martedì
12 Maggio 2026

Torri Hamon, il presidente di Ap approva la demolizione: «Non sono le piramidi»

Daniele Rossi rappresenta l’ente che sta acquistando l’area ex Sarom da Eni per fare un parco fotovoltaico

(foto di Adriano Zanni)

«Se Eni afferma che le condizioni delle torri Hamon sono precarie, lo fa certamente a ragione. Non stiamo parlando delle piramidi, ma di beni non vincolati in zona industriale». In buona sostanza le parole del presidente dell’Autorità portuale di Ravenna, Daniele Rossi, assecondano la decisione di Eni di abbattere le due torri di raffreddamento dell’area ex Sarom che si trova tra canale Candiano e via Trieste, nei pressi dello svincolo con la Classicana. I manufatti, di 55 metri di altezza in cemento armato, furono costruiti negli anni ‘50 e sono dismessi dagli anni ’80 quando cessò l’attività della raffineria.

È il quotidiano Corriere Romagna, in edicola oggi 29 marzo con un articolo di Andrea Tarroni, a raccogliere le parole di Rossi: «Da parte del nostro ente c’è il dovere di acquisire beni su cui non insistano problemi di sicurezza». Il riferimento è alla procedura in corso che porterà quel lotto di terreno da Eni a Ap per farne un campo fotovoltaico da 20MW al servizio del porto, a partire dal terminal crociere per consentire la sosta delle navi a motori spenti. Il progetto vale 26 milioni di euro di cui 10,4 arrivano dal Pnrr. Eni, sempre secondo quanto riporta il Corriere Romagna, ha stimato che il terreno valga 6,4 milioni.

Inseguito dalla polizia, finisce con l’auto nel canale

Si tratta di un uomo di cui era stata denunciata in questi giorni la scomparsa

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Un uomo è finito con l’auto nel canale al culmine di un inseguimento avvenuto nella mattina di oggi, 29 marzo, a Porto Corsini. Si tratta di una persona di cui era stata denunciata in questi giorni la scomparsa.

Le volanti della polizia, individuata la targa, gli avrebbero intimato l’alt, ma l’uomo alla guida – secondo le prime informazioni, un ravennate di circa 50 anni – avrebbe proseguito la propria corsa, finendo poi in acqua, tra lo sguardo stupito dei presenti.

Sul posto anche la capitaneria di porto e i sommozzatori dei vigili del fuoco, oltre agli uomini del 118. Sono in corso le operazioni di recupero dell’automobile.

Non è da escludere l’ipotesi del gesto volontario.

Poker in casa dell’ultima in classifica, il Ravenna resta a meno 2 dal Carpi primo

Mancini, Tirelli, Sabbatani e Campagna firmano il successo contro il Mezzolara a Budrio. Dopo la sosta pasquale il derby casalingo contro Forlì che è terzo a meno 5

Nell’anticipo di Pasqua il Ravenna travolge il Mezzolara a domicilio con quattro reti. I giallorossi battono l’ultima in classifica e si mantengono a due punti dalla vetta occupata dal Carpi. Al terzo posto in classifica ci sono il Lentigione e il Forlì appaiati, distanti 5 punti dal Ravenna. Prossimo appuntamento per i giallorossi dopo la sosta pasquale sarà proprio l’attesissimo derby al Benelli contro il Forlì.

Lo spartito della gara di Budrio è stato chiaro fin da subito, Mezzolara arroccato e Ravenna che cercava lo spiraglio giusto. Il vantaggio arriva solo al 46’: sponda di Tirelli che premia l’inserimento di Mancini, la conclusione dell’esterno giallorosso non da scampo al portiere biancoazzurro e porta avanti il Ravenna. La ripresa riparte come è finito il primo tempo. Al 13′ il raddoppio giallorosso: rinvio di Cordaro, spizzata di Diallo e tocco al volo di Tirelli che scavalca il portiere con un delizioso pallonetto e trova la prima rete lontano dal Benelli. Al 43’ è Sabbatani che cala il tris, lanciato sul filo del fuorigioco da Alluci si trova a tu per tu con Malagoli e lo anticipa con un delicato tocco di esterno. C’è tempo anche per il poker, servito da Campagna con un bel diagonale di destro al secondo di recupero dopo una bella palla recuperata in pressing.

Con 130mila euro tre container navali diventano la nuova caserma dei carabinieri

In via Allende la nuova sede dell’Arma è un progetto innovativo di edilizia sostenibile: fotovoltaico sul tetto per l’autosufficienza e struttura rialzata per fronteggiare altri allagamenti

3Poco meno di un anno dopo la drammatica alluvione che ha travolto il centro abitato, Sant’Agata sul Santerno ha una nuova caserma dei carabinieri. Ora i quattro militari in servizio nel paese di circa 2.500 abitanti sono in un edificio nuovo al 29 di via Allende. Il Comune ha messo a disposizione una porzione di un parcheggio pubblico e in pochi mesi, con una spesa di 130mila euro sostenuta dal comando generale, è stato realizzato un prefabbricato di circa 80 mq che diventa un progetto pilota per altre strutture dell’Arma. Nel pomeriggio di oggi, 28 marzo, l’inaugurazione ufficiale.

La vecchia caserma in via Vittorio Emanuele II, dove i carabinieri erano in affitto, aveva riportato danni ingenti che la proprietà privata dell’immobile non era in grado di restaurare in tempi brevi. E così si è scelto di realizzare una nuova struttura per riportare in paese i militari che erano stati temporaneamente ospitati dai colleghi della vicina Massa Lombarda.

La caserma di Sant’Agata è stata costruita dalla ditta Ecosystem Puglia di Brindisi su progetto dell’architetto Vincenzo Russi di Perugia: gli ambienti sono ricavati con tre container navali, montati su pilastri di cemento a 80 cm da terra e coibentati con pareti di oltre 30 cm di spessore. Il fotovoltaico sul tetto e le batterie di accumulo dovrebbero rendere la struttura energeticamente autosufficiente (non c’è allacciamento al gas).

A fare gli onori di casa è stato il comandante provinciale, il colonnello Andrea Lachi: «Veder tornare i carabinieri in paese credo che sia un bel segnale per la comunità e ci fa molto piacere esserci riusciti in tempi così brevi».

Alla cerimonia era presente anche il sindaco Enea Emiliani che ha ricordato il dolore dei giorni di maggio del 2023 che costarono la vita anche a due persone nel comune: «Abbiamo fatto tutti uno sforzo per compiere questo risultato. È una bella soddisfazione e ci piace l’idea che questa tecnica prefabbricata sia un esperimento pilota per i carabinieri in altre parti d’Italia».

Il primo cittadino, a margine dei momenti ufficiali, ha riassunto la situazione in paese dopo undici mesi dall’alluvione: «I lavori da fare sono ancora tanti e il sosteno dello Stato è lento e poco, soprattutto in termini di forza lavoro». Emiliani ci tiene a ricordare che il Comune deve far fronte a tutte le pratiche burocratiche dei privati ma si trova a essere a sua volta un soggetto alluvionato: «Una parte dei nostri uffici sono ancora sistemati provvisoriamente nella scuola, non è facile lavorare così. Il nostro personale già prima era al limite per gestire le pratiche ordinarie, ritrovarsi con tutto lo straordinario della ricostruzione è un peso enorme. Ci sarebbe voluta una task force dello Stato».

Rosetti Marino approva il bilancio consolidato 2023 con un utile di 7 milioni

Il Pil è 359 milioni di euro, crescita del 13,47 percento rispetto all’anno precedente

Rosetti MarinoUn prodotto interno lordo consolidato di 359,1 milioni di euro con una crescita del 13,47 percento rispetto all’esercizio precedente, riconducibile quasi integralmente al settore oil&gas. È questo il dato che fotografa il 2023 della Rosetti Marino, società di Ravenna che opera a livello internazionale nella progettazione, realizzazione e fornitura di impianti per oil&gas, energie rinnovabili e costruzione navale. Oggi, 28 marzo, il consiglio di amministrazione ha esaminato e approvato sia il progetto di bilancio d’esercizio della Rosetti Marino Spa chiuso al 31 dicembre 2023 sia il bilancio consolidato del gruppo Rosetti Marino chiuso alla stessa data.

Il portafoglio ordini ammonta a 818 milioni  di euro (erano 382 al 31 dicembre 2022) ed è composto come segue: 341 nel settore oil&gas (erano 365 un anno fa) e 477 milioni nel settore rinnovabili e carbon neutrality (erano 8 al 31 dicembre 2022).

Il margine operativo lordo (Ebitda) consolidato è stato di 22 milioni, corrispondente al 6,11 percento del Pil, contro il 9,53 del 2022. Il risultato operativo (Ebit) consolidato è stato di 12 milioni, corrispondente al 3,35 percento del Pil. Il risultato netto consolidato è stato di 7 milioni, corrispondente al 1,96 percento del Pil, contro 4,6 milioni al 31 dicembre 2022, corrispondente al 1,47 percento del Pil.

Il cda ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti di destinare parte dell’utile d’esercizio 2023 a remunerazione del capitale, mediante assegnazione di un dividendo unitario un euro per ogni azione avente diritto e di destinare la residua parte a riserve.

Le camminate della candidata Zannoni (centrosinistra) per coinvolgere i cittadini

CS Elena Zannoni

Prende il via sabato 30 marzo il calendario di “Camminiamo insieme”, una lunga serie di appuntamenti pubblici pensati per coinvolgere e incontrare i cittadini, ascoltarli, discutere con loro e ragionare su problemi e soluzioni. Un format semplice e allo stesso tempo pratico quello proposto dalla coalizione di centrosinistra che sostiene Elena Zannoni quale futura sindaca di Lugo nelle Elezioni Amministrative del prossimo 8 e 9 giugno.

Quindici date, ma altre potranno aggiungersi per visitare più strade. Altrettanti orari di ritrovo, di partenza e arrivo. Quindici percorsi per dare modo a tutti di incontrare la candidata sindaca, parlare con lei e accompagnarla in un tratto del suo cammino tra i quartieri e le frazioni.

Primo appuntamento sabato 30 marzo nel quartiere Lugo Sud, con ritrovo davanti al Centro Conad (ingresso via Piano Caricatore) alle ore 9.30. Poco meno di 4 km di camminata a passo lento, con tutte le soste che si renderanno necessarie per parlare con chiunque lo vorrà, e arrivo nello stesso punto del via dopo due ore circa.

«Per noi questa è un’iniziativa di ascolto e di confronto fondamentale – spiega Elena Zannoni – perché ci darà modo di parlare con i cittadini e capire dalla loro viva voce quali sono i problemi che più li coinvolgono quotidianamente, così come quali sono le soluzioni che propongono per risolverli o quali necessità hanno per affrontarli. Sin dal primo giorno ho messo al primo posto della mia campagna elettorale l’ascolto e il fare. A questi due concetti ora aggiungiamo anche il camminare. La politica deve andare in mezzo alle persone, calarsi nella loro realtà di tutti i giorni ed è per questo che le camminate nei quartieri e nelle frazioni saranno stimolo e al contempo occasione per conoscere a fondo il territorio e le sue caratteristiche».

Questo il calendario, ad oggi, delle camminate: sabato 30 marzo ore 9.30 Lugo Nord; sabato 6 aprile ore 9.30 Voltana; sabato 6 aprile ore 14.30 Lugo Nord; domenica 7 aprile ore 14.30 Villa San Martino; sabato 13 aprile ore 14.30 Lugo Ovest; domenica 14 aprile ore 14.30 San Potito; venerdì 19 aprile ore 14.30 Passogatto e Frascata; sabato 27 aprile ore 9.30 Lugo Est; domenica 28 aprile ore 9.30 Bizzuno; sabato 4 maggio ore 9.30 San Bernardino; domenica 5 maggio ore 14.30 Ascensione e Cà di Lugo; sabato 11 maggio ore 9.30 San Lorenzo; domenica 12 maggio ore 9.30 Giovecca; sabato 25 maggio ore 9.30 Belricetto; domenica 26 maggio ore 9.30 S. Maria in Fabriago.

Italia Nostra chiede alla Soprintendenza di verificare i vincoli delle torri Hamon

I manufatti degli anni ’50 nell’area ex Sarom verso l’abbattimento per decisione di Eni, l’associazione ambientalista ritiene che possano esserci vincoli di tutela che lo impediscano: «Almeno ne venga salvata una. Altrove sono state recuperate». E poi l’appello a Cristina Mazzavillani Muti che in passato le aveva difese: «Eni è sponsor del Ravenna Festival»

434377831 10231363136891995 1606904593965796524 NLa decisione di Eni di abbattere le due torri Hamon di Ravenna, nell’area della ex raffineria Sarom, accende il dibattito pubblico in città. La sezione locale della associazione Italia Nostra – una onlus per la salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali –  invia una richiesta urgente alla Soprintendenza di Ravenna affinché esprima un parere «su questo scellerato progetto di demolizione».

Italia Nostra chiede la verifica sia sulla possibilità di dichiarazione dell’interesse culturale sia sull’eventualità che il vincolo esista di fatto già in automatico per effetto di altre leggi: «Da quanto risulta, le torri sono state costruite nel 1950, quindi avendo più di 70 anni potrebbero già divenire un bene storico-culturale. Inoltre, se fossero già di proprietà dell’Autorità portuale come sembra che sia, il vincolo sussisterebbe in automatico, salvo diverso pronunciamento della Soprintendenza».

L’associazione ha segnalato la cosa anche alla procura di Ravenna. Il sindaco Michele de Pascale afferma che «non risultano atti formali di tutela storico-paesaggistica».

Italia Nostra vuole sapere di più anche sulle presunte condizioni critiche dei manufatti denunciate da Eni come motivazione per la necessità urgente di abbattimento: «Le torri – sostiene il colosso dell’energia – risultano interessate da fenomeni di disgregazione con possibile caduta di calcinacci, fenomeno ben visibile e già in essere». Dalle informazioni in possesso dell’associazione ambientalista la torre più ad ovest era in condizioni ancora buone: «Basta azzeramento della cultura e della memoria a Ravenna, basta ruspe e tritolo, almeno una torre Hamon sia salvata».

L’associazione rappresentata a livello locale da Francesca Santarella ricorda le parole datate 2013 della Soprintendenza di Ravenna tramite la funzionaria Valeria Bucchignani e la soprintendente Antonella Ranaldi nell’ambito del Poc Darsena: «Riguardo alle torri Hamon (…), la loro presenza va a caratterizzare lo sky-line della città vista dalla stazione verso il mare e verso le aree d’espansione industriale degli anni Cinquanta e nell’insieme gli stessi manufatti vanno definire un’idea di paesaggio. Le torri hanno inoltre valore plastico e scultoreo che bene si adatterebbe ad ospitare allestimenti d’arte, anche nel loro suggestivo interno illuminato dall’alto, caratterizzante quindi le stesse previsioni di piano per la localizzazione sulle sponde destra del “Parco delle Arti”».

Di forma iperboloide, definita da una superficie di blocchi armati di 30 cm di spessore che svetta fino all’altezza di 55 metri, le torri servivano per raffreddare, tramite tiraggio naturale, enormi quantità d’acqua ad alta temperatura provenienti dagli impianti della raffineria dismessa negli anni Ottanta. L’area di circa 25 ettari si trova tra il canale Candiano e via Trieste. L’Autorità portuale la sta acquistando da Eni con fondi pubblici per 7,8 milioni di euro per farne un enorme campo fotovoltaico al servizio delle industrie del porto e del terminal crociere di Porto Corsini in modo da consentire alle navi di spegnere i motori in banchina.

«Alcuni narrano di essere entrati con strumenti musicali e di aver suonato con risultati straordinari – si legge nella nota di Italia Nostra –. Altri hanno scattato immagini indimenticabili. E in effetti l’acustica è strepitosa. Un occhio aperto verso il cielo che le rende simili ad un Pantheon della contemporaneità, o alla visione dell’aldilà dell’Ascesa all’Empireo, opera dei primi del cinquecento attribuita a Hieronymous Bosch. Per anni cittadini e studiosi si sono mobilitati per chiederne la tutela ed il recupero. Si ricordano parole appassionate di Cristina Mazzavillani Muti. Eni è main sponsor del Ravenna Festival. La signora Muti adesso cosa dice? ? E tutti gli ettari di bosco che si sono formati attorno alle torri in questi anni di abbandono? Altrove, strutture del genere sono state recuperate, come a Marghera per l’ex Vetrocoke, ora Venezia Heritage Tower, luogo di eventi culturali e spettacoli, oppure il quartier generale della Pirelli alla Bicocca a Milano, dove una torre è stata mantenuta realizzando attorno uffici, sale riunioni collegate da passerelle aeree, auditorium da 350 posti ed un eliporto».

Aule, laboratori e un punto ristoro per l’università all’ex chiesa di San Nicolò

Accordo tra Comune e Alma Mater per la riqualificazione dell’ex museo Tamo in via Rondinelli

Tamo Museo Del Mosaico Panoramica Web
L’ex museo Tamo a San Nicolò

Il Campus di Ravenna dell’Università di Bologna si amplia grazie alla stretta collaborazione tra il Comune di Ravenna e l’Alma Mater. Saranno infatti destinati al Campus gli spazi dell’ex chiesa di San Nicolò, che fino a qualche tempo fa ha ospitato il Museo Tamo, le cui collezioni sono state destinate al Museo Classis per farne un polo unico di valorizzazione del mosaico antico.

L’acquisizione di questo edificio fa parte di un piano dell’Alma Mater per il Campus di Ravenna che prevede sia il potenziamento degli spazi per le studentesse e gli studenti e di spazi per la didattica e la ricerca con nuove acquisizioni, sia la razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi esistenti.

Nell’ex Chiesa di San Niccolò sarà realizzata una nuova sala studio con dotazioni bibliotecarie, della superficie complessiva di circa 950 metri quadrati. A questa si aggiungeranno altri spazi presenti nelle corti interne – per circa ulteriori 350 metri quadrati – da destinare a laboratori e aule per i corsi di studio in Restauro. Infine, sarà realizzato un punto ristoro a cui saranno collegati ampi spazi coperti nei chiostri.

«L’Ateneo ha elaborato un importante piano di ampliamento e razionalizzazione degli spazi nel Campus di Ravenna – dichiara il Rettore Giovanni Molari -. Tale piano, che prevede un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro, riguarda una serie di interventi edilizi già in corso, finalizzati al completamento della sede della Scienze Ambientali a Sant’Alberto, alla manutenzione e rifunzionalizzazione di Palazzo Corradini e di Casa Traversari e alla sistemazione degli spazi della ex Fisioterapia per le esigenze dei corsi di area medica. Inoltre, è in previsione un potenziamento degli spazi della sede di via Tombesi dall’Ova, che comprenderà anche una nuova sala studio. A queste iniziative si aggiunge lo spazio ex Tamo presso la chiesa di San Nicolò, messo a disposizione dall’amministrazione comunale, che ringrazio per la sensibilità e la collaborazione dimostrata. Il piano sarà completato quando sarà possibile entrare in possesso di un nuovo edificio da destinare principalmente a aule e laboratori per la didattica, che permetterà di completare l’offerta di spazi didattici e per servizi agli studenti nel Campus ravennate, rendendolo pienamente adeguato al consolidamento e futuro sviluppo dell’offerta universitaria nella città». Per un completo consolidamento del Campus di Ravenna si renderà infatti necessaria l’acquisizione di un ulteriore nuovo edificio di circa 3.000 metri quadrati da destinare ad aule per l’attività didattica con integrati da laboratori didattici e di ricerca.

«Siamo estremamente orgogliosi e grati – dichiarano il sindaco Michele de Pascale e l’assessore all’Università Fabio Sbaraglia – per l’investimento che l’Alma Mater Studiorum sta compiendo sul nostro Campus in ordine all’ampliamento e al consolidamento dei corsi presenti a Ravenna e viviamo a un tempo come una grandissima opportunità e come un’importante responsabilità l’andamento in crescita delle immatricolazioni su Ravenna. Siamo sempre più convinti del decisivo apporto che la presenza dell’Università può offrire a tutto il nostro territorio. Abbiamo accolto con la massima disponibilità la richiesta degli spazi del complesso di San Nicolò e ci adopereremo affinché vengano messi nelle disponibilità dell’Ateneo il più in fretta possibile. E siamo ovviamente disponibili a ragionare sulla possibilità di concedere anche altri spazi».

Allarme terrorismo, obiettivi sensibili sotto osservazione

Il comitato provinciale per l’Ordine pubblico ha  innalzato i livelli di attenzione dopo l’attentato di Mosca

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Dopo l’attentato di Mosca, sulla base delle direttive pervenute dal Ministro dell’Interno, nel corso del comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunitosi ieri mattina (27 marzo) in Prefettura a Ravenna «sono stati innalzati i livelli di attenzione nei confronti di obiettivi sensibili del territorio provinciale, anche in vista delle celebrazioni per la settimana Santa e delle prossime festività ebraiche». Lo dichiara il prefetto Castrese De Rosa.

In particolare, sono state aggiornate le pianificazioni che prevedono un’azione coordinata di tutte le forze di polizia, dei servizi di specialità e delle polizie locali, con l’obiettivo – si legge nella nota inviata alla stampa – «di garantire, soprattutto in via preventiva, dispositivi di vigilanza e sicurezza calibrati in relazione al livello elevato della minaccia terroristica e nel contempo contrastare con maggiore efficacia i fenomeni di micro-criminalità».

Il comitato ha stabilito che saranno controllati in modo capillare «i luoghi dove si svolgeranno cerimonie religiose e di culto di altre confessioni, nonché le località turistiche che saranno particolarmente affollate sia della riviera come Cervia, Milano Marittima, Marina di Ravenna, Punta Marina e gli altri luoghi dei lidi ravennati, nonché i siti d’arte e musei del capoluogo e della provincia che registrano le maggiori concentrazioni di persone. Inoltre saranno controllati anche i parchi di divertimento come Mirabilandia dove è prevista l’apertura proprio in occasione delle imminenti festività pasquali».

«Abbiamo raccomandato – dichiara il prefetto De Rosa – la massima visibilità del personale in servizio allo scopo di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini anche attraverso unità specializzate di primo intervento come le Squadre Uopi della Polizia di Stato e le Soi dell’Arma dei Carabinieri».

Un significativo supporto verrà dalle Polizie Locali e dalla Polizia Provinciale soprattutto in ambito urbano e nei luoghi di massimo affollamento «per prevenire ogni eventuale turbativa per la sicurezza pubblica».

Anche l’area portuale, i siti ferroviari e le reti del trasporto pubblico saranno controllati in quanto luoghi particolarmente sensibili ed esposti a rischio. Così come la Capitaneria di Porto e il Roan della Guardia di Finanza effettueranno i servizi a tutela sia della sicurezza marittima che lungo la fascia costiera.

Per quanto concerne le arterie stradali ed autostradali, soprattutto nelle giornate festive e nelle fasce orarie e lungo le tratte viarie maggiormente esposte a maggiore rischio di congestionamenti ed incidenti opererà la Polizia Stradale con servizi aggiuntivi delle Polizie Locali e Provinciale.

Scomparse due ragazzine. Non sono andate a scuola. Potrebbero essere nel Napoletano

Ragazze Scomparse
Da sinistra, Michelle Carlucci e Sofia Rivera Alvares

Due ragazzine sono scomparse, presumibilmente fuggite prima di andare a scuola mercoledì mattina. Sui social gli appelli di famiglie e sindaci.

Si tratta della 12enne Michelle Carlucci, di Fusignano, e dall’amica di un anno più grande, Sofia Rivera Alvares, di Cotignola. 

I genitori si sarebbero accorti della scomparsa delle figlie grazie al registro elettronico delle rispettive scuole, che aveva segnalato le loro assenze. Dalle notizie arrivate dal Gps dei loro smartphone, potrebbero essere nel Napoletano. Secondo le prime ricostruzioni, Michelle avrebbe chattato poche ore prima con un’amica napoletana conosciuta sui social.

Ragazzine scomparse, i genitori a Napoli per cercarle: «Nessuna notizia»

Sofia e Michelle, 13 e 12 anni, non sono andate a scuola e poi hanno fatto perdere le loro tracce

Ragazze Scomparse

[+++ AGGIORNAMENTO +++ Le due ragazzine sono state ritrovate sane e salve in un B&B di Napoli]

«La situazione al momento è in stallo, non si sa nulla. L’ultimo contatto del cellulare di nostra figlia è stato a Napoli e oggi siamo anche noi qui, in giro per il territorio a cercarla».

A dirlo il padre di Sofia, 13enne scomparsa il 27 marzo insieme all’amica 12enne Michelle. Le due ragazzine sarebbero dovute andare a scuola ad Alfonsine ma non sono mai arrivate in classe. Sono in corso ricerche coordinate dalla Procura di Ravenna e la prefettura ha attivato le altre prefetture in Italia.

I cellulari mostrerebbero come le due adolescenti abbiano raggiunto in treno il capoluogo campano. Michelle avrebbe anche scritto ad un’amica conosciuta online, dicendole che aveva intenzione di andarla a trovare a Napoli. «L’ultima traccia del cellulare di mia figlia è stata a Napoli – aggiunge il padre – e poi più niente. Non sappiamo chi possano aver raggiunto le ragazze». (Ansa.it)

Il Centro visite della Salina riapre tra pedalate, gite in barca e degustazioni

Nella prima parte della stagione, le escursioni saranno organizzate solo nel fine settimana e nei festivi

Fenicotteri

Il Centro visite della Salina di Cervia riaprirà venerdì 29 marzo e resterà aperto tutti i fine settimana e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, fino al 16 giugno, quando entrerà in vigore l’orario di alta stagione.

A partire dal 29 marzo, tutti i venerdì sarà possibile partecipare alla nuova escursione “Riflessi dorati: pedalata con degustazione al tramonto”, una scampagnata guidata in bicicletta in uno dei momenti più suggestivi della giornata, con a seguire una degustazione di prodotti tipici alla Locanda Acervum.

In occasione delle festività pasquali (sabato 30, domenica 31 e lunedì 1 aprile) prenderà il via la “Passeggiata lungo la via dei nidi”, (riproposta in seguito ogni sabato, domenica e festivo). Si tratta di un’escursione adatta a tutta la famiglia per scovare, muniti di binocolo, la fauna della Salina cervese e i suoi comportamenti, tra uccelli in cova, momenti di corteggiamento e accudimento dei piccoli e tecniche di difesa del nido.

Tra le iniziative in programma per i prossimi weekend, e sempre in partenza a Pasqua, anche l’escursione “In barca alla scoperta dei fenicotteri”, un giro in barca elettrica con partenza alle ore 16 che permetterà di avvistare diverse specie di uccelli della Salina da una prospettiva diversa. Un breve tratto di passeggiata permetterà poi di avvicinarsi alle vasche dove, con un po’ di fortuna, si ammirano i celebri fenicotteri. Il sabato, l’escursione in barca viene proposta anche al tramonto, con una visita lungo il canale circondariale della Salina di Cervia.

Da domenica 31 (e in seguito tutte le domeniche e i giorni festivi, compreso il 1 aprile) torna “Salina, bici & brunch”, una pedalata che passa dalla Salina Camillone, per “scoprire i segreti dell’Oro Bianco”, e prosegue poi lungo la nuova pista ciclabile per avvistare le diverse specie che vivono in quest’area del Parco del Delta del Po. Al termine della gita è previsto un brunch dolce e salato alla Locanda Acervum.

Per partecipare alle escursioni è necessario acquistare anticipatamente i biglietti sul sito di Atlantide.

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