martedì
07 Luglio 2026
sindacati

Scuole aperte anche in estate, ma Cgil lancia l’allarme: «Non si amplia l’offerta formativa sulle spalle del personale»

Per l'Emilia-Romagna oltre 25 milioni di euro destinati alle attività estive. Richieste tutele per collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici

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Il ministero stanzia 300 milioni di euro per dare il via al “Piano Estate”: attività didattiche, sportive ludiche e ricreative in suolo scolastico per ampliare l’offerta formativa sfruttando il periodo di sospensione delle lezioni. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, le candidature ammesse superano i 25,5 milioni di euro (a questo link l’elenco degli istituti coinvolti, 21 in provincia).

Flc Cgil lancia però l’allarme a tutela del personale Ata coinvolto nel progetto: «Non mettiamo in discussione il valore delle attività educative, ricreative e sociali rivolte ai ragazzi – spiegano dal sindacato -, ma una cosa deve essere chiara: la scuola non può diventare il surrogato dei centri estivi, né il personale Ata può essere considerato automaticamente disponibile».

Il bando ministeriale infatti prevede che le candidature indichino le delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto, o almeno l’impegno del dirigente scolastico ad acquisirle prima dell’avvio del progetto. Ma, secondo quanto riportato da Cgil, spesso queste delibere avvengono senza un reale confronto con chi poi deve occuparsi materialmente dell’impatto organizzativo, come segreterie, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici. «Le spese di gestione comprendono compensi per dirigenti scolastici, Dsga e personale ATA – continuano dal sindacato -. Il rimborso dell’attività di gestione è calcolato sulla base delle ore del modulo, del numero degli alunni e dell’importo standard di 5,10 euro. Non ci sono alibi: il lavoro del personale Ata va riconosciuto, incaricato formalmente e pagato».

Le richieste avanzate sono chiare: nessuna adesione obbligatoria del personale Ata alle attività estive;
nessun ordine di servizio mascherato da progetto educativo, nessun lavoro aggiuntivo senza incarico e senza pagamento e il confronto preventivo con Rsu e personale Ata prima dell’avvio delle attività. La programmazione deve restare inoltre compatibile con ferie, situazioni di organico ridotto e chiusura dei contratti a tempo determinato.

«A fine anno scolastico le segreterie sono già sommerse da scadenze, organici, graduatorie, bilanci,
contratti, rendicontazioni e adempimenti. I collaboratori scolastici lavorano spesso con personale ridotto, tra ferie, assenze e mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato – concludono dal sindacato -. Non basta deliberare un progetto. Bisogna dire chi lo realizza, con quali carichi di lavoro, con quali risorse, con quali compensi e con il consenso del personale coinvolto. Invitiamo il personale a segnalare eventuali anomalie, forzature o utilizzi impropri della forza lavoro e vigileremo sul rispetto delle norme. Le scuole aperte non si fanno con il lavoro invisibile. Il personale Ata non è una risorsa da spremere».

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