I Negrita al Festival di Sanremo con le magliette-opere d’arte della ravennate Nanni

L’artista ha realizzato con la sua macchina da cucire i ritratti di Dylan, Lennon ed Hemingway

Lennon NegritaC’era anche un po’ di Ravenna a Sanremo. Oltre alla già segnalata presenza dietro le quinte del foniatra Franco Fussi, infatti, i Negrita hanno portato al Festival della Canzone Italiana appena andato in archivio alcune opere dell’artista ravennate Lucia “Bubilda” Nanni.

Si tratta di tre magliette impreziosite dai disegni realizzati da Nanni (esponente della cosiddetta “textile art”) con fili in cotone realizzati con la sua macchina da cucire, una Bernina meccanica modello 1008 (qui sotto un video esplicativo del suo lavoro, realizzato da Miriam Dessì).

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«Mi ha contattato Monia Mosconi – ci racconta Lucia –, che si occupa di management per diversi artisti italiani, dicendomi di aprezzare molto il mio lavoro e di volerlo fare conoscere ai Negrita, che si stavano preparando per Sanremo. A Drigo (il chitarrista della storica band toscana, Enrico Salvi, ndr) è piaciuto subito e mi ha chiesto di fare tre volti a cui è molto legato: Dylan, Lennon, Hemingway».

LennonSono così nate le tre magliette che Drigo ha indossato in più occasioni durante la settimana del Festival, portando anche sul palco quella rossa con Lennon durante la serata dei duetti (nel caso dei Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci, vedi video qui sotto).

«Ci sono cose che faccio con molta resistenza, attrito, perchè non previste o lontane dal mio modo di essere – continua Lucia –. Lennon ad asempio non lo avrei mai fatto, poi però studiando i lineamenti ho scoperto un ghigno che se giri la maglietta si rivela nell’immediato e lascia sorpresi. E le sorprese mi piacciono sempre. E così è stato per Dylan: Drigo ha voluto un giovane Dylan, occhi luminosi pieni di speranza e sapienza. Era la prima volta che vedevo anche Hemingway così da vicino, sono stata una sua lettrice, fossi stata sua amica, invece, mai mi sarei fidata di lui guardandolo negli occhi».

HemingwayE i Negrita citano proprio Hemingway nel loro commiato su Facebook al Festival, con tanto di foto della maglietta di “Bubilda” ispirata al grande scrittore. «”La mattina era finito tutto. La fiesta si era conclusa. Mi svegliai verso le nove, feci il bagno, mi vestii e scesi. La piazza era deserta e non c’era nessuno per le strade. Solo qualche bambino che raccoglieva aste di razzi nella piazza”. Citiamo Hemingway non solo perché lo amiamo, ma perché rappresenta appieno quello che viviamo oggi. Il furgone è pronto. Siamo felici, siamo stati noi stessi e non abbiamo rimpianti».

 

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