Festival Lego a Palazzo Rasponi: 5 mq con 50mila mattoncini per rifare il Polo Nord

La creazione di un 41enne ravennate è il risultato di sei anni di lavoro. Sarà esposta con altri diorami e una Ferrari a grandezza naturale durante una tre giorni di mostra, gioco e vendita

LegoQuando sua figlia ha avuto l’età giusta per apprezzarli, circa sei anni fa, è salito nella soffitta dei genitori e ha portato giù le scatole dei Lego di quando era bambino. E hanno cominciato a giocare in due: «Per me è stato come se si fosse riaccesa la scintilla di una volta», racconta con piacere Fabio Mezzina, 41 anni. In gergo settoriale, il ravennate è un Afol: adult fan of Lego. Che oggi ha un garage intero di costruzioni inscatolate: «Compro un paio di set al mese. Li costruisco nella versione standard che poi diventa lo spunto per ampliamenti di fantasia con pezzi acquistati sfusi sul mercato online, sia quello ufficiale della Lego che quello parallelo degli appassionati e dei negozi».

La grande creazione di Fabio è un mondo artico: «Sei anni fa mi sono piaciute subito le prime uscite per colori e ambientazione. Ogni anno compravo le novità e ampliavo aggiungendo cose mie. Quest’anno ho detto basta». Si è fermato dopo 50mila mattoncini su una base di cinque metri quadrati. Una volta costruito non si smantella più: «Qualcuno lo fa, io no: lo smonto a blocchi e lo conservo in scatole pronto per essere ricomposto». L’opera sarà esposta – con altri capolavori come una Ferrari da Formula 1 a grandezza naturale costruita con 350mila pezzi o il Mausoleo di Teodorico – a Palazzo Rasponi dal 16 al 18 novembre in occasione del Brick Festival, iniziativa promossa dal gruppo Romagna Lug di cui fa parte anche Mezzina. «Siamo 22-23 da varie parti della Romagna, con età dai 25 a sopra i 50, tutti con la stessa passione, senza scopi di lucro. Nel 2012 la prima mostra a Riolo e da allora ci siamo organizzati per portare in giro le nostre creazioni, far giocare più gente possibile e coinvolgere altri appassionati». Impossibile conteggiare quanti pezzi abbiano tutti insieme. Di sicuro il primo non si scorda mai: «Un castello Black Falcon nel 1984, un regalo dei miei genitori. Ce l’ho ancora».

Per tutti la scatolina che si trova in negozio è solo una porta verso un mondo di fantasia: «Partendo dal set con la piramide del Louvre a Parigi ho riprodotto tutta la piazza». Ma come sopravvive un gioco così contro lo strapotere dei computer, delle console, dei telefonini? «All’inizio degli anni Duemila la Lego era in forte crisi. Oggi invece è in espansione, soprattutto grazie a due canali: si strizza l’occhio ai giovani riproducendo i classici della Disney e poi la caccia al vintage da parte degli adulti che poi acquistano cose nuove per ampliare». E online fiorisce il mercato dei pezzi unici, del passato, rimasti in produzione per poco e poi ritirati: «Non c’è prezzo per certi set originali se ben conservati».

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