Uno sguardo verso Cannes, dal nuovo Haneke al Giappone medievale

I film in concorso e non che (forse) vedremo durante l’anno

di Albert Bucci *

Blade Of The Immortal Tp

Blade Of The Immortal

Maggio è il mese del Festival di Cannes, film di grandi autori che quindi incontreremo nella prossima stagione, e che vale la pena guardare in panoramica.

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In concorso seguirei il nuovo Aus dem Nichts di Fatih Akin (La Sposa Turca), che fa riferimento al terrorismo neonazista in Germania; Noah Baumbach (già sceneggiatore di Wes Anderson) con The Meyerowitz Stories, storia di un anziano attore (Dustin Hoffman), con Adam Sandler e Ben Stiller. Il francese Robin Campillo fu già autore di Les revenants, da cui venne tratta la serie Tv omonima, e ora presenterà 120 battements par minute, ambientato a inizio anni ’90 e che narra delle prime organizzazioni che lottarono contro il dilagare dell’Aids.

Sofia Coppola invece porterà The Beguiled, remake del grande classico del cinema “nero” degli anni ’70 La notte brava del soldato Jonathan (di Don Segel, con Clint Eastwood): qui il ruolo di Clint ora sarà preso da Colin Farrell, affiancato da Nicole Kidman e Kirsten Dunst, per una truce storia ambientata durante la guerra civile americana.

E poi Michael Haneke e il suo nuovo Happy End con Isabelle Huppert e Jean-Louis Trintignant, con una famiglia borghese di Calais e il dramma dei rifugiati; Todd Haynes con Wonderstruck, altra surreale storia di universi paralleli tra il 1927 e il 1977, come già nel biopic su Bob Dylan Io non sono qui. Di sicuro sarà sorprendente il nuovo film di Michel Hazanavicius che, dopo l’omaggio al cinema muto di The Artist, si butta in un progetto al limite della follia: Le Redoutable, ovvero la biografia di Jean Luc Godard al tempo de La Cinese (maggio ’68) e del suo matrimonio con l’attrice musa Anne Wiazemsky, qui interpretati da Louis Garrel e Berenice Bejo.

Il greco Yorgos Lanthimos, che ricordete per la fantascienza distopica di The Lobster con Colin Farrell, ritorna con un nuovo film altrettanto misterioso e dalle venature horror quale The Killing of a Sacred Deer, altra disamina dell’evoluzione allucinatoria dei rapporti interpersonali, sempre con Colin Farrell affiancato da Nicole Kidman.

Infine, fuori concorso, per chi ama il Giappone medievale, l’ultraviolenza e i manga, imperdibile sarà poi Blade of the Immortal di Takashi Miike, ispirato al manga L’immortale di Hiroaki Samura, storia di un Ronin immortale che deve vendicare, per conto di una ragazza, lo sterminio della sua famiglia. Probabilmente sarà il mio film preferito e, altrettanto probabilmente, non uscirà in Italia. Per cui spero di mostrarvelo in futuro in qualche festival ravennate.

 

* Albert Bucci (Ravenna, 1968) è direttore artistico del Soundscreen Film Festival e consulente alla selezione del Ravenna Nightmare. È stato docente di Sceneggiatura presso l’Università Iulm di Milano, e produttore esecutivo di spot pubblicitari. In una vita parallela, possiede anche una laurea in Fisica Teorica. (Il suo vero nome è Alberto, ma in effetti è meglio noto come Albert).

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