Venerdì 9 e sabato 10 ottobre torna Open! Studi Aperti 2026, l’iniziativa nazionale che invita gli architetti ad aprire al pubblico i propri luoghi di lavoro e, più in generale, i luoghi nei quali l’architettura viene pensata, costruita e trasformata. L’Ordine degli Architetti Ppc della Provincia di Ravenna partecipa con un programma diffuso che coinvolge Ravenna, Faenza, Cervia, Fusignano, Castel Bolognese e San Pietro in Vincoli e si estende a Tredozio, seguendo anche i luoghi nei quali i professionisti coinvolti sviluppano la propria attività progettuale e di ricerca.
Il tema dell’edizione 2026 è “Architettura Condivisa”: un invito ad aprire non soltanto le porte degli studi, ma soprattutto il processo dell’architettura al confronto con cittadini, comunità e territori. Open! permette infatti di conoscere ciò che normalmente rimane dietro il risultato finale: le domande da cui nasce un progetto, il dialogo con chi utilizzerà gli spazi, il rapporto con l’esistente, le scelte dei materiali, il lavoro in cantiere e le trasformazioni che accompagnano ogni intervento.
«OPEN! rende visibile il valore pubblico dell’architettura – afferma il presidente Luca Frontali –. Dietro ogni edificio e ogni trasformazione dello spazio ci sono competenze, scelte e responsabilità che incidono sulla qualità della vita delle persone. Aprire studi, cantieri e luoghi del progetto significa creare un rapporto più diretto tra professionisti e cittadini e rafforzare la consapevolezza che la qualità dell’architettura riguarda tutti».
A Ravenna, Officina Meme Architetti propone “Si fa con Officina!”, raccontando alcuni progetti insieme ai loro committenti; Mecozzi Verdini Architettura e Paesaggio apre le porte della storica Casa Guaccimanni con il progetto di ospitalità “Gironda Palazzo”; 4051 Architetti accompagna il pubblico alla scoperta della ristrutturazione di un terracielo nel centro storico; Marzetti–Scaini racconta la trasformazione della precedente sede degli uffici Cisl; Denara apre il proprio spazio con “Militanza e Impertinenza”.
A Faenza, A+4 Studio propone un incontro dedicato al restauro energetico-scientifico di un edificio storico vincolato; Studio Livello Due conduce una visita tra architettura e spazi verdi nel Campus Mmb; Nidi Architettura affronta il tema dell’abitare condiviso tra persone e animali; Andrea Montesi per Borgo Indie – Materia Prima presenta al Fontanone “La tavola, prima e dopo di noi”.
Il percorso prosegue a Fusignano, dove Officina Losco mette in relazione progetto, artigianato e lavorazione del metallo; a Castel Bolognese, con l’incontro tra architettura, arte e cucina proposto dallo Studio Lambertini Mainardi; a Cervia, dove Gruppo Lithos Architettura racconta il rapporto tra studio, materiali e trasformazione del cantiere; e a San Pietro in Vincoli, con l’apertura dello Studio Tecnico Amadei & Montanari.
A Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena, Ca’ de Monti – progetto Habitat propone una visita al progetto di recupero e riattivazione del borgo storico rurale; Viola Toccafondi, architetta iscritta all’Ordine di Cagliari e professionalmente attiva a Faenza, apre invece il proprio spazio con Terr.ón, progetto dedicato a mostra, gioco e co-progettazione.
«Abbiamo voluto costruire un OPEN! che non coincida semplicemente con l’apertura fisica degli studi – dichiara il referente Bianca Maria Canepa -. Architettura Condivisa significa mostrare come nasce un progetto, entrare nei cantieri e nei luoghi trasformati, incontrare chi progetta e chi quegli spazi li vive. La sfida è portare l’architettura fuori dal confronto esclusivamente interno alla professione e far comprendere quanto ogni scelta sullo spazio incida concretamente sulla nostra vita quotidiana».


