Ferrero (Fdi): «Noi fascisti? Accuse vuote dai deboli e senza argomenti»

Parla il capogruppo in consiglio comunale del partito di Giorgia Meloni, responsabile del partito in provincia: «Siamo stati gli unici ad opporci al governo Draghi» Critiche all’Anpi: «Ormai solo organo di partito e cassa di risonanza»

Alberto Ferrero Giorgia Meloni

Alberto Ferrero con Giorgia Meloni

Capogruppo in consiglio comunale a Ravenna dal settembre scorso, Alberto Ferrero è anche responsabile provinciale di Fratelli d’Italia, il partito che da anni vede una costante ascesa e che è dato come superfavorito nella competizione del 25 settembre. In questi territori si tratta di una presenza relativamente nuova e che oggi conta un migliaio di iscritti in costante crescita.

Consigliere, come sta lavorando Fratelli d’Italia sul territorio in vista anche delle prossime elezioni?
«Innanzitutto stiamo continuando a strutturare maggiormente il partito a livello locale, abbiamo consiglieri nelle città più importanti come Lugo, Faenza e Ravenna, abbiamo avuto un buon risultato a Riolo Terme, appena un mese fa, e presto arriveranno novità in altri comuni che non voglio però anticipare. Siamo infatti convinti che al di là della forza del traino nazionale il partito ha bisogno di radicamento territoriale.

Come affronterete le elezioni politiche e come saranno scelti i candidati? Calati dall’alto o scelti dal basso?
«Do per scontato che saremo alleati con Lega Nord e Forza Italia anche in ragione del sistema elettorale che prevede collegi uninominali. In base a ciò che è sempre accaduto passato, e non ho ragione di credere che non sarà così anche questa volta, mi aspetto che a livello nazionale i tre partiti decidano quanti e quali seggi uninominali andranno a ognuna delle tre forze. A quel punto sarebbe sicuramente impensabile non tener conto del territorio».

Potrebbe non essere semplice. A parte qualche storico esponente di Forza Italia, voi siete presenti da poco e la Lega proprio a Ravenna ha avuto più di una defezione nel corso del tempo…
«Non parlo mai per principio di ciò che accade negli altri partiti. Mi sembra chiaro che più il candidato all’uninominale sarà persona nota e condivisa, più ci saranno possibilità di vittoria. Ma ripeto, capiremo chi dovrà avanzare i nomi solo quando avremo il quadro generale. Per quanto riguarda invece la parte proporzionale ognuno farà la propria campagna elettorale».

E voi potrete essere gli unici a dire di essere sempre stati all’opposizione.
«È così, perché noi non siamo disponibili a fare governi con chi ha idee opposte alle nostre, come Leu, il Pd o i 5Stelle, che in Parlamento si sono battuti per la cittadinanza rapida (il cosiddetto ius scholae ndr), l’aumento delle tasse tramite la revisione degli estimi catastali o il Ddl Zan».

Pensate di poter vincere anche qui?
«Questo è senza dubbio un territorio dove il Pd ha una posizione di vantaggio e dove governa da sempre e per questo spero che la gente abbia voglia di cambiare visti i risultati. Per fare un esempio su tutti: qui con sindaco, presidente della Regione e governo non si è ancora riusciti a estrarre il gas dall’Adriatico di cui avremo tanto bisogno».

Si farà però il rigassificatore, che voi approvate.
«Sì, anche se è bene ricordare che questi che ora si vantano di portare una nave rigassificatrice a 4 miglia dalla costa sono gli eredi diretti di quelli che quattordici anni fa dissero no a un vero rigassificatore, molto più capace, a 20 miglia dalla costa. In definitiva ora si vantano di risolvere, in ritardo, un problema che hanno causato loro stessi».

Uno degli argomenti a cui voi in quanto Fratelli d’Italia sarete chiamati a rispondere più spesso è l’accusa di essere se non fascisti, almeno nostalgici o comunque incapaci di prendere completamente le distanze dalla dittatura di Mussolini. Penso al sindaco di Bologna che parla di “Fascismo alle porte”…
«Sono argomenti vuoti di chi non ha contenuti reali e che vuole coprire i propri fallimenti. A noi di fatto fanno un favore, più ci accusano di questo, più aumentiamo i consensi perché le persone capiscono la debolezza di questi attacchi e nessuno crede al pericolo di un ritorno del fascismo. La storia è storia, ora si tratta di fare politica. So che gli attacchi arriveranno da più parti, non solo dai partiti ma anche da realtà come l’Anpi che ormai non è altro che un’associazione di rievocazione storica».

Beh, l’Anpi si fa portavoce della memoria della lotta di Liberazione ma anche di alcuni dei principi fondativi della Costituzione. Tanto più in una città Medaglia d’oro per la Resistenza. Non pensa che tutto questo possa avere un valore?
«Un conto sono le associazioni d’arma come gli ex carabinieri, ma qui di ex partigiani non ce ne sono più, per ragioni anagrafiche. Cosa c’entrerà mai una ragazza di vent’anni di origine tunisina con la Resistenza? (il riferimento è alla segretaria Anpi di Castel Bolognese Sirin Ghribi, ndr). Il punto è che è ormai diventata una sorta di organo di partito che funge da cassa di risonanza del Pd e bisognerebbe avere l’onestà di ammetterlo. Un po’ come lo sono state le Sardine. E, a proposito, Lepore in effetti farebbe meglio a occuparsi di Sartori… (consigliere delegato Pd e leader delle sardine oggi impegnato in una campagna per la legalizzazione della cannabis, ndr)».

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