L’Ausl Romagna ha trasmesso alle organizzazioni sindacali il “Piano Estate”, il documento che definisce le misure necessarie a garantire i livelli assistenziali durante il periodo estivo, in continuità con il Piano triennale del fabbisogno di personale. Il piano, pensato per sostenere il potenziamento dei servizi sanitari nelle località turistiche — tra Pronto soccorso, 118, Cau e Radiologia — comporterà però una significativa riduzione di attività e posti letto negli ospedali di tutto il territorio romagnolo tra luglio e settembre. In provincia di Ravenna sono previste riduzioni dell’attività chirurgica del 23% a Lugo, del 20% a Faenza e tra il 18% e il 30% a Ravenna. Previsti anche consistenti tagli ai posti letto: a Lugo verranno soppressi 15 posti di Lungodegenza e 6 di Day Surgery; a Faenza la riduzione complessiva sarà di 14 posti tra piattaforma chirurgica (-12) e rianimazione (-2). A Ravenna, infine, la Lungodegenza chiuderà dal 15 giugno al 15 settembre, con il trasferimento di 14 dei 16 posti letto all’interno dell’area chirurgica.
«Lo abbiamo denunciato lo scorso 24 aprile – commenta Cgil Romagna – e lo ribadiamo ancora: le politiche assunzionali dell’Azienda, come confermato dal blocco del turnover previsto dal Piano triennale, stanno già producendo conseguenze inaccettabili sulle condizioni di lavoro del personale. Abbiamo ospedali, reparti e servizi in estrema sofferenza, con il personale che già sta facendo miracoli per garantire la qualità delle cure ai pazienti. Ora la nostra denuncia trova ulteriore conferma: l’unico modo che l’Azienda ha per garantire la continuità assistenziale in estate, il sacrosanto diritto al godimento delle ferie estive del personale e la gestione sanitaria dei flussi turistici è tagliare servizi e posti letto».
Nel cosiddetto “Piano Estate” dell’Ausl si prevede l’attivazione di contratti a tempo determinato in tutta Romagna: 137 infermieri, 14 ostetriche, 3 autisti, 7 tecnici di laboratorio, 7 fisioterapisti, 5 tecnici di radiologia. «Ci sono 3 problemi evidenti: primo, si affronta la carenza strutturale di personale continuando a rincorrere attraverso contratti precari – evidenza la Cgil -. Secondo, si programma l’assunzione di tempi determinati in netto ritardo rispetto alle esigenze estive. Terzo, si sceglie di ignorare completamente profili professionali – come gli Operatori Socio Sanitari – fondamentali per la tenuta del sistema».
Martedì 19 maggio è previsto il tavolo sindacale nel quale l’Azienda dovrà illustrare il “Piano Estate” e dare risposte sul blocco del turnover previsto dal Piano triennale di fabbisogno del personale. «Come Cgil, attraverso le nostre Rsu, saremo al tavolo e porteremo una posizione chiara: l’Azienda deve ritirare il blocco del turnover – dichiara il sindacato -. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità continuano a garantire con grande professionalità la tenuta dei servizi, ma non si può pensare di reggere all’infinito attraverso straordinari, prestazioni aggiuntive e continui spostamenti di personale. Il problema della carenza di organici è ormai strutturale e non si risolve con assunzioni precarie o stagionali. Servono assunzioni stabili, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro dignitose. Se l’Azienda andrà avanti in questa direzione sbagliata siamo pronti ad ogni valutazione».



