Donne e disparità: due modestissime proposte

Per l’ottavo anno a Ravenna torna una “Società per relazioni”, ampio contenitore che affronta il tema delle donne nel mese in cui si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne (vedi gli appuntamenti già organizzati in occasione del 25 novembre). Un’eredità lasciata dall’assessora Giovanna Piaia che cerca di uscire dai recinti del genere, di coinvolgere quanti più soggetti possibile per riflettere, incrociare linguaggi ed esperienze e chiamare in causa anche e direttamente gli uomini.

Bene, anzi benissimo. Alla base c’è l’idea di comunità, di un attore pubblico che raccoglie istanze e idee per metterle in rete in un percorso di crescita e consapevolezza collettiva che possa minare alla base meccanismi di disparità. Nulla da dire, Ravenna, anche grazie all’attivissima “Casa delle donne“, e non solo Ravenna (basta vedere il numero di iniziative proposte in tutta la provincia) è attenta al tema e si adopera su questo fronte non da oggi.
Ma non siamo quindi forse maturi per tentare anche qualche nuova azione tra il simbolico e il pratico che possa lanciare messaggi forti? Ecco un paio di modestissime proposte.

A costo zero c’è sempre quella, già più volte sollevata, del grembiule nelle scuole elementari. Ma possibile che nel 2022 le bambine ravennati debbano davvero andare a scuola di bianco vestite? Ma chi si veste di bianco ogni giorno della propria vita per andare a scrivere, colorare e giocare in cortile? E soprattutto, perché allora non si vestono di bianco anche i loro compagni maschi? Non è dappertutto così, non è scolpito sulla pietra di qualche legge ministeriale. Si potrebbe decidere tutti insieme di chiedere alle scuole ravennati di rivedere questa prassi arcaica? Un piccolo gesto, ma dal significato profondo. Pensate alle foto di classe, pensate alla quotidianità in cui bambine e bambini si vedono davvero uguali. Ci sarebbe finalmente una piccola corrispondenza tangibile tra ciò che le maestre dicono e ciò che i ragazzini vivono.

La seconda invece non sarebbe a costo zero ma forse la spesa potrebbe valere l’investimento in più termini: assorbenti gratis per tutte le adolescenti. In Scozia l’hanno fatto addirittura per tutte le donne, ma a un Comune certo non si può chiedere tanto. Però forse qualche formula si potrebbe trovare per dare anche qui un segnale forte, simbolico e pratico. Significherebbe anche parlare di mestruazioni, argomento ancora troppo tabù per tanti e tante. Sarebbe una spinta dal basso per andare oltre quella tanto attesa, ma in realtà piuttosto misera, riduzione al 10 percento di Iva. Insomma, sarebbe un passo avanti in tanti sensi e, c’è da scommetterci, infastidirebbe tante persone, soprattutto uomini e magari di una certa età, che di queste robe preferiscono non sentir parlare. Ma chissà, magari nessuno di loro avrebbe il coraggio di ammetterlo e per una volta dovrebbe pure tacere.

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