martedì
12 Maggio 2026

“Corti da Sogni” torna per la 25esima edizione: tra le novità il “premio Marescotti”

Il regista e maestro di animazione Enzo d’Alò sarà l’ospite speciale della rassegna. In gara oltre sessanta pellicole da 19 paesi diversi, proiettate a partire dall’11 aprile

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Enzo D’Alò

Il festival internazionale Corti da Sogni-Antonio Ricci giunge alla 25esima edizione e celebra la ricorrenza introducendo una nuova sezione intitolata al grande attore romagnolo Ivano Marescotti. Il premio andrà alla migliore interpretazione nell’ambito dei corti italiani finalisti e vuole ricordare la figura di Marescotti, il suo grande impegno e l’entusiasmo nel formare e lanciare i giovani nel campo del teatro e del cinema. L’ospite speciale dell’edizione sarà invece à il pluripremiato regista Enzo d’Alò, maestro del cinema di animazione, che terrà una masterclass con gli studenti delle scuole superiori e parteciperà alla serata finale del festival.

Le proiezioni dei corti in gara inizieranno giovedì 11 aprile, al cinema Mariani, per poi proseguire dal 16 al 20 tra il cinema e il teatro Rasi. Ad aprire la gara, i corti a tema ambientale della sezione Green Planet, in visione anche la prossima estate all’Arena del Sole di Lido di Classe

Hanno partecipato al concorso internazionale quasi 1.000 cortometraggi: di questi, 64 sono stati selezionati per la fase finale, in rappresentanza di 19 paesi. Le nazioni più rappresentate sono Italia, con 18 corti in concorso, seguita da Francia con 9, Spagna con 7, Iran con 6 e Germania con 4. Figurano poi opere provenienti da Polonia, Slovenia, Regno Unito, Israele, Turchia, Canada, Australia, Romania, Usa, Cina, Giappone, Corea del Sud, Egitto, Olanda, Irlanda.

Le sezioni in concorso per l’edizione 2024 sono:

European Sogni Award (per i lavori europei), con una giuria composta da Matteo Cirillo (Autore, attore, regista) Tiziano Gamberini (Cinemaincentro e Cinema Mariani), Edo Tagliavini (regista), che vedrà in gara i seguenti titoli: Grass on your class di Claire Barrault (Francia); Actos por partes di Sergio Milán (Spagna); See you soon di Jules Renault (Francia); La Reproduction di Jean-Marie Villeneuve (Francia); Calf di Jamie O’Rourke (Irlanda), La gran Obra di Lora Alex (Spagna); On the Police’s account di Romain Tamino Forge (Francia); How to bury a fish di Elsa van Damke (Germania); The Inheritance di Marian Fărcuț (Romania); Your scissors near my ears di Carlos Ruano (Spagna); Ecroma Teio di Frédéric Uran, Kevin Poezevara (Francia).

Sogni D’Oro (riservata ai corti internazionali), con Federica Ferruzzi (responsabile comunicazione Ravenna Teatro) in commissione insieme a Franco Savelli (membro del circuito Europa Cinemas) e Andrea Valmori (direttore artistico del Noam Film Festival, docente e divulgatore culturale). I corti in concorso sono: Skin di Leo Behrens (USA), SpiderZan di Maryam Khodabakhsh (Iran); You look gorgeous di Ruichen Zhang (China); The gold teeth di Alireza Kazemipour (Iran); Gift di Yuichiro Nakada (Giappone); I promise you Paradise di Morad Mostafa (Egitto); Busan, 1999 di Thomas Percy Kim (South Korea).

Il Premio Giuseppe Maestri  per le opere di animazione vede in concorso Scale di Joseph Pierce (Inghilterra), In the shadow of cypress di Hossein Molayemi, Shirin Sohani (Iran); Daisy di Aditi Dixit, Joffrey Atienza Zamora, Shecid Domínguez Aguilera (Spagna); Spring Waltz di Stefano Lorenzi, Clelia Catalano (Italia); Extinct di Raúl Díez Rodríguez (Spagna); Wait for me in a dream di Natalia Durszewicz (Polonia); Deadline di Gilboa Idan (Israele). A giudicarle, Angelina Maestri, Flavio Fabbri, Camilla Panebarco, Silverio Piolanti e Virginia Gambatesa.

I corti di fiction italiana in conrosco per Smade in Italy sono: My name is Aseman di Ali Asgari e Gianluca Mangiasciutti; Ultraveloci di Paolo Bonfadini, Davide Morando; Sei mesi dopo di Chiara Sfregola; La legge del mercato di Alessandro Panza; Scam Poetry di Carlo Piscicelli; Reem Al Shammary: The Bedouin Boxeur di Mattia Ramberti; Menomale di Alberto Palmiero; La petite mort di Emanuele Daga; SeMe di Lucia Bulgheroni, e saranno valutati da Alberto Beltrani (consigliere delegato del circuito sale Cinemaincentro e vicepresidente di Fice Emilia-Romagna), Paolo Galassi (regista), Corrado Ravaioli (giornalista ed esperto di comunicazione).

Der frau ein wolf di Fragale Fabiana (Germania), Katvoman di Hadi Sheibani (Iran), Amaranta di Jessica Mariani (Italia), Hi Grandpa di Aleksander Pakulski (Polonia), Chimborazo di Keila Cepeda (Spagna), Others remeined silent di Matic Štamcar (Slovenia), The steak di Kiarash Dadgar Mohebi (Iran), Malyshka di Daniel Peña (Spagna), Hardflip di Katharina Sporrer (Germania) sono invece le pellicole realizzate in scuole di cinema, in gara per Film School, valutate dalla speciale giuria della I C Liceo scientifico Oriani di Ravenna, coordinata dalla professoressa Angela Malfitano.

La sezione Green Planet vedrà invece come giudici alcuni esperti del mondo scientifico, come la fisica quantistica e docente alla Saarland University Giovanna Morigi, Pierluigi Randi (meteorologo e presidente di Ampro) e la scienziata ambientale Vanessa Spadavecchia. Le pellicole a tema “green” di quest’anno sono: The last rhino di Guillaume Harvey (Canada); Sirens di Ilaria Di Carlo (Italia); Footprint di Mustafa Alami (Iran); Un animal di Kevin Lameta (Francia); Enjoy your meal di Kienzle Sofie, Manzke Christian (Germany); Panier de Crabes di Certain Sylvain (Francia); On the 8th Day di Agathe Sénéchal, Alicia Massez, Elise Debruyne, Flavie Carin, Théo Duhautois (France); La montee di David Tessier; Il Binario Morto di Antonio Maciocco (Italia).

La classe III E scuola media Ics Novello, coordinata dalla professoressa Caterina Sansoni, valuterano le opere in gara per “I mitici critici”: Bezorgd di Ruud Satijn (Olanda); Niente di Eugenia Costantini (Italia); Amina di Serena Tondo (Italia); Take care of yourself di Sarah Jane Lessio (Italia); Ovo di Stiv Spasojevic (Francia); Tre ragazzi di Gianfranco Boattini (Italia). La II E dell’istituto Montanari, sotto la guida della professoressa Viviana Marchetti saranno la giuria dei corti Enjoy your meal di Christian Manzke (Germania); Kreta the Time Traveler di Ilgın Saçan, Gülşah Özdemir Koryürek (Turchia); For you di Luca Paulli (Italia); Grogh. Story of a beaver di Gianni Zauli e Alberto Baioni (Italia); The last rhino di Carl-Emmanuel Blanchet (Canada); On the 8th Day di Agathe Sénéchal, Alicia Massez, Elise Debruyne, Flavie Carin, Théo Duhautois (Francia); Bird Drone di Radheya Jang Jegatheva (Australia), per la sezione Green School.

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Il nuovo premio “Ivano Marescotti” sarà rappresentato da un busto raffigurante l’attore realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Nervi-Severini e vede in lizza cinque candidati: Jamak Sotoudek (protagonista del cortometraggio My name is Aseman), Stefano Tetti (protagonista di di Ultraveloci), Valentina Martone e Alberto Palmiero (interpreti di Menomale) e Riccardo Martone (protagonista di La petite mort). A decretare il vincitore, una giuria composta da Matteo Cavezzali (scrittore e fondatore e direttore artistico del ScrittuRa festival), Lucia Vasini (attrice teatrale e cinematografica) e dal regista Riccardo Marchesini.

Tra i riconoscimenti, anche Creatività in corto, un premio  che va al cortometraggio più apprezzato dal pubblico.

È possibile consultare il calendario della rassegna sul sito del festival.

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Tra gli eventi collaterali di “Corti da Sogni”, la masterclass di Enzo d’Alò, sabato 20 aprile al cinema Mariani, dedicata agli studenti delle scuole superiori. Il maestro del cinema d’animazione presenterà il suo ultimo film: Mary e lo spirito di mezzanotte, in cui la protagonista è Mary, una ragazza di 11 anni con un’incontenibile passione per la cucina e la nonna Emer, con cui ha un rapporto davvero speciale, che la incoraggia a realizzare il suo sogno. Si rinnova anche l’appuntamento con i corti italiani e internazionali selezionati dall Fice (Federazione dei Cinema d’Essai): quest’anno le tre pellicole scelte sono Caramelle, di Matteo Panebarco, un corto di animazione in 3D che narra la storia di un legame famigliare intergenerazionale che supera i confini di vita e morte, Recomaterna, di Giuseppe Sangiorgi, una dedica all’infanzia, età meravigliosa e terribile a un tempo, legata alla figura dei nonni e Le variabili dipendenti, di Lorenzo Tardella, la pellicola vincitrice del David di Donatello 2023 che esplora con delicatezza le incertezze dell’adolescenza attraverso gli occhi dei protagonisti.

Durante il Festival sarà presentato anche un cortometraggio realizzato dalla IV e V H (indirizzo multimediale) del liceo artistico Nervi Severini che, durante tutto l’anno scolastico, hanno seguito corso di cinema tenuto dal regista Edo Tagliavini, in collaborazione con gli insegnanti Nicola Caruso, Claudio Marcone, Dorina Pignatelli e Luana Vacchi.

Corti da Sogni è organizzato in collaborazione con il Comune di Ravenna – assessorato alla Cultura e la società Cinemaincentro, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e in collaborazione con la Uicc e l’associazione Solaris.

Il sindaco sulle Hamon: «Ammalorate già da tempo, la bonifica è troppo costosa»

«Ravenna sul tema dell’archeologia industriale ha fatto scelte molto importanti»

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Foto di Adriano Zanni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del sindaco Michele de Pascale sulle torri Hamon:

«Le torri Hamon rappresentano a Ravenna un dibattito aperto da decenni; personalmente sono tra quei ravennati che vivono con nostalgia l’idea di perdere questo tratto ormai identitario del nostro skyline. In particolare mi sono molto riconosciuto nelle parole dell’ex sindaco Vidmer Mercatali, che credo conosca la vicenda di allora meglio di chiunque altro.

Tuttavia credo che ci siano delle circostanze nelle quali è necessario prendere atto della realtà dei fatti più che dei nostri auspici, seppur legittimi – e in questo caso per quanto mi riguarda anche condivisibili, e lo dico nel rispetto di tutte le opinioni che si sono espresse in questi giorni sia quelle a favore che quelle contrarie all’abbattimento – infatti ci troviamo davanti ad alcuni elementi oggettivi che non possono essere ignorati:

1. lo stato di eccezionale vetustà delle torri, che erano ammalorate già negli anni ‘90;

2. la condizione di inquinamento dell’area dove sorgono le torri, che rende proibitiva qualsiasi forma di rigenerazione urbana con usi civili;

3. la prossimità con impianti portuali che gestiscono prodotti incendiabili a rischio rilevante;

4. l’enorme costo di un’eventuale ristrutturazione e bonifica che dovrebbe essere finalizzato al mero mantenimento e non alla fruizione. Tutte le proposte rispetto a eventuali funzioni civili, ricreative e dello spettacolo, seppur suggestive, sono infatti totalmente incompatibili con lo stato di inquinamento dell’area e con la prossimità con attività petrolifere e chimiche a rischio rilevante.

In aggiunta a questi dati, purtroppo oggettivi, va aggiunto che nessuno nella storia della città ha mai ravvisato gli estremi per apporre un vincolo architettonico sulle torri Hamon, né gli strumenti urbanistici preesistenti del Comune di Ravenna, né la Soprintendenza, alle cui competenze ci dobbiamo rimettere anche oggi.

Nel momento in cui l’Autorità portuale ci ha confermato l’intendimento di andare avanti col progetto del parco fotovoltaico – che per diverso tempo è sembrato a serio rischio – ed Eni ci ha formalizzato con una CILA l’intenzione alla demolizione, proprio per l’alta rilevanza sociale che pensiamo rivestano le torri, ho immediatamente dato comunicazione a tutta la comunità perché giustamente si potesse aprire un dibattito pubblico fra istituzioni e cittadini.

Ravenna sul tema dell’archeologia industriale ha fatto scelte molto importanti: il museo Classis è uno dei progetti di recupero industriale più significativi in Italia, l’Almagià è stato ai tempi un intervento premonitore ed è oggi oggetto di un ulteriore intervento di riqualificazione attraverso l’Atuss, alcuni interventi privati di grande qualità architettonica lungo la Darsena a cui presto si unirà l’area ex-Cmc.

E in questo senso se dovessi focalizzare oggi una sfida aperta, sicuramente sarebbe rappresentata dal Sigarone, anche con una doverosa revisione delle scelte operate in passato in termini di maggiore attenzione a non alterare la forma architettonica originale e a una finalizzazione ad usi maggiormente pubblici.

Purtroppo per quanto riguarda le torri Hamon oggi la scelta a cui ci troviamo presumibilmente davanti è quella tra due fabbricati oggi fatiscenti, che progressivamente perderebbero anche la loro immagine originale andando verso la totale rovina, o una progettualità ecosostenibile finanziata dal Pnrr che rifunzionalizzi l’area e la renda sicura da un punto di vista ambientale, comprensibilmente ritenuta non compatibile con il mantenimento delle torri da parte dell’Autorità portuale.

Gli aspetti culturali sono insiti in qualsiasi attività dell’uomo, questa riflessione che vale ovviamente per la memoria architettonica degli edifici e dei segni nel paesaggio e dunque, anche se le torri rappresentano da un lato la crescita industriale di Ravenna e dall’altro un’epoca in cui l’industria era nociva per la salute, simbolizzano comunque un elemento culturale importante; allo stesso modo è culturalmente rilevante ed evocativo il fatto che dove c’era una raffineria petrolifera, segno nel contempo del lavoro e dell’inquinamento, sorga oggi non solo un parco fotovoltaico, ma un impianto innovativo anche finalizzato alla produzione di idrogeno verde.

Questo dà il senso di come la Ravenna che ieri dall’essere solamente agricola è diventata industriale, oggi, a distanza di un secolo, rilancia verso il futuro; anche questo aspetto racchiude non solo una valenza economica e climatica, ma anche una valenza culturale».

Una nuova scuola elementare a Ponte Nuovo grazie al finanziamento da 9.130.000 euro

La struttura sostituirà le attuali primarie Ceci e Gulminelli, accorpandole in un unico edificio all’avanguardia e ampliando l’offerta formativa 

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È stato approvato il progetto definitivo per la costruzione della nuova scuola elementare di Ponte Nuovo, che sarà realizzata grazie a un finanziamento Pnrr di 9.130.000 euro ottenuto dal Comune.

Si tratta di un edificio a due piani che occuperà una superficie coperta di 2540 metri quadri, all’angolo tra via del Pino e via 56 Martiri, accanto al polo per l’infanzia per bambini da 0 a 6 anni che sarà finanziato con fondi Inail. Il progetto è già stato consegnato alla ditta responsabile e l’obiettivo finale è quello di vedere la scuola terminata e collaudata entro il 30 giugno 2026.

«Come noto – ricorda l’assessora ai Lavori pubblici Federica Del Conte – non solo la nuova scuola sostituirà, accorpandole, le attuali primarie Ceci, che accoglie le prime e le seconde, e Gulminelli, frequentata dalle classi terze, quarte e quinte, ma la sua realizzazione consentirà di poter aumentare l’offerta formativa e portare a tre il numero dei corsi. Comprenderà inoltre anche la mensa con cucina e la palestra, che sarà a servizio dell’intera collettività. Complessivamente, tenendo conto di un numero massimo di bambini per aula pari a 25, la nuova scuola sarà in grado di ospitare 375 alunni. Con il vicino polo per l’infanzia 0 – 6 costituirà un unico polo scolastico per la fascia 0 – 12 e un importantissimo centro di servizi per la nostra comunità».

Il progetto prevede che il sistema della didattica si concentri sulla parte esposta a nord-ovest, mentre i blocchi mensa e cucina saranno posizionati ad ovest per consentire un accesso in sicurezza dei mezzi di servizio.
Ci saranno cinque blocchi autonomi, collegati ad un connettivo che ruoterà intorno ad una corte centrale, creando le condizioni per un suo utilizzo flessibile e garantendo un sistema della fruizione dei flussi dei bambini adeguato alla dimensione della scuola.  Gli spazi esterni saranno valorizzati in funzione didattica e gli impianti sono stati progettati con la massima attenzione al contenimento dei consumi e all’impiego di energie rinnovabili.

Samuele Bersani a Cervia per l’unica data romagnola del tour

Il cantautore, accompagnato dall‘Ensemble Symphony Orchestra da nuova vita ai pezzi più iconici della sua carriera

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Dopo il sold out registrato per l’intero tour nei teatri, Samuele Bersani e l’Ensemble Symphony Orchestra annunciano una nuova data estiva a Cervia, il 23 luglio in Piazza Garibaldi. Le prevendite per l’unica data romagnola del tour si apriranno alle ore 16 di oggi (3 aprile), su Ticketone e in tutti i punti vendita abituali.

I suoni degli archi e ottoni dell’orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno si uniranno e mescoleranno con quelli della band di Bersani, aggiungendo nuovo fascino alle composizioni dell’artista. I brani più iconici dei 30 anni di carriera del cantautore prenderanno nuova vita, tra canzoni storiche destrutturate e ricomposte in un’interessante contaminazione tra pop e sinfonico.

“Samuele Bersani & Orchestra – Tour Indoor 2024” è  prodotto e organizzato da Friends and Partners ed è accompagnato da Radio Capital, come emittente ufficiale del tour. Partito dal Teatro Sociale di Mantova, attraverserà l’Italia nel corso dei prossimi mesi, con date in ulteriore aggiornamento.

Incendio a scuola: la Don Minzoni resterà chiusa anche il 4 aprile

I danni sono limitati a un paio di ambienti, ma l’odore di bruciato è ancora troppo forte

Incendio Don Minzoni

Resterà chiusa anche domani (giovedì 4 aprile) la scuola media Don Minzoni, a Ravenna, coinvolta nel tardo pomeriggio di ieri da un incendio che ne ha devastato in particolare la cosiddetta Aula Orchestra, con gli strumenti musicali.

Il Comune – sulla base dei report dei tecnici al lavoro nella scuola di via Cicognani – deciderà giorno per giorno in merito alla riapertura. I danni sono molto limitati ad un paio di ambienti ma il problema grosso al momento è l’odore di bruciato dovuto al fumo che è rimasto dentro la scuola – in quel momento chiusa – per diverse ore.

Come già verificato in un primo momento, l’incendio è partito dall’esterno, in particolare da un pallet di legno, per poi divampare all’interno anche grazie a un cumulo di mascherine anti Covid. Ancora non è possibile stabilire se di origine dolosa o accidentale.

Eni: «Tre mesi per demolire le torri Hamon, lavoro connesso al parco fotovoltaico»

Gru al lavoro nell’area dell’ex raffineria Sarom per abbattere le torri di raffreddamento la cui forma iperboloide è stata resa celebre dal film Deserto Rosso

Le operazioni di demolizione delle torri Hamon nell'area ex Sarom a Ravenna (foto Andrea Garavini)Proseguono senza sosta i lavori per la demolizione delle ultime due torri Hamon rimaste nell’area dell’ex raffineria Sarom a Ravenna, in un lotto di alcune decine di ettari compreso tra il canale Candiano e via Trieste, e Eni fa sapere che ci vorranno circa tre mesi per completare l’abbattimento delle due torri di raffreddamento innalzate negli anni Cinquanta. Come noto, Eni è proprietaria dell’area ma è già definita la cessione per 6,4 milioni di euro all’Autorità portuale che realizzerà un parco fotovoltaico in quell’area.

La stessa Eni, infatti, conferma che l’abbattimento in corso «è connesso alla realizzazione del progetto, più volte annunciato da Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, di un parco fotovoltaico per la produzione di energie rinnovabili».

Nel 2024 ricorre il 60esimo anniversario dell’uscita del filmDeserto Rosso” di Michelangelo Antonioni che ha reso immortale la sagoma iperboloide delle torri Hamon. Per la precisione però le due che oggi sono oggetto di abbattimento non furono riprese nel film. Tutte le riprese del film che riguardano la zona industriale furono fatte in via Baiona, sulla sponda sinistra del Candiano, dove erano presenti altre torri di raffreddamento che nel frattempo sono già state abbattute.

Hamon è il cognome di due fratelli ingegneri francesi, Achille e Fernand, che all’inizio del XX secolo inventarono quel tipo di struttura per le torri di raffreddamento che servivano all’attività mineraria e dell’industria pesante.

Incendio alla scuola media Don Minzoni di Ravenna – FOTO

Il 3 aprile resterà chiusa. Devastata l’aula con gli strumenti musicali

Incendio nel tardo pomeriggio di martedì 2 aprile alla scuola media Don Minzoni di Ravenna, in via Cicognani (quartiere San Biagio).

I vigili del fuoco sono intervenuti su segnalazione di alcuni residenti, allarmati dal fumo che fuoriusciva dalla scuola, in quel momento chiusa. I pompieri sono stati costretti a sfondare la porta d’ingresso per poter intervenire.

L’incendio si è sviluppato in particolare nella cosiddetta “Aula Orchestra”, quella con gli strumenti musicali, andata completamente distrutta. Stando a una prima ricostruzione, le fiamme sarebbero partite dall’esterno, da un pallet di legno, e sarebbero poi divampate coinvolgendo anche un cumulo di mascherine anti Covid. In passato, in quel punto, nel cortile tra la scuola e la palestra, sono state trovate diverse volte tracce di bivacchi diurni e notturni, con resti di cibo e coperte.

Sul posto anche carabinieri e polizia locale, oltre alla dirigenza scolastica.

Mercoledì 3 aprile la Don Minzoni resterà chiusa (è stata firmata l’ordinanza dal sindaco) anche in via precauzionale: il resto della scuola non pare aver subito infatti grossi danni.

A Faenza un’agenzia pubblica per affitti a canoni calmierati e contro le case sfitte

Aperto al pubblico l’ufficio di “Casaviva”, pensato in particolare per la fascia intermedia che non riesce ad accedere all’edilizia residenziale pubblica

Agenzia Casaviva Faenza
L’inaugurazione dell’Agenzia

L’Agenzia per la casa della Romagna Faentina ha ora un nome ed un ufficio aperto al pubblico. Si chiama “Casaviva”, nome che racchiude il significato e gli obiettivi del progetto: «da una parte la rivitalizzazione di case sfitte e la rigenerazione urbana – si legge in una nota inviata alla stampa -; dall’altra un miglioramento in termini di qualità della vita sia per i proprietari, che affittano i loro immobili in sicurezza, sia per gli inquilini, che possono iniziare una nuova vita in alloggi adatti alle loro esigenze».

La finalità principale è quella di rispondere al problema del disagio abitativo delle persone appartenenti alla cosiddetta “fascia intermedia/grigia”, composta coloro che pur fruendo di un reddito certo, sono in condizioni di fragilità nel libero mercato della locazione e non riescono o non possono avere accesso all’edilizia residenziale pubblica.

L’obiettivo è quindi quello di favorire l’incontro tra domanda e offerta sul mercato privato della locazione, diffondendo l’applicazione dei contratti a canone calmierato e allo stesso tempo favorire l’immissione di nuovi alloggi sul mercato della locazione, attraverso il riuso del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato.

Per conoscere i servizi di “Casaviva” o ricevere una consulenza personalizzata e gratuita, gli utenti possono scrivere all’indirizzo mail agenziacasa@romagnafaentina.it oppure telefonare al 338 3660727. Chi invece preferisse un più classico incontro di persona, potrà prenotare un appuntamento nell’ufficio situato a Faenza in via Portisano 51 (info su www.romagnafaentina.it/Come-fare-per/Casa/Agenzia-per-la-Casa).

«Casaviva – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini – è una misura innovativa di housing sociale: un’agenzia per la casa, pensata dall’Unione e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di rimettere sul mercato, a canone calmierato, appartamenti di proprietà privata attualmente non occupati. Un’agenzia che da oggi ha anche un luogo fisico, che consentirà agli affittuari di risparmiare fino a 2.000 euro l’anno, mentre i proprietari potranno contare su una serie di garanzie, offerte dall’Ente pubblico, che potranno coprire le eventuali morosità, i piccoli interventi di manutenzione dell’alloggio e quelli di ripristino in fase di chiusura del contratto. La Regione rafforza così il proprio impegno per dare risposte alle fasce più fragili della popolazione, sempre più in difficoltà a trovare risposte sul mercato privato e, più in generale, a una domanda dell’abitare in crescita, in un territorio come il nostro fortemente attrattivo per motivi di studio, lavoro, turismo, che poi ha subito il dramma dell’alluvione».

«L’Agenzia per la casa – dichiarano l’assessora Urf alle politiche abitative Federica Malavolti e Davide Agresti, assessore alle politiche abitative del Comune di Faenza – è una novità a livello regionale. Ha l’obiettivo di agire sul mercato privato, venendo incontro ad esigenze sia dei proprietari sia degli inquilini. Riteniamo che questo progetto possa essere un intervento che coniughi il tema della rigenerazione urbana e quello delle politiche abitative con lo scopo di avere una città maggiormente abitata, più vivace, sicura e sempre più a misura d’uomo. Agevolare la ricerca di nuovi alloggi sarà quindi il cardine del lavoro dell’agenzia, utilizzando principalmente tre strumenti: sostegno all’affitto, garanzie fondi e Imu agevolata, risorse per i ripristini. L’inaugurazione della sede, un luogo fisico in cui sentirsi tutelati da personale specializzato, è un ulteriore investimento per supportare il diritto all’abitare».

L’Agenzia per la casa della Romagna Faentina è un servizio svolto in convenzione da Fondazione Abitare (Ente del Terzo Settore che si occupa di inclusione abitativa) e reso possibile grazie ai finanziamenti del Programma “Patto per la Casa Emilia-Romagna” della Regione Emilia-Romagna e del Programma Fondo sociale europeo Plus (FSE+) dell’Agenda Trasformativa Urbana per lo Sviluppo Sostenibile (Atuss) della Romagna Faentina.

Sciopero al porto per il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori

La protesta nazionale dei portuali interesserà anche i terminal ravennati, dal 3 al 5 aprile

Veduta aerea del porto di Ravenna (foto da pagina Facebook di Ap)

Anche i lavoratori portuali di Ravenna parteciperanno allo sciopero dei porti indetto dai sindacati dal 3 al 5 aprile per il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto il 31 dicembre scorso.

La protesta agirà a livello nazionale vuole difendere l’unitarietà del contratto nazionale, messa in pericolo dalle ipotesi di riforma della legge 84/94 e dalle associazioni datoriali dei grandi gruppi armatoriali che, divenuti anche terminalisti, contrastano la normativa e il contratto unico che difende il lavoro portuale.

Nel territorio di Ravenna, i lavoratori turnisti impiegati nelle aziende concessionarie che applicano il contratto collettivo nazionale dei lavoratori dei porti si asterranno dal lavoro i giorni 3, 4 e 5 aprile per le ultime due ore di ogni turno, mentre i giornalieri delle stesse aziende e i dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale si asterranno dal lavoro per l’intera giornata del 5 aprile.

Il 19 marzo, dopo 5 mesi di trattative e dopo la dichiarazione dello stato di agitazione, le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti hanno incontrato le controparti datoriali ricevendo una proposta di aumento salariale del 10%, pari a 180 euro, ancora troppo lontana dalla richiesta di aumento del 18%, richiesta dai sindacati. L’aumento salariale offerto dalla controparte sarebbe elargito in denaro solo per meno della metà dell’importo complessivo, il resto sarebbe erogato in welfare e in altri istituti contrattuali che non hanno effetti su indennità di turno e straordinario. Tra gli altri motivi di contrasto, anche la volontà da parte delle associazioni datoriali di ridurre il pagamento delle prime 3 giornate di malattia e l’introduzione, nel comparto crociere, del concetto di stagionalità per portare 44 ore settimanali l’orario di lavoro, oltre all’aumento del numero delle notti per il riconoscimento dell’h24 e l’aumento del il numero dei cambi turno.

I contratti dei lavoratori somministrati delle banchine ravennati sono invece scaduti da 24 mesi. Dopo vari incontri le associazioni hanno comunicato di non voler proseguire il confronto. I sindacati sottolineano invece l’urgenza della ripresa della trattativa per il rinnovo del Ccnl, per dare risposta alle esigenze di aumento salariale, continuità occupazionale e di maggiori diritti e tutele alle migliaia di lavoratori del settore.

Domenica al Benelli c’è il derby contro il Forlì: aperte le prevendite

Il Ravenna costretto a vincere per sperare di superare la capolista Carpi, a cinque giornate dalla fine

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La festa giallorossa in occasione dell’ultima vittoria casalinga contro la Sammaurese

Cresce in città la febbre per il derby di domenica prossima, 7 aprile, allo stadio Benelli (ore 15). Il Ravenna Fc – secondo in classifica nel girone D del campionato di calcio di serie D – ospiterà il Forlì, terzo a cinque lunghezze di distanza.

Si tratta della quintultima gara di campionato, quindi i punti saranno pesantissimi. Soprattutto per il Ravenna, che spera ancora di poter superare il Carpi e conquistare il primo posto, unica possibilità per avere la certezza del ritorno tra i professionisti (i playoff non garantiscono alcuna promozione diretta). Gli emiliani saranno impegnati in casa contro il Progresso, quartultimo, sul cui campo andrà poi il Ravenna la domenica successiva.

Vista l’importanza della partita, il club giallorosso invita ad acquistare il biglietto in prevendita, attiva su Vivaticket a questo link e al bar-tabacchi Revenge di via Aldo Bozzi (info 0544 401128) e all’agenzia Desiderando Viaggiare di viale Brunelleschi (info 0544 1936383). Domenica allo stadio i botteghini apriranno alle 13.

I cartoni per il mosaico firmati Renato Signorini in mostra al Mar

L’esposizione, resa possibile grazie ad una donazione della famiglia, è la prima delle iniziative dedicate alla celebrazione dei cento anni della Scuola di Mosaico di Ravenna

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Gli spazi del Mar ospiteranno in mostra i cartoni per il mosaico firmati dal celebre mosaicista Renato Signorini.

L’esposizione è stata resa possibile grazie ad una generosa donazione da parte degli eredi che hanno concesso all’Accademia di Belle Arti della città le testimonianze, contribuendo anche all’ampliamento dell’importante archivio. I cartoni musivi, infatti, sono documenti della storia del mosaico pensati non solo per riprodurre le antiche iconografie, ma con l’esigenza di documentare il mosaico, e di farlo in modo esatto, ricalcando l’immagine antica tessera per tessera, a grandezza reale, riproducendone i colori nel modo più preciso possibile attraverso un’attenta ricerca delle cromie originali.

La mostra, curata da Giovanni Gardini sarà inaugurata venerdì 5 aprile alle 17.30 ed è la prima delle iniziative dedicate al Centenario della Scuola del Mosaico dell’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna, che ricorre proprio nel 2024. Renato Signorini non fu solo un allievo della scuola fondata da Guaccimanni nel 1924, ma divenne in seguito docente ed infine direttore, dal 1934 al 1976.

L’esposizione resterà aperta fino al 2 giugno, da martedì a sabato 9-18 e domenica e festivi 10-19

Il “De André” è già occupato: i playoff di volley si giocano al Pala Costa

Domenica 7 aprile la “bella” tra Consar Ravenna e Tinet Prata, vittoriosa al tie-break in casa

Azione D'attacco Di Mattia Orioli

Dopo la vittoria schiacciante per 3-0 in gara 1 – e momentaneamente in vantaggio 2-0 anche in terra friulana – la Consar Ravenna ha perso al tie-break gara 2 dei play off promozione del campionato di A2 di volley contro la Tinet Prata.

La “bella” è in programma di nuovo a Ravenna, domenica 7 aprile, ma non al Pala De André (già occupato dal campionato italiano a squadre di ginnastica artistica). L’appuntamento è quindi alle 18 al Pala Costa, dove non sarà possibile garantire agli abbonati la prelazione del posto da loro scelto. La prevendita è aperta nella sola giornata di giovedì 4 aprile, alla biglietteria del Pala Costa dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Data una disponibilità più bassa di biglietti, vista la capienza più ridotta del Pala Costa, la società consiglia di acquistare il tagliando in prevendita.
Sarà attiva anche la prevendita online, attraverso il sito ufficiale www.portoroburcosta2030.it, dalla mattinata di domani, mercoledì 3 aprile, fino alle 12 di domenica 7.
Nella giornata della partita, la biglietteria, in caso di tagliandi disponibili, sarà aperta a partire dalle 16.30.

Chi vince la partita del Pala Costa affronterà in semifinale Grottazzolina, che ha chiuso al primo posto la stagione regolare.

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