venerdì
15 Maggio 2026

Guide turistiche: 138 disponibili a Ravenna. Il nuovo esame di abilitazione fa flop

È in corso la selezione del primo bando nazionale: 12mila partecipanti alla prova scritta, solo 230 ammessi all’orale Confesercenti: «C’è carenza di figure professionali, si rischia l’aumento degli abusivi»

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Il sito web Ravenna Tourism, gestito dal Comune, censisce 138 guide turistiche in città. Sono elencate in ordine alfabetico per cognome e si tratta dei professionisti che hanno superato l’esame di Stato per essere abilitati ad accompagnare i visitatori in centro storico e illustrare la storia e le caratteristiche dei monumenti.

Ma presto il numero delle guide potrebbe aumentare in modo significativo. Il settore è infatti stato incluso nella direttiva europea Bolkestein del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi, che ha imposto una maggiore quantità ed estensione territoriale delle licenze. Il governo si è adeguato nel 2023 con la legge 190, che dallo scorso anno ha introdotto una radicale riforma del settore. In precedenza gli esami di abilitazione erano rari e gestiti a livello provinciale o regionale. Questo implicava un’approfondita conoscenza del territorio da parte delle guide, poiché l’esame riguardava soprattutto la regione in cui si intendeva operare. Dall’altra parte, la scarsità di esami non garantiva un numero sufficiente di professionisti rispetto alla domanda.

In Italia ci sono circa 14mila guide ufficiali, a fronte di oltre 140 milioni di turisti che visitano la nostra penisola ogni anno. Si tratta in media di una guida ogni 10mila turisti. Tuttavia ogni professionista è specializzato solo per un’area geograca limitata, perciò il rapporto può variare molto a seconda del territorio. Di conseguenza c’è un alto numero di persone che esercitano il mestiere in modo illecito, senza avere l’abilitazione, soprattutto nelle grandi città d’arte. Per esempio a Roma, a fronte di 2.617 guide turistiche abilitate, ce ne sarebbero circa 3.500 abusive secondo Federagit, la federazione delle guide turistiche in seno a Confesercenti. Non esistono analoghe stime sull’Emilia-Romagna, ma la presidente regionale di Federagit Elena Scheda afferma che «il fenomeno è molto diffuso».

Scheda opera principalmente a Bologna e dice di essere «circondata da guide abusive che approfittano dell’assenza di controlli regolari». Una guida che opera senza patentino rischia una sanzione da 3mila a 12mila euro; mentre le agenzie di viaggi e i tour operator che se ne avvalgono sono passibili di multe da 5mila a 15mila euro. In seguito alla riforma, dallo scorso anno per diventare una guida turistica è necessario essere maggiorenni, possedere un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, avere un certificato B2 su almeno una lingua straniera, e infine sostenere un esame di abilitazione che viene bandito ogni anno dal ministero del Turismo. Le domande d’esame riguardano tutto il Paese. Una volta superato lo scritto e l’orale, le nuove guide abilitate si iscrivono nell’apposito elenco nazionale tenuto dal ministero e possono operare su tutta la penisola. Dunque non esistono più gli elenchi locali.
Questo aspetto viene criticato da Federagit: «La professione di guida turistica è stata erroneamente inserita nella Bolkestein, che di fatto ha creato la figura della guida nazionale, ma non ha molto senso in un Paese come l’Italia che possiede un patrimonio artistico enorme e variegato», afferma Scheda. «Una guida non può essere preparata indistintamente su tutta l’Italia. La maggior parte delle guide che conosco operano al massimo su quattro o cinque città della stessa regione. Questo ampliamento è stato un errore».

La prova scritta del primo concorso di abilitazione nazionale si è tenuta lo scorso 18 novembre. Si erano iscritti in 30mila, ma dopo la pubblicazione del programma di studio – che prevedeva una lista di oltre 500 siti archeologici e musei da conoscere a fondo – hanno deciso di affrontare la prova solo 12mila persone. Di queste, sono stati ammessi agli orali appena 230 candidati. Per loro i colloqui sono terminati lo scorso venerdì 8 maggio: 222 promossi che ora affronteranno una prova pratica, una sorta di simulazione in cui dovranno fare da guida alla commissione. L’Associazione nazionale guide turistiche (Angt) ha riferito che in seguito alla disfatta della prova scritta, giudicata molto nozionistica e difcile da superare, i commissari d’esame sono stati clementi con i pochi superstiti agli orali. Tuttavia il piccolo numero di nuove guide abilitate non basterà a soddisfare la domanda e ad attenuare il fenomeno dell’abusivismo.

Il ministero del Turismo ha già pubblicato il bando del concorso per il 2026, a cui è possibile iscriversi entro il 19 maggio. Le prove scritte si terranno il prossimo giugno. Non è ancora noto se il programma di studio sarà più semplice rispetto al precedente. Secondo Scheda «una riforma era necessaria, perché effettivamente la carenza di guide ufficiali era significativa. Gli ultimi corsi di abilitazione risalivano al 2018, nel frattempo i turisti sono molto aumentati», passando da 128 a 140 milioni a fronte dello stesso numero di guide. «Tuttavia la legge approvata non ha tenuto conto delle proposte avanzate dai sindacati», prosegue la presidente regionale Federagit, riferendosi in particolare alle competenze richieste: «Il diploma di istruzione secondaria di secondo grado e il livello di competenza B2 della lingua straniera sono insufficienti. Avevamo chiesto il vincolo della laurea triennale e il possesso di due lingue straniere di cui almeno una di livello C1, ma il ministero non ci ha ascoltato».

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