martedì
19 Maggio 2026

Il Ferragosto si festeggia anche in piazza a Faenza: due serate tra musica e libri

Faenza FerragostoFerragosto si festeggia anche in centro a Faenza. Una tradizione che ormai va avanti fin dagli anni novanta e che vedrà il clou il 14 agosto, a partire dalle 21 in piazza della Libertà. Sul palco allestito di fronte al duomo si esibirà come al solito il Trio Italiano, tra cover “made in Italy” e inediti, ma con diversi ospiti, tra cui il cantautore (noto anche per la sua recente partecipazione a The Voice Senior) Vittorio Bonetti.

La rassegna – ideata da Giordano Sangiorgi del Mei – quest’anno raddoppia, con un appuntamento anche il 15 agosto, sempre in piazza della Libertà dalle 21, con la musica folk-rock degli Old Stoires e un incontro con quattro scrittori faentini, Fabio Mongardi, Omar Fabbri, Annalisa Fabbri e Stefano Corradini, con una riflessione anche sul post alluvione.

Ingresso a offerta libera.

Ubriaco al bar di primo mattino, minaccia anche i poliziotti: nei guai un 63enne

Un agente ferito. Per l’uomo scatta l’obbligo di presentazione in questura una volta a settimana

Polizia
Foto di repertorio

Un ragioniere ravennate di 63 anni è stato arrestato dalla polizia nella mattinata di giovedì, 10 agosto, dopo aver creato scompiglio in un bar in zona Darsena, a Ravenna.

L’uomo si sarebbe presentato ubriaco di prima mattina, andando su tutte le furie dopo che il barista, vedendolo in quelle condizioni, si è rifiutato di servirgli altro alcol. Violenta la reazione del 63enne, tanto da indurre i presenti a chiamare la polizia. Gli agenti, giunti sul posto, sono stati a loro volta minacciati dall’uomo, anche brandendo una bottiglia di vetro.

Una volta bloccato e caricato sulla Volante – scrive il Carlino Ravenna, oggi (12 agosto) in edicola con ulteriori dettagli – avrebbe procurato una contusione a un agente, giudicata guaribile in sette giorni.

L’uomo è stato quindi arrestato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e denunciato per essersi rifiutato di fornire le proprie generalità.

In tribunale, l’arresto è stato convalidato e per il 63enne (ora libero) è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in questura a Ravenna una volta alla settimana. In attesa del processo rinviato a metà settembre.

Ricercato per una rapina del 2015, guidava un camion a Cotignola con documenti falsi

Arrestato un uomo dopo un controllo in autostrada

Camion 6
Foto di repertorio

Doveva scontare una pena di cinque anni e quattro mesi per una rapina commessa nel 2015. Ma guidava tranquillamente un camion nel Ravennate.

La polizia lo ha fermato nell’ambito dei consueti controlli in autostrada, nel territorio del comune di Cotignola. L’uomo ha mostrato agli agenti la patente, la carta d’identità e la carta di qualificazione del conducente; tutti documenti apparentemente rilasciati dalle autorità rumene. I poliziotti hanno però notato qualcosa che non andava, in quei documenti, e dopo una serie di approfondimenti (svolti anche in collaborazione con il centro di cooperazione internazionale di polizia di Thorl Maglern) ne è stata accertata la falsità.

L’esame delle impronte digitali e gli accertamenti effettuati poi con il contributo del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Divisione Interpol, Sezione Latitanti Passivi del Ministero dell’Interno, hanno permesso di identificare compiutamente l’uomo, che è risultato essere un cittadino extraeuropeo ricercato in ambito internazionale ai fini dell’estradizione, dovendo scontare appunto una pena di cinque anni e quattro mesi per il reato di rapina, commessa nell’anno 2015 nel proprio paese di origine.

L’uomo è stato quindi arrestato e accompagnato in carcere per il “possesso di documenti falsi e ai fini dell’estradizione”.

In centro a Ravenna uno spettacolo che omaggia Maria Callas a 100 anni dalla nascita

Angiolina Sensale
Una delle interpreti dello spettacolo dedicato a Maria Callas, Angiolina Sensale

Per la rassegna “Le Stelle di Galla Placidia” è in programma a Ravenna domani sera, domenica 13 agosto, alle 21.15 in piazza San Francesco, lo spettacolo “Prima Donna”: omaggio a Maria Callas nel centenario della nascita.

Lo spettacolo tesse una trama che disegna la complessa personalità della “Divina”. Artista amatissima ma donna dalle profonde solitudini e incertezze, la sua vita avventurosa è stata spunto di numerosi film, libri, spettacoli teatrali. Il grande successo la costrinse in molte occasioni a sacrificare la vita privata, tormentata e inquieta. La fine del grande amore con l’armatore greco Aristotele Onassis – che lei stessa definiva come un sentimento distruttivo e violento – contribuì al suo declino. La Callas morì, sola, a cinquantatré anni.

Lo spettacolo ripercorre le tappe salienti della sua vita, con le arie delle opere che hanno reso immortale Maria. Le giovani interpreti, vincitrici di concorsi e borse di studio, hanno al loro attivo un’importante carriera e ricoprono ruoli operistici presso Teatri Lirici Internazionali.

Un 76enne lughese è morto in ospedale, nove giorni dopo la caduta in bici

Il ricordo del Pedale Bianconero: «Sempre coraggioso: il tuo esempio sarà portato avanti da altri»

Ferdinando Benedetti
In primo piano, Ferdinando Benedetti in una foto postata su Facebook dal Pedale Bianconero

Un uomo è morto giovedì sera al Bufalini di Cesena dove era ricoverato dal pomeriggio di martedì 1 agosto a causa di una caduta in bicicletta.

La vittima è il 76enne lughese Ferdinando Benedetti, noto ai più come Ferdy. A ricordarlo in queste ore sui social è anche la società ciclistica di cui faceva parte, il Pedale Bianconero: «Sei stato sempre coraggioso, generoso e con grandi attenzioni verso tutti, facendo crescere il nostro gruppo, e diventandone un importantissimo faro. Fisicamente non sei più con noi, ma il tuo il tuo ricordo non svanirà mai in chi ti ha conosciuto, e il tuo esempio sarà portato avanti da altri. Ma ora riposa in pace, anzi, libero di pedalare ove tu vorrai».

A pubblicare la notizia è il Corriere Romagna in edicola oggi, 12 agosto.

Benedetti è caduto nel corso di un’uscita in bici con alcuni amici, sulle colline di Brisighella, a causa probabilmente dell’esplosione di uno dei copertoni delle ruote. L’anziano, grazie anche al caschetto, è però rimasto cosciente, tanto da riuscire a pedalare fino a Lugo, dove si è fermato per accertamenti al pronto soccorso, anche a causa di una difficoltà respiratoria. I controlli fanno emergere una sorta di ematoma a livello cervicale e la lesione di una vertebra – racconta il figlio al Corriere – con conseguenze gravi alla trachea. Da qui il trasferimento all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è morto giovedì, nove giorni dopo.

La app per il noleggio monopattini ti scala 5 euro di “multa” se parcheggi male

Diverse segnalazioni di veicoli abbandonati a intralciare il transito pedonale e veicolare e la società di gestione del servizio mette una pezza: alla terza infrazione viene sospeso l’account

Monopattino ElettricoSe parcheggi male il monopattino a noleggio ti punisce la app scalandoti 5 euro dal credito. È l’iniziativa messa in campo dalla Bird, la società di gestione dei veicoli elettrici in condivisione a Cervia per contrastare il fenomeno dei parcheggi selvaggi dopo divere segnalazioni arrivate al Comune. Da lunedì 7 agosto è attivo un sistema di sanzioni per il parcheggio scorretto: alla prima violazione verrà applicata una sanzione di 5 euro, alla seconda 20 euro, alla terza infrazione l’account verrà sospeso.

Questo sistema, già sperimentato in contesti simili, ha ottenuto un immediato successo, abbattendo sensibilmente le pratiche scorrette di parcheggio e incrementando il decoro urbano delle città in cui Bird opera.

Oltre a tali provvedimenti, Bird è anche intervenuta in alcune zone di Cervia, ad esempio quella della stazione, inserendo una no parking area nel viale e identificando aree di parcheggio nelle zone circostanti, al fine di evitare comportamenti scorretti.

Infine sono già stati rinforzati i turni del personale dedicato alla sistemazione dei mezzi e si valuterà se necessario di incrementare ulteriormente il servizio.

Aperto un guado sul Senio per contadini e residenti nel borgo dei Crivellari

Soluzione temporanea per evitare l’isolamento in attesa della ricostruzione del ponte crollato per l’alluvione. Coldiretti ringrazia prefetto, Regione e Comune

Ee825772 D6ff 42d8 Af1f 9de05d53ea25Gli agricoltori e i residenti della zona del cosiddetto “borgo dei Crivellari” a Riolo Terme non più isolati dal centro del paese grazie al guado del fiume Senio realizzato con la collaborazione tra Prefettura, Regione, Coldiretti e Comune. L’emergenza, nata a seguito dell’alluvione che ha provocato il crollo del ponte dei Crivellari, è stata per ora risolta e nella giornata di ieri, 10 agosto, è stata testata operativamente la funzionalità del nuovo passaggio per mezzi civili e agricoli.

1f2227ac C498 4691 A58f 7083aff23d37Dopo il crollo del ponte di via Crivellari, la situazione di grave difficoltà in cui versavano i cittadini residenti e le attività della zona, cantine vitivinicole, aziende agricole, agriturismi e allevamenti, erano state segnalate prontamente da Coldiretti e divenute poi rapidamente oggetto di specifici incontri tecnici con amministrazione comunale e Prefettura. Essendo subito emerso che la progettazione e realizzazione di un nuovo ponte avrebbe richiesto tempi eccessivi, chiaramente incompatibili con le esigenze dei residenti e delle attività economiche, si è optato per la creazione di un guado poi realizzato a circa 300 metri a valle del crollo.

Il presidente della sezione Coldiretti di Riolo Terme, Mattia Baldassarri, ringrazia per la grande disponibilità dimostrata dal Prefetto e dall’intera struttura prefettizia, nonché la volontà degli enti coinvolti: «Ora possiamo finalmente tornare a lavorare i terreni al di là del fiume e tutti i residenti non sono più isolati».

Gli immobiliaristi commerciano le oasi e il Parco del Delta non ha soldi da offrire

500 ettari di area protetta alla foce del Bevano sono stati ceduti da un privato a un altro e l’ente pubblico non ha ottenuto un mutuo per fare un’offerta «perché abbiamo un bilancio irrisorio»

Ravenna Foce Bevano Ortazzo Turismo Comunicattivi DJI 0571 (1)Un lotto di circa 480-500 ettari, equivalenti a circa 600-700 campi di calcio, compreso nelle zone naturalistiche protette denominate Ortazzo e Ortazzino a ridosso della foce del torrente Bevano a Lido di Classe è stato compravenduto tra due società private per un valore di circa 600mila euro senza che il Parco del Delta potesse presentare un’offerta per mancanza di risorse, sebbene l’area ricada dentro al perimetro di competenza dell’ente ambientale.

La cifra della transazione la si apprende dalla lettura di un articolo firmato da Carlo Raggi su Il Resto del Carlino in edicola oggi, 11 agosto. La cessione del terreno è arrivata a conclusione della procedura di liquidazione volontaria della società Immobiliare Lido di Classe con sede a Roma. Ad acquistare il terreno è stata una società di intermediazione immobiliare.

Era stata la sezione locale dell’associazione ambientalista Italia Nostra a portare all’attenzione pubblica la vicenda, lamentando un presunto scarso interesse del Parco del Delta per diventare proprietario di una superficie in una delle zone naturalistiche di maggior pregio dell’intero Delta del Po che già negli anni Settanta vide una mobilitazione di cittadini, forze politiche, associazioni ambientaliste contro una lottizzazione immobiliare già avviata dalla società romana. Il Comune era riuscito a bloccare la speculazione edilizia, salvaguardando le peculiarità del comparto.

Alle critiche di Italia Nostra è arrivata la replica del Parco con un comunicato stampa pubblicato sul sito web: «Da subito ci siamo attivati per chiedere mutui alla Cassa Depositi e Prestiti dello Stato ed anche a due banche diverse, inclusa la tesoreria attuale, ma non ci sono stati concessi. La causa? Il nostro irrisorio bilancio, a detta delle banche stesse, non offriva sufficienti garanzie per un mutuo di appena 500mila euro». La direzione del Parco sottolinea di aver bussato a tutte le porte, chiedendo finanziamenti anche agli enti locali, presentando dossier che illustravano l’importanza del sito e le possibilità di conservazione e valorizzazione dei siti, ma ciò non ha sortito l’apertura di linee di credito. «L’ente Parco ha dovuto, quindi, accettare suo malgrado che l’area finisse nuovamente nelle mani di società private».

Dal Parco ricorda che i vincoli del piano territoriale del Parco e di rete Natura 2000 «rendono l’area di fatto intoccabile e assolutamente protetta da ogni punto di vista».

La vicenda arriva anche in consiglio regionale con il gruppo Europa Verde. La capogruppo Silvia Zamboni ha depositato un’interrogazione alla giunta per chiedere chiarimenti sia in merito all’acquisizione, da parte di privati, di un’area di enorme pregio naturalistico compresa nel perimetro del Parco, sia sulle carenze di bilancio che avrebbero impedito al Parco di aggiudicarsi l’area.

L’interrogazione chiede alla Giunta se sia stata messa a conoscenza della volontà di acquisto dell’area da parte del Parco Delta del Po; se sia stata interpellata per concedere finanziamenti al fine di evitare che l’area finisse nelle mani di società private; in caso affermativo, per quale ragione è stato negato il finanziamento necessario per consentire al Parco di acquistare la suddetta area.

Nel 2017 Ravenna&Dintorni trattò l’argomento. L’assessore al Patrimonio del Comune all’epoca, Massimo Cameliani che oggi è presidente del consiglio comunale, disse che si era riaperto un dialogo con la società proprietaria. L’ex sindaco Fabrizio Matteucci nel 2011 in occasione dei lavori al centro Bevanella (oggi il punto di partenza per le escursioni nell’area aperta al pubblico e fino alla foce del torrento Bevano, organizzate dalla cooperativa Atlantide) si pose come obiettivo quello di acquisire l’area per allestire percorsi e servizi turistici per un’area naturale che «non ha niente da invidiare alla Camargue».

Attacco hacker alla pagina Instagram del Comune: «Ignorate i messaggi che ricevete»

Lo spazio internet è diventato inaccessibile

La pagina Instagram del Comune di Ravenna è stata violata da un attacco hacker di cui al momento non si conoscono i dettagli. L’amministrazione pubblica, tramite una nota alla stampa, invita gli utenti del social network a ignorare ogni tipo di messaggio che dovesse arrivare da quel profilo. Al momento, alle 16 dell’11 agosto, la pagina non è consultabile online.

Taxi: 6 licenze in più, tariffe riviste e prezzo fisso per i crocieristi

Il Comune di Ravenna e le associazione di categoria hanno definito i contorni del nuovo regolamento che andrà a sostituire quello approvato nel 2006. Premi per i tassisti che usano veicoli non inquinanti. Le donne non pagano il supplemento notturno. Gli autisti chiedono corsie preferenziali migliori

TaxiIl Comune di Ravenna metterà a bando, probabilmente entro la primavera 2024, sei nuove licenze di taxi che si aggiungeranno alle 24 attuali. Altre quattro temporanee verranno avviate per affrontare i periodi nei quali la richiesta può aumentare maggiormente per eventi particolari sul territorio. È il punto essenziale della bozza di nuovo regolamento (l’ultimo era stato approvato nel 2006) uscita dal confronto fra l’amministrazione pubblica, le associazioni di categoria e la cooperativa Radiotaxi al termine di un anno di trattative. Il confronto, arrivato a conclusione in una riunione di ieri, 10 agosto, ha riguardato anche l’adeguamento delle tariffe con prezzi a forfait per particolari tratte, come ad esempio quella tra il terminal crociere e la città.

Nel tempo che occorrerà per arrivare all’approvazione definitiva del regolamento e alla concessione delle nuove licenze, per ottimizzare comunque l’organizzazione del servizio e per fronteggiare periodi di incremento della domanda, la settimana scorsa il Comune ha emanato un’ordinanza che prevede la possibilità di una licenza per taxi di scorta, in caso di fermo tecnico del veicolo; e la sostituzione della vettura propria del taxista, causa fermo tecnico, con quella di altro titolare di licenza taxi, disponibile per turno, ferie e malattia.

«Abbiamo fatto un passo fondamentale – dichiarano il sindaco Michele de Pascale e l’assessora allo Sviluppo economico Annagiulia Randi – al quale ne dovranno seguire altri, fino all’approvazione finale da parte del consiglio comunale, che sarà a sua volta coinvolto e chiamato a dare il proprio importante contributo di indirizzo. Nell’avere posto le basi del futuro regolamento riteniamo di essere stati attenti alle mutate esigenze di una città come la nostra, per la quale questo servizio assume ogni giorno una crescente importanza, e lungimiranti; prevedendo, ad esempio, un aumento delle licenze oltre la quota del venti per cento indicata nel decreto Omnibus».

I due amministratori locali di centrosinistra colgono l’occasione per una stoccata politica verso l’altro campo: «Possiamo dire di avere fissato alcuni paletti fondamentali, frutto di un dialogo positivo e costruttivo, in un clima totalmente diverso da quello che si è creato a Roma tra Governo e taxisti».

Nella trattativa tra le parti si è lavorato anche per garantire un servizio sempre più di qualità e al passo con i tempi, grazie alla previsione del cosiddetto Taxi Rosa, che consentirà alle donne di non pagare il supplemento notturno, e all’introduzione, nel bando per le nuove licenze, di meccanismi premiali per chi utilizzerà veicoli meno inquinanti.

Cna, Confartigianato, Confcommercio, Uritaxi e la cooperativa Radiotaxi Ravenna esprimono un ringraziamento al sindaco e all’assessora per quanto definito ed ottenuto in un confronto continuo e costruttivo con la categoria. «L’auspicio è ora quello di lavorare per rendere il servizio taxi più appetibile per tutti gli utenti ed anche per i residenti, definendo percorsi più agevoli e dedicati che rendano il taxi un’alternativa efficiente e conveniente al traffico cittadino».

È inoltre prioritario, sempre per tutelare l’utenza, che vi siano controlli costanti verso ogni forma di abusivismo nel Settore Taxi e Ncc con inevitabile attenzione al terminal crociere.

Lavori da 170mila euro a scuola e palestra di Roncalceci che si sono allagate

Una parte dei fondi arrivano dalla raccolta promossa dal Corriere della Sera: eliminazione delle umidità insalubri e ricostruzione di pavimenti e intonaci

Sono stati approvati dalla giunta comunale di Ravenna due progetti riguardanti lavori urgenti di ripristino delle murature interne ed esterne della scuola primaria “Martire del Montone” e della palestra e spogliatoi a Roncalceci danneggiati dall’alluvione di maggio.

Per quanto riguarda la scuola primaria, i lavori consisteranno nell’eliminazione delle situazioni ritenute insalubri riguardanti i fenomeni di risalita dell’umidità sulle murature e sulle pavimentazioni. Il progetto, del valore di 50mila euro, è finanziato nel Piano degli Investimenti 2023.

Per gli interventi relativi alla palestra e agli spogliatoi, resi inutilizzabili dagli ingenti danni subiti, si tratterà di ripristinare in particolare la pavimentazione che è stata alzata e spostata dall’acqua mentre verranno risanate le murature esterne e interne attraverso il ripristino degli intonaci. Il costo degli interventi ammonta a 120 mila euro che saranno finanziati attingendo al fondo di 300 mila euro disposto a favore del Comune da parte del Corriere della Sera quale contributo del Comitato “Un aiuto subito Emilia-Romagna”. Pertanto l’utilizzo ha comportato variazione di bilancio ai documenti contabili e programmatici del Comune.

I lavori verranno eseguiti al più presto ma il Comune non specifica date. «Si tratta di interventi – ha affermato l’assessora ai Lavori pubblici Federica Del Conte – che non sono rinviabili in considerazione del preminente interesse pubblico, trattandosi in particolare di servizi scolastici funzionali alle attività didattiche e sportivo/ricreative dei più giovani».

Un bando per distribuire agli alluvionati i 114mila euro di donazioni: «Una carezza»

Dal 28 agosto può fare domanda chi ha avuto almeno cinquemila euro di danni. In casi di immobili in affitto possono ottenerlo sia il proprietario che l’inquilino. Al massimo 500 euro a testa: la sindaca riconosce che non sarà una somma «altissima»

Valentina Palli sindaco di Russi
Valentina Palli

Le donazioni al fondo istituito dal Comune di Russi a sostegno degli alluvionati sono arrivate a circa 114mila euro al 3 agosto e ora l’amministrazione pubblica ha predisposto un bando per l’assegnazione di tutta la somma ai cittadini danneggiati. Le domande vanno presentate dal 28 agosto al 27 ottobre 2023 (modulistica e modalità di invio saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito e sui canali social del Comune).

Può presentare domanda chi ha subito danni materiali di importo superiore a cinquemila euro in un immobile nel comune di Russi di cui si è proprietari o affittuari residenti. Per il medesimo immobile può essere presentata domanda di contributo sia dal locatore residente che dal proprietario, a condizione che entrambi abbiano subito danni materiali superiori a cinquemila euro. Un termine di paragone: il Comune di Ravenna ha già reso noto che nel suo contesto il 90 percento dei cittadini colpiti dagli allagamenti ha danni superiori a cinquemila euro.

Il richiedente del contributo a Russi deve inoltre avere presentato la domanda di Contributo di immediato sostegno (Cis), relativamente all’immobile di cui si è proprietari o affittuari. Tale domanda deve essere stata accolta. Si tratta dei contributi da cinquemila euro (tremila in acconto e duemila a saldo) erogati dalla protezione civile nazionale con autocertificazione dei cittadini. Finora le domande di Cis pervenute al Comune sono state 314. Questi sarebbero quindi i potenziali beneficiari del bando. Ma per ottenere il Cis c’è tempo fino al 31 agosto per la presentazione della domanda di acconto (poi fino al 31 ottobre per la presentazione delle domande di saldo).

L’importo del contributo individuale sarà al massimo di 500 euro, ma verrà quantificato esattamente solo al termine dell’istruttoria, suddividendo l’importo totale del fondo per il numero delle domande pervenute risultate ammissibili. «La somma che ciascuno riceverà non sarà altissima da questo Fondo – riconosce la sindaca Valentina Palli –, è una carezza che chi ha donato ha voluto inviare a coloro che si trovano in difficoltà e ci sembra giusto che sia riservata integralmente a tale scopo».

La particolarità del bando deliberato dalla giunta di Russi sta nel tentativo di correggere un problema emerso con il Cis che riguarda i contratti di locazione: la domanda di Cis depositata dal proprietario o da chi è in affitto abilita entrambi – se hanno subito oltre cinquemila euro di danni ciascuno – ad avanzare richiesta al Fondo donazione. «Nello specifico – spiega Palli –, previa presentazione di regolare contratto di locazione, sia il locatore che il conduttore potranno fare entrambi domanda».

Alla definizione dei contorni del bando hanno collaborato i sindacati Cgil, Cisl e Uil: «Apprezziamo che Palli abbia scelto di procedere alla completa destinazione di quanto raccolto in favore delle famiglie colpite dagli eventi alluvionali e per aver concordato i criteri di distribuzione con noi che, da sempre e non occasionalmente, rappresentiamo e perseguiamo gli interessi della collettività».

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