Ravenna come Berlino: 3 giorni di musica elettronica in club e gallerie d’arte

Al debutto il festival Loose tra Almagià, Valtorto, Ninapì, planetario
e spiaggia di Punta Marina con artisti e dj di caratura internazionale

Debutta a Ravenna il primo festival dedicato all’arte e alla musica elettronica di qualità e da club. Si chiama Loose e nasce sulla scia di Club Adriatico, la serata mensile che negli ultimi due anni ha portato all’Almagià alcuni dj di caratura internazionale allo scopo di promuovere anche a Ravenna la cultura del clubbing.

Il festival si terrà in tre giornate dall’8 al 10 maggio in vari luoghi della città. Ecco il programma completo con i dettagli degli artisti presenti.

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Venerdi 8 maggio si parte alla galleria Ninapì di via Pascoli, in centro, dalle 18 alle 21 con l’inaugurazione e la performance di Still, il nuovo progetto di Simone Trabucchi (Dracula Lewis, Hundebiss Records), da Milano, dedito alla rivisitazione del computerized dub e delle prima produzioni dancehall digitali. Si tratta di un concerto del tutto particolare, per drum machine, giradischi e synth. La serata inaugurale proseguirà al planetario di Ravenna con due repliche di spettacoli della rassegna Paradoxes, curata dalla compagnia Orthographe e dall’etichetta discografica “Presto!?” e nel corso della quale il dispositivo ottico del planetario interagisce con l’esecuzione live dando vita ad ogni incontro a un’inedita performance di suoni e luci in 3D. L’appuntamento sarà alle 21 e alle 22 (posti limitati, consigliata la prenotazione via mail: citizenkane@fannyalexander.org) con TCF, progetto musicale dell’artista norvegese Lars Holdhus, conosciuto anche per il suo lavoro nel campo delle arti visive. Le sue produzioni sono influenzate sia dalla musica concreta sia da un estetica glitch e sci-fi, ma anche da generi più legati al club come l’hardcore e la trance. La prima serata del festival terminerà al Valtorto di Fornace Zarattini (dalle 23 alle 4 di notte) con il live di
Primitive Art, progetto che nasce dall’unione dei suoni di Matteo Pit e la voce di Jim C. Nedd con un approccio istintivo e tribale che attinge dall’immensa miniera della world music (nel 2013 è uscito il loro primo disco, Problems, per Hundebiss Records). A seguire dj-set del tedesco Privacy, reduce dall’ultima edizione del festival Berlin Atonal dove ha miscelato con padronanza wave, dub, noise, industrial e techno.

Sabato 9 maggio si riparte dalla galleria Ninapì (ore 19-22) con il live di Bear Bones, Lay Low, nome d’arte di Ernesto González, venezuelano da tempo trapiantato in Belgio, che costruisce atmosfere psichedeliche utilizzando suoni prevalentemente elettronici (a seguire dj-set di Hazina). Sabato si passerà poi all’Almagià (dalle 23 alle 5 del mattino) per il clou del festival, con i concerti del
britannico Powell – in cui la forza e la fisicità della techno si mescola con l’attitudine post-punk e wave e con lo spirito avventuroso delle sperimentazioni – della tedesca Lena Willikens – dj di Colonia che si muove tra house tribale, acid, techno, afro e kraut – e del cesenate Lorenzo Senni, definitivamente consacrato a livello internazionale grazie agli ultimi due album per Editions Mego e
Boomkat, che per definire la propria musica (sorta di de-costruzione del suono della rave culture degli anni Novanta) ha coniato il termine “pointillistic trance”.

Finale soft, domenica 10 maggio dalle 17 alle 21, in spiaggia, al bagno Ruvido di Punta Marina con Marco Unzip – una delle figure chiave nello sviluppo del movimento legato alla musica elettronica a Bologna fin dai suoi esordi ai tempi del Link per arrivare oggi a essere direttore artistico di roBOt festival – e i dj del Club Adriatico El Putiferio e Bangutot.

Info: 349 7767662.

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