martedì
19 Maggio 2026

Rivolta al carcere di Ravenna, con incendio. Trasferiti due detenuti

Verso le 20 di ieri sera violenta protesta che ha coinvolto una ventina di carcerati. Presidio esterno delle forze dell’ordine per mettere in sicurezza la zona. Nessun ferito, la notte la situazione si è normalizzata

Rivolta Carcere Ravenna 1
Foto Massimo Argnani

Massimo allarme e momenti di forte tensione ieri sera 15 luglio, verso le 20, quando una rivolta è scoppiata all’interno della Casa Cicondariale di Ravenna, in via Port’Aurea.
Due carcerati hanno coinvolto una ventina di altri detenuti in una violenta e incendiaria manifestazione di protesta. Prima hanno fatto esplodere le bombolette del gas utilizzate per cucinare all’interno delle celle e poi hanno dato fuoco anche ad alcuni materassi. All’interno dell’edifico si sono vissuti momenti di forte tensione, immediatamente sono intervenuti la direttrice del carcere e il personale della polizia penitenziara che era sul posto, fortunatamente coadiuvati dall’arrivo di alcuni colleghi che dovevano subentrare nel turno di notte. L’intervento delle guardie interne ha permesso di estinguere gli incendi e fatto in modo che la ribellione non degenerasse oltre.

Una volta lanciato l’allarme, all’esterno si è costituito un presidio di diverse forze dell’ordine, dalla Polizia di Stato ai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza alla Polizia Locale che hanno circondato e messo in sicurezza l’area urbana circostante il carcere. A questo proposito sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e mezzi di soccorso del 118.

Nonostante il caos non si sono registrati feriti, fino a quando gli agenti della Polizia penitenziaria sono riusciti a sedare la rivolta isolando i responsabili e tenendo sotto controllo il centinaio delle altre persone in custodia nella struttura carceraria.
I due detenuti che hanno innescato la protesta (di cui per ora è sconoscita la motivazione) sono state prevelate la notte da una squadra speciale della Polizia Penitenziara e trasferiti, l’uno nel carcere di Reggio Emilia, l’altro ad Ancona.
Intanto nelle celle la situazione è ritornata tranquilla.

Energia: l’idrogeno trasformato in “magazzino” per le rinnovabili

Al tecnopolo di Marina di Ravenna, Il team guidato da Valerio Cozzani lavora anche sull’impiego di Co2 da biomasse per produrre polimeri e riutilizzare scarti dell’industria ceramica

Sede Tecnopolo Marina Di Ravenna
La sede del Tecnopolo dell’Unibo a Marina di Ravenna

E se la CO2, da principale fattore del surriscaldamento terrestre, diventasse un ingrediente per materiali di nuova generazione? Se nel problema, quindi, ci fosse in qualche modo anche una possibile soluzione? E se trovassimo il modo di stoccare l’energia prodotta dal vento per i momenti in cui il vento non c’è?

Sono questi alcuni dei filoni di ricerca sviluppati dal Tecnopolo di Ravenna al Centro di Ricerche Ambiente, Energia e Mare, di cui Fondazione Flaminia è soggetto gestore. In attesa della nuova sede a Marina di Ravenna, il gruppo guidato dal professore Valerio Cozzani dell’Università di Bologna è già attivo in diversi altri laboratori dell’ateneo. Una ventina di ricercatori e ricercatrici che stanno portando avanti dal maggio 2022 sperimentazioni volte a sviluppare tecnologie per la decarbonizzazione. «Il nostro laboratorio riunisce compentenze diverse che vanno dalla chimica all’ingegneria meccanica e chimica – ci spiega il professore – e ha come obiettivo quello di sviluppare tecnologie per fonti di energia e materiali che non derivino dall’utilizzo di combustibili di fossili».

Tre gli aspetti principali di questo lavoro, a cominciare dalla produzione di idrogeno: «L’idea è che l’energia chimica nelle molecole di idrogeno possa diventare una sorta di serbatoio per l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come il sole, il vento o le maree, che è abbondante ma non programmabile e difficile da accumulare. In genere oggi viene trasformata in energia elettrica, difficile da conservare, con tutte le criticità che sappiamo legate per esempio all’uso del litio nelle batterie. Lo stoccaggio chimico tramite idrogeno può essere un’alternativa che ci permette di gestire le fluttuazioni dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili».

Un secondo aspetto della ricerca riguarda invece i materiali e la possibilità di utilizzare la CO2, il biossidio di carbonio principale responsabile dell’effetto serra, per sostituire il carbonio di origine fossile. «In particolare sono due gli aspetti che investighiamo. Il primo è la produzione di metanolo a partire dalla combinazione di idrogeno e CO2. Il metanolo, oggi ottenuto dal petrolio, viene usato come combustibile, ma è anche un building block, ossia una base per la produzione di materiali di vario genere, polimeri, plastiche, utilizzati in edilizia, per l’arredamento o nel tessile. Il secondo è la possibilità di utilizzare la CO2 con scarti dell’industria ceramica per ottenere composti di valore che possano essere riutilizzati, soprattutto in edilizia».

Ma da dove arriverebbe la CO2 da impiegare nella produzione di questi materiali? «La terza linea di ricerca – aggiunge Cozzani – va proprio nella direzione di mettere a punto e migliorare la cattura della CO2 da effluenti di processi industriali». Una possibilità, ci spiega il professore, è di ottenere la CO2 dai processi cosiddetti Hard to Abate (letteralmente: “difficile da abbattere” – ovvero processi per i quali non sono attualmente disponibili soluzioni tecnologiche che permettano di evitare la formazione di CO2 di origine fossile), cercando di separare la CO2 dagli altri gas immessi in aria per catturarla. Al momento però il gruppo sta lavorando in particolare su una seconda possibilità, relativa alla cattura della CO2 prodotta in processi che utilizzano biomasse. «In questo modo potremmo arrivare a produzioni cosiddette Carbon-negative, che contribuiscono cioé a ridurre la CO2 complessiva in atmosfera».

Per un territorio come quello ravennate, con un insediamento chimico importante, si tratta di progetti che, auspicabilmente, potrebbero trovare a breve un’applicazione. Del resto, partner del gruppo di ricerca è Eni, e altre aziende fanno parte del comitato consultivo del laboratorio di ricerca. «I risultati sono già incoraggianti, anche se poco appariscenti – conferma Cozzani. – Diciamo che la resa di un catalizzatore o l’aumento della quantità di idrogeno ottenuto in esperiementi di laboratorio risultano forse ancora poco emozionanti per i non addetti ai lavori, ma confidiamo entro la fine dell’anno di poter disporre di un elettrolizzatore che permetta di realizzare su scala maggiore i processi sviluppati».

E i possibili impieghi industrali? «Il nostro ruolo è quello di passare da una fase di concetto a una di prototipo in una prospettiva triennale. Se poi da parte delle aziende c’è un interesse a sviluppare i prototipi e i processi, in base alla scala della produzione, i tempi di applicazione possono andare dai tre ai cinque anni. Sicuramente, nel rispetto naturalmente della proprietà intellettuale, si tratta di studi che possono interessare qualsiasi azienda che si occupa di chimica o di energia».

Addio a Lorenzo Tazzari, firma storica del giornalismo locale

Il noto cronista  del “Carlino” è scomparso a 66 anni per un male incurabile. Per il suo lavoro era stato insignito del premio Guidarello. Il 17 luglio la camera ardente e i funerali

Lorenzo Tazzari Guidarello 2006
Lorenzo Tazzari (a sinistra) con Bruno Vespa alla premiazione del “Guidarello” nel 2006

Commozione e sconcerto a Ravenna, per la morte del giornalista Lorenzo Tazzari, firma storica, nota e apprezzata, del “Resto del Carlino”, deceduto ieri 14 luglio, a 66 anni, a causa di una malattia tanto repentina quanto inaspettata.

Lorenzo si era fatto le ossa come giovane professionista prima al “Resto del Carlino” di Forlì, alla Gazzetta di Modena e successivamente, come capo della redazione dell’edizione locale del “Messaggero”, il quotidiano romano che, nella seconda metà degli anni ’80, sbarcò a Ravenna sotto l’egida di Raul Gardini che aveva rilevato la testata per fare sentire la sua voce in città. Conclusa l’avventura del “Messaggero”, con la caduta dell’impero Gardini, grazie alla sua esperienza e alla rete di relazioni che aveva saputo costruire a Ravenna e in Romagna, Tazzari ha continuato e allargato la sua attività nel campo del giornalismo, della comunicazione e delle pubbliche relazioni d’impresa… Fra i tanti impegni, anche come portavoce del sindaco Mercatali, l’ufficio stampa di Assoindutria, la consulenza per il Pd e altri enti e aziende.

Come cronista dalla fine degli anni ’90 e per oltre 20 anni è stato una delle firme più autorevoli e assidue del “Carlino Ravenna”, di cui curava specialmente notizie e approfondimenti di politica ed economia, con una particolare attenzione al porto. Per quanto riguarda i temi portuali aveva dato vita a una rivista periodica e poi un sito web che ha seguito da vicino l’evoluzione strutturale e le imprese dello scalo ravennate. Quando l’informazione giornalistica su internet era ancora agli esordi aveva fondato e curato per diversi anni anche la testata “Ravenna Notizie”. Per il suo lungo e ampio lavoro nel campo dell’informazione ravennate e romagnola, nel 2006 era stato insignito del Premio Guidarello.

Tantissime le manifestazioni di cordoglio che sono state espresse pubblicamente per la sua scomparsa da istituzioni pubbliche e private, a partire dal sindaco De Pascale. I funerali si terranno nel primo pomeriggio di lunedì 17 luglio, dopo l’esposizione del feretro alla camera mortuaria di Ravenna per l’ultimo saluto (a partire della ore 10).

Anche la nostra redazione esprime le più sentite condoglianze alla compagna e collega Vittoria Venturelli, a tutta la famiglia e ai suoi compagni di lavoro del “Resto del Carlino”.

Dalla Cassa Edile 600mila euro per aziende e lavoratori colpiti da alluvione

Per le attività rimborsi fino a 15mila euro, mille per le persone. C’è tempo per le domande fino al 30 settembre

Costruzioni Edilizia

La Cassa Edile di Ravenna ha istituito un fondo straordinario da 600milaeuro che interverrà con un contributo per il ripristino delle attività aziendali a favore dei lavoratori e delle imprese iscritte che abbiano subito danni alle proprie strutture ed attrezzature tali da richiedere interventi di ripristino.
In particolare sono previsti rimborsi fino a 15mila euro per le imprese, fino a mille euro per i dipendenti e un’integrazione forfettaria salariale aggiuntiva alla Cassa Integrazione Alluvione pari a 20 euro al giorno per i lavoratori che sono stati impossibilitati a raggiungere i luoghi di lavoro. Il contributo al lordo di imposte, tasse ritenute previste dalla legge verrà riconosciuto ai richiedenti che abbiano sede aziendale nelle aree effettivamente alluvionate indicate dal Decreto Legge 61 dell’1 giugno.

Per avere accesso al contributo l’impresa iscritta deve avere presentato denunce mensili alla Cassa Edile di Ravenna per tutte le mensilità da ottobre 2022 a maggio 2023 ed essere in regola con i relativi pagamenti almeno fino a tutta la mensilità di aprile 2023.
Per le domande in entrambi i casi si tratta di una certificazione corredata dall’elenco e dalla copia dei giustificativi di spesa. Il termine per presentare le istanze è il 30 settembre 2023. Per le imprese le spese ammesse a rimborso sono quelle sostenute per il ripristino della
sede aziendale o del deposito e riguardano l’acquisto di arredi in sostituzione di quelli alluvionati, l’acquisto di apparecchiature elettroniche d’ufficio in sostituzione di attrezzature alluvionate di natura similare, il ripristino o sostituzione dei macchinari edili, il ripristino di automezzi aziendali (soltanto riparazioni), gli oneri aggiuntivi dovuti alle operazioni legate alla accessibilità ed agibilità di strutture produttive (spurgo e pulizia ambienti).

Per i lavoratori dipendenti tra le voci di spesa ammesse c’è anche quella relativa alla eventuale rottamazione del proprio autoveicolo.
Per quanto riguarda l’integrazione forfettaria salariale questa sarà erogata agli interessati direttamente dalla Cassa Edile di Ravenna senza nessuna richiesta da presentare.

Nel primo trimestre 2023 segnali di indebolimento dell’economia ravennate

Con la fine del Superbonus 110 si riduce la spinta del settore dell’edilizia. Saldo negativo delle imprese

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Sono aumentati, nei primi mesi del 2023, i segnali di indebolimento dell’economia ravennate. Lo dicono gli “Scenari delle economie locali realizzati da Prometeia” (edizione aprile 2023) ed elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna.

Se la produzione nell’industria manifatturiera inizia nel segno della crescita (+6,6%), rallentano fatturato (+7,1%, a fronte del +9,3% del trimestre precedente) ed ordini (+3,7%). Si riduce, inoltre, complice la fine dei “superbonus”, il ritmo di crescita del volume d’affari a prezzi correnti del comparto delle costruzioni, che non va oltre il +0,7%.

Per il commercio al dettaglio in sede fissa, l’andamento è positivo e si registra un aumento tendenziale delle vendite pari a +2,7%, che però non corrisponde al passo dell’inflazione dei prezzi al consumo; si tenga comunque presente l’alta inflazione che ridimensiona i segnali positivi delle vendite a prezzi correnti.

Saldo e tasso trimestrali negativi per le imprese della provincia di Ravenna tra gennaio e marzo del 2023, seppur tra i valori più contenuti degli ultimi dieci anni; a conclusione del trimestre il tessuto imprenditoriale si è ridotto di -112 unità, pari a una variazione del -0,29% dello stock di imprese. Tuttavia, a fine maggio dell’anno corrente, la movimentazione al Registro delle Imprese registra un saldo netto positivo (al netto delle cancellazioni d’ufficio).

Come prima analisi provvisoria, da gennaio a maggio, le cessazioni non d’ufficio (1.015) sono risultate inferiori alle nuove aperture (1.045); la movimentazione tra iscrizioni e cancellazioni volontarie, per il momento, genera un piccolo saldo positivo, pari a +30 unità, già però in peggioramento rispetto al saldo positivo del gennaio – maggio 2022 (era +65). La consistenza delle imprese registrate nella nostra provin- cia, a fine maggio 2023, si porta a 38.472 unità, con un lieve incremento percentuale pari a +0,04% rispetto all’analogo periodo del 2022. Inoltre, per l’andamento congiunturale (rispetto a fine aprile del 2023) i dati sono improntati all’insegna della crescita (+0,2%). Le conseguenze derivanti dalla drammatica alluvione di maggio fanno però temere il peggio. Si attende la rendicontazione di giugno 2023, quando sarà possibile analizzare anche l’andamento dell’intero semestre dell’anno in corso.

La debolezza nei principali mercati di sbocco ferma la marcia dell’export delle imprese ravennati: nel confronto con il corrispondente trimestre dell’anno precedente, il primo scorcio del 2023 si chiude con un bilancio tendenziale negativo (-1,1%). In termini congiunturali, positivo invece l’andamento e rispetto all’ultimo trimestre del 2022, il gennaio-marzo del 2023 mette a segno una crescita del valore dell’export pari a +5,4%.
Per Prometeia – evidenzia, infine, l’ufficio Studi della Camera di commercio – la crescita del valore aggiunto della nostra provincia, nel 2023, sarà del +0,7%, con un profilo che, anche per il 2024, si manterrà basso.

«Pandemia, guerra, costi dell’energia, alluvione – ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna – non hanno semplicemente messo in pausa l’economia: il cammino delle imprese e quello dei cittadini non riparte da dove si era fermato. La crisi ha posto all’ordine del giorno nuovi bisogni cui far fronte con risposte nuove. Ed è dalla storia delle nostre imprese, dal loro agire che Ferrara e Ravenna possono attingere e mettere in campo le loro energie migliori, quelle che le distinguono da tutti gli altri e ne fanno territori unici e ammirati: il saper fare, l’innovazione che non dimentica la tradizione, il turismo, la bellezza, la cultura, la solidarietà».

L’ardita e originale messa in scena del “cuore” poetico di Amelia Rosselli

Protagonisti del recente spettacolo teatrale al Ravenna Festival, l’attrice Elena Bucci e il musicista e compositore Luigi Ceccarelli

Bucci Ceccarelli Poetessa Rosselli
Foto di Luca Concas

Ardito e inusuale dedicare un intero spettacolo a una musicologa e poetessa impenetrabile, sfuggente e «irriducibile a comode classificazioni nostrane» come Amelia Rosselli. Ad azzardare sono stati l’attrice pluripremiata, Elena Bucci, e il compositore elettroacustico, Luigi Ceccarelli, al Teatro Rasi di Ravenna per il Ravenna Festival in uno spettacolo sperimentale come la poesia di Amelia Rosselli, apolide e poliglotta, intitolato Se resistere dipende dal cuore. L’attrice, vestita con un abito lungo e rosso, scalza, racconta la biografia – costellata di lutti, di lingue e di luoghi – di Amelia Rosselli, inscindibile dalla sua parabola poetica e musicale.

Nata a Parigi nel 1930 da madre inglese e da padre italiano, all’età di sette anni Amelia Rosselli subisce un trauma che la accompagnerà per tutta la vita: il padre Carlo Rosselli e suo zio, attivisti antifascisti, sono uccisi dal regime di Mussolini. Fuggita in Inghilterra con la sua famiglia, si trasferisce poi negli Stati Uniti. Si stabilisce in Italia nel 1948 prima a Firenze e poi a Roma. Nel 1949 la sua vita è attraversata dal lutto della madre a cui segue, tre anni dopo, quello di Rocco Scotellaro, poeta italiano con cui aveva stretto un forte legame. La vita è riassunta dalla stessa poetessa all’interno della raccolta Variazioni belliche: «Nata a Parigi travagliata nell’epopea della nostra generazione fallace. Giaciuta in America fra i ricchi campi dei possidenti e dello Stato statale. Vissuta in Italia, paese barbaro. Scappata dall’Inghilterra paese di sofisticati. Speranzosa nell’Ovest ove niente per ora cresce».

Le liriche di Amelia Rosselli sono folte di neologismi (vestiare, viandare, deglutare), prestiti adattati (ombrella, misavventura) e non adattati (car, partner), dalla fusione di parole (ereditaggio: eredità+retaggio) e dall’intercambio di generi (la sua fallimenta, nida d’ironia). Causa di questo miscuglio di lingue è la formazione cosmopolita della poetessa – rara nella seconda metà del Novecento e più comune ora: era una spatriata, come la definiremmo oggi, nel 2023, una cittadina del mondo.
Leggere la Rosselli significa entrare in un mondo indecifrabile in cui si registrano «un’aperta violazione, sia lessicale che sintattica, delle norme dell’italiano» e una propensione al suono. Se resistere dipende dal cuore – titolo della performance ma anche un verso del poemetto Impromptu dell’autrice – è sperimentale come la poetica della Rosselli e fedele alla sua dedizione alla musica e alla ricerca.

L’effetto alienante della biografia e della poesia della Rosselli è stato restituito nello spettacolo: la vita piena di colpi di scena è riprodotta con suoni che si impennano all’improvviso; la voce di Elena Bucci si trasforma repentinamente da cauta a stridula, la postura ferma e decisa è in un attimo scomposta. La voce dell’attrice tende alla musica come quella della Rosselli: la poesia e la musica si intersecano indissolubilmente. Musica e poesia per lei erano totalmente affini, tenute insieme dall’interesse per le strutture e dal rigore scientifico, come dichiara la stessa poetessa nella sezione Spazi metrici di Variazioni belliche: «Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho in realtà mai scisso le due discipline, considerando la sillaba non solo come nesso ortografico ma anche come suono, e il periodo non solo un costrutto grammaticale ma anche un sistema. Definire la sillaba come suono è però inesatto: non vi sono “suoni” nelle lingue: – la vocale o la consonante nelle classificazioni dell’acustica musicale si definiscono come “rumore”».

Oltre alla biografia della poetessa, sono state riportate sul palco le sue riflessioni inerenti alla poesia, alla solitudine, alla malattia – la sua vita era stata segnata da disturbi mentali e spesso era stata ricoverata – e alla morte. Tra quelle citate durante la performance si ricorda: ci si può dedicare alla poesia e nel frattempo alla vita?
Al monologo di Elena Bucci si alternano la voce della poetessa – registrata da Luigi Ceccarelli che conobbe personalmente Amelia Rosselli – ed echi, rimbombi, parole storpiate e sghembe, frasi in italiano pronunciate da persone diverse con un’intonazione francese, frasi in inglese con un accento diverso da quello anglofono, voci francesi con un’impostazione italiana.
Al di là del fatto che lo spettatore medio non è abituato al suono di rumori elettroacustici – eseguiti dal vivo – e che dunque, una performance di un’ora e mezza potrebbe risultare troppo lunga, la bravura di Elena Bucci è impeccabile, la sua voce versatile si presta a evocare una poesia pingue di variazioni di ritmo, echi di lingue diverse, furie, dolcezze, slanci cupi e cristallini.
L’idea di mettere in scena una poetessa conosciuta solo da un élite – di fatto, Amelia Rosselli è una poetessa contemporanea apprezzata ai suoi esordi da Pasolini e unica poetessa inserita in Poeti italiani del Novecento dal critico letterario Pier Vincenzo Mengaldo – è di per sé una scelta coraggiosa e lodevole.

La vita di Amelia Rosselli si conclude con un’azione eroica secondo una visione romantica; con un suicidio: un volo dal quinto piano lungo via del Corallo a Roma in un primo pomeriggio domenicale nel 1996. Tuttavia, il suicidio è un atto sublime a livello letterario; nella vita accade quel che Elena Bucci compie alla fine dello spettacolo: si allontana dal palco, piano piano, con grazia ed eleganza, quasi senza far rumore.

Fra arte contemporanea e “rave” una serata visionaria a Palazzo San Giacomo

A Russi, dalle 18.30 del 15 luglio, una serie di eventi creativi fuori dal comune curati da Mag e Ravenna Festival

Mo Stra San Giacomo OperaSi parte con la presentazione del catalogo e la visita della mostra ,,,, segue un conversazione con l’artista e si prosegue per tutta la notte con un originale “raven classico”. A Palazzo San Giacomo di Russi accade tutto in una serata – il 15 luglio a partire  dalle 18.30 – all’insegna della creatività contemporanea.

Il primo evento è la presentazione del catalogo della mostra “SIEMBRA DIRECTA. L’arte che sta dalla parte del suolo” a cura di Alessandra Carini e Paolo Pileri, inaugurata lo scorso 23 giugno. La mostra, promossa dal Comune di Russi e patrocinata da Politecnico di Milano e Ordine degli Architetti di Ravenna, indaga la delicata tematica del suolo, la sua importanza e il suo sfruttamento.

Le opere site-specific di Oscar Dominguez e Ana Hillar dialogano con le stanze di palazzo San Giacomoe con il materiale fotografico e video concesso da ISPRA e SIPe, che accompagnano lo spettatore in un viaggio tra azione artistica, situazione attuale e approccio scientifico.
Il catalogo, con i testi dei curatori, le foto di Marco Parollo e il progetto grafico di eee studio, è stato realizzato grazie a Qu Lighting, azienda del territorio specializzata in materiale illuminotecnico.

Ospite d’eccezione dell’incontro sarà Nicola Montalbini che racconterà le sue illustrazioni per il libretto del Ravenna Festival dedicato quest’anno a Le città invisibili di Italo Calvino. Subito dopo l’incontro infatti, nella meravigliosa cornice del giardino retrostante a palazzo San Giacomo, appuntamento speciale del Festival dal titolo “Un rave classico”, con l’Orchestra Notturna Clandestina del violoncellista Enrico Melozzi (e con ospiti d’eccezione quali Giovanni Sollima e Niccolò Fabi) che inizierà alle ore 20 e durerà fino a notte fonda.

 

Lavori sull’Adriatica: chiusura dello svincolo di via Savini prorogata di due mesi

L’apertura di una rampa in uscita e una in entrata per chi viaggia verso sud era prevista in luglio ma Anas annuncia lo slittamento al 14 settembre per ritardi dovuti all’alluvione. Rimane anche il restringimento di carreggiata che era previsto comunque fino a ottobre 2023

8La chiusura al traffico delle rampe in ingresso e in uscita dello svincolo di via Savini per chi viaggia verso sud sulla statale 16 Adriatica all’altezza di Ravenna viene prorogata fino al 14 settembre. Secondo il programma comunicato da Anas appena lo scorso marzo, entro luglio 2023 ci sarebbe dovuta essere la prima riapertura al transito di una parte del nuovo incrocio necessario per l’ampliamento della tangenziale.

Presentazione Standard Di PowerPointSul tratto dell’Adriatica tra il km 149,3 e il km 150,24 quindi rimane attivo il restringimento di carreggiata con transito consentito sulla corsia di sorpasso. Durante la modifica alla circolazione sarà possibile usufruire dello svincolo di via Vicoli (Consar) e di quello di viale Randi.

Il motivo dello slittamento è l’alluvione. Anas rende noto che il cantiere è stato interrotto durante il maltempo che ha colpito la regione lo scorso mese di maggio e successivamente si è dato corso all’esecuzione dei lavori per il ripristino delle aree.

Ampliamento statale 16 Adriatica a Ravenna: dettagli e costi

Il cantiere per l’ampliamento della statale 16 Adriatica nel tratto noto come tangenziale di Ravenna è partito all’inizio di marzo 2023: circa 7 km compresi tra la A14 Dir e la E45 per un investimento complessivo di oltre 80 milioni di euro. Adesso le quattro corsie, due per senso di marcia, occupano una larghezza totale di 14 metri, alla fine dei lavori ne occuperanno 20. Secondo i rilevamenti di Anas, in quel tratto nel 2022 sono transitati in media circa ventimila veicoli ogni giorno (mille camion e il resto auto e moto).

11Si procede per stralci. Entro luglio 2024 si prevede di completare il primo attualmente in corso (23 milioni di euro per un 1,5 km all’altezza dello svincolo con via Savini). Dal 13 marzo 2023 sulla careggiata in direzione sud si viaggia solo sulla corsia di sorpasso a partire dallo svincolo che porta all’azienda di trasporti Consar. Per il completamento dell’intero tratto serviranno ulteriori quattro anni circa.

Il piano elaborato da Anas prevede che da ottobre 2023 si abbiano di nuovo due corsie disponibili verso sud (il termine potrebbe slittare visto lo slittamento della prima scadenza di luglio) e i lavori si spostino quindi sulla carreggiata in direzione nord che solo a quel punto verrà interessata da un restringimento analogo fino a luglio 2024. E nel periodo maggio-luglio 2024 anche la carreggiata sud tornerà provvisoriamente a una corsia per l’installazione del new jersey centrale. La statale rimarrà comunque sempre aperta al transito.

Per allargare la statale andrà ridisegnato completamente l’incrocio a quadrifoglio con via Savini. L’intervento prevede la realizzazione di sottostrade complanari per distribuire meglio i flussi di traffico. Le rampe di entrata e uscita per entrambe le carreggiate verranno aperte gradualmente con l’avanzare dei lavori. Ad esempio a ottobre 2023 verranno aperte quella in uscita verso il centro iperbarico e quella in entrata verso sud. A gennaio 2024 saranno aperte anche quelle da e per il centro città.

4Nel periodo di cantiere sono previste delle modifiche alla viabilità locale circostante, soprattutto per consentire l’attività del Consar. Fino a luglio 2023 lo svincolo di via Savini per chi viaggia verso sud sarà completamente chiuso quindi i camion diretti al Consar potranno uscire allo svincolo prima ma quelli in partenza dal Consar verso Rimini dovranno immettersi sull’Adriatica dallo svincolo del centro commerciale Esp e per farlo dovranno passare dal centro abitato di Borgo Montone. Se saranno diretti verso Ferrara invece potranno percorrere il cavalcavia di via Savini e imboccare la rampa verso nord. Eventuali nuove disposizioni e deviazioni potranno essere introdotte durante il cantiere in base a sollecitazioni e riscontri operativi.

Ci sono già risorse stanziate (42 milioni di euro) e progetti pronti per proseguire l’allargamento verso sud: 4,5 km tra lo svincolo con via Savini e l’innesto con l’E45. Anas afferma che dal prossimo ottobre sarebbe in grado di aprire il cantiere ma si deciderà se farlo solo in base all’analisi di quanto fatto fino a quel momento.

Nel 2023 l’elicottero del 118 sarà presente 270 ore in più rispetto al 2022

Il servizio per la Romagna fornito dalla base di Ravenna viene esteso dall’alba al tramonto a partire dall’1 luglio e il nuovo modello di velivolo ha anche il verricello per calare medici e infermieri e caricare i pazienti

Elisoccorso 4Nel 2023 l’elicottero del 118 che dalla base di Ravenna serve tutta la Romagna fornirà 270 ore di presenza in più rispetto al 2022. È il risultato dell’estensione dell’orario di servizio: dall’alba al tramonto, quindi per tutta la fascia di visibilità diurna, cosa che invece non accadeva in passato. Inoltre migliora la capacità tecnico-operativa con l’acquisizione del verricello che consente di calare l’equipaggio sanitario e di recuperare persone in zone impervie difficili da raggiungere con mezzi a terra e che impediscono l’atterraggio dell’elicottero. A questo si deve aggiungere la messa in servizio di un nuovo modello di elicottero, con standard di efficienza che assicurano maggiore velocità ed autonomia di volo, così come riduzione delle limitazioni operative.

La dotazione del verriccello risulta di maggiore importanza nel periodo post-alluvionale vista la criticità della rete viaria, soprattutto in ambito collinare e montano. Non solo. Medico e infermiere vengono calati anche sulla spiaggia dove vi sia necessità per pazienti critici.

Il nuovo assetto operativo ha richiesto uno specifico percorso formativo al personale medico ed infermieristico necessario all’acquisizione delle competenze tecniche per operare in sicurezza anche in condizioni difficili per l’accesso ai pazienti. Sarà presente nell’equipaggio di bordo anche un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino Emilia Romagna (Saer), con funzione di supporto specialistico tecnico all’equipaggio sanitario, in particolare negli interventi in ambienti “ostili” (zone impervie, terreni sconnessi), e di aiuto nella mobilizzazione del paziente in caso di imbarco con verricello.

L’elisoccorso svolge oltre 600 interventi all’anno, in larga parte per eventi di maggiore gravità, in prevalenza di natura traumatica. La presenza a bordo di medici specialisti e di infermieri con lunga esperienza nel campo dell’emergenza consente di anticipare già nella fase pre-ospedaliera manovre qualificate e di indirizzare nel modo più efficace il percorso di cura del paziente.

«Lo sviluppo progressivo dell’elisoccorso nel corso degli anni – afferma il dottor Maurizio Menarini, direttore  del 118 Romagna – dimostra come il sistema regionale 118 sappia innovarsi costantemente e come a distanza di oltre 30 anni dalla nascita vi sia ancora la volontà di misurarsi, di analizzare i dati, di migliorare standard già molto elevati nell’ottica di assicurare ai cittadini il miglior servizio possibile. Nella situazione attuale, non facile per il servizio sanitario nazionale, abbiamo la volontà di proseguire sulla strada dell’impegno e della ricerca di soluzioni che permettano di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione».

A questo link i dati del servizio 118 a Ravenna.

A teatro la proiezione di una docufiction su Raul Gardini a trent’anni dalla morte

Il 23 luglio ingresso libero su prenotazione per la visione del film prodotto da Rai e Aurora Tv sugli ultimi tre anni di vita del tycoon

COPYRIGTH © P.BRUNI 69325sNel giorno del trentesimo anniversario della morte di Raul Gardini, domenica 23 luglio, il teatro Alighieri di Ravenna ospita la proiezione della docufiction Rai-Aurora Tv intitolata proprio “Raul Gardini” con Fabrizio Bentivoglio nei panni dell’imprenditore ravennate (regia di Francesco Micciché). L’appuntamento è per le 21 ed è promosso dalla Fondazione Gardini con il patrocinio del Comune di Ravenna e la collaborazione di Ravenna Festival. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento posti (info 0544 249244) a partire da sabato 15 luglio alla biglietteria del Teatro Alighieri aperta dal lunedì al sabato 10-13 e 16-18 (domenica e festivi 10-13).

Prima della proiezione saliranno sul palco dell’Alighieri, per raccontare il progetto e rispondere alle domande del pubblico, gli interpreti protagonisti Fabrizio Bentivoglio, Pilar Fogliati ed Helene Nardini, il regista Francesco Micciché, lo sceneggiatore Giovanni Filippetto e il produttore Giannandrea Pecorelli. Moderatrice Elena Stancanelli, giornalista, autrice del libro “Il tuffatore”, su Raul Gardini.

Il film ripercorre gli ultimi tre anni di vita di Gardini, dall’11 marzo 1990 al 23 luglio 1993, cioè dall’inizio simbolico della sfida di Raul Gardini per la conquista della Coppa America, con il varo del Moro di Venezia, all’ultimo giorno della sua vita.

La proiezione apre una serie di manifestazioni per il trentennale. Il 29 agosto l’inaugurazione di una mostra fotografica di Carlo Borlenghi sul Moro di Venezia a Palazzo Rasponi, dal 14 ottobre la mostra su Burri al Mar in collaborazione con Fondazione Burri, un ciclo decennale di borse di studio in memoria di Raul, che la fondazione Gardini stanzierà per premiare tesi di laurea magistrale di particolare valore nel campus di Ravenna sul tema Bioeconomy and Healthy planet (salute del pianeta).

«Siamo felici – dichiarano Eleonora, Maria Speranza e Ivan Gardini, figli di Raul – di condividere con la nostra città uno dei progetti che per questo trentennale della morte di nostro padre abbiamo seguito con affetto. Ci è sembrato che anche questo docufilm, come la nuova edizione del libro “A modo mio”, lasciasse nuovamente parlare, dopo trent’anni, Raul e le sue idee. È quello che vorremmo accadesse in tutte le manifestazioni di questo lungo trentennale. Ci auguriamo che la voce di Raul arrivi ancora, dopo tanti anni, chiara e forte, e sarà un privilegio per noi ascoltarla insieme ai nostri amati concittadini. Ringraziamo moltissimo il Comune di Ravenna per il patrocinio che ci onora e Ravenna Festival per tutto l’aiuto che darà in occasione del 23. Ma soprattutto ringraziamo la città intera per l’affetto che sempre dimostra nel ricordare Raul».

Il sindaco Michele de Pascale e l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia si dicono convinti che Gardini avrebbe apprezzato l’iniziativa delle borse di studio per premiare tesi sui temi della bioeconomia e della salute del pianeta, «avendo anticipato già dagli anni Novanta, con una visione lungimirante, che la ricerca sarebbe stata il principale strumento per conciliare sviluppo e sostenibilità ambientale. Proprio per questo aveva voluto dare vita al Centro ricerche marine, e anche la sua rinascita è stata un omaggio a tale visione».

A Faenza agevolazioni per gli alluvionati per la sosta in centro

Il Comune ha disposto una serie di misure per rispondere alle richieste su diversi aspetti legati al parcheggio

L’amministrazione comunale di Faenza, dopo un confronto con l’azienda Movs che gestisce il piano della sosta, ha messo a punto una serie di misure per dare risposta alle tante e articolate richieste dei residenti sui diversi aspetti legati alla sosta dei mezzi in città, per agevolare sia i possessori di abbonamenti già in essere che quanti hanno dovuto momentaneamente trasferire il proprio domicilio in centro storico.

Tutti gli abbonamenti in essere al 3 maggio verranno prorogati automaticamente per un numero di giorni pari a quelli non utilizzati in ragione della sospensione del piano della sosta per le emergenze alluvionali.

Invece i residenti alluvionati e i non residenti alluvionati ma con alloggio temporaneo in zona regolamentata dalla sosta a pagamento, potranno sottoscrivere per singola unità abitativa un abbonamento semestrale pagando esclusivamente i costi di segreteria: 10 euro per la prima auto e 15 dalla seconda in poi. Le richieste potranno essere presentate entro il 31 luglio 2023.

Per tutte le domande e informazioni ci si può rivolgere agli uffici di Movs in corso Matteotti 36/8, aperti i lunedì, martedì e sabato, dalle ore 10 alle 13, e i giovedì dalle 15 alle 18, oppure telefonando allo 0546/046149 o ancora scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: faenza@movs.it.

Barca arenata un mese fa a Lido di Dante, operazioni di rimozione entro il 7 agosto

Il Comune di Ravenna ha affidato il compito a un’azienda specializzata. Con costi a carico dei proprietari

Barca Arenata Lido Di Dante Foto Andrea Scarabelli
Foto di Andrea Scarabelli

Il Comune di Ravenna ha affidato “in somma urgenza” a un’impresa specializzata l’intervento di rimozione della barca da diporto arenatasi nella notte tra il 17 e il 18 giugno di fronte alla spiaggia libera a sud di Lido di Dante, a cinquanta metri da riva con bassa marea.

La Capitaneria di porto aveva inviato il 18 giugno stesso una diffida al proprietario, ingiungendogli di procedere alla rimozione del carburante, per scongiurarne il rischio di dispersione in mare; non avendo il proprietario adempiuto, è intervenuta direttamente la Capitaneria.

Analogamente l’Amministrazione comunale ha provveduto a intimare al proprietario la rimozione dell’imbarcazione, che sarebbe dovuta avvenire entro il 5 luglio. Anche in questo caso la proprietà non ha effettuato l’intervento.

Il Comune si è quindi adoperato per l’individuazione di un’impresa in grado di effettuare tale operazione che risulta piuttosto complessa.

L’impresa è stata ora trovata e si è impegnata ad avviare le operazioni al massimo entro il 7 agosto.

Il Comune – informa in una nota – imputerà le spese al proprietario dell’imbarcazione.

 

 

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