Il mondo della scuola, dell’associazionismo e della cultura ravennate piange Daniele Morelli, docente di diritto e presidente del Cammino di San Romualdo, scomparso nei giorni scorsi all’età di 67 anni. Figura molto conosciuta in città e nel territorio romagnolo, Morelli lascia la moglie Elena, due figlie e quattro nipoti.
Per molti anni insegnante al liceo classico “Dante Alighieri” e negli indirizzi economico-sociali, Morelli è ricordato da colleghi, studenti e amici come una persona mite, appassionata e profondamente impegnata nel sociale. Accanto all’attività scolastica aveva sviluppato un intenso impegno culturale e associativo, legato in particolare al monastero di Camaldoli e alla valorizzazione del territorio appenninico.
È stato tra gli ispiratori del Cammino di San Romualdo, percorso spirituale e naturalistico che collega Ravenna a Fabriano attraversando le Foreste Casentinesi e i luoghi camaldolesi. Un progetto al quale aveva lavorato per anni e che, grazie anche alla collaborazione con Trail Romagna e altre realtà associative, è diventato un punto di riferimento per il turismo lento e per la promozione culturale del territorio.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore. Le associazioni legate al Cammino hanno ricordato “l’impegno, la passione e la dedizione autentica” con cui Morelli aveva guidato il progetto, sottolineando come fosse riuscito a trasformare il cammino “in una comunità viva, capace di accogliere persone diverse unite nel riscoprire valori profondi come la natura, la fraternità e il desiderio di conoscenza”.
Anche il vicepresidente del Cammino di San Romualdo, Ciro Costa, ne ha tracciato un ricordo commosso in dichiarazioni raccolte dal settimanale diocesano Risveglio Duemila. «Daniele era una persona piena di entusiasmo, di passione e di impegno anche nel sociale – ha raccontato Costa –. Si era speso tanto per questo progetto, nel quale credeva profondamente». Costa ha ricordato inoltre il lungo lavoro necessario per portare il Cammino alla sua fase conclusiva e di promozione pubblica, fino alla costituzione dell’associazione dedicata.
Dal mondo della scuola è arrivato il ricordo dell’ex dirigente scolastica Patrizia Ravagli, che ha sottolineato il suo impegno civile e umano: «Perdiamo una persona speciale e impegnata». Ravagli – sulle pagine del Carlino Ravenna – ha ricordato anche un episodio simbolico della sua sensibilità: la piantumazione nel giardino della scuola della rosa “Bella Ciao”, donata dal partigiano Giulio Pantoli.
Daniele Morelli



