Il Capodanno celtico di Riolo Terme: «Bruciamo il male, ma la Chiesa non partecipa»

Gli organizzatori: «Qui portiamo avanti una tradizione e ognuno si veste delle proprie paure»

Riolo Halloween

Uno scatto di Salvatore Garbo dalla passata edizione del Capodanno Celtico di Riolo

Va avanti da 28 anni, prima che Halloween diventasse una festa così popolare anche in Italia, la tradizione di Samhain, il capodanno celtico di Riolo Terme, «il più importante d’Italia», si legge sui manifesti. Un evento che, sotto la direzione artistica dell’esperto Walter Vinci, vuole ripropone i riti, le maschere, il cibo rituale, i fuochi e la cultura della Romagna di un tempo molto antico.

«In questa zona – spiegano dalla pro loco, che organizza l’evento –, secondo la cultura celtica, che qui era presente, il passaggio dal mese di ottobre a quello di novembre era considerato il Capodanno. Si credeva che le porte del mondo dei morti si aprissero e i morti tornassero sulla terra per “rimettere tutto a posto” dopo la conclusione del ciclo produttivo agricolo e in vista di quello successivo».

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«Ancor prima di Halloween – continua la presidente della Pro loco, Paola Berti – qui esistevano tante piccole tradizioni che avevano origini celtiche, che ognuno portava avanti e tramandava in casa».

Oggi, con Halloween, il Capodanno di Riolo Terme ha avuto ancor più risonanza, diventando una festa per tutta la famiglia. Gli organizzatori invitano a festeggiarlo nella massima libertà, come si vuole, «mascherandosi, vestendosi ognuno della propria paura, o seguendo le proprie tradizioni».

Il tema dell’edizione di qust’anno è il vampirismo, con gruppi specializzati in questo particolare trucco, oltre a momenti spettacolari. Il clou resta lo spettacolo finale di mezzanotte, in cui viene bruciato di fronte alla rocca il “male”. «Tanto che non capiamo esattamente perché la comunità cattolica del posto non partecipi – continua Berti –, a ben vedere il Samhain non è così distante dal mondo della Chiesa, non c’è niente di dissacrante, in realtà è un momento di fede pura, in cui la terra si rinnova».

Di certo per il paese è una festa importante, a cui partecipano residenti e tante persone anche da fuori provincia, che rendono necessario l’allestimento di due aree camper. «E il prossimo anno la festa durerà due giorni…», anticipano dalla pro loco.

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