Un consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, il ravennate Alberto Ferrero, ha presentato un’interrogazione alla giunta per chiedere verifiche urgenti sullo stato del bosco compensativo realizzato da Snam a tra Marina di Ravenna e Punta Marina nell’ambito delle opere di riequilibrio ambientale connesse al rigassificatore in mare a 8,5 km dalla costa di fronte a Punta Marina.
All’inizio di giugno la stampa locale, a cominciare dal quotidiano Il Corriere Romagna, ha mostrato che decine di giovani pini sono già secchi a pochi mesi dalla messa a dimora. Finora Snam non ha voluto rilasciare commenti sulla vicenda e il Comune si è limitato a dire che farà verifiche su cosa non è andato a buon fine e le eventuali responsabilità. «Le opere compensative – afferma Ferrero – non possono limitarsi a rappresentare un impegno formale. Devono produrre benefici ambientali concreti, duraturi e verificabili. La Regione è chiamata al proprio ruolo di controllo, affinché gli impegni assunti vengano rispettati integralmente e il territorio ottenga realmente le compensazioni promesse».
L’area naturalistica, estesa per circa 80 ettari e finanziata da Snam con un investimento di quasi 9 milioni di euro, rappresenta una delle principali misure compensative previste per il rigassificatore di Ravenna (l’altro intervento significativo è il rifacimento di un tratto di viale dei Navigatori). Il progetto prevede la piantumazione di circa 70mila esemplari tra alberi, arbusti e specie erbacee, con l’obiettivo di ricostruire habitat naturali e rafforzare il patrimonio ambientale del territorio. Una parte del bosco sarà allestita per essere fruibile al pubblico e una parte invece sarà lasciata naturale.
«Gli accordi sottoscritti – sottolinea Ferrero – prevedono che per i primi tre anni la gestione, l’irrigazione, la manutenzione e l’eventuale sostituzione delle piante siano interamente a carico di Snam. È quindi necessario accertare con precisione quale sia l’effettivo stato delle piantumazioni, verificare le cause del deperimento e pretendere che ogni pianta morta venga sostituita senza alcun costo per i cittadini».
Con l’interrogazione il consigliere chiede alla Regione Emilia-Romagna, anche attraverso Arpae, di effettuare specifici sopralluoghi per quantificare il numero delle essenze compromesse, verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali e accertare l’adeguatezza dei sistemi di irrigazione e manutenzione previsti dal progetto. L’atto firmato da Ferrero richiama inoltre il ruolo del presidente della Regione, l’ex sindaco di Ravenna Michele de Pascale, che ricopre anche l’incarico di commissario straordinario di governo per la realizzazione del rigassificatore, evidenziando la necessità di un’attenta attività di vigilanza sull’effettiva attuazione delle opere compensative.
In alcune dichiarazioni pubbliche, il sindaco Alessandro Barattoni ha ipotizzato che il bosco in costruzione possa essere una delle destinazioni di una parte dei pavoni da togliere dal centro abitato di Punta Marina. «Prima di ipotizzare nuovi utilizzi dell’area – dice Ferrero – è indispensabile garantire che il bosco esista realmente e sia in grado di svolgere le funzioni ambientali per cui è stato progettato. Numerosi esperti hanno evidenziato come oggi manchino ancora alberi di alto fusto, sottobosco e condizioni ecologiche idonee ad ospitare stabilmente la fauna. Sarebbe quindi opportuno valutare con estrema prudenza qualsiasi progetto di trasferimento degli animali».



