giovedì
21 Maggio 2026
Calcio serie C

Andrea Mandorlini sarà l’allenatore del Ravenna Fc anche nella stagione 2026-27

Il direttore sportivo dei giallorossi Davide Mandorlini, figlio del tecnico, ha comunicato l'intenzione di continuare con la stessa guida

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Il direttore sportivo del Ravenna Fc, Davide Mandorlini, ha confermato il padre Andrea nel ruolo di allenatore della squadra anche per la prossima stagione 2026-27 quando i giallorossi prenderanno parte al campionato di serie C di calcio maschile di nuovo con l’obiettivo di raggiungere la serie B. La conferma del tecnico è arrivata nelle dichiarazioni rilasciate dal ds nella tarda serata del 20 maggio al termine della sconfitta per 2-0 in casa contro la Salernitana (qui le pagelle) nella gara di ritorno dei quarti di finale dei playoff per la promozione (successo amaranto con lo stesso punteggio anche all’andata tre giorni prima in Campania).

Il 65enne ravennate Andrea Mandorlini è arrivato sulla panchina ravennate lo scorso 13 febbraio dopo l’esonero di Marco Marchionni. Il ruolino in regular season è stato 7 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta (13 gol fatti, 5 subiti e 8 clean sheet). Nelle quattro partite dei due turni playoff sono arrivati due pareggi e due sconfitte (2-2 e 1-1 con il Cittadello, poi doppio ko 2-0 con la Salernitana). Il tecnico iniziò a giocare nella squadra della sua città e sulla panchina giallorossa c’era già 32 anni fa. Dal 1994 al 1998, compreso quindi il sesto posto in B del 1996 che resta il miglior risultato nella storia del Ravenna, Mandorlini fu vice allenatore.

«Io sono per la continuità – ha detto Davide Mandorlini alla stampa dopo il triplice fischio –. Non ho mai preso in considerazione di cambiare. Sono andato al campo a ogni allenamento e posso dire che nel corso della gestione del mister si sono visti dei miglioramenti. Ora mi confronterò con la proprietà della società, ma la mia intenzione è di partire il prossimo anno con lo stesso allenatore. La nostra ambizione non l’abbiamo mai nascosta, soprattutto il presidente. Credo che la città possa essere orgogliosa di questi giocatori e di questa società che sta facendo tanto per il calcio. Vedere uno stadio così pieno e la curva che applaude la squadra a fine partite è stata un’emozione forte».

La stagione è conclusa da pochi minuti e i bilanci vanno fatti a bocce ferme, ma il diesse accenna già un commento complessivo: «Siamo una neopromossa e abbiamo affrontato un quarto di finale contro una squadra che due anni fa era in serie A. Non credo che siamo inferiori a loro, ma la partita di andata con i gol subiti nel nostro momento migliore ha condizionato anche il ritorno. Resta l’amaro in bocca».

L’allenatore ha parlato di scintilla mancata in 180 minuti: «Serviva quell’occasione per arrivare a riaccendere la sfida, soprattutto nel ritorno». Nella gara del Benelli il portiere ospite non ha di fatto mai dovuto parare tiri nello specchio: «È proprio quella la scintilla che è mancata di cui parlo, un gol, uno spunto, un’occasione».

Il tecnico non risparmia critiche all’arbitraggio di Leonardo Mastrodomenico: «Ha commesso molti errori e questo dispiace perché ha condizionato una sfida fra due squadre che hanno giocato a viso aperto».

Sulle prestazioni offerte dai giallorossi ha inciso, secondo l’allenatore, anche i tempi ristretti degli impegni: «Questa formula di playoff mette le partite molto vicine fra loro, c’è pochissimo tempo per preparare le partite e non tutte le squadre possono vantare un parco tecnico ampio per fare cambi. Noi ci abbiamo provato mettendo in campo 7 giocatori diversi rispetto all’andata a Salerno, ma non è bastato. Però sono soddisfatto di cosa ho visto dai ragazzi».

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