Naftalina: «Quando passammo dalle cantine al primo posto su Radio Deejay…»

Al Sidro di Savignano la band forlivese torna dopo quasi vent’anni dal successo di “Se”. Un’intervista

Venerdì 23 novembre al Sidro di Savignano va in scena un concerto in qualche modo storico. Sul palco, infatti, una band forlivese di pop-punk che a fine anni novanta ottenne un successo inaspettato, finendo in heavy rotation su Tmc2 e Radio Deejay, oltre che nelle scalette dei dj di un po’ tutti i rock club d’Italia. Si tratta dei Naftalina, noti soprattuto per il primo singolo (e il relativo videoclip) “Se”, fermatosi al primo posto in classifica per otto settimane su tutti i maggiori network radiofonici nazionali.

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A quasi vent’anni di distanza dal loro primo (e unico) album, i Naftalina tornano con un concerto e nuovi progetti. Abbiamo intervistato il cantante e chitarrista, in arte Peter.

La prima domanda è fin troppo banale: quando e come è nata la decisione di riformare il gruppo?
«A dicembre 2017 dei ragazzi di Forlì hanno stampato la nostra raccolta intitolata “2001/2011” (curata da Lostdog Records, in edizione limitata con 24 brani tra cui il secondo disco dei Naftalina, mai pubblicato perché all’epoca rifiutato dalla casa discografica perché considerato troppo poco commerciale, ndr). Pochi giorni dopo, forse presa dell’euforia dell’uscita della raccolta, ricevo una chiamata inattesa, era Clarissa (Klary, la bassista e cantante, ndr), voleva una reunion. Ed eccoci qua».
Qual è stato il vostro rapporto con il mondo musicale in questi anni?
«Non suonando da tantissimo ci siamo limitati ad ascoltare tutto quello che reputavamo interessante, della scena musicale italiana e straniera».
E com’è stato suonare di nuovo assieme?
«I primi mesi sono stati più un “come si tiene in mano questo affare di legno?”. Poi con calma ci siamo sciolti e abbiamo ripreso le nostre posizioni nella vita quotidiana di questa band».
Come sarà il nuovo disco e quando uscirà?
«Le canzoni del disco nuovo oscillano tra il pop e il rock, portando avanti le sonorità sentite in “Distruggimi” (il singolo uscito un anno fa, ndr). Non è prevista una pubblicazione discografica dell’intero album, per ora stiamo pensando a una uscita periodica dei vari singoli».
Quali sono i ricordi più vividi del periodo in cui avete calcato palchi importanti?
«Quello del 1999/2000 fu un tour di settanta date, era tutto un mondo completamente diverso, senza social, con molto più contatto umano. Abbiamo dei ricordi bellissimi che ci portiamo ancora dentro, ma a oggi siamo come una band appena nata e stiamo ripartendo da zero, e tutte quelle scene pazze anni 90 sembra come se non siano mai successe. Sicuramente il ricordo piu bello è stato passare da una cantina al primo posto in classifica su Radio Deejay».
Come è cambiato il modo di fare musica in questi anni, quali dinamiche vi hanno spiazzato?
«Adesso chiunque può registrare musica in maniera molto più semplice e farsi conoscere nel mondo di Youtube. Sicuramente queste dinamiche non ci appartengono. È tutto come un grande tunnel e non sappiamo ancora se riusciremo ad entrarci».

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