Sposalizio del mare: l’anello lanciato dal vescovo resta nell’Adriatico – FOTO

Cerimonia ridotta per il tradizionale rito della benedizione delle acque con la preghiera per un mare propizio. Non era previsto il tuffo per ripescare la vera d’oro

Lancio CoronaIl matrimonio di Cervia con le acque dell’Adriatico si è celebrato anche quest’anno, nonostante la pandemia di Covid-19. Dato il periodo particolare si è ritenuto opportuno che la cerimonia si svolgesse in forma ristretta senza il momento clou dei nuotatori che ripescano l’anello lanciato dal vescovo. Si è deciso di lasciare l’anello al mare in segno di buon auspicio per la città.

Alla cerimonia avvenuta oggi, 24 maggio, hanno partecipato il sindaco della città Massimo Medri con una rappresentanza della giunta,  l’arcivescovo di Ravenna e Cervia Lorenzo Ghizzoni, il parroco di Cervia Don Pierre Cabantous, l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini e il  capo di gabinetto della Prefettura di Ravenna Rosaria Mancini. La cerimonia ha visto la presenza in mare di un gruppo ristretto di autorità civili e religiose ma tutta la città ha potuto seguire la cerimonia in diretta sulla pagina Fb del Comune di Cervia.

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Arrivo VescovoOgni anno migliaia e migliaia di persone assistono ai festeggiamenti, al corteo storico, alla cerimonia in mare e partecipano ai numerosi eventi che ruotano intorno al rito del matrimonio con le acque. Oggi la cerimonia viene celebrata  sui pescherecci che rappresentano una delle tradizioni locali legate all’economia della città ma in passato una lunga fila di burchielle partiva dalla salina e, trainate lungo le rive del canale fino all’imboccatura del porto, le imbarcazioni si muovevano poi remando verso il mare aperto per celebrare il tradizionale rito della benedizione delle acque con  la preghiera per un mare propizio a naviganti, pescatori,  salinari e a tutta la città, con il lancio della vera d’oro in mare. È documentato che fin da quando la città era in mezzo alle saline, quindi prima del 1697, l’evento veniva accompagnato dalla musica della  banda e i ragazzi facevano a gara per ripescare l’anello lanciato in mare.

Il rito non si è quasi mai interrotto  né ha subito variazioni  se non in situazioni molto particolari come durante il  secondo conflitto mondiale. Negli anni  1941, 42 e 43 l’anello lanciato in mare non era d’oro ma di ferro.  Erano tempi duri ma la tradizione non si interruppe se non nel 1944. Riprese poi subito nell’anno successivo.    L’evento ha superato tempi difficili e difficoltà di ogni genere, e quindi proporlo anche in forma ridotta vuole essere di buon augurio per un ritorno alla normalità  per tutta la  città pronta  ad accogliere in sicurezza e con grande calore i suoi ospiti.

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