Calano le interruzioni volontarie di gravidanza: numeri mai così bassi dal 1980

Il 62 per cento delle donne che vi ha fatto ricorso nel 2018 aveva giàun figlio. La maggioranza ha tra i 30 e i 34 anni

Sergio Venturi

L’assessore regionale venturi

In Emilia-Romagna continuano a diminuire le Interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg): 6.874 nel 2018, il numero più basso registrato annualmente in regione dall’inizio della rilevazione, nel 1980. Il report, curato dall’assessorato regionale Politiche per la salute, e che nei prossimi giorni verrà messo a disposizione di tutti i destinatari istituzionali, mette a segno un ulteriore calo rispetto al 2017 (7.130, -4%) e conferma dunque il trend di riduzione che ha caratterizzato gli ultimi anni: dal 2004, quando erano state registrate 11.839 interruzioni, al 2018, la diminuzione percentuale è stata di oltre il 41%. Non ci sono dati provinciali ma divisi per aziende sanitarie: il dato ravennate è quindi inserito all’interno di quello dell’Ausl Romagna che ha contato 1.462 Ivg nel 2018 contro le 1.478 dell’anno precedente e le 1.584 del 2016. In due anni il calo è stato perciò di poco inferiore all’8 per cento.

«Questi dati ci portano a un ambito di delicatezza estrema, di grande complessità, che ci ricordano quando sia importante la prevenzione- sottolinea Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute-. In Emilia-Romagna ci lavoriamo da tempo e su più fronti, con una rete di professionisti e di strutture, a partire dai Consultori familiari e dalle stesse scuole, che svolgono un ruolo fondamentale per informare, assistere, aiutare i giovani e le donne».

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Negli ultimi tredici anni, con il calo degli interventi e, in parte, fino al 2010, con la crescita in parallelo della popolazione femminile in età feconda residente in Emilia-Romagna, il tasso di abortività regionale (Ivg di residenti per 1.000 donne residenti in età 15-49) è passato dal 10.4 nel 2004 al 6.7‰ nel 2018. Inoltre, sebbene sia sempre più elevato se confrontato con quello della popolazione italiana (14,9‰ rispetto al 4,8‰), anche il tasso di abortività della popolazione straniera è in netto calo nel corso del periodo considerato (era 40,4% nel 2003).  Analizzando le caratteristiche delle donne residenti che hanno fatto ricorso all’Ivg nel 2018, la distribuzione per classi d’età rimane abbastanza stabile, anche se tende a spostarsi verso le più alte; la maggioranza dei casi sono concentrati nelle fasce 30-34 anni (22,5%), 35-39 anni (21,3%) e 25-29 (21%). Il 53,8% delle donne è nubile, il 40,1% coniugata, o unita civilmente; il 6,2% è separata, divorziata o vedova; il 62% delle donne risulta avere almeno un figlio.

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