venerdì
15 Maggio 2026
mostre

A Cervia torna “L’Endless Summer”, una stagione sospesa nella visione di oltre 30 artisti contemporanei

Secondo appuntamento per il progetto triennale di Magma: una riflessione corale sul paradosso di un’estate senza fine. Dalle luminarie di Senatore a Cattelan e ai bozzetti di Warhol, fino agli emergenti della scena italiana e internazionale

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Un’estate “senza fine”, vista dagli occhi di artisti contemporanei, tra rimandi all’infanzia, indolenza estiva, memento mori e visioni catastrofiche. Torna ai Magazzini del Sale di Cervia “Endless Summer”, la seconda edizione del ciclo espositivo triennale curato da Magma Aps. La mostra inaugurerà domani (16 maggio, ore 18) e resterà visitabile fino al 1 luglio. 

Nel corso dei tre anni del progetto, un gruppo di curatrici e curatori appartenenti a generazioni diverse invita artisti della scena internazionale, emergenti e affermati, a interrogarsi sull’estate come possibile suggestione poetica. «Una stagione in cui il tempo sembra distendersi, la luce ridefinisce ritmi e spazi, e nuove percezioni, visioni e desideri prendono forma dinamicamente». 

E così, tra le volte dei Magazzini sulla darsena cervese trovano spazio l’imponente arazzo di Laure Prouvost, tra ricordo intimo e distopia ermetica e le minuscole visioni vouyeristiche rubate dal cannocchiale del romano Michele Tocca «Un artista molto selettivo – spiegano i direttori artistici di questa edizione, Gioele Melandri e Alex Montanaro . che con la sua partecipazione ci restituisce la misura della qualità di quanto abbiamo proposto».

Ad accogliere il visitatore all’ingresso è l’opera Dance First, Think Later di Marinella Senatore, installazione luminosa ispirata alle luminarie tradizionali del sud Italia, quasi un continuum tra estate e inverno quando, durante le feste di Natale, l’imponente installazione We rise by lifting others di Senatore abbracciava la rotonda primo Maggio di Milano Marittima.

L’estate, nel senso più romantico e spensierato del termine torna nell’opera di Jimmy Milani, un paesaggio marino ritratto con gli occhi di un bambino e infilato in un’enorme busta forata da raccogliotore, come si riserva ai lavoretti preferiti dei figli, o nel “gazebo” di Anna Capolupo, che con le sue pareti dipinte e il tendone invita quasi al gioco, per nascondere all’interno altre opere dell’artista come in un boudoir. Cambiano i toni nell’Agonia dell’anguria della laguna, di Mattia Moreni, mai esposta al pubblico, dove il frutto simbolo dell’estate viene sospeso pennellate sfumate e sfondi plumbei, o nell’espositore di cartoline firmato da Sabine Delafon, che in uno degli oggetti più innocui e kitch dell’estate italiana (il classico espositore su ruote che contiene cartoline) raccoglie una piccola antologica della sua intera produzione fotografica, mossa dalla necessità di tramandare e dall’idea del testamento che sta muovendo la sua ultima produzione.

Si scivola infine nel paradosso di un’estate senza fine che si fa catastrofe e maledizione, tra gli scenari apocalittici delle Rane alle nozze del sole di Chiara Peruch e i piccoli paesaggi alchemici Lucia Leuci, messi in dialogo con i teschi di Massimiliano Fabbri, in un memento mori che torna nel cipresso stabilizzato di Francesco Gennari, quasi un corpo esanime sul pavimento del magazzino. E ancora video, fotografia (dalla serie su Lugo di Guido Guidi alla tranquillità nostalgica dei circoletti di paese di Andrea Magnani. A talenti locali e nomi emergenti del panorama internazionale si affiancano poi la firma di Maurizio Cattelan e quella di Andy Warhol, apposta su una raccolta di bozzetti grafici giovanili «realizzati con la stessa irruenza e ossessione delle più celebri serigrafie».

Ancora, in mostra anche le opere di Riccardo Baruzzi, Sergio Breviario, Stefania Carlotti, Martina Cassatella, Paolo Chiasera, Cuoghi Corsello, Gabriele Ermini, Joana Escoval, Flavio Favelli, Luca Federico Ferrero, Luigi Ghirri, Nan Goldin, Alessandra Giovannoni, Lin Hóng Jìng, Goshka Macuga,Tess Mallavergne, Davide Mancini Zanchi, Eleonora Mariani, Eva Marisaldi, Rachele Maistrello, Matisse Mesnil,  Alessandro Piangiamore, Paola Pivi, Luca Poncetta, Giulia Poppi, Riccardo Previdi, Vincenzo Simone, Roberta Silva, Tommaso Silvestroni & Mihály Mór Kovács,  Gloria Tomasini, Vinicius Jayme Vallorani, Giuditta Vettese, Francesco Vezzoli, Venerdisabato, Giovanni Wetzl, Shafei Xia.

A selezionare le opere capaci di raccontare al meglio la «stagione sospesa», i curatori Viola Emaldi, Antonio Grulli, Milovan Farronato, Cornelia Mattiacci, Saverio Verini. Con l’idea di dare voce anche a chi opera al di fuori di gallerie, musei e istitutzioni, quest’anno sono stati invitati a partecipare alcuni project spaces come Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna), Fertile (Brescia) e Toast Project (Firenze).

La mostra è a ingresso gratuito, con orari variabili a seconda della giornata, consultabili qui.

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