Lpr: «Sui gorilla l’architetto Barboni non si è espresso sul piano politico»

Lista per Ravenna aveva inviato una riflessione di un suo iscritto a proposito delle statue di Rivalta in tribunale

gorilla rivalta tribunale ravennaRiceviamo e pubblichiamo una precisazione da Lista per Ravenna, formazione politica rappresentata in consiglio comunale da Alvaro Ancisi, dopo il dibattito nato da una riflessione dell’architetto Angelo Barboni sulle statue dei gorilla di Davide Rivalta nel cortile interno del tribunale di Ravenna. Il testo di Barboni ha ricevuto la replica di due addetti ai lavori del campo artistico.

Di seguito la precisazione di Lpr:

Non è vero che l’arch. Angelo Barboni, firmandosi come aderente di Lista per Ravenna, abbia parlato “a nome della formazione politica di Alvaro Ancisi”, semplicemente perché non si è espresso sul piano politico. Lo dimostra il fatto che lo scritto è stato inviato a RavennaeDintorni.it da Lista per Ravenna con questa premessa: “L’architetto designer Angelo Barboni esamina in controluce, da oggi e all’occasione, alcune evidenze artistiche della nostra città”, dunque manifestando un pensiero critico sul proprio piano professionale.

L’arch. Barboni non ha scritto un comunicato, anche se è stato trattato come tale. Non ha avanzato nessuna ‘posizione’ politica. Tanto meno ha mal giudicato i gorilla di bronzo in questione, avendoli anzi apprezzati sul piano artistico. Ancor meno ha chiesto di trasferirli visto che sono lì da 18 anni, non avrebbe neanche senso e comunque non l’ha detto. Ha solamente formulato un giudizio critico sulla loro collocazione, nonché sull’architettura seriale in un contesto urbano come quello di Ravenna in cui il Palazzo di Giustizia è situato.

Si può condividere o no, ma questa è l’essenza della libertà di pensiero in un regime non totalitario. Se lo scritto fosse stato pubblicato per intero o almeno non stravolto, a cominciare dai titoli, i lettori avrebbero potuto farsi liberamente la loro opinione, senza essere, loro sì, strumentalizzati a scopo politico. Offendere a man bassa, come hanno fatto i due personaggi di cui al secondo articolo, chi la pensa diversamente, è segno di intolleranza, oltreché di supponenza e scarsa educazione.

 

Gentile architetto Barboni e gentile consigliere Ancisi,

ci sia consentita a nostra volta una breve precisazione dato che vengono mosse critiche all’indirizzo del lavoro di redazione.

Prima di tutto una premessa. La “libertà di pensiero in un regime non totalitario” di cui parlate ci sta talmente a cuore che è la ragione stessa per cui abbiamo pubblicato il primo intervento firmato da Barboni. Con la speranza di generare qualche riflessione nei lettori.

Se l’architetto in calce aggiunge “Lista per Ravenna” accanto al suo nome e il testo viene inviato da Lpr, beh, ci pare legittimo dire che stia esprimento un’opinione anche a nome della stessa Lpr. Oppure qualcuno lo ha inviato all’insaputa di Lpr?

Non ci pare ci sia stravolgimento del senso espresso da Barboni. Lo abbiamo sintetizzato per ragioni di spazio. Se leggiamo “Trovo agghiacciante questa ubicazione, per il luogo in sé e per come queste figure incombono su chi, per propria necessità o su chiamata, si presenta all’ingresso”, ci pare implicita una critica alla loro collocazione e la convinzione che starebbero meglio altrove. Si cita poi il caso di un bambino in lacrime spaventato dalle statue. Noi abbiamo titolato così: «Le statue dei gorilla al tribunale fanno paura, meglio altrove». Sintesi giornalistica? Sì. Stravolgimento? Non ci pare.

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