Ha aperto poche settimane fa una nuova attività in via della Lirica, a Ravenna. Un piccolo locale che si affaccia con alcune vetrine sui portici, all’interno del quale è stato ricreato una sorta di giardino – come vuole evocare il nome – grazie in particolare all’originale arredamento curato da Timida, lo storico negozio della via, a pochi passi di distanza.
Si chiama Garden 37 ed è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 21.30 con caffetteria, piccola ristorazione, aperitivi, all’insegna di una “cucina senza fornelli” con una materia prima di qualità. Dai taglieri di maiale nero ai formaggi di San Patrignano, passando dalle acciughe del Mar Cantabrico e la rinomata Giardiniera di Morgan. Con una selezione di vini del territorio e non solo, oltre a una carta di cocktail con ampia scelta di gin.
L’investimento è stato effettuato da Giuseppe Tateo, imprenditore e cuoco con decenni di esperienza alle spalle, noto in particolare per la sua attività al ristorante-hotel-pizzeria Classicano.
Morto nel 1976, Ricci fu primo presidente dell’ordine provinciale degli avvocati e membro del Cln
Palazzo Rossi a Lugo, l’edificio in via Matteotti che ospita gli uffici del giudice di pace, è stato intitolato all’avvocato Mario Ricci. Nato nel 1889 e scomparso nel 1976, Ricci fu tra gli avvocati più noti e stimati nella Romagna del suo tempo, assumendo la difesa nei più celebri processi tra cui, appena venticinquenne, quello per i fatti insurrezionali della Settimana Rossa.
Oltre a essere stato membro del Comitato di Liberazione Nazionale, fu il primo presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ravenna dal 1944 quando, dopo il ventennio fascista, fu ricostituito l’Ordine forense, in un’epoca in cui ancora si combatteva, e rimase in carica, ininterrottamente, fino al 1967. Nel 1946 fu candidato socialista all’Assemblea Costituente non riuscendo tuttavia, nonostante il numero molto alto di preferenze raccolte, ad essere eletto. Fu anche presidente, nel primo dopoguerra per oltre venti anni, della maggiore banca cittadina, la Cassa di Risparmio di Lugo.
L’intitolazione è stata promossa dall’associazione Avvocati Lughesi con il Comune e ha visto la partecipazione dei vertici locali della magistratura e dell’avvocatura, delle forze dell’ordine, delle istituzioni scolastiche cittadine.
Durante la cerimonia, introdotta dal presidente dell’Associazione Avvocati Lughesi Angelo Bartolotti, sono intervenuti il viceprefetto Nazzareno De Franco, il sindaco Davide Ranalli, il procuratore capo Daniele Barberini, la presidente del Tribunale di Ravenna Maria Pia Parisi, la presidente della Sezione penale Cecilia Calandra, il presidente Urcofer Mauro Cellarosi, la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ravenna Paola Carpi e Andrea Valentinotti, consigliere comunale e socio dell’Associazione Avvocati Lughesi.
Alla cerimonia ha partecipato anche Alberto Rizzo, capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia. A tutti gli intervenuti è stata donata una copia del libro “L’avvocato – biografia romanzata di Mario Ricci” di Paola Amadesi, Edizioni Moderna.
In ritardo di qualche giorno, condividiamo con i nostri lettori un piccolo regalo di Adriano Zanni: un calendario targato R&D con le sue foto che raccontano il succedersi dei mesi nel Ravennate, dalla neve alla nebbia, passando per le spiagge e i fuochi d’artificio di Ferragosto.
Piante di pregio storico, ambientale e culturale che la Regione tutela e protegge per conservarli e trasmetterli alle nuove generazioni
L’Emilia-Romagna ha 77 nuovi alberi monumentali – piante di pregio storico, ambientale e culturale che la Regione tutela e protegge per conservarle e trasmetterle alle nuove generazioni – e venti di questi si trovano in provincia di Ravenna: sono i platani di via Severoli a Fusignano.
Col decreto del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, passato nei giorni scorsi in commissione Territorio e Ambiente, la Regione ha accolto le richieste arrivate da Comuni e cittadini per inserire nuovi alberi nell’elenco di quelli monumentali. Queste piante potranno godere di un contributo regionale per la loro corretta manutenzione e allo stesso tempo dovranno rispettare gli standard regionali per la qualità.
Mirella Dalfiume di Massa Lombarda, consigliera regionale del Pd, è stata relatrice di maggioranza della legge per la tutela degli alberi monumentali, approvata un mese fa: «Adesso è bene procedere celermente nell’approvazione del Decreto perché questo permette ai Comuni di accedere alle risorse per tutelare gli alberi. Come dissi al momento della sua approvazione, questa legge, oltre a recepire la normativa nazionale, ampliare la tutela e adeguare le sanzioni, mette a disposizione nuovi fondi per la cura degli alberi e dei boschi soggetti a tutela. Per questi interventi, sia da parte degli enti pubblici sia dei privati, sono stati stanziati 935mila euro per il triennio 2023-2025».
L’Emilia-Romagna, quindi, si conferma come una delle “patrie” degli alberi monumentali: dai cipressi di Montecalvo (Pianoro) all’ippocastano di Modena, dall’acero di Madonna di Lizzano al cipresso di Scola (Grizzana) lungo la via Emilia ci sono circa 600 esemplari monumentali, di cui 102 sono anche piante monumentali d’Italia. Un grande patrimonio che la Regione, prima in Italia, mappa e cura dal 1977.
Di seguito il dettaglio degli altri nuovi 57 alberi divisi per provincia.
Bologna: sono 24 i nuovi alberi monumentali in provincia di Bologna: i frassini dell’Oasi dei Sapori a Corticella (Bologna); i cipressi di Vergato e Cereglio; il cedro di Sibano, nel Comune di Marzabotto; i castagni e il pero di Alto Reno Terme; i castagni di Grizzana Morandi, il cedro dell’Himalaya in via Zucchi a San Lazzaro di Savena; i gelsi, l melo e i cedri del Libano di Zola Predosa.
Ferrara: sono 23 i nuovi alberi monumentali in provincia di Ferrara: cedri del libano, tigli e pioppo bianco rispettivamente al Parco Massari, alla Quartesana e al Parco Pareschi; un sorbo a Riva ferrarese a Riva del Po.
Reggio Emilia: sono 4 i nuovi alberi monumentali in provincia di Reggio Emilia: le farnie di Novellara; la quercia di Viano e la roverella di Reggio Emilia.
Forlì-Cesena: sono 3 i nuovi alberi monumentali in provincia di Forlì-Cesena: le roverelle di Predappio.
Piacenz: sono 2 i nuovi alberi monumentali in provincia di Piacenza: la farnia a Castel San Giovanni e il cedro dell’Himalaya a Castell’Arquato.
Rimini: è uno il nuovo albero monumentale: la roverella a Montescudo-Monte Colombo.
Un concorso di idee promosso dal Comune, ogni rotatoria avrà un tema specifico
Il Comune di Faenza lancia un concorso per l’ideazione di opere d’arte da installare in quattro rotatorie della città. Il bando è rivolto ad artisti (singoli o riuniti in gruppo) che dovranno ispirarsi a quattro temi specifici che connotino il territorio faentino.
Per la rotatoria in prossimità dell’ingresso autostradale di Faenza i partecipanti dovranno proporre un’opera legata al tema “Città della Ceramica”.
Per quella all’intersezione tra le strade provinciali San Silvestro e Felisio il tema scelto per il manufatto artistico dovrà essere connesso alla “Motor Valley dell’area faentina”.
Per la rotatoria posta all’intersezione tra via del Cavalcavia, via Gatti, via Granarolo e via San Silvestro gli artisti dovranno progettare un’opera che richiami il tema “Palio di Faenza”.
Per quella posta all’intersezione tra via Firenze, via Canal Grande e via Ospitalacci, il tema prescelto è connessa alla gara podistica “100 Km del Passatore”.
Attraverso il concorso di idee, che si svolgerà in un’unica fase, verranno acquisite le proposte d’idee e ai progettisti verrà riconosciuto un premio: per ogni rotatoria al primo progetto selezionato saranno corrisposti duemila euro e mille euro al secondo progetto per un totale di 12mila euro (e non 48mila come scritto in un primo momento per una imprecisione nel comunicato della Romagna Faentina).
Dopo questa fase le idee premiate verranno acquisite in proprietà dal Comune che ne valuterà la fattibilità, le tempistiche della progettazione e la successiva fase di realizzazione delle opere.
Le proposte possono essere inviate dalle 10 di lunedì 15 gennaio fino alle 13 del 30 aprile 2024 tramite il sito del Comune e della Romagna faentina.
«Abbiamo deciso di evitare di animare le rotatorie in modo occasionale inserendole invece in un progetto organico – dice il sindaco Massimo Isola –. Nello scrivere il bando abbiamo individuato alcuni temi chiave che possano rappresentare l’identità della città aiutandoci inoltre a collegare urbanisticamente il centro alle periferie. Per dare il massimo rigore possibile al progetto una commissione tecnico-scientifica giudicherà i lavori che verranno presentati».
Iniziativa promossa da due associazioni di avvocati, il 18 gennaio a Faventia Sales
Due associazioni di avvocati organizzano un convegno pubblico, accreditato anche per la formazione professionale, per fare chiarezza sulle ordinanze commissariali per i ristori a famiglie e imprese colpite dagli eventi alluvionali di maggio 2023. L’appuntamento è a Faenza, città duramente colpita dalle esondazioni del Lamone, il 18 gennaio 2024 dalle 15 alle 18 nel complesso Faventia Sales in via San Giovanni Bosco. Le associazioni che promuovono l’iniziativa sono Saaer (Società avvocati amministrativisti dell’Emilia-Romagna) e la sezione di Ravenna dell’Aiga (Associazione giovani avvocati).
Verranno trattate le principali questioni collegate all’applicazione delle ordinanze 11/2023 e 14/2023 emanate dal commissario straordinario del Governo a seguito degli eventi alluvionali del maggio 2023 per i ristori a famiglie e imprese (sono tutte consultabili a questo link). Il carattere trasversale delle relazioni apre la partecipazione all’evento a chiunque sia interessato ai temi trattati. La partecipazione è gratuita ma, per fini organizzativi, si invitano gli interessati a comunicare la propria partecipazione alla seguente e-mail aiga.ravenna@gmail.com.
Le relazioni saranno tenute dagli avvocati Carlo Baseggio, consulente legale del commissario Bonaccini per la ricostruzione post-sisma 2012, che tratterà degli elementi sistematici delle ordinanze commissariali relativi agli indennizzi per famiglie e imprese alluvionate e Lucia Maggiolo che interverrà esponendo la propria esperienza di patrocinio nei contenziosi sui contributi per la ricostruzione post-sisma 2012.
Interverrà poi il presidente del collegio Geometri della provincia di Ravenna, Marco Calderoni, che illustrerà l’attuale stato della normativa commissariale. Matteo Scudellari, esperto di appalti pubblici, si soffermerà sugli adempimenti legati al rispetto della normativa sulla tracciabilità finanziaria e le white list. Chiuderà l’incontro Paolo Ravaioli, coordinatore e dirigente dell’Unione della Romagna Faentina, relazionando in merito al ruolo degli enti locali nel procedimento di richiesta dei contributi post alluvione.
Gli organizzatori evidenziano che la scelta di svolgere il convegno nel centro storico di Faenza e, in particolare, all’interno del complesso ex Salesiani gravemente danneggiato dall’alluvione, vuole testimoniare la vicinanza dell’avvocatura alla città e al territorio colpito dagli eventi di maggio 2023.
La decisione a carico di Gianfranco Santini e Marta Collot, referente nazionale del movimento Potere al Popolo per la manifestazione di protesta contro l’invito agli angeli del fango a stare a casa
Il tribunale di Ravenna ha emesso un decreto penale di condanna per due esponenti del movimento Potere al Popolo (Pap) per la manifestazione che si tenne in piazza del Popolo il 28 maggio 2023 con striscioni, bandiere e megafoni in difesa dei cosiddetti “angeli del fango” e contro il prefetto Castrese De Rosa e lo Stato. Gli esponenti segnalati dalla Digos furono la 30enne Marta Collot e il 60enne Gianfranco Santini, referenti rispettivamente nazionale e provinciale di Pap. Collot si candidò a governatrice dell’Emilia-Romagna nel 2020 e Santini è stato candidato sindaco alle amministrative del 2021 a Ravenna.
«Ancora sporchi di fango – si legge oggi in una nota di Potere al Popolo – andammo a protestare per le parole di sindaco e prefetto che invitavano i volontari dell’alluvione a stare a casa e non venire ad aiutare, mentre la Romagna era ancora sommersa e non si vedeva nemmeno l’ombra di un mezzo pesante per la rimozione dei detriti e la pulizia dei paesi, il che ci imponeva di denunciare come i mezzi militari debbano essere utilizzati per il bene della popolazione anziché per massacrare altre popolazioni».
La contestazione in piazza, a cui parteciparono 20-30 persone da varie parti d’Italia, si sarebbe svolta senza preavviso alla questura. «La manifestazione si tenne in una piazza pubblica – scrive ancora Pap – senza intralciare niente e nessuno. Consideriamo questi decreti penali di condanna un attacco politico al diritto di dissenso. Questa azione repressiva si somma al clima di censura calato in queste settimane in tutta la regione, un territorio in cui chi porta avanti le lotte a difesa dell’ambiente e per la pace viene individuato come un nemico da un sistema di potere sempre più vacillante sotto il peso delle proprie contraddizioni».
Lo ha deciso il giudice. La difesa presenterà a breve la richiesta di perizia psichiatrica
Il Gip del tribunale di Ravenna Andrea Galanti, come chiesto dal Pm Stefano Stargiotti, ha convalidato l’arresto della polizia nei confronti di Giulia Lavatura, 41enne che l’8 gennaio si è buttata dal nono piano trascinando con sé e uccidendo la figlia di sei anni, Wendy.
Il giudice ha anche applicato all’indagata una misura cautelare in clinica: all’ospedale Bufalini di Cesena, dove si trova ricoverata, fino alle dimissioni e poi alla Psichiatria di Ravenna.
Nell’ordinanza il giudice ha rilevato che il rischio di un gesto estremo è alto.
La difesa (avvocato Massimo Ricci Maccarini) ha anticipato che a breve presenterà formale richiesta di perizia psichiatrica. Sul caso, già alcuni psichiatri si sono fatti avanti offrendo collaborazione gratuita. (fonte Ansa.it)
Fino al 23 gennaio negli spazi della Cassa sotto i portici si possono ammirare costruzioni. E nel weekend in darsena il grande evento
11-01-2024- -; ravenna piazza del popolo private banking mostra mattoncini in darsena lugo lab
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La vetrina della Cassa di Ravenna sotto i portici di piazza del Popolo espone una mostra dedicata ai mattoncini Lego nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del collezionismo privato e della cultura artistica. Fino al 23 gennaio prossimo, in collaborazione con il gruppo Romagna Lugo, un’esposizione di oggetti interamente realizzati con i famosi mattoncini in plastica della Lego e meticolosamente curati nei dettagli. Queste costruzioni, che possono talvolta raggiungere anche dimensioni notevoli, richiedono non solo tanta pazienza, ma anche perizia e precisione. La mostra è collegata anche alla rassegna “Mattoncini in Darsena” sabato 13 dalle 14 alle 19.30 e domenica 14 dalle 9.30 alle 19.
Romagna Lug è un’associazione di amici romagnoli che coltivano lo stesso hobby, le costruzioni con i Lego abbinate ad un forte radicamento territoriale. Il logo stesso dell’associazione, costituito da una caveja sormontata da un mattoncino giallo della Lego, richiama da un lato le origini romagnole del gruppo, essendo la caveja il simbolo per eccellenza della Romagna contadina, e dall’altra la passione che li unisce per questo tipo di costruzioni.
Dal 15 al 20 gennaio con Luigi Dadina, su un testo scritto a quattro mani insieme a Cesare Albertano
Saturno Carnoli
Uno spazio raccolto, poche sedie sul palco del Teatro Socjale di Piangipane accoglieranno – da lunedì 15 a sabato 20 gennaio a partire dalle 20 – lo spettacolo Saturno figlio di Anarchia, il racconto dell’intellettuale Saturno Carnoli realizzato dal co-fondatore delle Albe, Luigi Dadina, su un testo scritto a quattro mani insieme a Cesare Albertano.
In scena Dadina è il narratore, mentre Paolo Baldini si occupa di suoni, musiche, rumori e oggetti. Scene e costumi sono di Elvira Mascanzoni e Piero Fenati, mentre i disegni sono affidati alla penna di Davide Reviati, che già in passato ha lavorato con Dadina contribuendo a fissare alcune pagine della storia locale (organizzazione a cura di Francesca Venturi, produzione Albe / Ravenna Teatro).
«Questa azione teatrale – scrivono Cesare Albertano e Luigi Dadina, autori del testo – ha il compito di ricordare Nino Carnoli che, come si comprende anche dal suo ultimo scritto, ha vissuto sentendosi sempre parte di un “noi”. Una vita furiosamente cittadina, ravegnana, che non ha perso mai i legami con il mondo, dalla Parigi del maggio del ’68, alla Pompei dove si fece promotore e interprete della riproduzione di un antico mosaico. Una vita spesa tra politica, arte, artigianato, ricerca storica, insegnamento, editoria, grafica. Una vita anarchica. Vitale fino alla fine, sempre che ci sia una fine. A Ravenna è stato etichettato per lo più come provocatore. Nulla di più falso e banale».
«Abbiamo scritto il testo – proseguono Albertano e Dadina – dopo una richiesta bellissima e inaspettata della sua compagna. Abbiamo accettato di getto. Poi sono passati due anni in cui riflettere su quella decisione istintiva per arrivare a uno scritto che parlasse a tutti, ravennati e forestieri. Avevamo entrambi qualcosa da dire. Cesare per avere avuto con Nino una profonda amicizia e una prolifica produzione di scrittura narrativa e saggistica negli ultimi dieci anni. Luigi per avere misteriosamente intessuto lungo tutta la sua vita un legame con lui, una appartenenza alla medesima schiatta di artigiani, artisti, narratori, politici, storici, ribelli e costruttori».
Dopo Vitaliano Ravagli, il vietcong romagnolo, e Marco Pantani, attraverso la scrittura di Marco Martinelli, ora Saturno “Nino” Carnoli è la terza figura di uomo romagnolo incontrato in vita che Dadina si trova ad affrontare. Il primo scoperto grazie a Renata Molinari – leggendo un romanzo dei Wu Ming – l’altro noto in tutto il mondo, e ora Saturno, conosciuto da sempre e riscoperto attraverso le sue opere, i suoi libri e le parole di molte persone che hanno sentito il bisogno di dare testimonianza del rapporto che le legava a lui, del proprio debito affettivo e morale nei suoi confronti.
Per informazioni e biglietti: ravennateatro.com, 333 7605760, promozione@ravennateatro.com.
Intero 12 euro, ridotto 10. Al termine dello spettacolo è possibile cenare prenotando una porzione di cappelletti (8 euro).
La nuova offerta formativa proposta dall’istituto tecnico industriale Marconi che consente l’accesso a università e corsi post diploma. Presentazione online con due eventi
Novità in arrivo per le scuole superiori in provincia di Ravenna. Dal prossimo anno scolastico, al via a settembre 2024, all’istituto tecnico industriale Marconi di Lugo, che fa parte del polo tecnico-professionale, sarà attivo un nuovo percorso “Meccanica e Meccatronica e Intelligenza artificiale” sviluppato in quattro anni e non cinque.
La proposta formativa nasce a seguito dell’apertura delle sperimentazioni di dicembre 2023 da parte del ministero. Al termine dei quattro anni, l’esito del percorso porta all’esame di Stato identico a quello quinquennale, con possibilità di accesso a qualsiasi facoltà universitaria, corso post diploma oppure con l’effettiva opportunità di un lavoro qualificato nell’ambito di indirizzo. A Lugo, di recente, è partito anche il corso universitario in Meccatronica.
«Il percorso quadriennale del polo – si legge in un comunicato stampa diffuso dalla scuola – si pone come obiettivo quello di potenziare e valorizzare la didattica laboratoriale, attivare tecnologie e metodologie didattiche innovative, rinforzare le competenze linguistiche e rinforzare l’area delle scienze, della tecnologia, della matematica».
Il piano di studi prevede l’attivazione del Clil (didattica in inglese di materie non linguistiche) dal primo anno, il rinforzo delle ore di matematica con particolare attenzione al coding e alla programmazione, la presenza di scienze (in particolare chimica) fino all’ultimo anno, il rinforzo di storia in terza e quarta, la possibilità di scegliere tra psicologia e economia negli ultimi anni. L’area di progetto permette inoltre di approfondire temi nuovi e sfidanti come quello dell’intelligenza artificiale nell’ambito ingegneristico grazie all’apporto dei partner di progetto (Fondazione Its Maker, Fondazione Its Tec, Unitec, Facoltà di Meccatronica).
Il percorso verrà presentato alle famiglie con due eventi online sabato 13 gennaio alle 15 e martedì 16 gennaio alle 19. Maggiori informazioni sul piano didattico e sugli orari a questo link sul sito della scuola.
Respinti i ricorsi delle difese del sicario Pierluigi Barbieri e dell’ex marito della vittima, Claudio Nanni
Pierluigi Barbieri
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi delle difese e sono così confermate le due condanne all’ergastolo per l’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne di Faenza sgozzata nel suo appartamento il 6 febbraio 2021.
Imputati erano Pierluigi Barbieri, considerato il sicario e reo confesso del delitto, e Claudio Nanni, ex marito della vittima.
Fabbri era stata uccisa attorno alle 6 non appena la figlia Arianna, che viveva con lei a settimane alterne dopo la separazione, era uscita di casa con il padre per andare a ritirare un’auto comperata a Osnago (Lecco).
Secondo le indagini della polizia – squadra Mobile di Ravenna, Sco di Roma e Commissariato di Faenza – coordinate dai Pm Daniele Barberini e Angela Scorza, si trattava solo di un alibi costruito ad arte da Nanni per consentire a Barbieri, alias “Lo Zingaro” di avere campo libero. Ma in realtà quella notte l’allora fidanzata di Arianna – una coetanea di Imola – era rimasta nell’abitazione, potendo così subito lanciare l’allarme e facendo in parte saltare i piani.
Barbieri, nel corso di due dettagliate confessioni confermate anche in aula durante il processo, dopo l’arresto aveva precisato che i tentativi di uccidere la donna erano stati altri due.
Per la Procura di Ravenna il movente è stato economico: la donna, dopo avere ottenuto dal Tribunale l’assegnazione della casa coniugale del valore di 300mila euro, aveva citato l’ex marito in una causa di lavoro da 500mila euro per i salari non ricevuti per la sua attività nell’impresa di famiglia, l’officina di Nanni; e per la gelateria di famiglia venduta a sua insaputa. (fonte Ansa.it)