Antiche armonie fra mistica e devozione, la musica sacra al Ravenna Festival

In cartellone ensemble strumentali e vocali quali: La Stagione Armonica, coro Costanzo Porta e Cremona Antiqua, Cappella Marciana, Allabastrina, il Coro Ortodosso di Mosca e i Cantores Minores di Helsinki

Controcanto Coro Costanzo Porta

Il Coro Costanzo Porta

«Se nessuno mi chiede cos’è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più». Questa frase, che a tutta prima potrebbe essere considerata quasi una battuta si trova niente meno che nelle Confessioni di Sant’Agostino. A ben vedere, questa frase del Dottore della Grazia sottolinea quanto il concetto di tempo sia stato indagato non solo in ambito filosofico, ma anche in campo teologico. Proprio la dimensione sacra del tempo avrà un ampio spazio nel Ravenna Festival 2017, nel quale ogni appuntamento proporrà una riflessione particolare intorno alla tematica principale che permea e titola il Festival, il “Rumore del Tempo”.

Il primo appuntamento, il 2 giugno in San Vitale, sarà con il Concerto Vocale La Stagione Armonica diretta da Sergio Balestracci. In questa circostanza verrà approfondita la differenza tra i corali luterani, nell’anniversario del quinto centenario della Riforma luterana, e le musiche legate alla Controriforma conseguente il Concilio di Trento: sarà quindi un momento per poter ascoltare le composizioni sacre di maestri del contrappunto teutonici, quali Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Teleman, e del Belpaese, su tutti Giovanni Pierluigi da Palestrina.

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Il Coro Costanzo Porta & Ensemble Cremona Antiqua – il 4 giugno nella maestosa cornice di Sant’Apollinare in Classe – diretto da Antonio Greco, sarà impegnato in un’operazione estrema, come estremi sono i due lembi della storia musicale di scena sul palco del Festival. Protagonisti di questo concerto, infatti, saranno i brani composti nel ‘500 da Andrea e Giovanni Gabrieli per la veneziana Basilica di San Marco a cui faranno da contrappeso i brani del minimalismo sacro novecentesco di Arvo Pårt e John Tavener.

Seguirà, l’11 giugno sempre nella basilica di San Vitale, il primo concerto dedicato a Claudio Monteverdi a 450 anni dalla nascita. I Solisti della Cappella Marciana, diretti da Marco Gemmani, eseguiranno la ricostruzione dei Vespri dell’Assunta, brani non dati alle stampe dal compositore cremonese, ma raccolti dopo la sua morte dal suo editore con la volontà di celebrare la fortuna che queste musiche riscossero all’epoca presso coloro che si recavano alle funzioni a San Marco.

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I Cantores Minores di Helsinki

Un altro anniversario sarà protagonista del concerto del 18 giugno (ancora nella basilica di Classe) quando a Ravenna verranno ricordati i primi 100 anni dell’indipendenza della Finlandia. I protagonisti di questo appuntamento saranno i Cantores Minores della Cattedrale di Helsinki, sorti nel solco della tradizione corale protestante nel 1952, i quali daranno vita, diretti da Hannu Norjanen, ad un concerto fondato su pilastri certi quali le composizioni di Johann Sebastian Bach, vertice della polifonia corale, ed il quartetto formato da Jean Sibelius, Joonas Kokkonen, Einojuhani Rautavaara e Jaakko Mäntyjärvi, esponenti di un’orgogliosa scuola nazionale finlandese.

Il secondo omaggio a Claudio Monteverdi sarà il 19 giugno, anche questo a Classe, quando l’Allabastrina Choir & Consort si cimenterà nell’esecuzione di composizioni tratte dalla Selva Morale e Spirituale, raccolta di musica sacra considerata il vero testamento spirituale del compositore cremonese.

L’ultimo appuntamento con la musica sacra, il 25 giugno nell’antica basilica metropolitana di Sant’Apollinare Nuovo, vedrà di scena il Coro del Patriarcato Ortodosso di Mosca diretto dal suo fondatore, Anatolij Grindenko. Nonostante il repertorio d’elezione del coro verta sulle polifonie tradizionali russe cinque-seicentesche, nel concerto ravennate vi sarà ampio spazio per ascoltare brani di compositori di diversi periodi come l’inglese Thomas Tallis, il famoso maestro del conservatorio di San Pietroburgo Nikolaj Andreevich Rimskij-Korsakov e l’insospettabile Zar Aleksej Michailovich, padre di Pietro il Grande.

Chiuderà questa rassegna di animazione liturgica l’appuntamento che vedrà, il 2 luglio nella Basilica di San Vitale, l’Orlando Consort, quartetto vocale
britannico integralmente maschile, che eseguirà la Missa Nunca fuè pena mayor dello spagnolo Francisco de Peñalosa, esponente di spicco della musica rinascimentale iberica.

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