I “partigiani” che fecero la storia della grafica: i lavori di Licalbe al Mar

Dal marchio coop all’economica Feltrinelli, le grandi invenzioni della coppia Lica e Albe Steiner

58273 Lancio ComunicatoPartiamo dalla fine per spiegare meglio il percorso: il motto secco e onorevole che appare sulla lapide funebre di Albe e Lica Steiner non definisce la coppia per il lavoro svolto nel campo della grafica – furono fra i più grandi innovatori in Italia – ma semplicemente come “partigiano” e “partigiana”. Come dire che della loro vita ricca di attività, contatti e viaggi l’esperienza di militanti durante gli anni del fascismo costituisce il nocciolo esistenziale. In effetti c’è una tale connessione fra l’impegno politico e civile di questa coppia – talmente unita da essere soprannominati Licalbe – da rendere impossibile un’analisi del lavoro senza tener conto della tensione ideale che lo sostanzia. La mostra al Mar di Ravenna, curata dalla figlia Anna e sostenuta da Coop Alleanza 3.0, è un’occasione per conoscere la loro attività e comprendere il binomio fra attivismo e professione che è l’eredità più viva di quella generazione.

La città che ospita l’esposizione rende questo secondo omaggio alla figura di Steiner a cui, ricordiamolo, venne dedicato un Centro professionale di formazione di altissimo profilo con vari insegnamenti fra cui la grafica, frequentato da ragazzi che spesso arrivavano da fuori provincia o addirittura da altre regioni.

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Studio Fotografico Per La Radio, 1951

Studio Fotografico Per La Radio, 1951

Più volte è stato ricordato che Albe, nato nel 1913 a Milano da padre cecoslovacco e madre italiana, aveva uno zio acquisito dal nome impegnativo: Giacomo Matteotti. Dal momento del suo assassinio o forse ancor prima, dalle idee liberali del padre, scappato dal paese natale dopo aver partecipato ai moti indipendentisti contro l’Impero, Steiner avvierà un percorso di riflessione politica intorno ai principi di libertà, uguaglianza, democrazia. Lica Covo, milanese e di un anno più giovane del compagno, non è esente da una vicenda familiare investita drammaticamente dalla storia: proviene da una famiglia di origini miste – francoitaliana e cattolica la madre, bulgaro ed ebreo il padre – e fin da giovane conosce l’antifascismo e il peso delle leggi razziali. Due vite simili si avvicineranno per amore, motivi etici e comuni interessi artistici. Albe aveva studiato grafica e design, Lica aveva frequentato la scuola superiore d’arte a Besançon e la loro formazione si riflette su tutto il lavoro successivo. Senza escludere un interesse verso il realismo fotografico, Albe coglie le sperimentazioni degli avanguardisti – dalle riproduzioni dinamiche del futurista Anton Giulio Bragaglia alle impressioni di oggetti su carta fotografica del surrealista Man Ray – dando priorità al costruttivismo russo, soprattutto nelle linee che si aprono dal lavoro del russo El Lissitzky. Dopo aver coinvolto pittura, fotomontaggio, collage e grafica in impianti formali geometrici su cui predominano i colori bianco, rosso e nero, Lissitzky si trasferisce a Berlino all’inizio degli anni ‘20 dove frequenta i Dadaisti locali. Qui collabora in modo stretto con l’ungherese László Moholy-Nagy che può essere considerato uno dei grandi padri della grafica, fotografia e design editoriale, divulgati attraverso l’insegnamento presso il Bauhaus almeno fino nel 1933, quando i nazisti decidono di chiudere la scuola. La ricchezza dell’esperienza del Bauhaus – diffuso attraverso riviste e collaborazioni di professionisti internazionali – sarà uno dei riferimenti costanti di gran parte della gioventù europea in cui si inserisce Steiner che proprio nel ‘33 espone a Milano insieme ad alcuni protagonisti dell’Astrattismo italiano.

Manifesto Apertura Primo Magazzino Cooperativo A Libero Servizio A Reggio Emilia 1963

Il manifesto dell’apertura del primo magazzino cooperativo a libero servizio a Reggio Emilia 1963

Far coppia con Lica dal 1938 significa anche fondare insieme il primo studio grafico che porta già nel logo LAS il condensato del nome e le novità di una grafica asciutta, moderna, comunicativa. Da qui a realizzare opere che si mettano al servizio di un ideale il passo è breve: secondo l’esempio già praticato da Lissitzky, si possono utilizzare insieme fotografia e grafica, tipografia e pubblicità, per informare e divulgare nuove idee politiche. L’impegno professionale non si disgiunge da quello politico: Lica e Albe si avvicinano al Pci e lavorano clandestinamente per la stampa antifascista e la Resistenza per spostarsi in Messico ala fine della guerra. Ai motivi familiari del viaggio – ritrovare i fratelli di Lica sfuggiti alle leggi razziali – si aggiungono quelli politici e professionali poiché il paese rappresenta in questi anni il luogo in cui sembra verosimile l’opzione socialista. In Messico la coppia collabora alla campagna di alfabetizzazione nazionale e partecipa alle iniziative del collettivo Taller de Gràfica Popular – in contatto coi muralisti messicani e con Hannes Mayer, ex direttore del Bauhaus – che ha come obiettivo quello di utilizzare ogni forma artistica per diffondere la causa rivoluzionaria. Nel 1948 Lica e Albe tornano in Italia, mantenendo vivo l’impegno mediante l’insegnamento di progettazione grafica nelle scuole e la collaborazione a numerose riviste e giornali dell’area della sinistra – l’Unità, la Rinascita, Movimento operaio, Tempi moderni, Italia contemporanea – e a case editrici quali Feltrinelli, Einaudi, Bompiani, Editori Riuniti, Zanichelli. La grafica colpisce per la chiarezza ed efficacia comunicativa oltre alla commistione di pratiche imparate sul campo e dalle sperimentazioni precedenti. Il lavoro spesso nasce da una collaborazione fra i due anche se la figura di Albe emerge per gli incarichi pubblici per ditte come la Rinascente, di cui è art director dal 1950 al ’54, e la Coop per cui realizza il marchio. L’Universale Economica, una collana su cui si fonda l’identità storica della casa editrice Feltrinelli, è figlia della progettazione di Steiner così come la Pagina della Donna su l’Unità deve la sua comparsa alla progettazione di Lica. Nel 1974 l’improvvisa scomparsa di Albe interrompe una storia d’amore e professionale ma non l’effetto a catena dei loro insegnamenti: la storia della grafica e dell’editoria italiana continua anche grazie a loro.

Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana; Museo d’Arte della città di Ravenna dal 25 febbraio al 2 aprile 2018: orari 9-18 dal martedì al sabato, 14-18 domenica (ingresso libero).

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