È di 1,4 milioni di euro il disavanzo registrato dall’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù nel bilancio consuntivo 2025. Un risultato che riflette le difficoltà economiche della fondazione – che opera con l’obiettivo della carità, e non del profitto – chiamata a sostenere costi di gestione sempre più elevati, a fronte degli investimenti realizzati negli ultimi anni per ampliare i servizi di accoglienza.
A presentare i dati del bilancio, nella mattinata di venerdì 3 luglio, sono stati il direttore don Alain González Valdés, il vicedirettore Matteo Casadio e l’arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente dell’Opera, monsignor Lorenzo Ghizzoni. All’incontro era presente anche l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Ravenna, Roberta Mazzoni.
Il disavanzo è dovuto principalmente ai costi di gestione della struttura e agli ammortamenti del patrimonio immobiliare della fondazione, che incidono per circa 950 mila euro sul bilancio. A pesare è stato anche l’apertura del nuovo dormitorio (16 posti letto) e l’ampliamento della Casa della Carità (da 25 a 50 posti letto), che hanno richiesto la necessità di ricorrere a finanziamenti bancari.
Ogni anno, infatti, l’Opera necessita di circa 1,9 milioni di euro per sostenere la propria attività ordinaria. Attualmente queste risorse sono garantite solo in parte dai ricavi dell’Opera, che si ritrova a fronteggiare anche un ingente calo delle donazioni totali (8X1000, lasciti testamentari e donazioni liberali) che nel 2025 hanno subito un calo drastico di circa 430 mila euro rispetto all’anno precedente.
Per rafforzare la sostenibilità economica, la fondazione ha individuato tre direttrici principali di intervento: valorizzare il patrimonio immobiliare ancora disponibile, accedere agli incentivi destinati al Terzo Settore per migliorare l’efficienza energetica della struttura e potenziare la raccolta fondi, coinvolgendo cittadini, imprese, fondazioni e promuovendo nuove campagne dedicate ai lasciti testamentari.
Nel corso della presentazione alla stampa del bilancio sono stati inoltre presentati alcuni dei principali appuntamenti delle Giornate di Santa Teresa 2026, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre, che accompagneranno il cammino verso il centenario della fondazione, previsto nel 2028. Tra gli eventi in calendario figura il dialogo tra il cardinale Matteo Maria Zuppi e Antonio Patuelli sul tema “Orientare l’economia alla dignità”, oltre all’inaugurazione dei nuovi alloggi universitari dell’Opera, che passeranno da 25 a 41.
«I poveri sono ancora tra noi e Santa Teresa continua a rispondere alle nuove forme di povertà, profondamente cambiate rispetto ai tempi di don Angelo Lolli. Oggi – ha concluso Ghizzoni – accogliamo persone che hanno perso la casa, famiglie in difficoltà, anziani, italiani e stranieri: la maggior parte degli ospiti proviene proprio dal nostro territorio».



