sabato
16 Maggio 2026

L’annuncio del sindaco Medri: «Non mi ricandido, c’è bisogno di forze fresche»

Il sindaco di Cervia non tenterà il bis nel 2024 quando avrà 73 anni. Era già stato sindaco dal 1988 al 2004

Massimo Medri non si candiderà nel 2024 alle elezioni amministrative di Cervia per il secondo mandato da sindaco. La notizia era già nota negli ambienti ma ora è il diretto interessato a ufficializzare la cosa con una lettera aperta inviata ai giornali che riportiamo in questa pagina. «Sono convinto – è un passaggio del testo – che ci sia bisogno di forze fresche ed energie nuove per affrontare i nodi che verranno al pettine nei prossimi anni». Al momento delle prossime elezioni Medri avrà 73 anni e in carriera, prima di questo mandato iniziato nel 2019, era già stato sindaco per sedici anni (dal 1988 al 2004).

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Massimo Medri

Ecco la lettera aperta firmata da Massimo Medri:

È giunto il momento delle riflessioni e delle decisioni. Mancano pochi mesi alla scadenza elettorale che dovrà decidere i nuovi assetti del Comune di Cervia. Dopo un’attenta e sofferta riflessione ritengo opportuno non candidarmi alle prossime elezioni.

Ho gioito e pianto insieme a tutti Voi. Sono stati anni difficili come mai era successo dal dopoguerra ad oggi. Abbiamo superato problemi di ogni genere: alcuni hanno coinvolto solo il nostro territorio; altri sono stati generali, ma non meno pesanti. Ognuno di questi eventi ha avuto forti ripercussioni sulla vita di ciascuno di noi, sull’attività di Enti ed Associazioni e sull’economia della città.

Niente tornerà come prima; tutti saranno chiamati ad assumersi maggiori responsabilità a partire da chi avrà ruoli nella Pubblica Amministrazione. Occorrerà condurre un’opera di rieducazione lunga e complicata per ridare fiducia e speranza. Sono convinto quindi che ci sia bisogno di forze fresche ed energie nuove per affrontare i nodi che verranno al pettine nei prossimi anni. Questa città non potrà comunque fare a meno dell’esperienza accumulata e della progettualità emersa e portata avanti anche durante le tanti fasi di emergenza.

Occorre partire da quei progetti strategici aggiornandoli e adattandoli alle modifiche epocali che si sono succedute. Dal Parco Urbano alla valorizzazione delle Saline, dal rilancio del Cervia Ambiente, agli interventi di rigenerazione urbana, dal consolidamento dei servizi alla persona alla politica della casa compresa, agli eventi culturali e sportivi, dal radicamento di una rete di sicurezza sociale alla gestione delle concessioni demaniali nella direzione della conferma di un modello balneare che privilegi la destinazione principale. Su questi ed altri obiettivi mi auguro possa maturare una forte volontà politica e una larga convergenza dei raggruppamenti civili e politici che si riconosceranno in un programma e nell’espressione di una squadra unita nell’interesse comune della città. La mia esperienza e le mie idee saranno a disposizione anche in seguito, come penso anche le competenze di chi ha collaborato intensamente in questi anni.

Voglio ringraziare tutti i gruppi di maggioranza che ci hanno sostenuto e contribuito alla gestione di questi anni difficili. Un sentito ringraziamento a tutto il Consiglio Comunale coinvolto e partecipe nelle fasi più critiche delle varie emergenze. Agli Assessori e Delegati per aver sempre dimostrato un alto senso di responsabilità e disponibilità. A tutto l’apparato comunale e ai miei collaboratori più stretti per avere dimostrato un senso di appartenenza, che è andato ben oltre i compiti di istituto. A tutta la città nelle sue varie articolazioni (istituzioni statali, enti ed associazioni, volontariato, consigli di zona, cittadini singoli e associati) che hanno segnalato disagi e criticità, ma sempre con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di tutti. Al Prefetto e a tutte le Forze dell’Ordine che con grande spirito di collaborazione hanno garantito costantemente la presenza sul territorio per la sicurezza di tutti i cittadini.

Non siamo riusciti a soddisfare tutte le esigenze, ma posso assicurare che ce l’abbiamo messa tutta; personalmente continuerò a mettercela tutta fino al termine del mio mandato.

Sequestrato il capannone bruciato il giorno prima dell’asta, la procura indaga

L’immobile di via Pastore era in vendita nell’ambito della procedura di liquidazione amministrativa coatta della Tipografia Moderna cominciata nel 2013 e ora era in affitto alla Edizioni Moderna. Quinto tentativo di vendita: ora prezzo base era 350mila euro a fronte di un valore di 900mila

Schermata 2023 10 20 Alle 11.54.20La procura della Repubblica di Ravenna ha aperto un fascicolo di indagine, per il momento a carico di ignoti, sull’incendio che nella notte tra il 17 e il 18 ottobre ha coinvolto un capannone in via Pastore a Ravenna, nella zona artigianale Bassette, il giorno prima della vendita all’asta nell’ambito di una procedura di liquidazione coatta amministrativa cominciata dieci anni fa. L’immobile è sotto sequestro e alcune persone sono state già ascoltate dalla polizia. È quanto riportato dai due quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna in edicola oggi, 20 ottobre.

Il capannone era stato sede della storica cooperativa Tipografia Moderna. A ottobre 2013 l’avvio della liquidazione promossa dal ministero delle Imprese. A quel punto il magazzino era stato preso in affitto dalla Edizioni Moderna, pagando il canone al ministero. Attualmente era utilizzato più che altro come deposito di materiali cartacei, libri e riviste, in attesa che l’asta arrivasse alla conclusione.

Un avviso pubblico di inizio agosto spiega che era stata la direzione generale per la vigilanza sugli enti cooperativi e sulle società del ministero delle Imprese ad autorizzare la liquidatrice, lo scorso 5 maggio, «a reiterare il quinto tentativo di vendita senza incanto al prezzo base d’asta di 350mila euro», a fronte di un valore stimato da perizia di 900mila euro. Ieri, come era in programma, c’è stata l’apertura delle buste nello studio di un notaio di Ravenna, sull’esito al momento non sono noti dettagli che potrebbero essere di interesse per l’indagine.

Tornano a Ravenna i check-up gratuiti in piazza per “tenere in forma” il cuore

Con medici e infermieri dell’unità operativa di Cardiologia dell’ospedale. Ecco i fattori di rischio cardiovascolare e la loro diffusione in Romagna

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L’edizione 2022 dell’iniziativa “Tieni in forma il tuo cuore”

Si chiude a Ravenna l’edizione 2023 di “Tieni in forma il tuo cuore”, il progetto per la prevenzione del rischio cardiovascolare della Regione Emilia-Romagna che sabato 21 ottobre vedrà la sua ultima tappa in Piazza Kennedy dalle 10 alle 18.

L’iniziativa – diventata un appuntamento annuale in sintonia con gli obiettivi di informazione e sensibilizzazione che si prefigge la giornata mondiale del cuore (World Heart Day ) celebrata il 29 settembre di ogni anno – è organizzata dalla Regione in collaborazione con Ausl Romagna e Comune di Ravenna.

Medici ed infermieri dell’unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Ravenna si dedicheranno all’interno di una clinica mobile composta da un automezzo attrezzato e gazebo, a tre diversi tipi di check-up gratuiti (gli appuntamenti andranno presi sul posto a partire dalle ore 9 e fino ad esaurimento posti): la determinazione dell’assetto lipidico, tramite un semplice prelievo di una goccia di sangue capillare, la rilevazione dei principali parametri vitali, come pressione arteriosa e indice di massa corporea (Bmi) e lo screening della fibrillazione atriale asintomatica. Questi test permetteranno di calcolare il punteggio di rischio cardiovascolare e valutare la carta del rischio dell’utente attraverso un algoritmo computerizzato. I cardiologi presenti forniranno la consulenza necessaria: i soggetti più a rischio saranno invitati a contattare il proprio medico di medicina generale e, in caso di riscontro di patologia, verrà garantita una visita presso la cardiologia di riferimento del territorio.

Oltre alla clinica mobile ci saranno anche gazebo informativi a cura del Dipartimento di Sanità Pubblica che sarà presente con la sua Unità Operativa di Igiene, il Servizio di Medicina dello Sport e gli operatori della Promozione della Salute. Medici, infermieri, assistenti sanitari e tecnici dell’attività motoria insieme ai volontari di Pubblica Assistenza, Cittadinanza Attiva e Cuore e Territorio saranno a disposizione dei cittadini per consulenze e consigli sui sani stili di vita, attività fisica, corretta alimentazione, disassuefazione da tabagismo ed abuso di alcol. Abitudini e pratiche fondamentali per mantenere ed anche riportare, in buona salute il sistema cardiovascolare.

Nel corso della giornata verranno inoltre fornite nozioni sull’arresto cardiaco e saranno effettuate dimostrazioni sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare da parte di medici della Cardiologia di Ravenna e dei volontari di Pubblica Assistenza con il coinvolgimento, in piccoli gruppi, dei cittadini interessati a partecipate previa prenotazione da effettuare sul posto a partire dalle ore 9, fino ad esaurimento posti.

I fattori di rischio cardiovascolare e la loro diffusione in Romagna

Dai dati contenuti nel Profilo di Salute Ausl Romagna 2021 stilato dal Dipartimento di Sanità Pubblica emerge che in Romagna la prevalenza delle malattie cardiovascolari nella popolazione adulta (18-69 anni) è pari al 4,7% (3,8% Forlì, 4% Ravenna, 4.9% Cesena e 5,2% Rimini, quest’ultimo in linea con le stime regionali). Se si considera la popolazione con più di 70 anni, a livello aziendale, la prevalenza raggiunge il 32%, valore in linea con quello regionale.

Le malattie cardiovascolari sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita, (fumo, alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà) spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.

In Romagna, nella popolazione 18–69 anni di età, il 20% soffre di ipertensione (il 21% degli ipertesi è completamente sedentario, il 45% consuma meno di 3 porzioni di frutta e verdura al giorno e il 69% è in eccesso ponderale); il 31% ha alti livelli di colesterolo nel sangue (tra gli ipercolesterolemici il 16% è completamente sedentario, il 47% consuma meno di 3 porzioni di frutta e verdura e il 56% è in eccesso ponderale; il 4% soffre di diabete ( tra questa il 31% fuma sigarette, il 25% ha uno stile di vita sedentario, il 18% consuma alcol in modo potenzialmente rischioso per la salute, il 76% è in eccesso ponderale); il 27% si è dichiarato fumatore e il 25% ex fumatore; il 42% è in eccesso ponderale; il 30% è in sovrappeso e il 12% presenta obesità. Solo il 12% dei romagnoli mangia giornalmente frutta e verdura a livelli raccomandati (5 o più porzioni); il 27% degli adulti è parzialmente attivo in quanto pratica attività fisica nel tempo libero ma a livelli inferiori di quelli raccomandati dall’OMS, mentre circa 1 adulto su sette (14%) è completamente sedentario.

Cacciari a Faenza parla (anche) di Palestina alla rassegna “Tra Oriente e Occidente”

Alla biblioteca Manfrediana anche un confronto su Cina e Giappone

Massimo CacciariIn un momento particolarmente drammatico per le popolazioni di Israele e Palestina, venerdì 13 ottobre, nella Biblioteca Manfrediana di Faenza, sono iniziati gli incontri d’Autunno sul tema “Tra Oriente e Occidente”, organizzati dall’Associazione Romagna-Camaldoli.

All’interno di un’aula magna particolarmente affollata Adalberto Mainardi, monaco, filosofo e slavista, ha presentato, con rara capacità di sintesi, la storia della Russia dalle sue relazioni con il mondo bizantino alla fondazione del mito di Mosca come “Terza Roma”, dal cristianesimo nazionalista al monachesimo mistico, dall’espansionismo zarista all’odierna ideologia imperialista del Russkiy Mir (Mondo russo), teorizzata da Vladimir Putin e dal patriarca Kirill.

L’appuntamento di venerdì 20 ottobre (ore 20,45, Aula Magna della Biblioteca Manfrediana) prevede il confronto tra il professor Gianni Criveller (sinologo, direttore del Pontificio Istituto Missioni Estere) e il professor Marcello Ghilardi (filosofo orientalista dell’Università di Padova) sul tema “Sguardi sull’Asia orientale: Cina e Giappone”.

Nel terso incontro della rassegna, lunedì 23 ottobre (ore 20,45, Cinema Sarti, via Scaletta), il professor Massimo Cacciari, ritornando per l’ennesima volta a Faenza, affronterà un tema al contempo delicato e inquietante: “Oriente e Occidente: uno scontro di civiltà?”. Sarà l’occasione per approfondire anche il tema del conflitto israelo-palestinese.

Marco Martinelli e Ivan Simonini presentano i loro libri al circolo La Quercia

Marco Martinelli Ritratto
Marco Martinelli

Sabato 21 ottobre alle 19 al circolo culturale e ricreativo La Quercia di Piazza Medaglie d’Oro 4 a Ravenna avrà luogo un incontro conviviale con Marco Martinelli e Ivan Simonini.

Nel corso dell’incontro Marco Martinelli presenta la ristampa di “Nel nome di Dante” (Ponte alle Grazie, Milano, prima edizione 2019) e Ivan Simonini presenta “I mosaici ravennati nella Divina Commedia” (Edizioni del Girasole, Ravenna, 2021, seconda edizione accresciuta, prima edizione 2017).

Farà gli onori di casa Rita Massarenti anche a nome della presidente del Centro Sociale Patrizia Berardi.

La doppia presentazione (ore 21) sarà preceduta da una cena (ore 19) con cappelletti al ragù e dolce della casa.

Per prenotazioni e informazioni telefonare al numero 0544 422228.

Al Rasi parte la stagione “della Marionetta” con una coproduzione italo-tedesca

I padroni di casa del Teatro del Drago mettono in scena tre storie dei fratelli Grimm

Teatro Del Drago Coproduzione

Si apre domenica 22 ottobre (ore 18) al Teatro Rasi, con una prima nazionale, la tradizionale stagione teatrale “Le Arti della Marionetta”, per la direzione artistica di Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli, giunta alla 35ª edizione.

In scena, I tre desideri / Drei Wünsche Frei, coproduzione fra la compagnia tedesca Kinder und Jugendtheater Speyer e i padroni di casa Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli. Lo spettacolo fa parte del progetto biennale “La Montagna di Vetro” presentato e nanziato nell’ambito del bando della Regione Emilia-Romagna 2022-2023 per “Progetti a rilevanza internazionale” grazie al gemellaggio tra il Comune di Ravenna e quello di Speyer.

Lo spettacolo, mette in scena tre storie dei fratelli Grimm: Il Tamburino, Il pescatore e sua moglie, I messaggeri della morte grazie al linguaggio delle ombre, dei pupazzi, della musica e della narrazione che si amalgamano per restituire la potenza immaginativa del racconto popolare. Un modo nuovo per conoscere i fratelli Grimm, le loro storie, le loro idee, i loro desideri.

Le storie mettono in luce, in forma narrativa, visuale e musicale, vari aspetti della natura umana e il ruolo fondamentale della democrazia. Un invito all’importanza della memoria, a non dimenticare le nostre radici e alla bellezza della poesia e della meraviglia contenuta nel nostro patrimonio orale.

La regia è di Matthias Folz e Andrea Monticelli. In scena Mariasole Brusa, Roberta Colombo, Francesco Russo, Bernhard Weller, con le musiche originali di Klaus Peter Schwartz.

Adatto ad un pubblico di ragazzi e adulti a partire dagli 8 anni.

Sarà possibile acquistare i biglietti direttamente al Rasi o prenotarli chiamando il 392 6664211 (attivo dalle ore 10 alle ore 14) oppure inviando una mail a prenotazione@teatrodeldrago.it.

Lo spettacolo andrà in scena anche la mattina dopo, 23 ottobre, sempre al Rasi, per le scuole che sono state coinvolte nel progetto.

Vite quotidiane da antifascisti: il bel romanzo storico dell’esordiente Servidei

“Sette maiali grassi” è scritto con una lingua che ricalca l’oralità, impastata di dialetto, e racconta, senza retorica, fatti della Bassa lughese nel Ventennio e soprattutto negli anni della guerra e della Resistenza

Brunella Servidei Sette Maiali GrassiL’impressione è quella di sentire raccontare la vita quotidiana degli anni del fascismo e della guerra da parte di un nonno negli anni Settanta o Ottanta, quando i nonni (e le nonne) erano quelli che la Resistenza o la guerra l’avevano fatta davvero, e forse era ormai passato abbastanza tempo da aver voglia di tramandare i ricordi ai nipoti.

Il libro Sette maiali grassi (Set purch gres) di Brunella Servidei, uscito poco prima dell’alluvione di maggio per Il Ponte Vecchio (la casa editrice cesenate rimasta particolarmente colpita dal disastro ambientale) è innanzitutto questo: un lungo racconto che ci permette di tornare alla Bassa lughese di quegli anni, costruito a partire da varie testimonianze reali con uno stile che lo rende particolarmente piacevole, coinvolgente, a tratti divertente, drammatico ma mai greve. «In realtà non sono cresciuta in una famiglia dove si raccontavano storie così – ci racconta l’autrice, lughese, classe 1962, oggi insegnante con un passato di traduttrice dal catalano – mi è capitato di ascoltarle da adulta e ho pensato che non dovessero andare perse, che la memoria andasse mantenuta e tramandata. Mi è sembrato di avere tra le mani un capitale, qualcosa di davvero prezioso. E così ho cominciato a lavorarci, ormai otto anni fa, integrando i racconti con ricerche di archivio e in biblioteca per tratteggiare il quadro più ampio».

E in effetti sono due i piani che si intrecciano nella voce dell’io narrante, da un lato la testimonianza di un giovane contadino della bassa che si finge pazzo per evitare di essere arruolato negli anni del fascismo e diventa a suo modo protagonista della Resistenza, dall’altro la ricostruzione della storia locale con la S maiuscola, come si suol dire, con una sequenza di fatti verificati e documentati. A colpire è però innanzitutto la lingua dal ritmo orale, impastata di dialetto senza mai diventare troppo gergale, con cui il protagonista racconta le sue avventure, quell’umorismo verace delle campagne nostrane, affilato e arguto. «Da traduttrice ho in effetti soprattutto tradotto dal dialetto, cercando di lasciare quell’elemento di narrazione orale che rendeva il racconto autentico e appassionante. Accanto a questo è emerso, mi rendo conto, anche il mio lato da insegnante che vuole però precisare il contesto, mettere i fatti sempre in prospettiva».

Brunella Servidei

Nasce così un libro per certi versi sorprendente, trattandosi di un’autrice esordiente, che può parlare a più generazioni, da chi conosce la grande storia ma non le vicende locali a chi invece di quel periodo (e magari di questo territorio) ha solo idee molto generali. «Il mio primo lettore è stato mio figlio, che era alle medie, non era né un grande lettore né un amante della storia. E invece l’ho visto ridere mentre leggeva le mie pagine. E questo mi ha dato la spinta ad andare avanti». Ecco così emergere un affresco che dà profondità a fatti ormai spesso relegati solo ai manuali oppure a manifestazioni un po’ di maniera accanto ad aneddoti mai finiti nelle cronache ufficiali. Chi sono stati i veri Partigiani? Solo gli eroi che hanno poi ricevuto medaglie? No, ovviamente no. E per mostrarcelo Servidei ci racconta del ruolo dei contadini che nelle loro case non accoglievano solo sfollati, ma anche renitenti alla leva, antifascisti, combattenti e li nutrivano, li vestivano, permettevano loro di raggiungere le montagne o i luoghi in cui avrebbero combattuto. Ci sono le donne che hanno rischiato la vita, che hanno scioperato contro i fascisti, che hanno reso possibile quanto è accaduto. «Conosciamo la parola “staffetta” – ci dice l’autrice – ma forse non ci rendiamo bene conto del rischio che ognuna di loro ha corso davvero».

Un romanzo storico insomma, dove ci si affeziona al protagonista ma si scopre, per esempio, perché Bagnacavallo sia stata risparmiata dai bombardamenti alleati (una delle tante incredibili e rocambolesche vicende di questo libro che a tratti prende le sembianze di un romanzo di avventura). Soprattutto si ha uno squarcio su cosa furono quegli ultimi mesi di inverno
tra il ‘44 e il ‘45, dopo che a fermare l’avanzata degli alleati furono piogge e inondanzioni…

Servidei è chiaramente di parte, ma non tratteggia santini, i suoi sono uomini e donne che hanno paura, hanno fame, hanno bisogno, che non sempre fanno la cosa giusta o più saggia. E ci è difficile non vedere nel protagonista che si finge pazzo e che ogni tanto teme di esserlo davvero anche una suggestione letteraria su un tema che attraversa la storia della letteratura, ossia quello di chi sia davvero il folle in un mondo di follia. Un tema quanto mai attuale forse in ogni epoca, sicuramente in questa. «In fondo, volevo solo dire, soprattutto ai giovani – conclude Servidei – che davvero la storia siamo noi, per questo dobbiamo conoscerla, per questo dobbiamo interessarci a ciò che ci accade intorno».

Si rifà il Pronto soccorso: cambiano gli ingressi

I lavori a Ravenna entrano nel vivo, primi risultati tra pochi mesi

Pronto soccorso Ravenna
Pronto soccorso Ravenna

A causa dell’avanzamento dei lavori del nuovo Pronto Soccorso di Ravenna che interesseranno in particolare la “camera calda” (ossia l’area di arrivo delle ambulanze), sono stati modificati alcuni percorsi di accesso. In particolare, chi accede a piedi dovrà farlo dalla rampa di scale del Blocco Dea, prospiciente alla rotonda; per quanto riguarda gli accessi programmati si dovrà entrare invece dal blocco 11 di viale Randi o dal blocco 2 di via Missiroli. Al fine di facilitare l’individuazione dei nuovi percorsi, è stata aggiornata tutta la segnaletica stradale presso le aree – interne ed esterne – dell’ospedale.

Si tratta dei lavori da 7 milioni di euro che dovranno essere completati nel 2025 ma che già nei prossimi mesi avranno i loro effetti, essendo stati programmati a step, per evitare troppi disagi all’utenza. La prima tranche, che è anche la più consistente, dovrebbe terminare entro agosto e riguarda l’ampliamento del pronto soccorso ex novo, sul lato che guarda verso il Cmp. A gennaio inizieranno invece i lavori di ripristino degli spazi già esistenti.

Gli accessi al pronto soccorso sono tornati ai livelli pre pandemia, circa 100mila all’anno, a cui far fronte con una carenza ormai cronica (come da tendenza nazionale) dei medici di medicina d’Urgenza.

Cipriani ha firmato il preliminare d’acquisto: il Ravenna Fc sarà suo da luglio 2024

In questa stagione affiancherà la dirigenza attuale, con la speranza di tornare già tra i professionisti

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Ignazio Cipriani al suo matrimonio a Ravenna nel 2013

Il nipote di Raul Gardini, Ignazio Cipriani, ha firmato in questi giorni il preliminare d’acquisto del Ravenna Football Club (avevamo anticipato la trattativa settimane fa a questo link). Nell’accordo, le parti si impegnerebbero al passaggio definitivo del 100 percento delle quote a partire dal 1° luglio 2024.

Lo rivelano i due quotidiani locali in edicola oggi, 20 ottobre.

Tra i consulenti di Cipriani – dell’omonimo gruppo veneziano che ha costruito un vero e proprio impero nel settore degli alberghi e della ristorazione – c’è anche l’ex calciatore giallorosso Davide Mandorlini, ora imprenditore nel mondo balneare.

Fino al termine della stagione saranno confermati organico e staff societario, con la possibilità di intervenire magari sul mercato per rinforzare una squadra che è già al momento prima in classifica nel girone D del campionato di serie D, con l’obiettivo di tornare presto tra i professionisti del pallone.

Il Comune distribuisce 750mila euro di donazioni ricevute per gli alluvionati

Definiti i criteri per accedere al contributo massimo di duemila euro

Faenza (foto Marco Parollo)
Faenza (foto Marco Parollo)

Il Comune di Faenza ha definito i dettagli delle modalità di distribuzione agli alluvionati delle donazioni ricevute da privati e imprese e non vincolate a specifici progetti. In totale si tratta di 750mila euro. Il contributo verrà erogato ai cittadini con Isee, ordinario o corrente, in corso di validità non superiore a 24mila euro.

In base al valore Isee sono stabiliti due tetti massimi di contributo: fino a duemila euro per chi ha Isee inferiore a 15mila euro, contributo da mille euro per chi va oltre. Il contributo verrà erogato in un’unica tranche. Per ogni nucleo familiare sarà riconosciuto un solo contributo per ciascuna unità immobiliare, come da risultanza dei dati catastali.

Sono state individuate tre tipologie di beneficiari.

La prima tipologia comprende i cittadini che hanno presentato domanda di Contributo di Immediato Sostegno (Cis) risultata regolare all’istruttoria, e hanno sostenuto spese superiori a cinquemila euro per i costi già ammissibili per il Cis.

Beneficiari del contributo anche coloro che hanno presentato domanda di Contributo per l’Autonoma Sistemazione (Cas), risultata all’istruttoria regolare, e al 31 agosto 2023 non sono rientrati nella propria abitazione principale.

Chi rientra in queste due tipologie non dovrà presentare specifica domanda in quanto gli uffici competenti dispongono già delle informazioni relative alle domande Cis e Cas e provvederanno ad acquisire la documentazione Isee dalla banca dati Inps.

Infine potranno beneficiare del contributo anche gli inquilini che avrebbero potuto presentare domanda di Cis, ma che sono stati impossibilitati a farlo, in quanto il proprietario non ha rilasciato il consenso, o la cui domanda è stata respinta poiché già presentata dal proprietario dell’immobile in locazione danneggiato. I cittadini rientranti in questa casistica dovranno presentare la domanda di contributo entro il 30 novembre 2023. La domanda può essere presentata tramite un modulo online a cui accedere con Spid o Cie sul sito del Comune oppure tramite compilazione allo sportello emergenza presentandosi muniti di attestazione Isee, ordinario o corrente, in corso di validità non superiore ad euro 24.000,00; dati anagrafici del proprietario (nome, cognome e codice fiscale); estremi del contratto di locazione relativo all’abitazione alluvionata.

A fuoco un capannone in zona artigianale la notte prima della vendita all’asta

Fiamme in via Pastore alle Bassette

15Un incendio è scoppiato in un capannone nella zona artigianale Bassette di Ravenna il giorno prima che l’immobile venisse venduto all’asta in tribunale a Ravenna nell’ambito di una liquidazione coatta amministrativa promossa dal ministero delle Imprese verso l’azienda che aveva sede nello stabile tempo addietro. La notizia è riportata dal quotidiano Il Resto del Carlino in edicola oggi, 19 ottobre, giorno in cui era prevista l’asta con un prezzo base di 350mila euro a fronte di un valore stimato da perizia di 900mila euro. L’immobile si trova in via Giulio Pastore, l’allarme è arrivato poco prima della mezzanotte tra il 17 e il 18 ottobre. Al momento, secondo quanto si legge sul quotidiano, non sono emersi segni riconducibili in maniera netta a un evento doloso.

Accusato di 26 furti in 6 mesi: il ladro acrobata condannato a 6 anni e 7 mesi

A luglio 2022 la squadra mobile della polizia aveva arrestato un 39enne dopo una scia di colpi in bar e negozi dove entrava con grande agilità anche da passaggi ristretti

1 5 ScaledEra imputato per ventisette furti commessi in sei mesi a Ravenna soprattutto in negozi, bar e attività commerciali: assolto per uno, condannato per ventisei. Per il 39enne domenicano Alex Sandy Matos è arrivata una condanna a sei anni e sette mesi di reclusione (l’accusa aveva chiesto giusto sette mesi in più). La sentenza per quello che era stato ribattezzato come il “Diabolik ravennate”, per via della grande agilità nel riuscire a introdursi nelle attività passando anche da pertugi minimi, è riportata dai quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna. L’imputato nega ogni responsabilità ed è assistito dall’avvocato Francesco Furnari.

L’arresto di Matos era arrivato a luglio 2022 per effetto delle indagini della squadra mobile della polizia. Le indagini inizialmente erano partite attribuendo 55 colpi al 39enne, diventanti poi 27 quelli contestati in aula.

L’uomo agiva sempre in orari notturni e si muoveva a piedi, percorrendo anche lunghe distanze per mettere le mani su fondi cassa, generi alimentari e apparecchi elettronici.

Al nome del sospettato la squadra antirapine è arrivata sfruttando il filmato di alta qualità di una telecamera posta vicino al registratore di cassa di un ristorante di Marina di Ravenna: il ladro si era avvicinato molto e l’immagine aveva ripreso gli occhi nonostante il volto travisato. Un dettaglio in più era stato il confronto fra la camminata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza e un filmato del matrimonio.

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