camila Verdugo Escorcia ha ricevuto una condanna a due anni per omissione di denuncia, dopo che le indagini hanno accertato che era a conoscenza del delitto ma non lo segnalò alle autorità. Altri due imputati restano ancora in attesa di condanna. (fonte Ansa.it)

Bandi dedicati alle imprese under 35: 4mila euro per la creazione e 2.500 euro per la competitività

Al via la terza annualità del Piano della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna dedicato al sostegno delle imprese giovanili. Le domande potranno essere presentate dal 19 maggio per i bandi dedicati alla creazione di nuove imprese e dal 26 maggio per i progetti a sostegno della competitività. I bandi prevedono apposite premialità per le imprese femminili e per quelle in possesso del rating di legalità. Il contributo massimo, riconoscibile nella misura del 60% delle spese sostenute, sarà pari a 4.000 euro per la creazione di nuove imprese e a 2.500 euro per i progetti finalizzati alla competitività.

Tra gli interventi finanziabili rientrano le parcelle notarili e i costi relativi alla costituzione d’impresa, la redazione del progetto imprenditoriale, la consulenza specialistica nelle aree del marketing, della logistica e della produzione, del personale e della contrattualistica, oltre alle analisi di mercato e all’implementazione del sito Internet aziendale.  «Investire sui giovani, chiamarli a fare la propria parte e dare loro adeguate opportunità: che questa sia la strada giusta ho potuto verificarlo in tante occasioni – dichiara Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna –. Vedo la motivazione di tante ragazze e di tanti ragazzi impegnati nelle scuole sul tema della legalità; l’orgoglio dei giovani specializzati che rappresentano il punto di forza di tante nostre aziende ad alta tecnologia; la passione e l’impegno che si esprimono nel volontariato. E penso all’entusiasmo e alla qualità dei giovani ai quali la Camera di commercio, lo scorso anno, ha erogato finanziamenti per avviare un’attività d’impresa”.

Secondo i dati della Camera di commercio, nei primi tre mesi dell’anno sono nate nelle province di Ferrara e Ravenna 374 imprese costituite da giovani. Nel 2025 sono state invece 121 le assunzioni di under 35 finanziate dalla Camera di commercio: 62 apprendistati, 26 assunzioni a tempo indeterminato e 33 trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato. “In vent’anni – conclude Guberti, affrontando il tema del calo demografico – abbiamo perso il 23% dei giovani tra i 18 e i 35 anni, così come negli ultimi dieci anni è scomparso circa il 23% delle imprese giovanili. Per invertire la rotta è necessario investire sulla transizione digitale ed energetica, sulla qualità dei saperi e delle competenze, attraverso la collaborazione tra Camera di commercio, associazioni di categoria e istituzioni. Coinvolgimento, partecipazione, equità e inclusione sono i cardini del nostro Piano straordinario, che ha destinato uno stanziamento complessivo di un milione e mezzo di euro in tre anni a interventi concreti e finanziamenti per sostenere le aspirazioni delle nuove generazioni”.

Maggiori informazioni sul bando sono disponibili a https://www.fera.camcom.it/

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