martedì
19 Maggio 2026

Via libera dalla Regione al corso triennale per 188 aspiranti medici di base

L’avvio è previsto entro il prossimo febbraio

Medico AuslVia libera dalla giunta regionale al bando per l’ammissione di 188 candidati al corso triennale 2023-2026 di formazione specifica in medicina generale. Un bando che prevede l’assegnazione di altrettante borse di studio ai vincitori della selezione pubblica, di cui 126 finanziate dalla Regione Emilia-Romagna con 4,74 milioni di euro provenienti dal Fondo sanitario nazionale e le restanti 62 con i fondi – oltre 2,34 milioni di euro – del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Per un investimento totale di 7,08 milioni di euro.

«Siamo impegnati a tutto campo – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – per dare una risposta concreta ai temi della carenza dei professionisti sanitari e del ricambio generazionale, un tema che riguarda da vicino anche i medici di medicina generale, che rivestono un ruolo di primaria importanza per il rapporto fiduciario con i pazienti».

Destinatari e domanda di ammissione

Per partecipare alla selezione pubblica i candidati devono essere in possesso del diploma di laurea in medicina e chirurgia e dell’abilitazione all’esercizio della professione medica sul territorio nazionale, oltre all’ iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi di un ordine provinciale sulla base delle indicazioni contenute nel bando.

L’avvio del corso di formazione specifica in medicina generale 2023-2026 è previsto entro febbraio 2024, ha una durata di 36 mesi effettivi e comporta l’impegno a tempo pieno dei partecipanti, con obbligo di frequenza.

Il triennio formativo prevede un totale di almeno 4.800 ore tra attività di natura pratica e teorica da svolgersi in strutture del servizio sanitario nazionale e/o nell’ambito di uno studio di medicina generale individuati dalla Regione.

Attualmente le disposizioni normative consentono di riconoscere, a tutti gli effetti, quale attività formativa pratica del corso, l’attività lavorativa svolta (ai sensi dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale vigente), durante la frequenza del corso stesso.

Maggiori informazioni sul sito della Regione, al seguente link https://salute.regione.emilia-romagna.it/ssr/carriera-e-formazione/medicina-convenzionata/corso-di-formazione-specifica-in-medicina-generale/bando-ammissione-al-corso-triennale-2023-2026

Cotignola, il candidato sindaco del Pd è l’assessore Federico Settembrini

La presentazione alla Festa dell’Unità. Priorità «aggregazione, cultura e ambiente»

Tavolo Da Sx Staffa Settembrini Piovaccari
Settembrini al centro, tra il segretario Pd Staffa e il sindaco Piovaccari

«Dobbiamo essere comunità nel vero senso della parola: sostenere le associazioni di volontariato sarà importantissimo. L’aggregazione è nutrimento per lo spirito, l’aggregazione è un servizio potentissimo». Lo ha dichiarato durante la presentazione ufficiale Federico Settembrini, che è il candidato sindaco del Pd di Cotignola per le prossime elezioni comunali che si terranno nel 2024.

Il suo nome, uscito dalle consultazioni portate avanti lo scorso inverno e ratificato dall’assemblea degli tesserati democratici in aprile, è stato presentato al pubblico venerdì 28 luglio in occasione della prima serata della Festa de l’Unità al parco Pertini di Cotignola.

Classe 1975, tecnico al liceo “Ricci Curbastro” di Lugo, sposato con tre figlie, Settembrini fa parte della giunta comunale guidata da Luca Piovaccari e si occupa di Cultura, Scuola, Politiche giovanili e Comunicazione. «Federico ha condiviso con me questi 9 anni di amministrazione – spiega il sindaco Piovaccari -, maturando l’esperienza e le competenze necessarie per fare questo “salto”».

Aggregazione, cultura e ambiente sono le priorità indicate dal candidato. «Il clima è cambiato: occorre un’immediata presa d’atto e ognuno deve fare la propria parte – aggiunge Settembrini -. Sarà indispensabile far passi avanti condividendo azioni con tutti gli attori in campo, a partire dai comuni fondatori dell’Unione della Bassa Romagna».

La festa del rap “alternativo” sulla spiaggia di Marina di Ravenna

Torna “Under Fest” al bagno Peter Pan con incontri, cypher e sfide freestyle. Tra i big sul palco Tormento, Jack The Smoker, Claver Gold e Johnny Marsiglia

Tormento Rapper
Il rapper Tormento

Torna a Marina di Ravenna “Under Fest”, il festival del mondo hip hop underground italiano, con la direzione artistica dei rapper Moder e Kenzie.
L’appuntamento è al bagno Peter Pan dall’1 al 5 agosto tra live, incontri, i cosiddetti cypher (le esibizioni all’interno dei “cerchi” di persone) e, per la prima volta, una “battaglia” di freestyle.

In un territorio segnato tragicamente dalla recente alluvione, Under Fest ha deciso di organizzare, durante gli eventi, una raccolta fondi che verrà versata a “Un
aiuto per l’Emilia-Romagna” e che sarà alimentata anche da una parte dell’incasso derivante dalla vendita del merchandise.
Si parte martedì 1 agosto alle 18.30 con una conversazione sul “Rap in Italia a confronto con Usa e Europa” con il giornalista Luca Gricinella e Marco Solaroli (docente al Dams di Bologna). Dalle 21.30 cypher con Funky Nano, Adriana, Djomi, Y0 e Dj Dima, mentre il “main artist” della serata sarà Tormento. Si tratta del nome d’arte del rapper e produttore Massimiliano Cellamaro, tra i precursori del genere in Italia, negli anni novanta, con i Sottotono.

Mercoledì 2 agosto si parte sempre alle 18.30 con il talk sull’hip hop “come strumento artistico ma anche sociale” con Keep It Real – Comunità in cerchio. Dalle 21.30 cypher con Ugo Crepa, Jekesa, Nickh + Gramo 150, Dj Dima. Main artist invece sarà Jack The Smoker, all’anagrafe Giacomo Giuseppe Romano, rapper e produttore milanese, parte della crew Spregiudicati, di cui è componente anche Mace.

Giovedì 3 agosto dalle 18.30 si parla degli “eventi hip hop di ieri e di oggi con Dj Trix, The Purista, Kambo, Denis Di Pasqua (Try Ent.), mentre dalle 21.30 cypher con Gabrix, Zelda e Planta, Gunma MG, Dj Dima. Il main artist della serata di giovedì è un altro “big” della scena italiana, il rapper siciliano Johnny Marsiglia.
Nel corso del festival è in programma anche una battle di freestyle presentata dagli Arcade Boyz.

«Mai come quest’anno ogni ospite è parte di un mosaico – commentano i direttori artistici Moder e Kenzie–, abbiamo una delle squadre più forti di sempre, tutti giovanissimi provenienti da ogni parte d’Italia per dare uno spaccato reale dell’underground che si muove dall’estremo nord al profondo sud».

Il programma completo e dettagliato sui canali social dell’Under Fest

Quando l’arte “combatte” per la natura: a Russi una mostra sostenibile

A Palazzo San Giacomo a cura di Alessandra Carini e dello scienziato Paolo Pileri, con interventi di Ana Cecilia Hillar e Oscar Dominguez. E una sezione sull’importanza del suolo nella sopravvivenza degli umani

Dominguez Opera 1
Oscar Dominguez, “Memoria del agua”

A due mesi dalle inondazioni che hanno devastato la Romagna e a pochi giorni di distanza dagli uragani che hanno abbattuto alberi e tralicci, scoperchiato case e che hanno tempestato di grandine le campagne, la domanda che ci facciamo è se ci si debba rassegnare alla sfortuna e puntare unicamente in modo romagnol-titanico a ripristinare tutto come era oppure se sia meglio riflettere, per capire quale direzione prendere. Tutti o quasi hanno la netta consapevolezza (e conseguente rassegnazione) che ci sia di mezzo il cambiamento climatico, un fenomeno talmente globale da bloccare l’idea che esistano soluzioni praticabili.

In realtà chiunque può iniziare a far qualcosa e anche la mostra di Russi a Palazzo San Giacomo lo dimostra. Invece di realizzare una esposizione di opere d’arte varie si può ad esempio scegliere di unire l’arte a un’attività di conoscenza mettendosi a fianco di chi combatte per i diritti ambientali. Si può anche fare una seconda scelta come quella di calcolare in termini di costi e benefici la sostenibilità della mostra in modo che lo scopo – stare dalla parte della natura – non nasconda dietro le quinte un pesante ricarico sull’ambiente. Si può anche decidere di invitare persone che provengono da settori extra artistici in modo che chi entra in mostra ne esca con una consapevolezza in più a favore dell’ecosistema e della necessità di proteggerlo: ciascuno/a a partire da sé, con quanto è nelle sue possibilità fare.

Hillar Opera 1
Ana Hillar, “Siembra directa”

Alessandra Carini, curatrice della mostra a Russi, aveva già iniziato questo percorso l’anno scorso con una prima mostra sul tema della natura. La seconda edizione di questa estate è ancora più interessante e omogenea nel percorso non solo per via di tutte le scelte sopra elencate che esplicitano un forte senso di coerenza nell’allestimento delle opere e degli interventi di Ana Cecilia Hillar e Oscar Dominguez, ma anche per la presenza come co-curatore di Paolo Pileri, di fatto uno scienziato.

Rispetto al lavoro dei due artisti argentini, trapiantati da anni nel nostro territorio, occorre sottolineare la rettitudine e bellezza di una progettazione artistica che da anni si svolge nel pieno rispetto della natura attraverso riuso, riciclo e sostenibilità dei materiali, delle tecniche e degli allestimenti. Opere viventi come Siembra directa di Ana Hillar, un omaggio alla terra, in parte recuperata dall’alluvione di maggio, per la creazione di un cratere dove sono stati piantumati semi vari, già in rigogliosa crescita in questo momento. Da questo messaggio – ridare ascolto alla terra – si passa alla Memoria del agua di Oscar Dominguez, un allestimento site specific che capovolge il punto di vista dell’osservatore, costretto a vedere dal basso la radicazione di una pianta di kiwi che invade tutto il soffitto. Del carbone e della sterilità dei processi che da questo dipendono, bloccando le vie di uscita, è testimone la serie dei neri Mineral dello stesso artista mentre l’installazione Habitat mutabile di Ana porta con sè l’idea di accoglienza, di nido, ma soprattutto promuove quei concetti di adattamento alla natura e di interdipendenza fra essere umano e ambiente che ispirano tutta l’esposizione. L’idea principale è affrontare in modo razionale le interconnessioni fra salvaguardia dell’ecosistema, povertà sociale e diritti civili invece di dispiegare come unica azione il possesso e l’irreggimentazione del nostro habitat.

Co-curatore della mostra come si diceva è Paolo Pileri, docente ordinario di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, pedologo – ossia studioso dei terreni dal punto di vista geologico e agrario – che a causa delle proprie passioni e conoscenze è giocoforza un attivista per la tutela dell’ambiente.
A Russi allestisce una sezione attraverso le sale in cui tramite fotografie, brevi video e didascalie spiega l’importanza del terreno e del suolo nella sopravvivenza degli umani, illustrando in simultanea gli sfaceli che in Italia sono sempre più praticati. Si parte da un breve video – Let’s talk about soil visibile su Youtube anche in italiano – dal quale impariamo che occorrono 2000 anni per ottenere appena 10 centimetri di suolo fertile ma che a una ruspa bastano 6 secondi per distruggerne un metro cubo. Apprendiamo che una volta che un terreno viene coperto dal cemento perde per sempre la sua fertilità e che tornare indietro non è possibile se non aspettando migliaia di anni: il che significa che all’attuale ritmo di cementificazione globale, nel 2050 – cioè quando un millennial avrà circa 50 anni – le terre coltivabili del pianeta saranno praticamente dimezzate. Deduciamo che fra le cause delle alluvioni ci può stare il cambiamento climatico ma che un cofattore è l’impermeabilizzazione – vedi cementificazione – del suolo che in pratica ci mette nelle condizioni di vivere dentro a un lavandino tappato. I frame in mostra del film Le mani sulla città di Francesco Rosi, che nel 1963 denunciava la speculazione edilizia e immobiliare in Italia smascherando la coincidenza di interessi politici ed economici, non erano che un’anticipazione di quello che accade tutti i giorni, da allora ad oggi.

Barberino Del Mugello 2020
Consumo di suolo (Barberino del Mugello, 2020)

E se le fotografie che illustrano lottizzazioni, urbanizzazioni, cementificazioni – equamente distribuite da nord a sud dell’Italia – apparentemente non toccano la Romagna e Ravenna, non possiamo esultare. Anzi. I dati ufficiali del report 2022 di Ispra sul consumo di suolo riportano che quello della nostra regione fra il 2020-21 è al quarto posto in ltalia, con un indice sfavorevole ben sopra alla media nazionale. Aggiungiamo che nello stesso biennio il comune di Ravenna è bandiera nera per il consumo di suolo con un indice pari a 68,66 ettari, l’equivalente di 98 campi da calcio di serie A. Ed è la seconda città in Italia solo dopo Roma. Allora, vale veramente la pena di pensare a prendere posizione e riflettere sui rimedi: occorre farlo sul serio, fin da subito, sia da parte del pubblico che del privato, nessuno escluso.

“Siembra directa. L’arte che sta dalla parte del suolo”. Opere di Ana Cecilia Hillar e Oscar Dominguez; sezione didattica di Paolo Pileri. Fino al 24 settembre 2023 – Russi, Palazzo San Giacomo. Orari di apertura: ven 16-20, sab 10-13 e 16-20; dom 10-13.

«Il teatro per i ravennati è ancora un luogo di emozioni e socializzazione»

Alessandro Argnani, dopo il Don Chisciotte, presenta la nuova stagione: «Vogliamo raccontare un’arte rabdomantica». «Consigli? Il nuovo di Pietro Babina e il ritorno dei Sacchi di Sabbia. E si rifetterà sulla crisi climatica»

Alessandro Argnani “Don Chisciotte”
Alessandro Argnani (a destra) In una scena di “Don Chisciotte” (foto Marco Caselli Nirmal)

Dopo dieci repliche, tutte sold out, si è chiusa il 16 luglio a Palazzo Malagola la prima anta di Don Chisciotte ad ardere “opera in fieri 2023”, progetto triennale (2023-2025) che il Teatro delle Albe di Ermanna Montanari e Marco Martinelli – con la coproduzione del Ravenna Festival e con il contributo del MiC Progetti Speciali – dedicano all’opera di Cervantes (vedi nostra recensione a firma di Serena Simoni).
Con Alessandro Argnani, attore delle Albe e codirettore di Ravenna Teatro, fac- ciamo qualche riflessione sullo spettacolo, ma ne approfittiamo anche per ripercorrere la Stagione dei Teatri scorsa e conoscere meglio la prossima.

Alessandro, com’è andato questo Don Chisciotte?
«Benissimo. Prendendo le redini dalla trilogia dantesca, si sentiva forte il senso di responsabilità per continuare a essere all’altezza di quel lavoro, così come il desiderio di continuare a essere in tanti. Grazie alla chiamata pubblica si è ricreata una comunità che non ha voglia di rassegnarsi e pensa che il teatro sia un’arte viva, e ancora una volta Marco Martinelli ed Ermanna Montanari si sono rivelati due “maghi” – d’altronde lo erano anche in scena – suggerendo Don Chisciotte, un’opera mondo, come la definiscono loro, che veramente oggi è più che mai in relazione con quello che ci sta succedendo, come singoli e come comunità. Insieme quindi a tanti ravennati e non solo – i partecipanti ai cori arrivavano da tutta Italia – abbiamo messo in scena la storia di un personaggio che non si rassegna alla volgarità del potere e si dà ancora la possibilità di sognare e vedere strade luminose, ed è stata una cosa magnifica».

Si è registrato il tutto esaurito a ogni replica, come l’hai vissuta in scena?
«Per me è stato molto bello vedere la risposta del pubblico, perché quando il teatro si mostra nella sua vivezza è un’arte felice. Quanto è importante, in tutto questo nero, essere felici e gioiosi di quello che si fa? Come attore ho avuto la fortuna di potermi confrontare con una figura/icona come Sancio Panza, e di essere in scena con Marco ed Ermanna, ma in particolare con Roberto Magnani e Laura Redaelli, che in qualche modo è un mostrare la storia della compagnia, perché sono 25 anni che calchiamo il palco insieme. Io sono un attore delle Albe, loro sono la mia compagnia, poter “giocare” insieme a loro è tuttora il massimo della felicità. Quella che è andata in scena con il Don Chisciotte è stata una relazione a più voci: c’era il gruppo marchigiano Leda, guidato dalla magnifica voce di Serena Abrami, allieva di Malagola; c’era il lavoro della nostra squadra tecnica, che è stato perfetto, per no parlare della squadra organizzativa, fondamentale come sempre. Insomma, una compagnia che si è davvero unita per creare quest’opera gigantesca».

Il tutto dopo una Stagione dei Teatri lunga e composita…
«È stata la stagione del ritorno alla normalità, sebbene con tutte le paure e le fragilità che la pandemia ci ha lasciato. Una Argnani (a destra) in scena nel Don Chisciotte stagione che però ci ha mostrato ancora – anche se non con i numeri di prima – quanto i ravennati vedano nel teatro uno spazio per potersi emozionare, divertire, ritrovarsi come comunità. Comunque un anno molto positivo, con numeri importan- ti di presenze (oltre 1.400 abbonati e 9.950 spettatori complessivi, ndr), ma positivo anche per la possibilità di ospitare e confrontarci con artisti e opere capaci di mostrare quanto il teatro sia in salute. Per Ravenna Teatro era poi il secondo anno di Malagola, un’esperienza più che mai centrale, con la presenza di tanti gio- vani artisti, che, guidati da Ermanna ed Enrico Pitozzi, fanno un percorso di studio sulla vocalità. È nato anche il progetto “Fondo”, coordinato da Santarcangelo dei Teatri, un network di cui facciamo parte con altri 14 partner che riconosce a due artisti/e la possibilità ogni anno di prendersi il tempo per fare ricerca».

Pietro Babina
Pietro Babina

La prossima Stagione dei Teatri come sarà?
«Lo spazio della Stagione dei Teatri, così com’è immaginato oggi, non è semplicissimo da leggere, perché è un percorso anche orizzontale. Non è un festival, che a ogni stagione ha una direzione, un accento, la Stagione in qualche modo vuole essere per noi un resoconto di quelle che sono alcune delle creazioni capaci di raccontare quanto il teatro sia un’arte rabdomantica, in grado di suggerire delle vie, e quindi i nomi che chiamiamo sono, da una parte, forse più noti nel rapporto con la tradizione, dall’altra sono in relazione con i grandi maestri del teatro contemporaneo. Ecco allora Geppy Gleijeses, il ritorno di Antonio Latella con Sonia Bergamasco, Armando Punzo, fresco vincitore del Leone d’oro, Romeo Castellucci, Rezza/Mastrella…».

Qualche nome che ti sentiresti di consigliare, magari tra quelli che il pubblico può conoscere meno?
«È sempre difficile fare nomi, però abbiamo Pietro Babina, che dovrebbe esser in tutti i teatri d’Italia ma purtroppo vive ai margini. Debutta a Ravenna con il nuovo Sole e baleno, su cui ha lavorato tre anni, è una grande soddisfazione. Altro lavoro che suggerirei è 7 contro Tebe, che segna il ritorno dei Sacchi di Sabbia, compagnia che ha nell’arma dell’ironia il modo di stare nel mondo, di affrontare la tragedia con l’intelligenza della comicità».

Scchi Di Sabbia
Sacchi di Sabbia

Si può individuare una sorta di tendenza nelle nuove drammaturgie?
«Sicuramente una cosa che sta succedendo è il crescente numero di opere che fanno i conti con la madre Terra, con la fragilità del nostro vivere in una situazione vulnerabile. E infatti il prologo della stagione è Il racconto del Vajont di Marco Paolini. Nel trentennale dello spettacolo speriamo che il rapporto con quel testo e con quella tragedia ci possa aiutare anche a comprendere il momento attuale. C’è poi Alessandro Berti, il cui Le vacanze parla di due adolescenti che si confrontano con la fine del mondo. La faglia, testo della francese Adèle Gascuel che verrà messo in scena da Daniele Amendola e Valerio Malorni, è invece un lavoro che fa i conti proprio con il cambiamento climatico. E infatti l’autrice, che è un’attivista, non verrà a Ravenna se non le creiamo un giro, perché non ritiene etico spostarsi per un solo spettacolo».

Per chiudere: ho letto che l’architetto che ha curato la ristrutturazione del Teatro Rasi ha appena terminato un lavoro in una “chiesetta” di Roma…
«Sì (ride, ndr), l’architetto Carlo Carbone ha realizzato il nuovo impianto di diffusione sonora installato all’interno di San Pietro. Un sistema digitale all’avanguardia per incrementare la qualità tecnica della diffusione e della fruizione delle voci e dei suoni. Quando ci siamo affidati a lui per innovare il Rasi abbiamo avuto una buona intuizione…».

Abbonamenti: fino al 5 agosto tariffe scontate e posti migliori

È già aperta la campagna abbonamenti de “La Stagione dei Teatri“, organizzata da Ravenna Teatro insieme al Comune di Ravenna. Come di consueto, saranno i due teatri della città, Rasi e Alighieri, ad accogliere la rassegna di spettacoli e incontri tra novembre e aprile. La formula prevede sei titoli fissi e due a scelta, per un totale di diciassette appuntamenti. Chi farà l’abbonamento entro il 5 agosto potrà usufruire di tariffe scontate e posti migliori per gli spettacoli a scelta.
Di seguito il programma della Stagione dei Teatri 2023-24.

Un ragazzo di 24 anni è morto durante un bagno al mare

Il cadavere ritrovato all’alba dopo una notte di ricerche. È successo a Lido di Classe

È stato ritrovato in mare alle prime luci dell’alba di oggi, domenica 30 luglio, il cadavere di un ragazzo disperso dal tardo pomeriggio di ieri.

Si tratta di un 24enne di origini senegalesi, residente a Cervia. Il ragazzo non è più risalito dopo un bagno a Lido di Classe, nel tratto di mare all’altezza viale Caboto.

A lanciare l’allarme, due suoi amici che hanno allertato la Guardia Costiera e messo in moto i soccorsi verso le 19.30, coordinati dalla Capitaneria di Porto

Le ricerche sono andate aventi fino a notte inoltrata, con l’ausilio di due imbarcazioni e di una pattuglia a terra della CP, e l’intervento di un elicottero e dei sommozzatori  dei Vigili del Fuoco, con amici e famiglia ad aspettare a riva.

Il ritrovamento del corpo senza vita del giovane è avvenuto solo stamattina, poco dopo le 7.

Sinistra Italiana resta autonoma ma «pronta ad allearsi con il Pd»

Il segretario provinciale Alessandro Perini sul futuro della forza politica che ha scelto, dopo lo scioglimento di Coraggiosa, di non confluire nei dem: «Faremo sentire ancora più forte la nostra voce. Sul territorio il partito c’è, a breve il prossimo congresso»

Alessandro Perini Sinistra ItalianaDopo la fine di Coraggiosa, la lista a sinistra del Partito Democratico che aveva raccolto varie formazioni e che ora confluisce nel Pd di Elly Schlein (già ideatrice del progetto politico Coraggiosa), abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Perini, segretario provinciale di Sinistra Italiana che aveva aderito al progetto.

Perché Sinistra Italiana non fa come le altre forze di Coraggiosa e non confluisce nel Pd?
«Sinistra italiana è nata per essere un soggetto politico autonomo dal Partito democratico. Il nostro programma non è coincidente con quello del partito di Schlein e non lo sono i nostri obiettivi di fondo. Con il Pd condividiamo un quadro valoriale a partire dall’antifascismo e dalla tutela della Costituzione, ma questo lo rende solo un potenziale alleato. Noi e il Pd abbiamo una posizione divergente sulla guerra ma al contempo stiamo portando avanti una battaglia unitaria per l’ottenimento del salario minimo e condividiamo un giudizio fortemente negativo su un governo che promuove condoni fiscali, criminalizza la povertà e non si interessa di chi lavora. Per questo crediamo che con il Pd e il M5S vada costruita un’alleanza e un’alternativa programmatica all’attuale esecutivo».

Prima di Coraggiosa era finita non benissimo l’esperienza di Ravenna in Comune. Ha senso pensare ancora a uno spazio politico di sinistra così affollato di soggetti diversi e in perenne mutazione ma apparentemente mai in crescita?
«Noi abbiamo partecipato all’esperienza della lista promossa da Coraggiosa come comunità politica che si era raccolta nell’esperienza di Ravenna in Comune, ma aveva maturato l’idea di portarne le istanze in un’esperienza di governo territoriale. Proprio perché crediamo nella necessità di una sinistra radicale nelle proposte al governo della città. Ci sono due errori a sinistra: sentirsi perennemente all’opposizione e pensare che un ruolo in maggioranza significhi avallare tutte le scelte della giunta. Per esempio la nefasta scelta di ospitare sulle nostre coste un rigassificatore andava contrastata con molta più forza nelle istituzioni. La nostra risposta è che per una sinistra ecologista e femminista che ambisca a governare e quindi sia tenace e resistente nella cura del bene comune ci sia assolutamente spazio».

La scomparsa di Coraggiosa significa anche che Sinistra Italiana sarà senza rappresentanza in consiglio comunale a Ravenna. Come pensate di far sentire la vostra presenza sul territorio?
«Tutti gli elettori e le elettrici che hanno votato per una sinistra ecologista alleata, ma autonoma dal Pd, ora sono privati dalla rappresentanza in consiglio comunale. Questo ci spingerà a far sentire ancora più forte la nostra voce a partire dall’esperienza che portiamo avanti nei consigli territoriali. Sul territorio il partito c’è, abbiamo fatto iniziative su temi quali scuola, ambiente, lavoro, sanità e a livello nazionale i nostri iscritti e le nostre iscritte sono già impegnate nella prossima discussione congressuale. Quest’occasione di confronto è aperta anche a tutti gli elettori e le elettrici interessati a contribuire al rafforzamento di una sinistra davvero coraggiosa».

Come vi porrete rispetto alle prossime amministrative sul territorio e alle Europee?
«Alle Europee vogliamo partire dal rafforzare l’Alleanza Verdi Sinistra e farla diventare una piattaforma a disposizione di tutte le esperienze civiche, progressiste ed ecologiste che abitano il nostro Paese. Con le stesse modalità ci muoviamo nei territori, dove desideriamo costruire alleanze con il Pd, il M5s e le forze civiche per promuovere un nuovo patto per i diritti delle persone e dell’ambiente».

Siamo in piena emergenza climatica, secondo voi gli amministratori locali stanno facendo le scelte giuste? Voi del resto siete alleati di Bonaccini…
«Noi siamo al fianco degli amministratori impegnati a garantire il pieno supporto ai cittadini e alle imprese sin dalle prime ore dell’emergenza alluvione, mettendo in campo le risorse necessarie al sostegno immediato e chiedendo al governo quelle necessarie a risarcire pienamente i danni subiti. Lo stesso vale per i danni degli eventi calamitosi di questi ultimi giorni. Allo stesso tempo crediamo che le scelte delle nostre amministrazioni locali relative al consumo di suolo, alle politiche energetiche e alla gestione della risorsa idrica siano da invertire nella direzione di una messa in sicurezza e in valore del territorio e dei beni comuni per contrastare i cambiamenti climatici. Gli eventi estremi che stiamo imparando a conoscere e a temere negli ultimi anni non possono più essere ignorati, per questo è necessario confrontarci e arrivare a un piano di azione comune».

Raduno di Lega Romagna a Cervia, domenica 30 luglio arriva Matteo Salvini

La manifestazione in corso fino al 2 agosto in piazza Maffei. Attesi ministri e parlamentari. Fra gli ospiti ai dibattiti anche il sindaco De Pascale

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Inaugurata il 28 luglio, con protagonisti ministri, parlamentari e amministratori in occasioni di incontri su temi politici di stretta attualità, domenica 30 luglio la Festa della Lega Romagna di Cervia ospita il leader del Carroccio Matteo Salvini.

La serata si apre con i saluti di Jacopo Morrone, patron della Festa, parlamentare e segretario della Lega Romagna, e di Luca Toccalini, parlamentare e coordinatore federale Lega giovani. Alle 21 il leader della Lega Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, dialoga con Agnese Pini, direttore QN, e Daniele Capezzone, giornalista e saggista.
Il 31 luglio vede protagonisti alcuni sindaci a confronto e l’intervento di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.
Martedì 1 agosto si terrà invece il confronto tra Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, e Michele De Pascale, sindaco di Ravenna e presidente Upi, e l’intervento del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara.
L’ultima serata, 2 agosto, vede dialogare Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle finanze, con la giornalista Lucia Annunziata.

Fra le novità dell’edizione 2023 c’è la nuova collocazione della Festa che si affaccerà sempre sul canale di Cervia, ma nel piazzale Maffei, dove sorge la Torre San Michele. Come sempre saranno in funzione anche stand gastronomici.

Spiagge Soul, il ritmo dell’alba e quello dell’aperitivo in riva al mare

Tre appuntamenti del festival musicale in rivieraa domenica 30 luglio, alle 6 al Finisterre, e alle 18 fra Punta Marina e Porto Corsini

Ariane Salimata Diakite Vocalist Soul
Ariane Salimata Diakite

Si comincia ll’alba e si corona all’ora dell’aperitivo la domenica (30 luglio) di Spiagge Soul di mezza estate. Alle ore 6, allo spuntare del sole, al Finisterre Beach di Marina di Ravenna, una sferzata di energia per iniziare la giornata in riva al mare è affidata a  è affidato ad Ariane Salimata Diakite, che dopo aver accompagnato come corista nei loro tour Laura Pausini e Irama porta al festival un carico di black music. Dall’alba si passa poi a un doppio aperitivo, con le sonorità sospese tra Africa e America Latina dei Cucoma Combo (Bagno Kuta, ore 18) e lo spettacolo swing e rock’n’roll del duo Alte Feulip (BagnOsteria Tarifa, ore 18).

Ariane Salimata Diakite, vocalist performer di black music a partire dai 13 anni ha iniziato lo studio della tecnica vocale Dal 2013 al 2017 ha partecipato ai due tour mondiali di Laura Pausini in qualità di corista. Nel 2022 partecipa come corista anche al tour di Irama e nel 2023 di nuovo al tour mondiale di Pausini. Con la sua voce potente, dopo aver calcato i palchi più prestigiosi, è pronta ad entusiasmare il pubblico con brani soul e afro music. Ad accompagnarla una band di stimati musicisti come Paolo Rubboli alla batteria, Marco Dirani al basso e alla chitarra Francesco Plazzi.

Cucoma Combo Etnomusic
Cucoma Combo

Cucoma Combo rievoca in Romagna il ribollire della caffettiera e quella di questo sestetto in ebollizione è una miscela di sonorità provenienti soprattutto da America Latina e Africa che rappresentano le diverse esperienze in giro per il mondo del polistrumentista e compositore Marco Zanotti. Una musica che parte dalle diversità per celebrare l’uguaglianza, la tolleranza e il desiderio. Con Zanotti (batteria, voce, mbira) suonano Martina Fadda (voce, percussioni, synth), Fabio Mina (flauti, sax tenore, gaita colombiana, danmoi, elettronica), Marcello Jandu Detti (trombone, tromba, conchiglia, percussioni, voce), Daniel Corbelli (chitarra, percussioni, voce), Andrea Taravelli (basso, bass synth, voce).

 Alte Feulip è un progetto che prende vita dalla collaborazione decennale tra due musicisti nati sulle rive del fiume Foglia, tra le colline del Montefeltro: Marco Chiarabini e Alex Gorbi. Dieci corde, due voci e una stomp-box; con questi semplici ingredienti gli Alte Feuilp costruiscono un repertorio eclettico, in cui i classici del folk-blues americano si affiancano a brani soul, rhythm and blues, rock’n’roll, funk e swing, il tutto servito con un sound autentico e unico.

 

Un guado provvisorio sul fiume Senio per collegare il borgo dei Crivellari a Riolo

Il ponte è crollato a maggio con l’alluvione, la ricostruzione ha tempi troppo lunghi per le urgenze delle attività agricole e degli allevamenti e così anche con l’intervento di Coldiretti è stata trovata una soluzione a 300 metri a valle del crollo

Image0Gli oltre venti residenti di Riolo Terme collegati al resto del paese dal ponte di via Crivellari sul fiume Senio, crollato a seguito degli eventi alluvionali, stanno per uscire dall’isolamento grazie alla collaborazione tra Coldiretti, prefettura e Comune.

La progettazione e realizzazione di un nuovo ponte avrebbe richiesto tempi incompatibili con le esigenze dei residenti e delle attività economiche, tra le quali allevamenti che necessitavano di scorte per il bestiame e aziende agricole e agrituristiche con terreni coltivati da continuare a condurre, verrà creato un guado circa 300 metri a valle del crollo. La proposta, illustrata agli enti preposti, in primis alla Regione che ha competenza sul fiume, è stata accolta in tempi rapidi ed ora, dopo alcune settimane di lavoro, il nuovo passaggio è ormai completato.

La situazione di grave difficoltà in cui versavano i cittadini residenti e le attività della zona nella quale operano cantine vitivinicole, aziende agricole, agriturismi e allevamenti, erano state segnalate da Coldiretti attraverso il dirigente di zona Mattia Baldassarri e divenute poi rapidamente oggetto di specifici incontri tecnici con amministrazione comunale e prefettura.

«Stiamo riuscendo a dare una prima importante risposta a tutta la zona e a chi ci vive e lavora con l’obiettivo, ovviamente, di giungere poi non appena possibile alla ricostruzione del ponte – commenta il Direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini –. Ringraziamo per la collaborazione prefettura, Regione, Comune e tutti coloro che si sono adoperati e tuttora si stanno adoperando lavorando notte e giorno al fine di ricreare condizioni di normalità che consentano di tutelare la preziosa presenza dell’uomo e l’economia in un territorio già fragile e oggi ancor più a rischio spopolamento per via delle conseguenze dei terribili eventi meteoclimatici di maggio».

Ancisi (Lpr) propone un centro residenziale per autistici a Ravenna

Il vicepresidente del consiglio comunale, capogruppo di Lista per Ravenna, propone una struttura gestita da Comune e Ausl: attualmente solo una in Emilia-Romagna

Alvaro Ancisi
Alvaro Ancisi

Il vicepresidente del consiglio comunale di Ravenna, Alvaro Ancisi (Lpr) ha depositato alla segreteria del Comune una proposta di deliberazione rivolta a tutti i consiglieri per l’istituzione di un centro residenziale per autistici. «La necessità di un trattamento residenziale estensivo, rivolto ad ogni fascia di età, è molto sentito dalle famiglie dei soggetti autistici e dalle loro associazioni, denominate Angsa». La nuova iniziativa dovrebbe coinvolgere l’Ausl Romagna e il Comune di Ravenna, col supporto degli altri enti locali della Romagna tramite la Conferenza territoriale socio-sanitaria, organo di indirizzo politico-amministrativo dell’Ausl, di cui il sindaco di Ravenna è presidente. «Indispensabile il coinvolgimento dell’associazionismo Angsa».

La residenza Laura di Piacenza è l’unica esperienza del genere in regione, sorta appena il 10 febbraio scorso in una struttura messa a disposizione dal Comune e gestita in proprio dall’Ausl locale a servizio delle sei aziende nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. «Questo modello si attaglia esemplarmente all’area vasta della Romagna che riunisce, in una sola Ausl, la sanità pubblica delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Secondo Ancisi è stato calcolato che in Italia uno su 77 bambini ha un disturbo autistico. Non ci sono dati sugli adulti, né sul basso numero di quelli inseriti in un lavoro. «Si conosce che nel 2021 i Centri di Salute Mentale dell’Emilia-Romagna, con tutti i loro limiti strutturali, ne avevano in carico 791».

Il consigliere di opposizione è convinto che Ravenna si presti ad ospitare questa struttura potendo integrarsi, a livello di base, con “Casa Augusta”, progetto attivo dal 2017, sostenuto dalla Fondazione “Augusta Pini” di Bologna e promosso da Angsa Ravenna, reso possibile dalla collaborazione e coprogettazione tra Ausl Romagna, Comune di Ravenna e cooperativa sociale San Vitale. «Eroga interventi psico-educativi individuali e di gruppo per soggetti autistici, rivolti a promuoverne percorsi di: comportamento adattivo, comunicazione espressiva e recettiva, autonomia domestica e sociale, svolgimento indipendente dei compiti scolastici, gioco e interazioni con gli altri».

Nella proposta di deliberazione di Ancisi il consiglio comunale è chiamato ad avanzare al sindaco il seguente atto di indirizzo: «Verificare, ricercando le opportune intese, la fattibilità del progetto d’istituire, a beneficio dell’area vasta della Romagna, eventualmente con sede nella città di Ravenna, un Centro residenziale socio-sanitario per soggetti autistici di varia età, maggiorenni compresi, bisognosi di particolari cure e accoglienza».

Dall’1 agosto la raccolta speciale di Hera per eternit e macerie post maltempo

La multiutility predispone un canale dedicato per le richieste di ritiro da parte dei privati colpiti da alluvione e fortunale

Alfonsine TornadoGli ultimi eventi meteo estremi – prima l’alluvione di maggio e poi il fortunale di luglio – che hanno colpito la provincia di Ravenna hanno lasciato sul terreno materiale edile da costruzione e demolizioni, come ad esempio macerie, cartongesso, carta catramata, guaina bituminosa e pannelli di eternit contenente amianto che in alcuni casi si è sbriciolato e sta disperdendo fibre pericolose. Nel caso specifico dell’amianto, a seguito di indicazioni Ausl, l’invito è di non movimentarne i frammenti, ma provvedere a bagnarli.

Hera si è attivata mettendo in campo aziende specializzate per la raccolta e sono già stati svolti diversi sopralluoghi nei territori colpiti, con l’obiettivo di pianificare al meglio gli interventi di ripristino per il recupero dei rifiuti. Le aziende specializzate per conto di Hera provvederanno alla raccolta dei materiali su suolo pubblico e privato, secondo un canale dedicato, dove i privati cittadini potranno inviare le richieste di ritiro.

Sarà attivo da martedì 1 agosto 2023 un Qr code per organizzare al meglio la raccolta di vari tipi di rifiuti prodotti a seguito degli eventi meteo estremi. Il Qr code, un codice da inquadrare con il cellulare, consentirà sia ai cittadini che hanno subito il fortunale sia a quelli colpiti dall’alluvione e che svolgono i lavori in autonomia (senza avvalersi di ditte edili) di richiedere in maniera semplice e veloce la raccolta di vari tipi di rifiuti.

Per le urgenze, al momento, i cittadini possono contattare il Servizio Clienti 800 999 500, numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18, che, una volta attivo il Qr Code, li guiderà nella compilazione del Form.

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