Ossario sbarrato al cimitero: Ancisi (LpRa) chiede spiegazioni al Comune

Il capogruppo di Lista per Ravenna ipotizza un problema alla pavimentazione. «Non si chiuda alla pietà per i morti senza parenti»

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La pavimentazione dell’ossario del cimitero

Da una decina di giorni l’ossario Comune del cimitero di Ravenna è sbarrato nella scalinata di accesso. A segnalarlo è il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ricordando che il regolamento italiano di polizia mortuaria dispone che ogni cimitero debba avere questo genere di manufatti, destinati generalmente a raccogliere le ossa provenienti dalle sepolture in terra non richieste dai familiari per altra destinazione. Costruito in modo che le ossa siano sottratte alla vista del pubblico, di solito è un pozzo o un vano sotterraneo.

L’ossario del cimitero è «un pregevole monumento, posto di fronte all’ingresso centrale di via Baiona, come l’ingresso al cimitero monumentale, risalente al 1817, è situato al centro del fronte opposto, di lato al canale Candiano». Ancisi chiede lumi, ipotizzando che la disposizione di chiusura sia dovuta al pericolo «di un possibile cedimento della pavimentazione». Allega alcune foto –  «scattate a rischio di prematura e diretta sepoltura dell’autore» – a rafforzamento dell’ipotesi. Il capogruppo chiede lumi al Comune.

«L’ossario – ricorda Ancisi – è, alla fine, una sepoltura collettiva: dopo tutto è pur sempre una tomba, ancorché anonima, ed il nostro ordinamento di polizia mortuaria consente sempre gesti di pietà e venerazione verso i defunti assimilabili al diritto secondario di sepolcro”. Così è stato fino a dieci giorni fa, giacché se pochi richiedono in vita di avervi la destinazione finale e pochi familiari viventi lo dispongano per i propria morti, nella stragrande maggioranza si tratta di defunti che non hanno più nessuno al mondo (ultimi degli ultimi) o che finiscono in ossario senza che i familiari ne abbiano, al termine del diritto di sepoltura in terra, notizia, o comunque involontariamente. Così fu per mio padre, una ferita mai rimarginata per mia madre, che, essendo analfabeta (come lui) non poté leggere il cartello di preavviso esposto su quel campo, dove si recava in visita ogni domenica. La sua foto resiste da allora su una colonna dell’ossario. Non le era mai mancato un fiore vero».

Molti visitatori del cimitero – conclude il capogruppo- , «oltre a quelli che hanno lì propri cari, non mancano di salire la scalinata dell’ossario per un gesto di pietà verso i morti, che esso rappresenta tutti. Per questo è la tomba più visitata in assoluto, a cui i fiori freschi non mancano mai. La proposta sarebbe che, perdurandone la chiusura, Azimut disponga, a lato della scalinata, sopra un vano provvisorio, alcuni vasi da poco prezzo, anche usati o rimossi da altrove per essere gettati, a cui non mancherebbero mai acqua e fiori. Cosa ne pensa il sindaco?

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