venerdì
23 Ottobre 2026
Rubrica L'osservatorio

Cosa ho imparato dai giovani “violenti” (e una autodenuncia)

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Quello che mi hanno insegnato questi giorni di violenze, vere o presunte, e di procurati allarmi nelle scuole.

– Se in un messaggio vocale che diventa virale c’è qualcuno che dice che arriveranno quattrocento stupratori professionisti e verrà incendiata la scuola, non è detto che succeda davvero. Anche se la voce del vocale è quella di un ragazzo molto serio che dice “raga non sto scherzando”.

– È molto più facile far restare tutti a casa da scuola oggi rispetto ad alcune decine di anni fa, quando bisognava architettare almeno un allarme bomba. Quelli che sono cambiati di più, probabilmente, sono i genitori.

– I cassonetti con i rifiuti stracolmi e in terra in zona Gulli, finiti nelle gallery di molti articoli sulle “violenze al Callegari” (anche su Ravennaedintorni, vedi foto in alto), sono così di regola, non è stata colpa degli studenti, almeno questa volta. Non fate i furbetti, voi di Hera…

– Le condanne di questi giorni mi hanno fatto sentire ancora più in colpa per quello che ho fatto quando ero giovane. Ok, lo ammetto, ho spaccato decine di specchietti delle auto parcheggiate e ho fatto saltare con dei petardi decine di cassette delle poste. E non ero neppure un maranza. Come non lo era chi mi racconta, di tanto in tanto, che per gioco si rovesciavano le cinquecento per strada, insieme agli amici. Purtroppo, i giovani spesso fanno cazzate.

– A proposito, indicare i maranza come i colpevoli e discriminarli per le loro origini, non aiuta a integrarli e a far passare loro la rabbia.

– Le scuole hanno davvero i bagni rotti, termosifoni di trent’anni fa, nessun condizionatore, poco personale e problemi strutturali che andrebbero risolti. Anche se è più facile prendersela con i giovani, naturalmente…

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