Il sindacato Cgil segnala che il Comune di Cervia potrebbe affidare la gestione del nuovo nido d’infanzia di Montaletto (48 posti) a un soggetto esterno per un’operazione che viene definita sperimentazione della durata di qualche mese: «È la classica strategia per mascherare un processo strutturale di esternalizzazione del servizio pubblico». Il sindacato chiede al Comune l’assunzione di 4 insegnanti.
Attualmente, nel nido a gestione comunale già esistente, le insegnanti dipendenti dirette dell’amministrazione sono il 30 percento. «Con l’apertura del nido Montaletto e in assenza di un piano straordinario di reclutamento, questo rapporto subirà un ulteriore peggioramento: si arriverà al 21 percento di insegnanti direttamente assunte dal Comune. Un progressivo svuotamento della componente pubblica che mette a rischio l’identità stessa dei servizi educativi del territorio».
Cgil è convinta che le sperimentazioni a regia pubblica vadano fatte in casa e non in appalto: «Affidare a terzi la gestione del servizio 0-3 anni significa tracciare un percorso da cui nei fatti diventa impossibile tornare indietro. Se il Comune intende davvero difendere la governance dei servizi all’infanzia lo dimostri con scelte coerenti e con il personale proprio, non delegando all’esterno la risposta ai bisogni delle famiglie».
La sigla del sindacato che si occupa della funzione pubblica aggiunge anche una riflessione più generale sull’uso dei fondi Pnrr che hanno contribuito alla costruzione dell’asilo: «Non possiamo tacere una contraddizione: il Pnrr ha permesso di costruire nuove strutture, ma non ha garantito le risorse per il personale che dovrà gestirle. Si investe nel mattone e non nelle persone: si aprono nidi nuovi e moderni, ma senza un piano di assunzioni che ne accompagni l’avvio. Il risultato è paradossale: strutture pubbliche all’avanguardia gestite, di fatto, attraverso appalti esterni, perché il Comune non si è dotato per tempo del personale necessario a renderle davvero pubbliche nella sostanza, oltre che nel cemento».
La Fp-Cgil di Ravenna ribadisce che il tema in discussione non riguarda la qualità dell’offerta né il valore professionale delle educatrici coinvolte: «Il nodo centrale è quanto il Comune di Cervia intenda davvero difendere la governance e la gestione diretta dei servizi. È tempo di riconoscere il giusto valore alla professionalità di chi lavora ogni giorno a contatto con i bambini più piccoli. Per questo motivo, il Comune di Cervia è oggi l’unico soggetto che può e deve compiere una scelta che non è tecnica, ma politica: l’assunzione di 4 insegnanti di nido».


