E tizzador, ragazzo del 68 critico del 68: Saturno Carnoli, non riconciliato

Una testimonianza di Guido Pasi, amico dell’intellettuale ravennate scomparso a 79 anni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una testimonianza, un ricordo di Nino Carnoli, a cura di Guido Pasi, ex assessore regionale, comunicatore e giallista, volto noto della sinistra ravennate. Pasi e Carnoli sono stati amici fin dalla comune militanza politica a partire dal ’68.  Qualche anno fa avevano scritto assieme un libro intitolato Il nero e il rosso (come da foto emblematica qui sotto), un racconto a due mani dedicato a due personaggi romagnoli di tendenza politica opposta, legati però dall’arte del mosaico.

Nino Carnoli Rosso E NeroNon credo che qualcuno sia stato a lungo d’accordo con Nino. Se succedeva lui si smarcava, prendeva una posizione inaspettata, a volte irritante, quasi sempre stimolante. È questa sua mutevolezza, che non era trasformismo, a rendere difficile definirlo, fissarlo in qualche modo su un epitaffio.

Come definirlo: falegname come il padre? Ne era capace, ha creato opere bellissime col legno e ha curato un albo delle “armi del mestiere”.

Sarto come sua madre? Ne era capace e si disegnava le giacche.

Grafico? Chi non lo ha conosciuto come uno dei primi a Ravenna?

Insegnante? Lo ricordano allievi di molte generazioni e anche di diversi paesi.

Scrittore? Storico? Saggista? Ci sono libri suoi che resteranno a lungo e anche alcuni che non ha avuto il tempo di scrivere.

Tutto vero, e certamente manca qualcosa, ma non basta. Alla fine la migliore definizione di Saturno Carnoli è quella di un suo amico di sempre, Franco Chiarini: e tizzador.

I romagnoli sanno cosa vuole dire. Non significa provocatore, L’attizzatoio, e tizadur, è uno strumento per ravvivare il fuoco, non provoca incendi, tiene viva la fiamma. Uno che ti da e tezz, ti da la sveglia, ti costringe a riprenderti dal conformismo a cui stavi cedendo. Sì così va bene, forse questo bisognerebbe scrivere sulla sua tomba, quando potrà averne una sulla quale ricordarlo e piangerlo, portando un libro, spaccando una bottiglia di quello buono.

Saturno si chiamava così perché un tempo c’era chi, come suo padre, voleva evitare a tutti i costi di dare al figlio il nome di un santo. Così Nino è nato Saturno, un dio antico che per i Romani rappresentava l’età dell’oro. Una mitica era felice che per lui è stata il sessantotto. L’ha celebrato come gli antichi ad ogni ricorrenza, sentendola, al tempo stesso, lontana e vivente. Tragica anche, per la vicenda giudiziaria che dovette affrontare da militare e che ha raccontato di recente. Poi, come sempre, occasione di critica, perché gli esiti di quell’età dovevano essere demoliti.

Ragazzo del sessantotto critico del sessantotto. Un altro epitaffio allora, si deve scrivere, uno che gli piaceva e che gli sarebbe piaciuto, preso di peso da quegli anni, questa volta in tedesco: Nicht versöhnt, non riconciliato.

Saturno Carnoli, non riconciliato.

Guido Pasi

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