Le imprese di Ravenna, Cervia, Lugo e Faenza, sono state ospiti della Serata al Teatro Goldoni
Giovedì 9 novembre Confesercenti Ravenna-Cesena ha festeggiato la propria “Serata” al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, celebrando undici aziende del territorio con il premio dedicato ai cinquant’anni di attività.
Si tratta di un’azienda ravennate, il ristorante Stagnì di Serri Elvezio; sette attività cervesi (Macelleria Calzi Mauro, Hotel La Falena di Zucchi Giulio, Hotel San Domenico di Brighi Domenico, Hotel Milena di Casadei Giampaolo, Profumeria La Petite di Lodi Mirella, Calzature Poker di Santarelli Tonino, Hotel Selene di Sassi Enzo); due attività lughesi (autosalone di Beltrandi Giovanni, Picchi & C. di Picchi Tristano) e il mobilificio di Meluzzi Carlo dal faentino.
Con l’intenzione di celebrare il traguardo imprenditoriale del cinquantesimo anniversario in un contesto significativo, la premiazione è stata seguita dalla messa in scena dello spettacolo “Nudi” della Compagnia del Baccano (con la regia del compianto Ivano Marescotti)
La serata, condotta da Walter Dal Borgo, presidente Confesercenti Faenza, ha visto ospiti Monica Ciarapica, presidente d’area Confesercenti Ravenna-Cesena, che ha portato il suo saluto e qualche riflessione su quest’ultimo anno, dall’alluvione ai progetti per il futuro, con qualche considerazione sulla stagione turistica appena conclusa e i rappresentanti della Confesercenti di Firenze con cui è cresciuto un rapporto di amicizia e solidarietà dai momenti dell’alluvione, calamità che ha recentemente toccato anche le terre toscane.
In piazza Garibaldi si pattina già. A Milano Marittima “SuperXmas” dal 30 novembre
Cervia si prepara per un natale all’insegna della famiglia e delle tradizioni: torna quest’anno (dopo la sentita assenza dello scorso Natale) la storica pista da pattinaggio sul ghiaccio di Piazza Garibaldi e sarà ancora più grande delle edizioni precedenti. La pista verrà inaugurata sabato 11 novembre.
Venerdì 8 dicembre si proseguirà con la tradizionale accensione dell’albero di Natale della città, un abete rosso proveniente dalla Val Nambrone, zona boschiva prossima a Madonna di Campiglio e soggetta ad un piano di taglio programmato per la rinaturalizzazione dell’area. Oltre all’abete e alla pista, Piazza Garibaldi ospiterà anche le casette del mercatino natalizio che proporranno oggettistica, artigianato natalizio e varie offerte gastronomiche. Nel fine settimana alle bancarelle verranno affiancati laboratori di artigianato, esposizioni d’arte e spettacoli e attrazioni dedicati ai più piccoli: dalle performance di maghi, giocolieri e circensi, agli spettacoli di burattini e bolle di sapone. Il 31 dicembre la piazza si farà teatro di uno spettacolo di Capodanno.
L’area verde Grazia Deledda (adiacente alla Cattedrale) ospiterà il Giardino del Grinch, aperto per tutto il periodo di festività. Qui i bambini potranno incontrare le fantastiche creature del Natale come elfi, renne, regine di ghiaccio e il Grinch, che avrà un teatrino dedicato per i suoi spettacoli. Fuori dal parco, sarà possibile incontrare Babbo Natale nella sua casetta, scattare con lui foto e consegnare a mano le proprie letterine.
I personaggi simbolo delle festività animeranno comunque le vie del centro anche al di furori del giardino fino al 7 gennaio, con un programma di appuntamenti e spettacoli. Le luminarie vestiranno invece il centro attraversando viale Roma e il corso, e arriveranno fino al Borgomarina. Sul porto canale, la burchiella dei salinari ospiterà il Presepe di sale, simbolo della città. In occasione dell’Epifania, il porto canale ospiterà anche uno spettacolo pirotecnico/musicale con cascate di fuochi d’artificio alle ore 18.30
Tra gli incontri culturali e musicali del periodo natalizio si segnalano l’anteprima del Concerto di Natale Cervia-Betlemme del 3 dicembre in Cattedrale e il Concerto della Solidarietà nella chiesa di Sant’Antonio il 17 dicembre ore 17. Seguiranno il Concerto di Natale della Grande Orchestra Città di Cervia del 26 dicembre, in teatro, gli auguri itineranti di inizio anno della Banda Città di Cervia, il Cin Cin in Musica del 1 gennaio in teatro a cura di Lions Cervia.
A Milano Marittima il Natale diventerà “SuperXmas”, con un calendario di eventi che prenderà il via il 30 novembre, con spettacoli a tema natalizio, neve e luci scenografiche, e l’atteso ritorno della pista del ghiaccio circolare (la più grande in Europa – dicono i promotori – con il suo anello di 1.000 metri quadrati che si snoda intorno alla rotonda Primo Maggio). La pista ospiterà gli Show della Neve, spettacoli quotidiani realizzati tra le scenografie in 3D a forma di orsi polari, pinguini e alberi di Natale.
Gli appassionati di architettura potranno passeggiare tra le strutture illuminate del Distretto Liberty e l’Eco Christmas Lodge, tra sfilate di mongolfiere luminose e i 17 portoni liberty luminosi dei “villini del pineto” di Milano Marittima tra viale Gramsci e Viale Matteotti. Anche in questo caso, le attrazioni resteranno aperte fino al 7 gennaio.
In occasione del Natale torna il trenino Christmas Express che collegherà, dall’8 dicembre al 7 gennaio, Milano Marittima a Cervia, con il doppio intento di fungere da comodo mezzo di comunicazione tra le due città che limita l’utilizzo delle auto e di aggiungersi alle offerte caratteristiche del periodo natalizio.
Pinarella e Tagliata offriranno agli ospiti un’accoglienza natalizia tra sport, musica, e folklore a partire da dicembre, per giungere al culmine del programma con l’oramai famosissimo e partecipatissimo Tuffo della Befana del 6 gennaio.
Il 5 e il 6 gennaio riaprirà la Casina di Piazzale Pesci (Tagliata) proponendo varie attività e piatti della tradizione. Il 6 gennaio, giornata del “Tuffo”, partirà all’insegna dello sport con la partenza della Pedalata delle Befane alle 8 e della Camminata delle Befane alle 9. I Musicanti di San Crispino accompagneranno tutta la giornata con il loro repertorio folkloristico.
Si tratta di un locale di Sant’Alberto e di uno di Marina di Ravenna
Il questore ha disposto la chiusura per 15 giorni di due bar. Si tratta di un locale di Sant’Alberto, nei pressi del quale si era verificato un grave episodio lo scorso luglio. All’interno del bar un 45enne al culmine di una lite aveva aggredito un cliente con un coltello da cucina sottratto dal bancone, prima di darsi alla fuga e poi tornare armato di bastone, tentando anche di investire con l’auto il “rivale”.
Numerosi controlli hanno inoltre permesso di accertare «la costante e assidua presenza di avventori con numerosi precedenti di polizia e penali per reati contro la persona, il patrimonio, per sostanze stupefacenti», scrivono dalla questura.
Sempre oggi, 10 novembre, i sigilli sono stati apposti anche a un bar di Marina di Ravenna. L’esercizio pubblico è risultato essere «luogo di rilevante e assidua frequentazione di soggetti gravati da numerosi precedenti penali e di polizia, ma soprattutto, nonostante sia cambiata la gestione, è proseguito al suo interno lo spaccio di sostanze stupefacenti». Le forze dell’ordine già un anno fa e anche recentemente hanno arrestato diverse persone nei pressi del locale.
Giorgia Cardinaletti a Ravenna per il Premio Guidarello. Finiti i tempi dei mezzibusti inchiodati alla scrivania: «Ci muoviamo nello studio e con gli schermi portiamo lo spettatore dentro alle storie».
I conduttori dei telegiornali del passato, nell’immaginario collettivo, esistevano solo dalla cintola in su. Mezzibusti, appunto, per via della posizione fissa alla scrivania davanti alla telecamera. Quei tempi sono finiti anche al Tg1, il sancta sanctorum del giornalismo Rai. La rivoluzione si è consolidata con la direzione di Monica Maggioni, prima donna al timone del tiggì tra novembre 2021 e giugno 2023. Giorgia Cardinaletti è arrivata alla conduzione delle 20 in quel periodo: «Chi conduce si muove nello studio, si immerge nel racconto grazie alle immagini sugli schermi e cerca di portare lo spettatore dentro alle storie».
Il riconoscimento arriva dopo dieci anni di giornalismo in Rai, di cui gli ultimi quattro nella redazione del Tg1 con la conduzione dell’edizione delle 20 da un anno e mezzo. Che significato ha questo premio? È un traguardo? «Sono felice e onorata, è bello se c’è un riconoscimento del lavoro che si fa. Ma non mi considero “arrivata”, come non l’ho mai fatto in passato quando ho avuto altre occasioni importanti in Rai».
Eppure la conduzione del Tg1 delle 20 per qualcuno potrebbe essere la massima aspirazione… «La vivo prima di tutto come una grande responsabilità e anche una grande sfida. Però alla conduzione dell’edizione serale ci alterniamo con turni settimanali quindi c’è il tempo per continuare anche a lavorare sul campo ed è bello così. Amo entrambe le cose. Di sicuro l’esperienza da inviata è utile quando sei alla conduzione perché sai cosa devono gestire i colleghi sul posto».
Com’è la giornata tipo della conduttrice del Tg1 delle 20? «Alle 9.30 arrivo in redazione avendo già letto i giornali e guardato i tg, partecipo alla riunione con cui si imposta la giornata e la scaletta dell’edizione delle 13.30 che è fondamentale per avere un quadro della giornata e di quali servizi ci saranno alla sera. Pausa pranzo, riunione alle 16 incentrata sull’edizione serale, trucco e poi si lavora sugli ultimi dettagli prima di andare in onda».
Che strumenti si usano durante la conduzione in diretta? «Il risultato di chi conduce viene dal lavoro di una squadra intera con cui c’è interazione anche durante l’edizione. Di fronte a noi, accanto alla telecamera di studio, abbiamo uno schermo dove si possono vedere in vari riquadri tutti gli inviati per capire chi è pronto per il collegamento e passare la linea. Nell’orecchio abbiamo un piccolo auricolare con cui riceviamo indicazioni dalla regia. E poi ognuno usa quello con cui si trova meglio: io ad esempio considero il cellulare ormai come uno strumento operativo, lo tengo sulla scrivania e, ad esempio nelle edizioni straordinarie, spesso lo uso per comunicare via chat con la redazione».
A proposito di telefonino, che rapporto ha con i social? «Li conosco e li uso, riconosco il ruolo centrale che hanno avuto in tanti scenari della cronaca, però mi preoccupa la circolazione di fake news e dell’odio. Per quanto riguarda la mia vita personale ne faccio un uso molto parco: sono dell’idea che la vita privata vada tutelata più possibile».
Nel corso del tg avete anche momenti di intervista con personaggi pubblici ospiti in studio, dalle figure istituzionali a quelle dello spettacolo. Come si decide a chi dare del lei e a chi del tu? Qual è la linea? «La regola vorrebbe sempre il lei. Però i tempi stanno cambiando. Credo che sia giusto valutare caso per caso e fare la scelta che risulta più naturale. Penso anche alla percezione di chi guarda: se mi collego con Amadeus che è di casa al tg non ha senso usare il lei. Oppure qualcuno darebbe del lei a Lino Banfi che è il nonno d’Italia?».
Ormai non si può più usare l’espressione “mezzobusto” perché da tempo chi conduce si alza anche dalla scrivania. Cosa sta cambiando? «È stata una rivoluzione arrivata durante la direzione di Monica Maggioni. Sono stati uniti gli studi del Tg1 e del Tg1 Speciale per creare un ambiente più grande dove cerchiamo di far entrare lo spettatore e dove il conduttore si immerge nel racconto usando le immagini sugli schermi. L’idea di fondo è che il telespettatore arriva alle 20 avendo già un’idea delle notizie di giornata attraverso altri mezzi e allora si cerca di puntare su storie esclusive o voci autorevoli che aiutano a capire i fatti».
La Pigna invita l’Amministrazione ad aiutare l’Ente Parco Delta del Po a esercitare il diritto di prelazione
L’area dell’Ortazzo-Ortazzino sta per essere venduta a un grande gruppo agricolo privato per la cifra di 1.050.000 euro, circa il doppio di quella sborsata lo scorso marzo dagli attuali proprietari della Cpi Real Estate Italy Spa.
A renderlo noto è la lista civica di opposizione in consiglio comunale, La Pigna.
«È fondamentale che il Comune di Ravenna si affretti – scrive la capogruppo della Pigna, Veronica Verlicchi, considerando anche il fatto che il sindaco si era detto pronto a fare la propria parte – disponendo gli aiuti finanziariamente necessari o con la prestazione di eventuali garanzie per l’accensione di un finanziamento da parte dell’Ente Parco Delta del Po, consentendo allo stesso di esercitare il diritto di prelazione per acquistare l’Ortazzo-Ortazzino. Magari in concorso con la Regione Emilia Romagna. Il preliminare di compravendita, acquisito con l’accesso agli atti, è stato notificato all’Ente Parco Delta del Po in data 11 settembre 2023. Ai sensi della Legge quadro sulle aree protette il diritto di prelazione deve essere esercitato entro 3 mesi dalla notifica della proposta di alienazione, quindi entro il 10 dicembre».
Complessivamente in provincia programmati 83 interventi del valore di 85 milioni di euro
I lavori per la rimozione dei tronchi dal fiume a Traversara
A pochi giorni dalle nuove alluvioni che hanno colpito in particolare la Toscana – ma anche l’Emilia-Romagna e la provincia di Ravenna nei comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme – e con le foto diventate virali di tronchi e detriti a fare da “tappo” in alcuni fiumi, la Regione Emilia-Romagna fa il punto dei cantieri realizzati e in corso.
Prima le opere più urgenti (le cosiddette “somme urgenze”), avviate da maggio subito dopo l’alluvione. Ora, in attesa dei piani speciali che il commissario straordinario alla Ricostruzione dovrà presentare, prende il via un nuovo piano con altri 120 cantieri in tutta la regione per la messa in sicurezza dei fiumi, compresa la rimozione dei materiali trasportati all’interno dei corsi d’acqua.
«A fronte di un evento estremo, epocale, abbiamo iniziato subito a lavorare – sottolineano Stefano Bonaccini e Irene Priolo, rispettivamente presidente della Regione e vicepresidente con delega alla Protezione civile -, ingaggiando una vera e propria lotta contro il tempo, per mettere in sicurezza i territori colpiti e i rispettivi abitanti. Buona parte degli interventi di somma urgenza è stata completata, con lavori che si sono rivelati efficaci già la settimana scorsa, nella gestione e contenimento del nuovo, pesante evento di maltempo che ha drammaticamente colpito la Toscana. Il nostro impegno continua con l’avvio di una nuova serie di cantieri, per rendere il territorio più sicuro».
Provincia di Ravenna
Dopo gli eventi alluvionali di maggio, sono stati attivati dall’Ufficio territoriale di Ravenna dell’Agenzia regionale 31 cantieri in somma urgenza, per un importo totale di circa 45 milioni 500 mila euro, finanziati con fondi provenienti dall’ordinanza del capo dipartimento della Protezione civile 992/2023 o inseriti nell’elenco dell’ordinanza 6 del commissario Figliuolo. Di questi interventi, 26 sono conclusi o in fase di conclusione (entro la fine di dicembre).
Tra le somme urgenze attivate, particolarmente significativi sono gli interventi di chiusura delle rotte, tra i quali si ricorda quello di Sant’Agata sul Santerno – con la ripresa della rotta arginale sulla sponda sinistra del torrente nel tratto tra il ponte della ferrovia e la provinciale 253 e il ripristino dell’officiosità idraulica (circa 2,5 milioni di euro) – e quello di Boncellino, sul fiume Lamone, interessato sia dall’evento del 2 maggio che da quello del 16 maggio. Qui si è intervenuti per ricostruire l’argine sinistro, a monte del ponte della ferrovia in località Boncellino, distrutto in conseguenza delle avverse condizioni meteorologiche (circa 2,5 milioni di euro).
Sono stati poi programmati ulteriori 22 interventi urgenti in provincia, inseriti nell’ordinanza 8 del commissario Figliuolo, per un valore di 17 milioni 700mila euro. A questi si aggiungono 7 interventi su aree demaniali nei corsi d’acqua minori (per circa 10 milioni e mezzo), ad opera dei Consorzi di bonifica, e circa un milione 700mila euro per altri 7 interventi della programmazione regionale (o di altre risorse straordinarie di Protezione civile), anticipata e già attivata. Tra i lavori urgenti previsti dalla struttura commissariale, si segnalano le opere di rinforzo dei rilevati arginali nel tratto a monte dell’abitato di Castel Bolognese (per un importo complessivo di 800mila euro), oltre a 5 interventi, già avviati, relativi ai tratti collinari e i rii minori, per un importo complessivo di 3,7 milioni di euro.
A questi interventi si aggiunge la programmazione dei fondi Pnrr, Fesr, Fsc e la programmazione regionale a valere sul 2024 e il 2025: circa 16 interventi per 9,5 milioni di euro.
Complessivamente, un totale di 83 interventi per circa 85 milioni di euro.
Un percorso di ripristino e rigenerazione, con gli interventi post alluvione, che sarà possibile seguire direttamente sul portale della Regione. È infatti attiva da oggi una sezione web (a questo indirizzo: https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione) dedicata con la mappa interattiva dei cantieri e una prima serie video di 8 clip, più un trailer riassuntivo, in cui vengono illustrati sinteticamente, a opera di tecnici, esperti e docenti universitari i lavori fatti da maggio a oggi su alcuni dei fiumi principali, la situazione delle frane e un’analisi di quanto accaduto a maggio. Nel portale si trovano anche sezioni specifiche con le ordinanze commissariali, le informazioni sulle misure di sostegno per i cittadini e il monitoraggio dell’impiego delle risorse raccolte attraverso la solidarietà sul conto corrente della Regione. La sezione verrà aggiornata di volta in volta sia sull’avanzamento dei lavori sia su documenti e procedure di rimborso.
Inaugurato il progetto ispirato a Dante realizzato da Anna Agati e dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti
Nell’ambito della Biennale del Mosaico contemporaneo di Ravenna è stato inaugurato il progetto “Gironi danteschi”, nuova decorazione a mosaico dell’ex fontana della Rocca Brancaleone.
Un progetto realizzato dalla mosaicista Anna Agati in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti Statale di Ravenna e interamente finanziato dall’Associazione Amata Brancaleone Aps, firmataria di un patto di collaborazione con il Comune di Ravenna per lo sviluppo della Rocca. Per i fondi necessari per sostenere l’acquisto dei materiali sono stati raccolti 5mila euro attraverso un crowdfunding che si è concluso con successo il 20 maggio scorso.
L’ex fontana, trasformata in aiuola, ha una struttura in marmo formata da tre cerchi che ai promotori hanno richiamato la Divina Commedia. La mosaicista ha quindi realizzato il progetto, sviluppando il concept artistico sulle illustrazioni oniriche della Divina Commedia dipinte dall’artista visionario William Blake. Il lavoro è stato realizzato dalla stessa Agati e dagli allievi dell’Accademia: Lorenzo Baruzzi, Daniela Guzzinati, Anna De Luca, Parisa Dehghani e Marica Zanga.
Lettera aperta di residenti e operatori culturali. Tra i problemi i giardini Speyer, la “desertificazione abitativa” e la mancanza di parcheggi strutturati
Sta facendo discutere la lettera aperta inviata all’Amministrazione comunale di Ravenna da parte di cittadini residenti in centro storico, gestori di locali pubblici, operatori culturali e sociali. Un documento accompagnato da «numerose firme», che vede tra i primi firmatari nomi anche noti come Maurizio Masotti (Tracce Migranti Odv), Rita Mazzillo (Ca’ de Ven), Francesco Palumbo (Caffè Palumbo), Nevio Spadoni (poeta e drammaturgo), Raffaele Calisesi (Galletti Abbiosi), Luca Barberini (Koko Mosaico). I promotori chiedono «un incontro urgente con l’Amministrazione locale, perché si trovi senza ulteriori ritardi soluzione in tempi brevi: è dal 2019 che aspettiamo…».
Il documento contiene richieste ed è diviso in punti, che qui pubblichiamo integralmente:
1 – Riqualificazione dell’Area di S.Apollinare Nuovo, via di Roma e zona circostante, già oggetto nel 2019 di numerosi incontri tra l’allora Assessore Fagnani e tecnici competenti per studio di fattibilità. Incontri a cui purtroppo non ha fatto seguito alcuna delibera. Ma tutto ciò è certamente agli atti dell’Amministrazione e ne resta traccia sulla stampa locale. S. Apollinare Nuovo è monumento Unesco, uno dei più visitati di Ravenna a livello internazionale, ma assiste quotidianamente a un passaggio di traffico pesante e insostenibile, con autobus obsoleti, spesso poco frequentati, furgoni adibiti a consegne, auto e moto, nonostante la ztl (se e quando in funzione). Traffico nei due sensi di marcia che provoca vibrazioni, inquinamento ambientale ed acustico, nonché altri fattori negativi. I pedoni (abbiamo documentazione fotografica) che a migliaia attraversano l’area, devono procedere su marciapiedi incredibilmente stretti che impediscono il passaggio di carrozzelle (sia per bambini che per portatori di handicap). È assolutamente necessario modificare la viabilità in questo tratto anche per prevenire incidenti e danni alle persone.
2- L’area dei giardini Speyer assume sempre più le sembianze di un ghetto urbano ed è un pessimo biglietto da visita per chi arriva a Ravenna in treno (se si continua a pensare alla nostra come città “turistica”). Il degrado del centro storico, con abbandono sempre crescente da parte dei residenti di aree limitrofe a quella in questione ,è purtroppo ogni giorno più forte. L’Isola di San Giovanni si estende oramai anche a via Mariani e a via di Roma. Ciò avviene gradualmente sia per aree sempre più estese di locali e appartamenti disabitati che per affitti senza necessaria attenzione allo stato degli immobili e al numero dei locatari (o degli effettivi abitanti), che per abbandono di importanti “presidi” quali ad esempio uffici del Comune per far spazio ad uno studentato che vedrà la luce, pare, solo nel 2026.
3 – Sta chiaramente avanzando la “desertificazione abitativa”, a favore della periferia della città e degli investimenti nei sempre più numerosi centri commerciali con conseguente insensato consumo di territorio che le recenti alluvioni hanno tristemente e palesemente evidenziato. E ciò a scapito di attività commerciali storiche o comunque di prima necessità che non esistono più in centro. Per non citare ambulatori medici, uffici comunali, servizi necessari alla vita quotidiana dei residenti, che non sono turisti.
4 – L’endemica mancanza di parcheggi strutturati aggrava questa situazione, unita alla assenza di taxi, introvabili sempre ma ancor più evidente durante i recenti convegni nazionali ed internazionali.
5 – A ciò si aggiunge un sempre più marcato problema di sicurezza: dai recenti fatti di cronaca relativi a Piazza Baracca e via Cura agli atti dolosi perpetrati nella zona di Piazza S. Francesco e Tomba di Dante Alighieri (con concomitante degrado legato all’abbandono di rifiuti, contenitori di cibo, bottiglie, ecc) su cui è necessario intervenire con misure di dissuasione e prevenzione.
Iniziative della Lega e del Popolo della Famiglia sabato 11 novembre
Alcuni cassonetti fotografati nei giorni scorsi a Faenza
A Faenza, sabato 11 novembre (alle ore 9.30 davanti agli uffici Hera in via Zaccagnini 14), la Lega effettuerà un presidio per protestare contro il sistema della raccolta rifiuti “porta a porta”.
A quasi un anno dall’avvio del sistema, il bilancio secondo gli esponenti leghisti è «estremamente fallimentare» e Faenza sarebbe «meno accogliente e più sporca».
«Chiediamo di abbandonare il fallimentare sistema del “porta a porta” e di ritornare ai cassonetti – dice la segretaria e consigliera della Lega di Faenza, Roberta Conti – per la città sono stati mesi difficili e dopo l’alluvione la situazione è ulteriormente peggiorata per la raccolta rifiuti. I cassonetti garantivano pulizia ed ordine. Il Presidio di sabato a cui tutte le forze politiche di minoranza ed i cittadini sono invitati a partecipare, vuole sollecitare Hera, ma anche l’amministrazione comunale a rivedere una scelta disastrosa per la città. La raccolta firme che stiamo facendo ne denota il totale fallimento e rimane il grande mistero del grado di soddisfazione dei lavoratori del settore, che prima azionavano meccanismi automatici per la raccolta e che ora devono effettuare più operazioni mettendo a rischio la propria incolumità».
Sempre sabato 11 novembre, ma in piazza della Libertà (lato Fontana), dalle 9 alle 12 proseguire la raccolta firme del Popolo della Famiglia allo stesso scopo: si tratta infatti di una petizione «contro l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, a favore della reintroduzione dei bidoni per la raccolta differenziata».
Con i lavori si prevede un rallentamento nel 2024, quando saranno attese comunque 230mila persone
La stagione delle crociere a Porto Corsini si chiude sabato 11 novembre, ultimo tassello di un record previsto, anche se non in queste proporzioni. Sono oltre 330mila infatti i passeggeri “movimentati” nel 2023 (di ben 160 nazionalità con una prevalenza di americani, canadesi, messicani e inglesi, ma anche con 11 mila italiani), circa 30mila in più del previsto, a fronte di 94 crociere che hanno fatto scalo a Ravenna, diventata un home port (cioè uno scalo da cui i viaggi partono e terminano, non solo di passaggio).
Il boom è dovuto come noto alla nuova gestione del terminal crociere in mano alla compagnia internazionale Royal Caribbean, che ora è in procinto di mettere a bando i lavori per la realizzazione della nuova stazione marittima.
Il cantiere, nel 2024 e parzialmente anche nel 2025, inciderà per forza di cose sui numeri, visto che non sarà possibile gestire due navi in contemporanea come quest’anno. Per il 2024 sono previsti infatti “solo” 49 scali e 230mila passeggeri, comunque quasi il 20 percento in pirù rispetto al 2022.
Tornando ai numeri del 2023, da segnalare anche le ricadute lavorative: sono stati impiegate al terminal circa 300 persone.
L’annuncio della Fondazione della Cassa di Risparmio per il palazzo di via Cavour
I lavori effettuati negli anni scorsi nella corte all’interno del palazzo
Slitta ancora l’apertura del complesso museale di palazzo Guiccioli, in centro a Ravenna, che non sarà più entro l’anno, come comunicato poche settimane fa, ma «nella primavera del 2024». Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Ernesto Giuseppe Alfieri, all’assemblea del Comitato per il restauro di opere risorgimentali di Ravenna. Come noto, fulcro de progetto sono il Museo di Byron e quello del Risorgimento, ma in via Cavour ci sarà spazio anche per il bookshop, un ristorante (la “Taverna Byron”), un’enoteca e la nuova sede del Museo delle Bambole.
«Si tratta di un’opera di grande rilievo – ha aggiunto il presidente Alfieri – innanzitutto di livello culturale internazionale che recupera l’importante e prolungata permanenza di Byron a Ravenna dove abitò e operò proprio nel medesimo palazzo dove gli importanti restauri hanno portato anche alla luce gli affreschi originari che lo stesso Byron volle far realizzare in quelle stesse stanze. Il Museo Byron sarà con materiali storici e culturali documentari, in larga parte provenienti dalla Biblioteca Classense di Ravenna, e sarà anche molto interattivo, con un percorso multimediale che concretizzerà, con le più nuove tecnologie, un approccio che favorirà una più rapida conoscenza della storia e delle opere di Byron».
Secondo la Fondazione, che ha acquistato il palazzo e si è fatta carico della (complicata) riqualificazione, il nuovo polo «potrà attrarre sia cultori della materia, sia turisti italiani ed internazionali a Ravenna, dove avrà anche sede la Byron Society di Londra in Italia, unica sede al di fuori di quella britannica».
Durante l’assemblea del comitato, il presidente d’onore Antonio Patuelli ha proposto nel frattempo di prendere contatto con il Comune di Russi per promuovere i necessari restauri e l’opportuna valorizzazione del Pantheon del Cimitero di Russi dedicato alle famiglie Farini e Baccarini e che contiene innanzitutto le tombe di Luigi Carlo Farini, Ministro con Massimo d’Azeglio e Camillo Cavour e poi Presidente del Consiglio dell’Italia unita, e di Alfredo Baccarini, anch’egli Ministro dell’Italia unita e particolarmente impegnato per le bonifiche e le costruzioni di ferrovie.
«Una parentesi da superare». La replica del primo cittadino Medri: «Personaggi mai visti sul territorio: mi auguro si rimettano le cose a posto»
A sinistra, Mattia Missiroli
Si scalda già la campagna elettorale a Cervia, in vista delle elezioni amministrative in programma la prossima primavera.
Pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale del Pd su Mattia Missiroli, scelto dai democratici come candidato a sindaco dopo l’addio del Primo cittadino in carica, Massimo Medri, è infatti arrivato il sostegno da parte del cosiddetto Terzo Polo, ossia da Italia Viva e Azione della provincia di Ravenna, che hanno condiviso una sorta di protocollo di collaborazione per presentarsi insieme alle prossime amministrative. I due partiti hanno deciso di lavorare su un progetto civico “che sia espressione prevalente del mondo imprenditoriale, del lavoro e della cittadinanza attiva” con responsabili per la campagna elettoraleRossella Fabbri, imprenditrice nell’ambito della domotica, già assessora nella giunta Coffari, e l’ex Pri Chiara Francesconi, docente universitaria, già consigliera provinciale e attualmente consigliere comunale a Ravenna.
«Riteniamo che la posizione di Missiroli sia in linea con la nostra visione di una comunità coesa e sostenibile – si legge in una nota firmata congiuntamente da Azione e Italia Viva -, dove i temi dello sviluppo e della crescita territoriale debbano avere un impatto positivo non solo sui turisti ma anche sui cittadini, inclusi quelli che risiedono nelle località dell’entroterra. Per tale ragione la scelta di mettere al centro del progetto il tema del “benessere” inteso come qualità della vita oltre che del turismo ci convince e su di esso intendiamo collaborare».
Ecco poi la frecciata all’attuale Giunta Medri. «Il prossimo sindaco di Cervia – dichiarano i due partiti – deve essere una figura di rinnovamento rispetto all’attuale amministrazione e deve presentare un curriculum idoneo a rappresentare la cittadinanza attiva e le imprese. Questi ultimi 5 anni, per varie ragioni interne ed esterne, crediamo siano una parentesi da superare e ritrovare un positivo slancio, energia e modo di lavorare che ha contraddistinto l’esperienza di governo che l’ha preceduta, in grado di portare grandi eventi, dinamismo, qualità della vita, investimenti che hanno portato la città ai vertici turistici nazionali, creando una forte sinergia tra pubblico e privato, con una idea chiara e condivisa di sviluppo e crescita della comunità. Abbiamo chiesto altresì di essere parte attiva nell’identificazione della squadra e nella definizione puntuale di un programma di governo che metta una forte attenzione ai temi dello sviluppo economico e del territorio, dove venga riconosciuto il giusto ruolo alle imprese e alla cittadinanza attiva».
Non si è fatta attendere la replica del sindaco Massimo Medri, che in una lunga nota inviata alla stampa mette in fila i problemi a cui ha dovuto fare fronte durante la legislatura, dalla tromba d’aria al tornado di luglio, passando per pandemia e guerre. «Tutto questo – si legge nella nota del sindaco – non per giustificare ritardi e lacune che magari, secondo il giudizio di qualcuno ci sono stati, ma per riconoscere obiettivamente le difficoltà epocali di questo periodo; ma soprattutto per mettere in rilievo orgogliosamente la capacità di una città di reagire ai problemi immani che abbiamo avuto e la voglia sempre di ripartire. Non ci sono meriti da ascrivere a qualcuno in particolare, ma sicuramente abbiamo fatto tutto il possibile e qualche volta anche l’impossibile, mantenendo la città unita e dando un’immagine esterna di efficienza e produttività».
«Qualcuno – è poi la replica di Medri a Italia Viva-Azione – in questa fase (è iniziata la campagna elettorale) si permette di giudicare l’operato di questa Amministrazione parlando di parentesi da chiudere. Parliamo di personaggi che non si sono mai visti sul territorio neppure durante le fasi più critiche. Mi auguro che la città e le sue rappresentanze politiche sappiano rispondere a queste provocazioni, mettendo le cose al proprio posto».
Sta dalla parte di Medri anche la lista civica Cervia Ti Amo, che nei mesi scorsi ha lasciato la maggioranza. «Bene ha fatto il sindaco Massimo Medri a ricordare con forza a chi si presenta come il “nuovo che avanza”, che le “parentesi” di questi cinque anni si chiama Covid, trombe d’aria, alluvione e inflazione ai massimi da 20 anni. Maggioranza e opposizione hanno riconosciuto in maniera unitaria lo sforzo profuso nei momenti di emergenza, specie durante le settimane dell’alluvione che ci ha colpiti, in cui di quella “folta delegazione” in visita al nuovo candidato sindaco del Pd, non si è visto nessuno».