Una 21enne ravennate nell’arena di Manchester la sera dell’attentato terroristico

Sofia Coffari studia in Inghilterra: era il suo primo giorno di lavoro nello staff di accoglienza dell’impianto preso di mira dal kamikaze

Sofiacoffari

Sofia Coffari nella foto del suo profilo Facebook

«Il mio cuore è a pezzi per quello che è successo, ma sono felice di vedere come la comunità di Manchester sia rimasta unita e pronta ad aiutare». Sono le parole scritte su Facebook – dove ha ringraziato anche gli amici lontani per il sostegno ed espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie – da Sofia Coffari, 21enne ravennate che studia Neuroscienze a Manchester e che era dentro l’arena durante l’attacco terroristico del 22 maggio, al termine del concerto per teenager della cantante americana Ariana Grande.

Sofia era al suo primo giorno di lavoro, un lavoretto temporaneo tra quelli che si cercano solitamente durante gli studi: faceva parte del servizio di accoglienza per i palchi vip dell’arena. Racconta la sua esperienza al giornalista Alessandro Cicognani, in un’intervista pubblicata questa mattina dal Corriere Romagna in cui rivela come abbia scoperto dell’attacco terroristico di fatto solo il giorno dopo. Sul momento l’impressione era più quella di un incidente, con uno scoppio sentito in lontananza, il fumo e gli addetti alla sicurezza che hanno accompagnato tutti fuori. Nell’arena Sofia, durante la fuga (non prima di aver assistito madre e figlia vicino a lei e aver notato feriti e persone immobilizzate dal terrore, racconta al Corriere), è stata costretta a lasciare la borsa, tanto che è riuscita a tornare a casa grazie a un passaggio in taxi offertole da una collega e ha poi potuto contattare la famiglia in Italia solo con i telefoni dei suoi coinquilini.

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