Miani tra ricordi e futuro: «Il mondo dello sport mi manca già»

A 33 anni il campione ravennate ha chiuso la carriera con un oro ai campionati italiani ma non esclude di tornare in acqua: «Alla Canottieri non potrò dire no»

Miani Mondiale 2014

Marcello Miani ai Mondiali del 2014

«Ero arrivato a un punto in cui era impossibile coniugare al meglio lavoro, sport e soprattutto famiglia. Per cui ho deciso di chiudere la mia carriera agonistica, ma uno spiraglio, quando avrò messo a posto un po’ di cose, è sempre aperto…». Marcello Miani, plurimedagliato atleta di San Pietro in Vincoli, nell’estate scorsa si è ritirato dalle gare, mettendo così fine a una carriera azzurra davvero invidiabile. Per il 33enne alfiere prima della Canottieri Ravenna, società in cui è cresciuto, e poi della Forestale, nella cui squadra si è consacrato ai massimi livelli, è tempo di bilanci, anche se la voglia di tornare a remare sembra non essere ancora passata.

Marcello, una carriera così bella non poteva che chiudersi con un successo, giusto?
«Sì, è stato bellissimo concludere il mio percorso da atleta con un oro agli ultimi campionati italiani. Ho trovato giusto ritirarmi quando ero ancora al massimo della forma, piuttosto che in un momento che non ne avevo più».

Miani Coppa Mondo 2009In più di quindici anni hai messo in piedi un curriculum da grandissimo atleta. Quale la soddisfazione maggiore?
«Beh, per fortuna ne ho avute parecchie, a partire dalla vittoria ai Mondiali nel singolo ad Amsterdam, nel 2014. Poi sono riuscito a partecipare all’Olimpiade di Rio de Janeiro, quando qualche mese prima ero quasi senza speranze, del tutto fuori dal giro della nazionale. È stata un’impresa convincere i tecnici a puntare su di me. E infine i due successi in Coppa del Mondo, centrati forse nel periodo di migliore forma».

A proposito di Giochi: quanto brucia quel quarto posto a Pechino 2008?
«C’è ancora un po’ di amaro in bocca, ma anche la consapevolezza di avere dato il massimo. Si tratta in ogni caso di un grandissimo risultato, ma non nascondo che vincere il bronzo sarebbe stato coronare un sogno».

Un sogno avuto fin da bambino?
«In realtà ho iniziato praticando nuoto e basket, poi mio nonno era socio della Canottieri e mio padre mi portò alla Standiana a provare. Mi è subito piaciuto, in quanto amo stare all’aria aperta e fare attività fisica, allenandomi in scenari spettacolari».

La Canottieri Ravenna: il primo amore non si scorda mai?
«Sì, mi è sempre stata vicina per tutto il corso della mia carriera. In tutti questi anni è stato bello allenarmi alla Standiana. Infatti mi sono di nuovo tesserato».

Questo è un primo passo per un ritorno sui remi?
«Adesso per me è quasi impossibile allenarmi, ma alla Canottieri è tornata Valeria Catescu (allenatrice rumena di lungo corso che aveva diretto il settore giovanile dal 2003 al 2009, ndr), che mi chiede se posso dare un mio contributo. Forse nel 2018 disputerò qualche gara. Chissà».

Miani A Pechino2Chi è Marcello Miani oggi?
«Innanzitutto è un marito e papà felice. Nel gennaio del 2017 è nato Massimo, mentre a giugno aspettiamo un altro arrivo… In più sto facendo dei corsi per entrare in servizio nei Carabinieri/Forestale. In questo momento purtroppo non pratico sport e un po’ mi manca quel mondo».

Hai mai pensato di fare l’allenatore?
«Ho già il brevetto di tecnico di primo livello e in futuro mi piacerebbe allenare. Amo molto insegnare come si fa a remare e soprattutto apprezzare le soddisfazioni che dà».

Ci sono dei giovani in cui ti rivedi nel vivaio della Canottieri?
«C’è qualche ragazzo che promette bene, ma preferisco non fare nomi».

E Bruno Rosetti, ti ha sorpreso il suo ritorno alle gare con medaglia di bronzo all’ultimo Mondiale?
«Direi proprio di no. Anni fa lasciò il canottaggio per intraprendere nuove esperienze. Adesso ha deciso di tornare e sta mostrando il suo grande talento. Ha un fisico eccezionale, è un vero fenomeno. Mi sbilancio: alla prossima Olimpiade si porta a casa una medaglia».

Miani A PechinoNato a Faenza il 5 marzo 1984, Marcello Miani ha iniziato fin da giovanissimo la classica trafila nel vivaio della Canottieri Ravenna, allenandosi nel bacino della Standiana. Fin dagli albori della sua carriera ha partecipato nelle competizioni pesi leggeri, collezionando vittorie e piazzamenti da podio a livello mondiale, a partire dagli Junior, per arrivare agli Under 23. È nei senior, però, che centra una stupenda striscia di tre primi posti mondiali (4 di coppia nel 2004, singolo nel 2010 e nel 2014), salendo sul secondo gradino del podio tre volte (4 di coppia nel 2003, doppio nel 2006, 4 senza nel 2011) e una sul terzo (doppio nel 2009). Agli Europei vince altri due ori e un argento, in Coppa del Mondo si aggiudica il successo finale due volte nel doppio (2006 e 2009). Ma soprattutto Miani può vantare ben tre partecipazioni alle Olimpiadi: la prima a Pechino 2008, con il quarto posto nel doppio, la seconda a Londra 2012, 12° posto nel 4 senza, la terza a Rio De Janeiro 2016, ottavo posto nel doppio. Infine, si chiude con una vera e propria pioggia di titoli tricolori, in ogni categoria di età, ma anche di peso: in definitiva 17 primi posti, tra cui l’ultimo nel giugno 2017 a Milano nel doppio senior, 9 secondi e 6 terzi, per un curriculum che lo lancia tra i migliori canottieri degli ultimi due decenni.

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