Per una città sempre più viva (anche di notte)

Ne abbiamo parlato ampiamente sull’ultimo numero del nostro giornale: Ravenna pare non sia più una città per vecchi. In realtà molto probabilmente lo è ancora, ma la novità è che hanno riaperto, o lo stanno per fare, alcune discoteche in zona (l’Onyx sulla San Vitale, vicino a Godo, dopo un anno di chiusura, l’ex Kojak a Porto Fuori, dopo polemiche varie e pure alcuni problemi di ordine pubblico) compresa soprattutto quella (I Gingini) in pieno centro storico, peraltro l’unica per quanto piccolina, una vera eccezione nella storia della città.

Rispetto all’ultima volta – con i residenti sul piede di guerra e l’autorizzazione per il ballo che in realtà non c’era – i tempi sembrano maturi. Grazie a una nuova piazza pedonale a pochi metri dove poter gestire il deflusso e una movida – sempre che gli spagnoli non si offendano se utilizziamo questo termine per Ravenna – di certo più dinamica nel cuore di una città che si appresta a sperimentare anche l’esperienza di avere un mercato coperto (comunque sarà) aperto tutti i giorni fino a mezzanotte (o qualcosa del genere). Senza considerare che c’è sempre il sabato sera del Bronson nella vicina Madonna dell’Albero per gli amanti del rock e il Bbk a dare un po’ di vita al desolante panorama dei lidi ravennati in inverno. I margini, insomma, forse questa volta ci sono, per evitare che “i nostri ragazzi” non debbano fare chilometri e chilometri di strada ogni weekend per andare a ballare.

Il mio auspicio – sicuramente impopolare – è che i residenti non si mettano di nuovo di traverso e che, in generale, le istituzioni stiano per una volta più dalla parte dei locali che da quella dei normali cittadini. Perché resto convinto che una città più viva sia una città più bella, nonostante l’alcol (no, la discoteca analcolica che sognava l’ex sindaco Fabrizio Matteucci non funzionerebbe).
E che resti una vergogna, per esempio, veder chiudere un circolo che portava giovani e meno giovani a uscire la sera (mi riferisco all’Abajur di via Ghibuzza, da poco tornato con una programmazione “calmierata”) per le lamentele di pochi. Poi certo ci sono casi e casi, c’è il buon senso, bisogna sempre considerare la posizione. E a questo proposito ci sarebbe sempre la solita darsena, luogo ideale per far nascere sempre più locali senza problemi di “schiamazzi notturni”. Luogo ideale per sperimentare nuove formule (a Faenza il Comune regala negozi sfitti a temporary shop, per dire) in grado di coinvolgere imprenditori del settore per rendere Ravenna sempre più viva, anche di notte. E dove ci sarebbe sempre l’ex dogana da recuperare, che a breve si spera possa davvero essere abbandonata da quei poveri vigili urbani che finalmente potranno contare su una nuova sede…

Ravvena&Dintorni: l'editoriale
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