Prosegue l’impegno di Ausl Romagna per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, con l’avvio della seconda fase del progetto «Potenziamento del modello Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) nelle frazioni costiere del Comune di Ravenna». La fase 2 ha portato anche all’inaugurazione del presidio sanitario di Punta Marina, in via della Fontana 4, avvenuta ieri, 26 ottobre.
La nuova sede completa l’articolazione della «Casa della Comunità del Mare», che comprende anche i presidi di Marina di Ravenna e Lido Adriano, con l’obiettivo di garantire un servizio sanitario di prossimità sempre più accessibile e integrato. Secondo quanto riportato da Il resto del Carlino in edicola oggi, dall’avvio della fase 1 nel 2023 sono state prese in carico a Marina di Ravenna 2.604 utenti, mentre gli accessi hanno superato le 9.000 unità. Dal 10 luglio è partita la fase 2 a Punta Marina e Lido Adriano, con 907 prese in carico in tre mesi e 2.797 accessi. Ai presidi di prossimità si aggiungerà nei prossimi mesi quello di Casal Borsetti.
A presentare il progetto, insieme all’assessora per la salute Roberta Mazzoni e la direttrice del distretto sanitario di Ravenna Tiziana Marzulli, anche i rappresentanti di Eni e Snam, realtà che hanno contribuito significante alla realizzazione del polo sanitario di prossimità. Le aziende hanno infatti messo a disposizione 361 mila euro di risorse, alle quali si aggiungono i fondi di Ausl Romagna fino ad un totale di 450mila euro.
Grazie all’accordo firmato con l’azienda sanitaria lo scorso 20 agosto, Eni e Snam confermano il proprio impegno nel sostegno ai modelli di prossimità per quattro anni, dal 2026 al 2030. Tra gli interventi in programma, il potenziamento del personale infermieristico nel ruolo di Infermiere di Famiglia e Comunità, l’allestimento e la fornitura di dotazioni tecnologiche come arredi, apparecchiature elettromedicali e attrezzature informatiche per gli ambulatori e gli spazi di accoglienza.
«Il progetto è particolarmente importante per offrire una risposta concreta ai cittadini e per lo sviluppo delle cure territoriali, così come previsto dal DM 77/2022 – dichiarano il sindaco Alessandro Barattoni e l’assessora Roberta Mazzoni – La costituzione di equipes multiprofessionali, permette al medico di medicina generale, all’IFeC, all’assistente sociale e agli altri professionisti coinvolti di condividere modalità e strategie per rispondere ai bisogni della popolazione fragile, affetta da patologie di tipo cronico degenerativo o ad alta vulnerabilità sociale. La figura professionale dell’IFeC costituisce il cuore pulsante di modello: si pone come punto di riferimento costante per il cittadino e per le famiglie, agendo proattivamente sulla prevenzione, sull’educazione sanitaria e sulla gestione dei bisogni di salute complessi».


