Blub, tra humour e anonimato: «L’acqua è il mio elemento»

Intervista al noto artista che ha di recente fatto incursione a Ravenna. «In gita a scuola mi rimasero impressi i mosaici…»

IMG 3781HiDopo il blitz notturno di metà marzo a Ravenna, dopo aver messo “sott’acqua” con la maschera capolavori del Rinascimento, celebrità del cinema e icone contemporanee, il misterioso Blub era assolutamente da braccare per qualche domandina a bruciapelo. E anche se si nega al telefono, i nostri potenti mezzi l’hanno raggiunto nella sua roccaforte segreta, magari proprio su quella “via Francigena” a spray che unisce la street art della Toscana a quella della Romagna.

Blub, perché l’acqua? La vita? Un ossigeno che non riusciamo a respirare da soli?
«L’acqua è il mio elemento. Quando mi ci immergo entro in un altro stato, come in una dimensione parallela. Le leggi cambiano. Non più gravità, fluttui senza il peso del corpo, i suoni si attutiscono, mi stacco dal mondo della materia e tutto sembra un sogno. Il tempo si ferma, e tutto questo mi dà gioia e benessere».
IMG 3763HiI personaggi: navigatori, santi, poeti… Eroi che hanno imparato a sopravvivere?
«Hanno creato qualcosa di significativo con la loro presenza, il loro comportamento, idee e creazioni. Quello che hanno fatto rimane vivo ed attivo fino ad oggi».
La prima volta ti ho visto a Firenze o forse a Pisa… Sei toscano o passavi di lì?
«Fiorentino».
L’anonimato: un modo per evitare guai o anche un po’ un vezzo?
«Mi è partito in maniera istintiva, non è stato studiato, neanche io sapevo bene il perché, non mi piace apparire e sono abbastanza riservato. Il tempo mi ha dato ragione, sia per evitare guai, come dici tu, il vezzo forse lo vedono gli altri. In quello che faccio non è importante apparire in prima persona, ma lo è quello che trasmetti con quello che fai».
IMG 3774HiGli osservatori: ti senti capito? In tanti vedono dell’humour nel tuo lavoro…
«Mi sento molto capito, più di quello che sia in grado di fare io. In questo cammino sono sbucate fuori dal niente persone preziose che mi hanno aiutato e spinto a continuare questo percorso. Humour? E ci hanno visto bene… Infatti è iniziato tutto per gioco… Che è una cosa seria! Non ricordo chi l’ha detto ma condivido appieno. Gli eventi poi in vari modalità mi hanno spinto letteralmente a continuare. Poi l’intenzione con cui fai le cose farà la differenza, lo spettatore lo avverte. Il gioco è il mio modus vivendi, componente che porto con me e mi accompagna in quello che faccio e in come mi relaziono con le persone. Prendersi troppo sul serio crea danni… Basta guardarsi attorno».
Connessioni e contrapposizioni tra maschera da sub e la maschera antigas?
«Vedo solo contrapposizioni tra le due. Indossando la maschera da sub puoi accorgerti delle meraviglie de mondo sottomarino, sono sempre lì ma tu le vedi solo se ne sei munito. Se indossi invece la maschera a gas è perché ci sei costretto e non certo per vedere un bel mondo».
Raccontaci una tua giornata creativa tipo… “Oggi voglio fare un lavoro su…”?
«Ci sono due modalità di creazione: i personaggi che metto sott’acqua e faccio nuotare mi si affacciano in mente dal niente, oppure se voglio fare un’incursione da qualche parte cerco i soggetti che hanno un significato positivo inerente alla città che mi ospiterà».
Perché Ravenna?
«Io mi chiedo invece… Perché Ravenna? Ravenna, perché no! … Vabbeh, posso dirti che a parte l’importanza della città in sé, in gita scolastica mi rimasero impressi i vostri fantastici mosaici… A scuola ero il peggio, mi son salvato solo per le materie artistiche».
Grazie mille, chiunque tu sia!
«Grazie lo dico io a te… Chiunque tu sia!».

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