Disavanzo da 10 milioni nel bilancio consolidato della Provincia

Il documento da approvare entro fine mese. Spadoni (civici per Ravenna): «Ente ormai in stato vegetativo per colpa dello Stato»

Provincia Vista Frontale Il bilancio consolidato della Provincia chiude con un risultato di esercizio negativo per 10,245 milioni di euro. Il bilancio consolidato è un nuovo strumento contabile che tiene conto, in estrema sintesi, oltre al conto delle entrate e delle uscite dell’amministrazione anche delle società partecipate.Il conto economico risente della situazione di limbo nella quale si trovano in questo momento le province italiane, dopo la mancata abolizione in seguito alla bocciatura del referendum.

Secondo quanto si legge nel documento, il risultato ha risentito di un peggioramento rispetto al 2015 del risultato della gestione finanziaria di 2,25 milioni di euro per effetto di maggiori interessi pagati. Nell’esercizio 2016 infatti è stata pagata la rata sui mutui contratti alla Cassa Depositi e Prestiti relativa al 2015. Quell’anno, peraltro, il debito con la Cdp è stato rinegoziato mentre il rimborso delle rate a Unicredit è stato sospeso. Ci sono stati anche maggiori rimborsi verso lo Stato per il risanamento della finanza pubblica. Proprio le politiche del governo centrale sono causa dell’attuale dissesto delle Province. A fronte di un fabbisogno totale di 650 milioni di euro, da Roma ne sono stati erogati appena 350, considerati “insufficenti a reintegrare i presantissimi tagli di risorse” che furono deliberati nel 2014.

La Provincia a luglio, a fronte dell’impossibilità di una visione di medio termine, si è trovata a deliberare il bilancio per il solo 2017. Impossibile “conseguire gli equilibri finanziari anche sul 2018 e 2019”. Un allarme lanciato anche a marzo dai sindacati e dallo stesso presidente Michele De Pascale, che ha firmato un esposto in Procura congiunto per sottolineare le difficoltà nel chiudere i bilanci precisando «l’inderogabile necessità che il Governo, in accordo con la Conferenza Stato-Regioni, provveda attraverso apposite modifiche legislative» stilando l’elenco delle necessità: «intervenire sui tagli previsti per evitare situazioni di dissesto finanziario e permettendo così l’approvazione del bilancio 2017; garantire certezza di risorse anche per gli anni successivi; ripristinare la possibilità di assunzioni di personale sia a tempo determinato che indeterminato, anche dirigenziali»

Sul tema interviene Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale di riferimento per il mondo delle liste civiche che ricorda come  ntro il 30 settembre il Consiglio approverà il bilancio che si chiude con  « pochi fondi a disposizione, tagli insostenibili alle entrate, prelevamento dello Stato dalle casse dell’ente, ed altre voci che determinano situazioni di squilibrio oltre a creare serie difficoltà a garantire i servizi. Solo per fare un esempio nazionale, sono previsti 100 milioni per gli investimenti sui 130 mila chilometri di strade provinciali, mentre l’Anas con 26 mila chilometri ha a disposizione circa 2,3 miliardi l’anno». Per Spadoni la Provincia è un «un ente in stato vegetativo non certo per cattiva volontà o imperizia tecnico amministrativa, ma soprattutto per responsabilità dello Stato che non ha tenuto conto dell’esito referendario e ha sensibilmente compromesso il fragilissimo nesso tra esercizio delle funzioni e risorse occorrenti per compiere le attività di base restanti in capo all’ente. D’altra parte i tagli irragionevoli imposti dalle manovre economiche delle Province hanno costretto questi enti, compreso il nostro, a presentare un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica e alle Corti dei conti regionali».

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